Il mondo delle Drag Queen italiane si sta aprendo a nuovi talenti, lontani dalla comicità ironica tradizionale a cui il pubblico era finora abituato. Classicità e Modernità però, possono essere ottime compagne di viaggio e Desdemone Undicesimo, eclettica drag della Drag Queen Academy di Simona Sventura, è un perfetto rappresentante di quest’ultima. Conosciamolo meglio insieme.

Ciao Desdemone Undicesimo, allora, raccontaci di te, siamo curiosi.
Ciao a tutti, fuori dal drag mi chiamo Domenico, ho un’azienda a Reggio Emilia che si chiama Queer Parrucchieri, perché la mia militanza nel mondo Queer, che è l’ambiente dal quale nasco, è iniziata proprio a Reggio Emilia più di 10 anni fa, quando ho aperto il mio salone di bellezza, sono diventato make up artist e poi ho deciso di allargare i miei orizzonti.

Lanciandoti nel mondo delle drag queen! Come è andata esattamente?
Allora, ho sempre avuto un look un po’ particolare, tatuaggi, la matita sugli occhi, a un certo punto ho voluto “svariare” e allargare tantissimo quella che era la forma del drag. Non mi sono mai abituato a lustrini, paillettes e brillantini ma ho voluto portare all’interno del concetto di drag queen il non conosciuto. Quando uscivo o andavo a ballare, comunque sempre vestito da Desdemone Undicesimo, ho deciso che l’auto celebrazione non mi soddisfaceva più e volevo il mio show.

E così ti sei iscritto alla Drag Queen Academy di Simona Sventura, giusto? Come ti trovi?
Sono contentissimo, sono in una classe di 12 persone, tutte con storie diverse e da ambienti diversi. E’ iper stimolante avere a che fare con tante persone che hanno cose diverse da raccontare, è bello e appagante anche a livello artistico.

Ho visto che tu non proponi il classico show da drag queen, hai uno stile molto più “spooky”.
Si, conta che le mie icone e riferimenti drag sono i Nazgul, Voldemort, Jack Sparrow. Prendo ispirazione da questi personaggi fantasy che a volte non sono nemmeno donne! (ride).

Dietro le quinte mi raccontavi che il tuo modo di far spettacolo si chiama “Dust” cioè polvere…
Si, il “Dust” è proprio il mio elemento e credo che ogni drag ne abbia uno, chi ha la porporina, chi la lingerie…io h la polvere. Il mio show di punta è tutto giocato su giochi di polvere profumata …che fa chic!

Una cosa originale e scenica che ancora non si è vista. C’è qualche drag italiana o internazionale che ammiri particolarmente?
Allora, ora sto conoscendo tante drag specialmente della zona di Bologna…come Magdalena, mia amica, Miss Pingy Gonzales, con cui ho lavorato ad Halloween, Diana Blodura, simpaticissima, una drag di compagnia, eccezionale.
Come riferimenti a Milano abbiamo la bravissima Dafne Boheme, fa show molto ricercati e la seguo tantissimo.

Che differenza c’è tra il tuo personaggio drag e il tuo essere Domenico tutti i giorni. C’è un contrasto? Come lo vivi?
Negli ultimi 6 mesi, prima di iscrivermi alla DQA sono stato un topo di biblioteca, ho fatto nerd-life facendo ricerca e studiando make up, ho fatto tanta chiarezza con Domenico, oltre che con Desdemone. E’ vero che siamo tutti individui, ma siamo anche un insieme e ho capito che Desdemone non è il personaggio di Domenico, ma Domenico, quando si veste, è comunque drag. Io vivo in drag, e per citare Ru Paul: “siamo tutti nati nudi, tutto il resto è drag!”.

Giustissimo e dimmi, il nome Desdemone Undicesimo come è stato scelto?
Nel 2004 ho letto un libro di Isabella Santacroce, nota scrittrice italiana, con cui ho avuto opportunità di lavorare in un paio di locali e lei stessa mi ha battezzato con questo nome. Io l’ho voluto utilizzare perché sono tanti anni che esiste come personaggio…dovevo solo presentarlo al mondo! (ride)

Ed eccoci qua. Ti è mai capitato di subire pregiudizi per chi sei e quello che fai?
Penso che alla base del pregiudizio ci sia la nostra paura di esprimerci. Mi identifico sempre come un militante proprio per questo perché anche al di fuori del drag mi presento con una estetica non proprio usuale. Credo che però alla base del pregiudizio ci sia sempre la curiosità, quindi a volte le persone timide, introverse o ignoranti sfociano nell’aggressività e veniamo colpiti. Ma se non abbiamo paura di noi non capisco perché non possiamo presentarci in maniera educata e umile. Al di là di scarpe costose, vestiti bellissimi e gioielli e impegno siamo delle persone. La vera militanza non è nasconderci, dobbiamo parlare di questo, fare domande, informarci su internet. La maniera più bella per aprire la mente è conoscere le cose. La mia militanza nel sociale è iniziata appunto 10 anni fa quando ho aperto il mio negozio, Queer appunto.

Spieghiamo a chi non lo sa cosa significa questa parola?
Certo, Queer è entrata a far parte intorno al 2014-15 della sigla LGBTQIA, però è una categoria che viene anche un po’ discriminata dallo stesso movimento perché non ha così tanti canoni precisi e io volevo far riconoscere alle mie clienti questo. Per esempio, se veniva a trovarmi il mio fidanzato in negozio potevo baciarlo davanti a loro, se avevo ancora addosso brillantini da uno show della sera prima il sabato mattina metto i bigodini lo stesso….questa è la mia militanza, il mio lottare.

E’ il mostrarsi tutti i giorni per come sei, senza paura. E’ una cosa bella e importante.
Proprio così.

Parliamo ora dei tuoi progetti futuri: dopo la Drag Queen Academy cosa ti piacerebbe fare?
Sicuramente mi piacerebbe sfondare nel mondo degli show, quindi vorrei partecipare a qualche concorso strutturato come Miss Alternative, Androgynous e vedere dove posso arrivare. L’impegno c’è, l’ambizione pure e…il rossetto non manca mai! (ride)

Desdemone, come sei stato accolto nel mondo delle drag queen?
Al di fuori di ogni mia aspettativa sono stato accolto veramente molto bene, mi facevano domande personali e ho visto che la curiosità è alla base del volere conoscere. Questo ha infranto un muro. Nel mio immaginario le vedevo un po’ come “squali”…(sorride)

Ahia! E invece…
E invece sono persone deliziose oltre ogni aspettativa, una volta nei camerini siamo come ragazze che fanno pilates, non ci vergogniamo di nulla.

C’è una bella complicità.
Si. Arrivando dal club – facevo immagine e ballerino e ho lavorato tanti anni con Giusy Consoli – ho visto questa sostanziale differenza tra trans e draq queen. Nel momento in cui si veste la drag elimina ogni tipo di pregiudizio, ho proprio sfatato il mito dello squalo, trovo sia un ambiente bellissimo.

Come ti sei trovato ad esibirti in pubblico le prime volte, quanta emozione hai provato?
L’emozione è sempre qualcosa di trascendentale, una grande botta, ti tremano le mani, sudi, ti si scolla la parrucca, non vedi niente se porti le lenti a contatto…ma quando inizia la musica sparisce tutto e inizia lo show. Mi accorgo di uscire da questa trance dello spettacolo solo quando sento gli applausi.

Sapere arrivare al pubblico è una bella soddisfazione.
Ho avuto un buon feedback nonostante presento show non così usuali e mainstream.

Il pubblico italiano forse allora è pronto anche per qualcosa di “diverso”?
Lo spero molto perché lo sto portando in giro! (ride)

Un ultima cosa, saluta tutti come vuoi tu.
Seguite il Piccole Magazine perché oltre ad esserci I miei show ci sono un sacco di cose che non sapevo nemmeno io esistessero. E’ un rubrica fantastica, fateci un giro e “Don’t dream it…queer it!”

Grazie mille Desdemone Undicesimo per essere stato con noi, ci vediamo alla Drag Queen Academy e in altri concorsi, siamo sicuri che diventerai un performer di successo!