Nel mondo dello sport italiano, sono pochissimi gli atleti ad aver fatto coming out: è un ambiente ancora molto maschilista in cui viene ancora difficile accettare completamente la parità dei sessi e che subisce condizionamenti culturali molto forti. Chi non ha avuto paura di dichiarare la propria omosessualità è il pallavolista Daniel Almeida Gaspari, 38enne brasiliano che lavora nel mondo della ristorazione e che milita nella squadra di pallavolo gay-friendly modenese Sailor Mo Volley. Abbiamo fatto una bella chiacchierata con lui sull’importanza del dare visibilità al fatto che anche nel mondo dello sport esiste l’omosessualità e non c’è motivo di nascondersi.

Intervista a Daniel Gaspari: 'per uno sport libero dai pregiudizi'Ciao Daniel, quando è nata la tua passione per questo sport?
La mia passione è nata grazie alla mia mamma che era una brava giocatrice di pallamano, sport in cui mi sono cimentato anche io prima della pallavolo. Anche mia sorella giocava a pallavolo però ha smesso perché ha avuto un grosso problema alle spalle.
Io gioco a pallavolo da quando avevo 11 anni. Ho militato nella serie B in Brasile, all’estero a Londra, Madrid, Praga, Vienna, Nizza e Lisbona. Mentre qui in Italia ho giocato per Roma, Rimini, Catania, Milano Brescia e in serie C a Genova e Rapallo, fino ad arrivare alla squadra dove gioco adesso.

Siete una famiglia con lo sport nel sangue allora! Ora che ti sei fermato in Italia, sappiamo che giochi in una squadra gay-friendly di Modena, giusto?
(ride) Si! Nel 2009 ho scoperto che esisteva un torneo dedicato ai gay così ho cercato una squadra per giocare questo campionato. In Liguria però non c’era una squadra così ho incontrato dei ragazzi di Modena e adesso gioco nella Sailor Mo Volley. Faccio gli allenamenti qui a Genova e poi nel week end vado a giocare con loro. Siamo in 24.

Hai giocato in tantissime squadre, si vede che sei molto apprezzato.
Beh, ho parecchia esperienza e soprattutto sono famoso per avere un buon “salto”. Tutti mi hanno sempre cercato perché posso coprire 3 ruoli: schiacciatore, opposto e soprattutto il centrale che è una posizione che nessuno vuole mai occupare (sorride).

Hai girato diverse città d’Italia, come mai la scelta di fermarti proprio a Genova?
Qui a Genova sono arrivato alla fine del 2004 e mi trovo bene. E’ vero che ho girato molto per l’Italia ma questo grazie anche al mondo drag queen, di cui ho fatto parte per molti anni.
Intervista a Daniel Gaspari: 'per uno sport libero dai pregiudizi'Sai, per motivi personali, prima ho passato un periodo molto buio e duro nella mia vita a Milano, dormivo per strada ma non ho mai pensato al suicidio ma solo al fatto che un giorno quell’incubo sarebbe stato solo un ricordo.

Ne sei riemerso alla grane però.
Sicuramente è un’esperienza che mi ha aiutato a crescere e soprattutto a dare più valore alla vita e alle persone che mi vogliono bene.

Daniel Gaspari, hai mai subito discriminazioni per il tuo modo d’essere?
Si, l’anno scorso per la prima volta in centro di Rapallo e anche sul lavoro, l’episodio che mi ha fatto più male.
In pratica una signora mi aveva chiamato come una scimmia e poi aveva detto che io non dovevo servirla perché non ero italiano.

Ma non me la prendo con le persone singole, la colpa è dei politici e del governo che fanno credere alla massa che essere diverso sia una minaccia. Ripeto, fa molto male.

Intervista a Daniel Gaspari: 'per uno sport libero dai pregiudizi'Ricordi il tuo coming out? La tua famiglia e amici come hanno reagito?
Avevo 12 anni non ce la facevo più a nascondermi perchè mi ero innamorato del mio insegnante di storia.

Gli sportivi che in Italia hanno fatto coming out sono molto pochi, come mai c’è ancora questa reticenza?
Credo che in Italia, gli sportivi omosessuali abbiano paura di come la possono prendere i loro compagni di squadra o la famiglia. Il calcio italiano, per esempio, è pieno di gay, ma viene taciuto e incolpata spesso la Chiesa per i mancati coming out ma non credo sia così, la verità è che c’è ancora il pregiudizio che vuole il gay delicato, non capace negli sport, un’ottica molto sessista.

Avere il coraggio di dichiararsi, come hai fatto tu, è anche segno che i tempi stanno cambiando e c’è più libertà. I segnali positivi ci sono, nel 2016 il Coni ha inserito il reato di omofobia nello statuto accanto al reato di discriminazione razziale.
Quello è stato un grandissimo passo avanti. Ma sai, anche in Brasile negli anni 90 si aveva più paura di esprimersi, ora invece la situazione è cambiata, almeno nel settore dello sport.

Ora una domanda un po’ più “frivola”, ti va di parlarci del personaggio che hai creato, Agatha, che abbiamo visto all’ultimo show event di Naomi Angel? E’ una sorta di alter ego di Daniel Gaspari?
Agatha è nata il 5 agosto 2004 in Brasile. Mio zio mi aveva chiesto di fare un scherzo a un suo compagno di lavoro e io ero stato al gioco. Al ritorno a casa, mi sono fermato in un locale chiamato Ancora do Marujo e, fatalità, mancava la drag queen che doveva lavorare quella sera così mi sono offerto io…una settimana dopo avevo il mio mercoledì sera!
In Italia Agatha è uscita per la prima volta al gay pride di Genova, organizzato dal mio fidanzato di allora e da un altro ragazzo che poi vinse il titolo di Miss Drag Queen Liguria 2011.

Intervista a Daniel Gaspari: 'per uno sport libero dai pregiudizi'Che progetti hai per il futuro?
Io non sono abituato a fare dei progetti perché tutte le volte che faccio un progetto va a quel paese! (ride). Preferisco vivere la vita come se ogni giorno fosse l’ultimo perchè è così che mi ha insegnato mia madre. In realtà tutti i sogni che avevo da piccolo si sono realizzati perciò quello che viene per me va bene.

Grazie Daniel Gaspari per averci dedicato il tuo tempo e in bocca al lupo per tutto.
Grazie a voi e auguro a tutti di essere felice come lo sono io, basta ringraziare Dio per ciò che abbiamo: LA VITA.

Salva

Sailor MO Volley
Squadra di pallavolo gay-friendly

Se sei interessato e sai giocare a pallavolo ad un livello medio, il Sailor Mo Volley ASD si allena
tutti i martedì e giovedì dalle 21 alle 23 presso la palestra del ITG Guarini a Modena.

La squadra partecipa a campionati provinciali non FIPAV e a tornei che svolgono in diverse città italiane.
Per maggiori informazioni contattate Sailor Mo Volley su FB