Adriano Ferro è una figura nota nella movida notturna milanese (ve lo avevamo già presentato tempo fa in una precedente intervista). Art-director per 15 anni dell’ex-Nuova Idea International di Corsico (Milano), si è lanciato in una nuova avventura. Insieme ai soci Ivan Alf e Barbara Bocca Grimaldi, ha deciso di rinnovare completamente il vecchio locale e riaprirlo con il nuovo nome di Baraonda Disco Club (sempre in via Alcide De Gasperi, 14) che promette di essere il nuovo punto di riferimento per gli eventi LGBT* e non solo del territorio. L’inaugurazione è prevista per Sabato 21 Settembre e saranno presenti anche le telecamere di Piccole Magazine Tv, non mancate!

Intervista a Adriano Ferro, art-director del nuovo Baraonda Disco ClubBuongiorno Adriano, ripercorri insieme a noi un po’ la tua storia e presentati ai lettori che ancora non ti conoscono.
Buongiorno a voi. Sono 24 anni che vivo a Milano ma vengo da Mazara del Vallo, in Sicilia. Dopo varie vicissitudini personali sono approdato nel mondo delle discoteche.
La fisicità che avevo allora, che era molto più “prorompente” di quella che ho adesso (ride), mi aveva garantito l’ingaggio come go-go dancer al Borgo del Tempo Perso. Ho fatto il classico cubista per tanti anni, riscuotendo parecchio successo da Milano a Lampedusa, poi mi sono evoluto, per non rimanere ancorato alle solite cose. Ho iniziato a fare lo strip-man a livello professionale e ho creato, ispirandomi ai romani California Dream Men, un gruppo di spogliarellisti dichiaratamente omosessuali, gli Erotic Dreams. Abbiamo lavorato un anno e grazie al successo riscosso siamo stati ingaggiati dalla Burn Energy Drink come immagine nei locali cis e non per una stagione.
Ma dopo tanti anni come performer, non ero più soddisfatto e quando ho avuto la possibilità di gestire la Nuova Idea, l’ho fatto con entusiasmo per 15 anni. Nel frattempo, sono stato nei direttivi dei principali Gay Pride d’Italia, Torino, Milano, Roma e Genova. Mi sono dato un po’ da fare, insomma! (ride)

E ora sappiamo che in settembre, inaugurerai insieme a Barbara Bocca e Ivan Alf, un nuovo locale, il Baraonda Disco Club.
Dopo tanti anni di direzione artistica del Nuovo Idea, il titolare mi ha proposto di diventare proprietario del locale e ho deciso di avvalermi dei miei due soci per aprire il Baraonda Disco Club. Il locale ha subito un totale restyling, sia negli arredi che di staff. Il mio motto è : “nuovo volto, nuovo corpo, stesso cuore”. La storia del Nuova Idea non può essere dimenticata anche perché siamo stati i primi a dare la possibilità alle trans di poter accedere in un locale senza essere discriminate, poi siamo stati copiati da altri, ma ci tengo a dirlo perché è proprio la pura verità.

Non ti si può certo accusare di ipocrisia.
No, infatti. Sai, fino a 5-6 anni fa, nell’80-90% dei locali in tutta Italia le trans non erano benvenute, perché l’ottica era bigotta e venivano ghettizzate. Nuova Idea ha permesso loro di divertirsi senza alcuna discriminazione e nessuno può negare questa realtà.

Dicci di più del nuovo Baraonda Disco Club.
Ci affideremo a dei nuovi Dj, nuovi baristi…Barbara Bocca sarà alla cassa e Ivan Alf sarà il direttore tecnico. Io avrò la mia mansione storica di art director e mi occuperò dell’intrattenimento. Anche questo cambierà, saremo più disposti a impiegarci risorse, essendo noi i titolari. Abbiamo intenzione di chiamare molti vip del mondo televisivo, non posso ancora svelare i nomi ma ci saranno grosse sorprese.

Come saranno strutturate le serate?
Ci sarà la classica serata del sabato sera, con i migliori Dj, nuovi sexy barman e sexy bargirl. Vogliamo dare anche al bar quel tocco di piccante allegria. Tutta la materia prima sarà di primo ordine, è una politica interna e vogliamo accontentare i soci solo con servizi eccellenti. Serve rispetto perché il cliente non è un bancomat, ma un amico e non c’è guadagno se non è soddisfatto.
Da ottobre poi partirà la serata del venerdì sera. Un venerdì sarà sicuramente dedicato a Famelika, la serata bdsm super trasgressiva che abbiamo fatto lo scorso anno all’Inferus Club.
Gli altri venerdì saranno dedicati a temi hot, saranno serate meno “artistiche” rispetto al sabato ma più piccanti…ovviamente sempre con buon gusto!

Ci saranno anche collaborazioni con staff esteri?
Si, anche dall’estero, non sveliamo chi ma siamo ben disposti a collaborare con realtà esterne all’Italia. Queste serate saranno durante la settimana. Dimenticavo, ci sarà anche l’afterhour due volte al mese!

Oltre alle feste vere e proprie, ospiterete anche altri tipi di eventi?
Si certo, i concorsi. Prima di Natale ci sarà il primo concorso trans multirazziale dove si rilancerà il grande sfarzo che in passato caratterizzava questo tipo di concorsi e che oggi si è un po’ perso, parere mio personale.
Quando intendo sfarzo, penso ai concorsi esteri curati da Safira Bengell, che invito in questa nuova avventura di Miss Beauty Trans In The World. Vorrei riportare in auge il grande lusso dei concorsi per donne trans di una volta, dando risalto al lato umano delle concorrenti.
Ci sarà anche l’11ma edizione di Miss Butterfly, il gran finale di Mr. Bordeline e probabilmente anche un concorso più improntato sul format del talent.

Come mai hai deciso di lanciarti in questa nuova avventura?
Per un valido motivo. Penso che nella vita di qualsiasi essere umano ci sono degli step che vanno rispettati, se si rimane fissi ad una figura senza evolversi nel tempo, si sminuisce ciò che si è fatto. Bisogna crescere a livello personale e professionale, uscire dal limbo e mettersi in gioco. C’è stata una crisi economica che ha colpito in modo tragico il mondo della notte e visti i budget ridotti, non c’è stata più ricerca di nuove figure, si è caduti nella patetica manfrina della solita minestra che alla fine ha annoiato un po’ tutti.

Nel mio piccolo, grazie a chi ha creduto in me in tutti questi 17 anni, sono riuscito a mettere insieme una squadra molto forte, con nuove leve e personaggi già noti e questo è stato possibile perché, nonostante sia risaputo che ho un brutto carattere (ride), è anche vero che chi lavora con me ha poi davanti un futuro lavorativo nel mondo dell’intrattenimento notturno molto florido.

Insomma, sei un ottimo biglietto da visita!
Esattamente (ride). Per farti un esempio, Sandra Show è una delle drag queen milanesi tra le più conosciute. Lei, circa 15 anni fa venne da me “in borghese” e mi chiese di poter fare un provino. Oggi ci rido sopra perché ai tempi non sapevo che mi avrebbe stupito….e invece! Le diedi io il nome artistico e i primi 7 anni lavorò per me e poi spiccò il volo, cosa che mi fa tuttora tanto piacere. Ora è una drag conosciuta in tutta Europa ed è un po’ anche merito mio!
Idem per i cubisti, pur gestendo una discoteca “piccolina” rispetto ad altri club poi spiccano tutti o quasi il volo verso altri lidi importanti e questo vuol dire che con me lavorano solo persone di riconosciuto talento.

Credi che con il nuovo locale farai i numeri del passato?
Assolutamente no, non esistono più club che portano quel numero di soci ogni sabato sera. Ora ci sono piccoli club con spese ridotte e anche l’affluenza di clientela è molto inferiore.

Che progetti hai per il Baraonda Disco Club?
In primis, rilanciare la location, che ha una storia invidiabile al mondo. Voglio ridare lustro al mondo bisex e portare in pacifica convivenza trans, trav, etero, gay, bisex e coppie. Ci sono sempre riuscito, è questa la mia carta vincente: far conciliare tutte le realtà del mondo della notte.
Fino a qualche anno fa c’erano locali specifici per ogni orientamento, io voglio spalancare di nuovo le porte a tutti, portando la storia passata del Nuova Idea e guardando al futuro con Baraonda.

Il socio sarà il fulcro della serata, sarà al centro di tutto, vogliamo soci soddisfatti e divertiti, che ritornano e parlino bene agli amici: tutto questo è una ruota che gira, è l’anima del mercato. Ricordiamoci che il rapporto umano con loro è tutto, senza, il locale non esiste.

Torna se trova quello che cerca e da quello che mi racconti tu, penso che nessuno resterà deluso!
Certo, nulla viene regalato a nessuno. Tutto viene pagato il giusto, il servizio e la qualità di ciò che si offre deve essere giusta.
Il mio progetto è far crescere questo locale, credo di più nella vita non potrò fare, è esattamente un sogno diventato realtà e quando un direttore artistico e ora anche proprietario , riesce a farlo con passione, il risultato non può che essere eccellente.

Adriano Ferro, parlare con te è di un entusiasmo contagioso, si sente proprio che ti piace quello che fai.
Certo, io mi definisco un po’ un giullare di corte, ogni pagliaccio ha la maschera, ma va indossata quella giusta al momento opportuno, non per ipocrisia ma per fare il giusto al momento giusto! Vi aspetto all’inaugurazione Sabato 21 Settembre!

Intervista a Adriano Ferro, art-director del nuovo Baraonda Disco Club