Il sesso era presente durante molte delle antiche feste in cui si tenevano processioni e spettacoli.
Il teatro era uno di questi luoghi e sul palcoscenico si verificava una curiosa mescolanza di ingenuità e di oscenità.
Rappresentazioni di
Adamo ed Eva prima della caduta erano molto comuni, ed era soltanto dopo la caduta che l’attore e l’attrice mettevano la foglia di fico.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Adamo ed Eva
Hone, nel suo libro Ancient Mysteries Described, ha raccolto i particolari di alcune di queste rappresentazioni religiose; una nota ai Coventry Misteries dice che “non vi è alcun dubbio che Adamo ed Eva apparivano sul palcoscenico nudi”.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Hone
Nella seconda scena della sacra rappresentazione come risulta dal manoscritto di Coventry nel British Museum, Eva, sedotta dal serpente, induce Adamo a gustare il frutto proibito.

INGENUITÀ E OSCENITÀ British Museum
Egli immediatamente si rende conto della loro nudità e dice a lei:
“Vè come siam nudi e nascondiamoci … / Donna, poni questa foglia sulle tue pudenda /
e con questa foglia io nasconderò me stesso.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Warton
Warton dice: “A questo straordinario spettacolo era presente un gran pubblico di entrambi i sessi estremamente composto. Essi avevano l’autorità della Scrittura per una simile rappresentazione. Inoltre essi agivano esattamente come trovavano descritto nel terzo capitolo del Genesi”.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Chester
Hone aggiunge che Adamo ed Eva erano nudi pure nel mistero di Chester, e si coprivano nello stesso modo. È interessante notare che molti di questi misteri o rappresentazioni di prodigi avevano come base non i Vangeli canonici, ma quelli apocrifi.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Gesù
La rappresentazione della divinità era considerata cosa del tutto ovvia. Era quindi in stridente contrasto con i tempi nostri, in cui i nostri censori levano le mani al cielo in segno di orrore all’idea che si mostri una personificazione di Gesù o di Dio sul palcoscenico o sullo schermo.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Dio
In uno degli antichi misteri “Dio appare e istruisce un angelo circa il suo desiderio che Giuseppe resti con Maria, dato che Ella avrebbe concepito per opera del Signore”.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Giuseppe e Maria
Inutile dire che Giuseppe viene convinto, ed è felice al pensiero che il padre del futuro bambino sia Dio, ed egli promette a Maria “che d’ora in poi egli la servirà e venererà il bambino”.
E’ dubbio se queste rappresentazioni avrebbero ottenuto la popolarità che indubbiamente ottennero presso gli uditori medioevali, se non fosse stato per le allusioni e le discussioni sessuali del dialogo; e si potrebbe aggiungere che gli spettatori moderni mostrano esattamente lo stesso genere d’interesse e di curiosità dei loro antenati, in siffatte materie.
La questione della verginità e della castità pare essere stata di suprema importanza nell’antichità.
Oggi non è più di così bruciante rilevanza, ma conserva una nicchia di cultori dell’aspetto.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Giuramento di Paride
Si rappresentavano pure spettacoli mitologici: il Giuramento di Paride era uno dei più popolari.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Carlo il Temerario
Una descrizione di una rappresentazione di questo spettacolo ci è giunta quale fu messa in scena a Lilla, in occasione dell’ingresso di Carlo il Temerario in quella città nel 1468.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Venere
L’attrice che aveva la parte di Venere era grande ed assai simile alle donne che Rubens preferiva dipingere; Giunone pure era alta, ma il viso era piuttosto sottile ed emaciato.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Giunone
Minerva era mostrata come una specie di nana, col corpo sostenuto da gambe a forma di fuso.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Minerva
Tutte e tre le dee apparvero sul palcoscenico completamente nude.
In ogni modo l’attore fiammingo che sosteneva la parte di Paride non pare abbia avuto molte difficoltà nel fare la sua scelta.
Sui palcoscenici di Parigi si svolgevano regolarmente produzioni di carattere marcatamente erotico, molte delle quali possono ancora oggi essere lette in libri stampati privatamente.

I grandi scrittori ed i poeti medievali, come pure alcuni appartenenti al clero, erano sempre all’opera per scagliare fulmini contro la rilassatezza dei costumi dei loro tempi, sebbene non è certo che avessero sempre ragione.
Ci si imbatte anche oggi nello stesso genere di denunce, nelle quali vengono colpiti dal pulpito usi del tutto innocui; le donne hanno sempre, in tutti i tempi, voluto vestirsi come piaceva loro, ed in ogni tempo gli uomini sembrano essersi compiaciuti (o si tratta semplicemente d’impudenza?) di criticare o di attaccare il diritto delle donne di fare a piacer loro.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Dante
In ogni modo, noi troviamo che Dante fa riferimento alla immodestia delle donne di Firenze, che a suo parere si mostravano in pubblico troppo scollate.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Petrarca
Petrarca attaccò l’estrema corruzione ed i costumi licenziosi degli abitanti di Avignone, particolarmente nel periodo in cui vi risiedevano i papi; altri scrittori della stessa epoca attaccarono l’aperta svergognatezza della gente in generale.
Ed ecco ora un predicatore del XIV° secolo che attacca la morale dell’età sua:
“Quanta è rara la modestia tra la gente del secolo! Essi non arrossiscono mai di bestemmiare apertamente, di giocare, di rubare, di prestare a usura, di spergiurare, di mentire, di cantare (canzoni oscene?), mentre le loro donne scoprono le braccia e il petto e incoraggiano così peccati orrendi come l’adulterio, la fornicazione, lo stupro, il sacrilegio, la sodomia”.

Gli abiti scollati, più di qualsiasi altra cosa, pare eccitassero le ire di simili predicatori.
Questa tentazione della carne era opera del demonio ed avrebbe condotto alla perdizione; la maggior parte dei preti erano così ossessionati dall’intera questione del sesso che davano l’impressione che le donne non indossassero assolutamente nulla, dalla cintura insù, e fossero quindi autentici emissari del demonio.

INGENUITÀ E OSCENITÀ Dulaure
Dulaure dà alcuni esempi di sermoni che venivano scagliati in testa alle disgraziate popolazioni degli arrabbiati uomini di Dio, allorché essi denunciavano l’assezza morale che li circondava; i predicatori indugiavano sugli spaventosi castighi che sarebbero stati inflitti alle donne, particolarmente a quelle che avevano l’arditezza di esporre una parte del loro seno.

Uno degli esempi citati ad una folla di fedeli inorriditi fu quello di un prete che piangeva la morte della madre; egli voleva sapere in che condizioni si trovasse la sua anima, e pregò ardentemente Dio per saperlo. Più tardi, allorché egli era vicino all’altare, vide la madre chiusa in un sacco tra due demoni: i capelli che essa aveva orgogliosamente curato per tutta la vita, erano ora trasformati in serpenti fiammeggianti, mentre il seno ed il collo, che essa aveva l’abitudine di scoprire, erano preda di un rospo che sputava torrenti di fuoco.

Condividi