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In Sud Carolina il primo processo federale per crimini d’odio di genere per l’uccisione di una donna trans

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Inizia nei prossimi giorni in Sud Carolina iI primo processo federale per crimine d’odio legato all’identità di genere. Un uomo è accusato di una transessuale nera.

Nell’agosto 2019, Daqua Lameek Ritter ha convinto la donna a spostarsi in auto verso una zona agricola e poco frequentata del Sud Carolina, poi le ha sparato tre volte alla testa.

Secondo il Dipartimento della Sicurezza Nazionale sono cresciute negli ultimi anni le aggressioni verso le persone della comunità LGBTQ+. Per decenni poi, le donne transgender di colore hanno affrontato tassi sproporzionatamente elevati di violenza e crimini di odio. Nel 2022, il numero di crimini di odio basato sull’identità di genere segnalati dall’FBI è aumentato del 37% rispetto all’anno precedente. Fino al 2009, le leggi federali sui crimini di odio non hanno tenuto conto dei reati motivati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima. La prima condanna che coinvolge una vittima presa di mira per la propria identità di genere è arrivata soltanto nel 2017. Un uomo del Mississippi si è dichiarato colpevole di aver ucciso una donna transgender di diciassette anni e ha ricevuto una pena di quarantanove anni di carcere.

Ma per questo nuovo processo che si terrà martedì prossimo è la prima volta che giuria federale valuta se punire qualcuno per un crimine basato sull’identità di genere della vittima.

Il governo ha reso noto che gli amici e la fidanzata di Ritter hanno scoperto della relazione sessuale tra Ritter e la donna nel mese precedente l’omicidio: Ritter e la trans erano stati amici intimi e persino imparentati. I pubblici ministeri ritengono che la scoperta abbia spinto la fidanzata di Ritter a offenderlo con accuse omofobe tanto da  destabilizzarlo e creare in lui un forte scompenso emotivo, tale da motivare l’omicidio.  Da quanto riportano gli avvocati del governo in un’istanza depositata lo scorso gennaio: “Il suo crimine è stato motivato dalla sua rabbia per essere stato deriso per avere una relazione sessuale con una donna transgender”. Inoltre pare che Ritter quando è fuggito dopo l’omicidio per recarsi a New York abbia mentito quel giorno alla polizia di stato. Il pubblico ministero hanno parla poi del coinvolgimento di altre persone per eliminare i vestiti, far sparire l’arma del delitto e depistare la polizia riguardo al luogo in cui realmente si trovava il giorno dell’omicidio e hanno in programma di presentare alcune testimonianze sulla posizione di Ritter e sui messaggi che ha scambiato con la donna transessuale, in cui Ritter convinse la vittima a fare il giro in auto. Tra le prove presentate anche anche alcuni filmati in cui Ritter è nell’auto della donna alcune ore prima della sua morte. Altre prove includono il DNA trovato nell’auto della donna e la testimonianza di più persone che riportano la confessione privata di Ritter come omicida della trans.

Gli avvocati di Ritter sostengono che non esista sorpresa nel fatto che Ritter possa essere stato sull’auto della donna considerati i loro legami intimi. La difesa ha sostenuto che nessuna prova fisica indica Ritter come l’autore del crimine. Inoltre, le affermazioni dei testimoni secondo i quali Ritter ha cercato di far sparire le prove sono del tutto incoerenti.

Il pubblico ministero non ha intenzione di chiedere la pena di morte, ma Ritter potrebbe ricevere più condanne all’ergastolo se condannato. Oltre all’accusa di crimini d’odio, Ritter affronta altri due giudizi per aver commesso un omicidio con un’arma da fuoco e per aver depistato gli investigatori.

FONTE IMMAGINE: https://www.foxnews.com/us/south-carolina-man-faces-murder-charges-transgender-womans-killing

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