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In Russia stop agli interventi per la transizione di genere

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A luglio 2023 il parlamento russo ha approvato una legge, approvata all’unanimità, che vieta qualsiasi intervento chirurgico finalizzato al cambio di sesso, vieta il cambio dil genere indicato sui documenti, con le uniche eccezioni per gli interventi medici di anomalie riscontrate alla nascita.

Dopo l’invasione dell’Ucraina, in Russia si era verificato un crescendo di nuovi passaporti rilasciati in seguito al cambio di sesso.

Gli attivisti per i diritti umani spiegano che molti transessuali hanno accelerato l’iter per il cambio di sesso per la paura di essere inviati in guerra o perché spinti dalla necessità di aggiornare i documenti prima di emigrare, o che la transizione di genere venisse completamente vietata in Russia, come è di fatto avvenuto.

Dure critiche sono state mosse dalla comunità lgbtq+ e dai medici e dai legali che nel paese lavorano con le persone transgender. Questo provvedimento non fa altro che “discriminare e limitare l’accesso alle cure mediche per le persone con diagnosi di transessualismo”.

Ricordiamo che in Russia è considerato ancora oggi un disturbo mentale. Il timore è che la legge porti ora a un aumento dei suicidi e al fiorire del mercato nero dei farmaci e degli interventi chirurgici clandestini. Oltre, ovviamente, a nuove discriminazioni e al  rischio concreto che queste persone vengano spedite al fronte.

Secondo il governo russo, la legge nasce con l’obiettivo di “preservare la Russia, i suoi valori familiari e culturali e i suoi modelli tradizionali per i posteri, ostacolando la penetrazione dell’ideologia anti-familiare occidentale”.

Non è la prima volta che la Russia attua misure di contrasto se non completamente repressive verso la comunità lgbtq+. Già dieci anni fa il presidente Putin aveva annunciato la necessità di salvaguardare i “valori tradizionali della famiglia”. Nel 2013 il Cremlino aveva promulgato una legge che vietava la promozione delle “relazioni sessuali non tradizionali” in presenza di minori.

Nel 2020, veniva vietato il matrimonio tra persone dello stesso sesso e nel 2021 emanata una legge che proibisce la “propaganda delle relazioni sessuali non tradizionali”.

Ma questa legge va oltre. Annulla anche i matrimoni in cui uno dei due coniugi abbia cambiato sesso e impedisce alle persone transgender di diventare genitori adottivi o affidatari.

Secondo gli avvocati a tutela dei diritti umani questa legge viola i diritti alla dignità umana e al rispetto della vita privata e familiare garantiti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici, il trattato delle Nazioni unite entrato in vigore nel 1976.

Dopo questa nuova repressione molte persone transgender si stanno muovendo per lasciare il Paese.

numa