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In Lombardia parte la crociata della Lega: una mozione chiede di vietare i farmaci che bloccano la pubertà

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La Lega ha presentato una mozione in Consiglio regionale della Lombardia, la mozione 153 sottoscritta da dieci su quindici consiglieri, per chiedere di vietare la triptorelina, il farmaco bloccante la pubertà più utilizzato, blocca infatti la secrezione delle gonadotropine. Parte in Lombardia l’azione per fermare le terapie prescritte agli adolescenti transgender per fermare i cambiamenti fisici legati alla pubertà, tra cui i più evidenti sono lo sviluppo del seno e la crescita della barba.

Nella mozione presentata dalla Lega viene scritto: “Serve principalmente nel trattamento dei sintomi del tumore alla prostata, in quello della mammella in cui risulti indicato il trattamento ormonale e nelle pazienti in premenopausa. Ma può anche ritardare lo sviluppo puberale dei bambini che soffrono di disforia di genere e che quindi non accettano il sesso di nascita. Nel caso specifico della disforia di genere, la Triptorelina viene utilizzata per sospendere lo sviluppo puberale, anche se il suo utilizzo è considerato off label, ovvero al di fuori delle indicazioni terapeutiche specifiche del farmaco” ricordando che dal 2019 l’Aifa ha inserito questa terapia tra i farmaci erogabili a carico del Servizio Sanitario Nazionale per i casi con “diagnosi di disforia di genere”. La Lega insiste che “Non è ancora stato chiarito se il blocco temporaneo del solo sviluppo fisico, in un adolescente con disforia, possa effettivamente costituire una condizione “favorevole” alla risoluzione del suo dissidio d’identità”.

Alessandra Cappellari, la consigliera della Lega prima firmataria della mozione, assicura di non avere intenti ideologici. ll messaggio è: fermiamoci e approfondiamo, capiamo. La richiesta di vietare la prescrizione della triptorelina in Lombardia in tutti i casi non previsti dalla scheda del prodotto non avrà conseguenze pratiche dato che non mi risulta che in Lombardia ci sia qualcuno che ne fa uso attualmente. È una richiesta di cautela”.

La Lega preme sul Consiglio regionale perché venga attivato un tavolo ministeriale di tecnici ed esperti finalizzato all’elaborazione di nuove specifiche linee guida sull’utilizzo del farmaco nei casi di disforia di genere e una ricognizione delle Regioni sulla spesa e sulle prescrizioni di triptorelina negli adolescenti trans. E la richiesta di una relazione dettagliata all’Aifa sulle possibili conseguenze legate all’utilizzo, a cui faccia seguito la modifica alla legge che consente l’erogazione a carico del Ssn, sospendendolo nel frattempo in tutti i casi non previsti dalla scheda del prodotto rilasciata dalla casa farmaceutica.

Nella mozione la Lega porta come prove a suo favore una serie di dichiarazioni di biologi e scienziati non meglio identificati, perché chi ha scritto e pubblicato la mozione ha dimenticato di inserire nome e cognome degli esperti, che nel testo figurano semplicemente con “XX”. Un errore di non poco conto, anche se fosse una semplice dimenticanza.

“Si tratta di un farmaco salva-vita” replica una lettera di esperti diffusa nei mesi scorsi, “Stando ai dati disponibili a oggi, infatti, fino al 40% degli adolescenti transgender tenta il suicidio e la terapia con triptorelina riduce del 70% questa possibilità” continua la lettera sottoscritta da endocrinologi, andrologi e neuropsichiatri infantili di dodici società specializzate nel settore per fare chiarezza sulla delicata questione.

FONTE IMMAGINE: https://www.rainews.it/tgr/lombardia/articoli/2024/05/farmaco-per-la-disforia-di-genere-il-consiglio-regionale-si-divide-d266f194-6c2a-4515-9d00-88115001ccf8.html

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