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In India autobus gratis per i trans e piccole modifiche nell’applicazione delle leggi

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Il primo ministro di Delhi Arvind Kejriwal ha annunciato che per i trans sarà possibile viaggiare gratuitamente. Gli autobus sono già gratuiti per le donne e gli anziani della città. E il programma si estende ora ai cittadini e alle cittadine transgender: “Negli ultimi 75 anni, nessun governo del Paese ha svolto un buon lavoro per la comunità kinnar (transgender). Il governo di Delhi sta facendo un grande passo nel rendere gratuito per i membri della comunità trans il viaggio sugli autobus pubblici. Come le donne, i membri della comunità Kinnar riceveranno il safar gratuito sugli autobus gestiti dal governo di Delhi”.

Kejriwal non ha ancora presentato la proposta al governo indiano nazionale ma si auspica che nelle prossime settimane questa estensione della gratuità possa prendere il via. “Non tutti coloro che si identificano come transessuali potranno utilizzare il servizio” ha dichiarato Rupika Dhillon, direttrice della ONG SPACE, felice dell’iniziativa ma convinta che ci siano alcune cose da migliorare. In effetti, “Transgender” risulta oggi un termine molto generico: comprende donne trans, ma pure gli uomini trans e questi ultimi sono esclusi dalla maggior parte delle strutture. Le donne trans stanno già beneficiando del trasporto gratis sui mezzi pubblici riconosciute come donne, ma il problema sorgerà per identificare gli uomini transessuali. Sono migliaia le persone trans che in India stanno aspettando i documenti d’identità.

Rupika Dhillon ha poi ricordato: “La comunità LGBTQIA+ non ha bisogno solo di sostegno per i viaggi in autobus, ma anche di lavoro”. Come darle torto? In ogni paese è così.

Le perplessità sono state riportate anche dall’attivista per i diritti transgender Rudrani Chhetri: “La maggior parte dei membri della comunità transgender non è residente a Delhi. Il governo dello Stato deve chiarire se i membri della comunità non residenti a Delhi potranno usufruire del servizio gratuito. Un’altra questione riguarda l’identificazione. Molti nella comunità non possiedono una carta d’identità transgender, quindi su quale base sarà effettuata l’identificazione?”.

Nell portale nazionale del Ministero dedicato alle persone transgender, sono solo alcune manciate le carte di identità rilasciate fino a questo momento. Un centinaio di richieste solo nella città di Delhi e più della metà risultano ancora in sospeso. Secondo una stima, certo impropria, essendo Delhi una metropoli  sarebbero circa 4.200 le persone transgender residenti, ma i numeri reali sono decisamente diversi e più consistenti.

Le persone transgender in India sono autorizzate a cambiare sesso senza chirurgia di riassegnazione e hanno il diritto costituzionale di registrarsi sotto un terzo genere sin dal 2014. Il parlamento indiano nel 2015 ha approvato all’unanimità la legge sui diritti delle persone transgender, che garantisce aiuti in materia di istruzione e lavoro (2% di posti riservati nel pubblico impiego), assistenza legale, pensioni, indennità di disoccupazione e aggiornamento delle competenze. La legge stabilisce anche disposizioni per vietare la discriminazione sul lavoro, prevenire abusi, violenze e sfruttamento delle persone transgender.

In tutta l’India le persone transessuali sono circa 5 milioni.

A ottobre dello scorso anno la Corte Suprema dell’India ha dato al Governo alcune indicazioni sull’applicazione delle nuove leggi che consentiranno di adottare bambini alle coppie LGBTQIA+, richiedendo che venga sensibilizzato il pubblico sui diritti queer e venga garantita la non discriminazione, tuttavia ha rifiutato di legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, non spettando alla Corte Suprema legiferare in tal senso e demandando la risposta al parlamento indiano.

FONTE IMMAGINE: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2019/06/04/india-bus-gratis-per-donne-a-new-delhi_778bd379-0c46-4099-98bf-a3ec147d6a1c.html

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