ARMANDO CHECCHI detto “Il Pittore, il creatore del “Rifugio degli Artisti”, fu un’artista che trasformò la creazione grafica in realizzazioni monumentali.
Egli stesso, passò dalla creazione di opere su tela, alla creazione di idee, che generarono imprese fuori dalla norma: uniche ed inimitabili.
Parliamo di imprese, perché una di queste fu commissionare un’opera straordinaria come un
“Trono Fallico”, costituito da un gigantesco fallo in marmo rosa di Carrara.
Dopo “la pensata”, fu un’impresa trovare uno scultore disposto a realizzarlo. Fu un’impresa trovare un blocco unico di quel particolare tipo di marmo e fu un’impresa trovare il posto giusto in cui esporlo; ma come diceva Armando: “I quia fazil ‘ien bon tot ad feri” (ndr.: dal dialetto locale: “le cose facili sono capaci tutti di farle”) e non fanno per me.

IL TRONO DI ARMANDOLa sua mente eclettica pensò a questo progetto partendo dalla religiosità del culto fallico, dove il pene è il principio generatore della vita, unitamente al sole.
Su questo trono avrebbero preso posto, in una paradossale contraddizione, figure regali e grigi personaggi: l’arte del pensiero consisteva nel rendere possibile, ciò !
Nacque così, da un unico blocco marmoreo, un gigantesco fallo dell’altezza di cm.163, della larghezza di cm.60 e dalla profondità di cm.66; il peso della scultura è attorno ai 7 quintali.
La circonferenza del glande (cappella) misura cm.73; la circonferenza dello scroto (palle) è di cm.194; l’asta del pene ( membro) misura cm.80.
Le misure non sono casuali. Infatti avevano lo scopo di consentire un comodo alloggio ad Armando, che di un pene, senza aggiunte artificiose, aveva fatto un trono. Le palle costituivano la seduta, il membro lo schienale e la cappella la corona che pareva appoggiata sul suo capo.

La prima collocazione del “Trono fallico” fu all’interno del Pub denominato “Paradiso” nel “Rifugio degli Artisti”. Poi, per renderlo più fruibile ai visitatori, dal momento che quel locale apriva solo a tarda sera, venne definitivamente sistemato sotto un’apposita capannina nell’ampio parco esterno.
Qui divenne meta di coppie, che amavano fotografarsi singolarmente o insieme, sedute nel regale trono. Il fallo era una attrazione alla quale nessuno sfuggiva: un abbraccio al membro o un bacio sulla cappella ha avuto decine di migliaia di protagonisti e sul quale in molte hanno sospirato.

Il mito del fallo del “Pittore” cominciò ancor prima di arrivare a destinazione; infatti, quando Armando andò a ritirarlo, il furgone che lo trasportava a Dosso, sede del Rifugio, fu fermato dalla Guardia di Finanza che chiese cosa trasportasse.
Armando, a cui non difettava la battuta sorniona, disse che nel furgone c’era “un cazzo”.
I militari, lì per lì non la presero bene, perché si sentirono derisi, poi quando costatarono che effettivamente c’era “un cazzo”, come risultava dalla bolla di accompagnamento, tutto finì in amichevoli risate.

IL TRONO DI ARMANDOIn un’altra occasione, un giornalista di un giornale molto bigotto chiese un’intervista ad Armando.
“Il Pittore” sapeva che sicuramente la sua intervista avrebbe avuto lunghe censure, così quando arrivò l’intervistatore lo fece sedere sul “Trono fallico”, posto in un angolo poco illuminato del Pub.
Terminata la contrastata intervista, Armando diede apertura ai faretti ed il giornalista alzandosi, si accorse stupito dove era stato seduto.
La reazione dell’intervistatore, portò Armando ad un bonario sorriso con il quale concluse dicendo:
Il suo giornale mi sta sulle palle, quindi l’ho fatta sedere nel posto giusto!”; anche qui, finì in risate.

In conclusione, lo spirito sarcastico e dissacrante di Armando emergeva in ogni situazione e quel fallo ne era spesso testimone, fino a divenire la meta preferita di tante ragazze che una foto la volevano sedute proprio lì.
A volte, a notte tarda e dopo una buona bevuta, Armando diceva che non esisteva un preservativo al mondo capace di contenere il suo cazzo; naturalmente i “nuovi” del Rifugio non capivano la battuta, ed allora venivano portati a vedere il “Trono”, davanti al quale la stupita meraviglia era la sola reazione, e dovevano annuire che effettivamente quel condom non esisteva.
Ora, il “Trono di Armando”, o se preferite, la scultura fallica di marmo rosa di Carrara, si trova in esposizione presso la Boutique “I TRASGRESSIVI” in Cento, dove Antonino e Margherita si compiacciono di farla ammirare ad amici e clienti.

IL TRONO DI ARMANDO