Il Tantrismo divenne famoso in occidente negli anni tra il 1970 ed ’80, con l’arrivo della corrente di pensiero denominata “New Age”.
La New Age propone uno stile di vita che si ispira a spiritualità, esoterismo, medicine alternative e religioni orientali, per lo più di origine indiana.
Questa filosofia battezzata Neotantrismo divenne ben presto una moda, perché incontrò nella fantasia delle menti occidentali un forte riscontro, mettendo l’uguaglianza sociale e la donna al centro di ogni ragionamento: da qui il femminismo e lo slogan “l’utero è mio e lo gestisco come mi pare!”.
Fu però l’idea di una sessualità libera e capace di condurre all’estasi che portò frotte di giovani verso questo pensiero.
Questa mistica erotica era un’alternativa all’atteggiamento repressivo della cultura cristiana, che vedeva nel sesso un nemico da combattere.
Allora venne coniato il motto “fate l’amore non la guerra” abbinato alla croce con le braccia piegate ; erano appunto gli anni della guerra in Vietnam e la figura Hippy divenne un fatto di costume. Il grande problema è però che questa interpretazione non è fedele alla tradizione, perché il Neotantrismo ha confuso il cammino verso il sacro con una generica ricerca del piacere sessuale.

Il più grande maestro del tantrismo fu Abhinavagupta, noto come “il guru del Kashmir”, perché era nato nella regione nord occidentale indiana del Kashmir, intorno al 950 d.C.
Questo maestro era iniziato al tantrismo shivaita, una corrente del tantrismo centrata sulla figura di Shiva, la manifestazione di Dio, che nella Trimurti (Trinità Indù) impersona la distruzione (in senso positivo o negativo).
Infatti, Shiva distrugge il dolore, Brama crea il piacere e Visnù lo conserva.
Abhinavagupta, che fu uno dei padri del pensiero Indù, scrisse diverse opere tra cui Tantrasara (L’essenza dei Tantra) e Tantraloka (La luce dei Tantra), una gigantesca summa del sapere tantrico, in cui approfondì il tema delle pratiche yoga, della preparazione dei mandala (che significa “ciò che possiede la totalità”, figure geometriche utilizzate come supporto per la meditazione) e dei riti sessuali, oltre alle tecniche di risveglio della kundalini (energia sessuale).

Il KAMA SUTRA, il più famoso manuale del sesso e non solo, ma molto di più, che in tanti confondono con il Tantra o con un manuale erotico, è in realtà uno dei testi più importanti della poesia sanscrita.
l nome significa “Massime sull’amore” e non è il solo testo sull’argomento.
Infatti, ci sono anche il KATTANI MATA (Consigli di una cortigiana) ed il SAMAYA MATRIKA (La perfetta cortigiana).
Il Kama Sutra fu scritto da Vatsyayana che visse in un periodo non bene identificato, tra il II° e IV° secolo d.C.
L’autore, come era già accaduto in occidente secoli prima con Omero, rielaborò e riunì diverse opere fino a quel momento tramandate oralmente.
Infatti i testi che fanno parte della raccolta risalgono a secoli precedenti.

La grande differenza fra i Tantra ed il Kama Sutra è che quest’ultimo non è un testo sacro, né misterico, quindi la sua lettura non richiede la guida di un maestro o guru.
Naturalmente, nel testo del Kama Sutra non vi è alcun riferimento al tantrismo, con il quale viene sovente confuso.
L’autentico scopo del Kama Sutra è l’insegnamento ad uomini e donne del comportamento davanti al desiderio sessuale (Kama) per assicurarsi una vita sentimentale felice, senza lasciarsi travolgere dalla passione e confondere il sesso o l’eros con l’amore.

Nella cultura indiana , l’amore rappresenta una componente fondamentale del “trivarga”, la triade dei valori: il rispetto della religione, la cura degli affari e l’amore.Ecco perché nel Kama Sutra le relazioni tra i sessi sono analizzate a 360 gradi.
Questo testo parla di filosofia, attraverso principi etici; spiega ed insegna ad un uomo come corteggiare una donna e come vivere in unione con lei.
In occidente è famosa la sola parte che è dedicata alle tecniche amatoriali.
L’autore ne descrisse 64: 8 modi di fare l’amore, moltiplicati per 8 posizioni.

Nei sutra, uomini e donne vengono classificati con i nomi di 6 animali; sono: lepri, tori, cavalli, daini, puledre ed elefanti.
La classificazione avviene attraverso 5 caratteristiche dell’essere: la dimensione degli organi genitali, la forza del desiderio, l’intensità, la passione e la durata del rapporto.
Tutto questo, do luogo a molteplici combinazioni, tra cui vi sono quelle da raggiungere e quelle da evitare; non vi è nulla di semplice, ma anche nulla di impossibile, vi è però ciò che è assolutamente sconsigliabile.