isa-mazzei-photo-credit-caitlin-fullam-1-jpg-1573144432ISA MAZZEI è una produttrice e sceneggiatrice americana, la cui famiglia visto il nome ha ovvie origini italiane; è nata a Santa Monica in California (USA).
Ha scritto e prodotto la CAM di Blumhouse, un thriller psicologico su Netflix con Madeline Brewer; è  anche autrice di CAMGIRL da Rare Bird Books.
Isa è cresciuta a Boulder, in Colorado; i genitori svolgono l’attività di direttore della fotografia e di truccatrice, quindi appartengono al mondo dello spettacolo e della comunicazione.
Isa si è laureata all’università di Berkeley, California, in Letteratura comparata nel 2013.
Dopo il college, ha continuato a svolgere vari lavori, incluso quello di camgirl online, arrivando a guadagnare 15.500 dollari al giorno.
Isa Mazzei ha iniziato a scrivere professionalmente nel 2016 con la sceneggiatura di CAM, liberamente ispirata alla sua esperienza di camgirl.
Al Fantasia International Film Festival nel 2018, le è stata assegnato il premio per la migliore sceneggiatura CAM.
Nel novembre 2019 è stato pubblicato negli Stati Uniti il suo primo libro, una raccolta di memorie intitolato CAMGIRL; inoltre, i suoi scritti sono stati pubblicati in The Cut del New York Magazine.
L’anno scorso ha scritto e prodotto con Cristina Ricci un episodio di 50 States of Fright (50 stati di spavento) dal titolo “Red Rum”.


In una recente intervista, Isa ha esternato il suo pensiero sui chiari e scuri del suo lavoro di “Camgirl”, partendo dalla constatazione che tutti hanno un’opinione sul porno, ma molti evitano di confrontarla con quella di amici o persone a cui sono affettivamente legate.
Il libro dal titolo Camgirl racconta le memorie di un anno e mezzo di questa attività.
Isa, che oggi ha 28 anni, è una ragazza fisicamente del tutto anonima; quella della porta accanto, o quella che non vi farebbe mai girare al supermercato, ma che ha evidentemente quel qualcosa in più nell’energia della sua personalità.
Così dice delle sue prime paure ad esibirsi in biancheria intima per un pubblico online e paragona le sue prime uscite ad un tuffo in una piscina di acqua fredda, che può avvenire solo perché è una giornata torrida.
Le paure si superano con la ragione ed il corpo ha la capacità di acclimatarsi molto più in fretta di quanto temiamo: da qui i tabù scompaiono come il calore quando si è immersi in acque fresche.
L’autrice scopre che la fotocamera era il suo percorso non convenzionale verso la realizzazione personale e l’auto accettazione.
Isa si esprime in modo diretto e chiaro quando dice come alcune persone si sono meravigliate, che una ragazza dall’aspetto così normale abbia potuto fare tanto denaro, togliendosi semplicemente gli abiti, ma aggiunge che a loro evidentemente sfugge come anche la cosa più convenzionale può esprimere la qualità della persona.
Non tutto è facile, anche nelle interpretazioni della gente, perché si può partire da chi ritiene banale spogliarsi ed arrivare a chi vede tutto questo come un’azione da “puttana”.
Qui emerge la forza di Isa, quando sostiene che attorno a sé ha sempre avuto una rete di sicurezza, costituita dalla sua consapevolezza.
Il sesso è sempre stato strano, ed Isa ammette che per esso ha sofferto, e di cui ha avuto paura, ma attraverso la macchina fotografica è riuscita ad affrontare questo disagio superandolo.
La Cam le ha dato molta fiducia in sé stessa, consentendole di creare qualcosa di successo e trasformandola in imprenditrice del proprio lavoro.
Isa sottolinea come il camming è stato il primo luogo in cui ha appreso che poteva stabilire ed imporre confini intorno al proprio corpo ed alla sua sessualità, con un risultato incredibilmente stimolante.
La Webcam consente condizioni di sicurezza, anche psicologica, veramente straordinarie: infatti, è possibile designare “assistenti di sala” che hanno la possibilità di disciplinare il flusso degli utenti che si connettono.
Questi assistenti hanno, fra l’altro, il compito di bloccare o sanzionare, fino all’espulsione dalla trasmissione, quegli utenti che hanno atteggiamenti inappropriati o fastidiosi, perché la camgirl non è mai sola, neppure davanti a spettatori “lontani”.
Giova ricordare che la ragazza può proporsi a spettacoli sottomessi, in cui è legata ed imbavagliata, ma tutto deve avvenire attraverso un codice comportamentale; se uno spettatore continua a violarlo può essere espulso dalla trasmissione perché il sesso riguarda il consenso.
Isa cita frasi imbarazzanti che le sono state rivolte durante la trasmissione, ad esempio riferite ai peli pubici, del tipo: “Perché non li radi? E’ disgustoso!”, con la sua immediata risposta: “Perché  pensi che sia disgustoso? Questo è un corpo femminile naturale”.
Dopo questo scambio di battute Isa ha bloccato un modo critico di connettersi per umiliare la donna; la cam non è solamente luogo di sesso, ma anche di conversazioni su cose reali come la sobrietà ed il dolore, dove l’autoironia e l’umorismo giocano un ruolo importante.
L’autrice in una intervista dice testualmente: “La video camera mi ha dato un’ottima prospettiva su quanto varia la sessualità umana. Uno dei motti nella mia stanza era:’Non disgustare qualcuno’, fintanto che hai il suo consenso, non giudicare qualcuno da quello che gli piace”.
Negli ultimi anni c’é stata una forte caduta della repulsione per la masturbazione femminile ed una grande accettazione dell’uso dei giocattoli sessuali, con un enorme aumento di questa richiesta.
Quello che si pubblica rimane lì per sempre e bisogna essere consapevoli che poi non ci si deve vergognare, né nascondersi dietro a pretesti: esso è una parte della tua vita.
Internet, può essere incredibilmente dannoso e violento, ma può anche essere uno splendido spazio per creare comunità e trovare persone a cui relazionarsi veramente.
Ci sono tante persone che subiscono discriminazioni per la pubblicazione di loro immagini, questo è disumanizzante perché perpetua una violenza divenuta normalizzata, dall’ipocrisia corrente.


ISA MAZZEI lancia  un appello: “Le persone dovrebbero pagare per la pornografia che consumano.
Questa è la cosa più importante. Paga per il tuo porno e dì alle persone che paghi per il tuo porno. Rendi normale il pagamento per il porno. Esistono spesso modi di pagare il tuo porno direttamente agli artisti. E penso che quando numerose organizzazioni di lavoro sessuale e gruppi di difesa si oppongono alla legislazione (che combina il traffico di sesso con il lavoro sessuale), è importante che le persone ascoltino e amplifichino quel messaggio in modo che i legislatori possano capire gli effetti negativi di cosa stanno facendo”.

 

 

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