Siva è l’emanazione plenaria (un unico dio con infinite forme) di Dio preposta alla distruzione, ma è anche il dio della vita, o meglio della generazione.
Si ritiene che egli periodicamente distrugga “l’intero cosmo, gli dei, gli uomini e le stelle ruotanti”.

IL SIVAISMO
I bramini apertamente ammettono che Siva elimina tutti gli dei, persino Brahma, Indra e Visnù.
Una delle molte leggende narrate contro Siva dai bramini lo mostra soggetto alle stesse tentazioni sopportate più tardi da S
ant’Antonio, quelle di una bellissima ma diabolica donna.

IL SIVAISMO Sant'Antonio
Superfluo aggiungere che egli non cedette; i bramini allora trovarono una tigre, che mandarono contro Siva, il dio però la soffocò a morte, ed ancora porta la sua pelle.
Essi allora mandarono un nano con una terribile mazza carica di incantesimi di Visnù.
Siva uccise il nano, e la mazza ancora figura in tutte le sue immagini.

I bramini allora decisero di castrarlo, e misero in opera tutti i loro poteri magici, con il risultato che ottennero il loro scopo.
Una delle ragioni che vengono proposte per questa mutilazione è che Siva era di natura così lasciva che corteggiava e seduceva molte delle belle donne che servivano i sacerdoti.
Il lingam fu allora innalzato come oggetto di venerazione, a vergogna di Siva ma a onore dei bramini.
Un’altra leggenda dice che il
lingam di Siva era così grande che esso fu tagliato in dodici parti che diedero origine a tutti i tipi di creature umane; sebbene qui ancora è possibile che il numero di dodici abbia qualche rapporto con lo zodiaco.

IL SIVAISMO Durga
Un’altra leggenda dice che il lingamfiammeggiando e ardendo cominciò a traversare il mondo bruciando le città; e Durga, moglie di Siva, lo seguì, lanciando le penetranti lamentazioni che ancora echeggiano nei templi. I bramini, atterriti, corsero da Brahma in cerca di aiuto; questi consigliò loro di sacrificare a Mahadevi, e di pregarlo di calmare la furia di Siva, prima che la terra, il cielo e l’inferno fossero arsi”.

IL SIVAISMO mahadevi
Il risultato fu che “si stabilì che il simbolo di Siva-Durga dovesse venir collocato come principale oggetto di venerazione in ciascun tempio dell’India. Si cercarono anche i resti del Mahadeo bruciato. Alla fine fu trovato e quindi, per miracolosa moltiplicazione, ne furono staccate trentanove porzioni. Di queste ventuno furono distribuite fra i templi in terra, nove furono riservate al tempio del cielo, e persino il nero Patala ebbe la sua porzione, una sola, della preziosa carne”.

IL SIVAISMO Patala
Tutto questo pare racchiudere un simbolismo difficile da seguire per una mente occidentale; sebbene da esso risalti il sacro lingam di Siva, noto come Mahadeo.

IL SIVAISMO Mahadeo
Gli indù si dividono generalmente in seguaci di Siva ed in seguaci di Visnù.
Tutti i templi di Siva accolgono il lingam in stato di erezione.
Esso è fatto di materiali diversi, e, nelle dimensioni, varia da circa dieci centimetri a qualche metro.
Molti dei devoti portano rappresentazioni del
lingam come amuleto, molte delle quali sono vere meraviglie di realismo.
Per quanto gli indù colti si sforzino di spiegare il culto di Siva e di sua moglie
Sakti in termini di pura allegoria, l’intero soggetto è, in pratica, esattamente ciò che rappresenta.

IL SIVAISMO Sakti
Gli scultori e gli artisti indù non lasciano nulla all’immaginazione.
G. MacMunn, nel suo libro sui culti segreti dell’India, cita le righe seguenti dal Kuvalavanandi:
“Sakti è il tipo di piacere che si ricava dal ‘guthya’ (l’organo femminile). Siva è il lingam. Dalla unione di questi due deriva la gioia di tutto l’universo”.
Dove stia l’allegoria di questo concetto non è molto chiaro (forse non c’è: è quel che dice).
Né ci pare sia più chiara nella descrizione di “una raffigurazione d’ottone del
lingam di Siva con Parvati (un’altra moglie di Siva) che lo abbraccia in estasi”.

IL SIVAISMO Parvati
Lo scrittore religioso indù R. G. Bhandarkar dice: “E’ l’autentico organo generativo di Siva, che viene contemplato e venerato, ma questa contemplazione ascetica elimina dall’idea ogni volgarità”.
E questa è una citazione descrizione dal Bhagavanta Purana di Siva: “Colui il cui seme viene portato in alto, che abita in cielo, il Signore del seme, che produce il seme”.
Si confronti col biblico: “il suo corno sarà esaltato”.

IL SIVAISMO R.G. Bhandarkar
Come Siva rappresenta l’organono maschile, Così Sakti rappresenta l’organo femminile, ed entrambi hanno i loro devoti; è nel Bengala e nell’India del Sud che Sakti viene maggiormente venerata, e lo yoni viene onorato quaggiù con tutta l’intensità di devozione di cui un popolo ossessionato dal sesso è capace di mostrare.
I fedeli maschi trascorrono ore intere a contemplare o meditare sullo
yoni, e molti in effetti credono di essere delle donne; i seguaci di Sakti hanno templi e case di riunioni segrete.

G. MacMunn dice: “L’oggetto della loro devozione è una donna bellissima, viva, collocata di fronte a loro, e il culto dello Yoni è estremamente realistico. Le loro sedute alle quali partecipano entrambi i sessi, sono accompagnate da una violenta estasi religiosa. Che degenera in estrema licenza sotto gli effetti degli stimolanti. Inoltre nessuno in India fa troppe domande sulle gesta di coloro che si adeguano agli usi indù descritti”.

IL SIVAISMO Brahma
I templi moderni in India sono decorati con scene erotiche tali, che per noi europei sono inconcepibili in luoghi religiosi; mentre non vi è una sola bizzarria sessuale che un indù non possa giustificare come una ingiunzione del suo dio.
Inoltre, quando si tratta dello
yoni la superstizione raggiunge il culmine; ed è un fatto che un famoso personaggio che voleva un erede strisciò attraverso una fessura in una roccia della Malabar Hill di Bombay: la fessura, naturalmente, stava qui a simboleggiare lo Yoni.

IL SIVAISMO Indra