I nomi di Giacobbe e di Esaù hanno un significato interessante: Esaù è preferito dal padre ed è rappresentato rozzo, peloso, un gran cacciatore. Giacobbe è preferito dalla madre ed è mostrato morbido, quieto, un cuoco; il significato attribuito ad Esaù è maschile, quello di Giacobbe femminile. Siccome gli ebrei più tardi divennero contrari alle divinità femminili, mutarono il nome di Giacobbe in quello di Israele.


Il nome Maria (dato alla madre di Gesù, ed a molte altre donne nei Vangeli) è curiosamente simile a Mirra, la madre di Adone. Maria è la forma greca dell’ebraico Miryam, il nome della sorella di Mosè, che era la madre di Giosuè, che significa come per Gesù il “Salvatore”.


Il significato che sta dietro a Miryam è “amaro”, ma la parola potrebbe essere derivata da myrr o da mare; esso era uno dei nomi della dea Venere, chiamata la Venere Marina dai romani, e la Venere Anadiomene, la Venere nascente dal mare, dai greci.
Venere è stata dipinta innumerevoli volte nascente dal mare in una
conchiglia, simbolo femminile.

IL SIGNIFICATO DEI NOMI: Venere
La conchiglia, particolarmente la ciprea, fu assai presto associata al sesso e considerata, in modo simbolico, “datore di vita”. La sua forma fu identificata con quella dell’organo sessuale femminile, ed ancor oggi nel Sudan ed altrove le donne portano cinture di cipree perché diano loro fecondità.
E’ altresì interessante notare che queste conchiglie contribuirono all’adozione dell’oro come mezzo di pagamento. Con l’introduzione dell’uso di portare conchiglie unite in collane e cinture e come ornamenti per capelli, venne il momento in cui qualcuno si dedicò all’industria di imitare quelle conchiglie in creta ed in pietra. Essi scoprirono che potevano fare dei modelli di cipree e di altre conchiglie, più durevoli e più attraenti, usando il metallo giallo e malleabile che giaceva nel deserto non utilizzato e trascurato. Quest’uso diede all’oro metallico un valore arbitrario che prima non possedeva. Infatti gli attributi di datori di vita, delle conchiglie modellate col metallo giallo, finirono poi con l’essere trasferiti al metallo stesso.

IL SIGNIFICATO DEI NOMI: Ciprea
La forte domanda di cipree come ornamento e come amuleto, fece sì che la gente barattasse ogni sorta di prodotti in cambio di esse, e così le trasformò in moneta; così pure l’oro, allorché fu associato con la ciprea divenne a sua volta una moneta.
Proprio come a un certo momento le stelle furono deificate e si fece sì che imitassero gli esseri umani nel loro comportamento, parimenti la ciprea fu concepita come una “Grande Madre”.
Gli uomini dell’età paleolitica superiore trasformarono la conchiglia in una donna “aggiungendo braccia, gambe, un tronco ed una testa, producendo cosi una grottesca immagine femminile, formata dalla combinazione di una conchiglia e di una donna..


E’ fuor di dubbio che questa fu l’origine delle numerose dee, vergini o no, che diedero ad un certo momento origine ai miti di Venere, Cibele, Afrodite, Astarte e ad altre; ed esattamente come Hator, la Hator d’oro, la Signora della Nubia aveva come emblema una collana di cipree d’oro, così simboli simili giunsero ad essere associati con la “Grande Madre”.

IL SIGNIFICATO DEI NOMI: Hator
Venere, Iside e Cerere venivano tutte chiamate “Nostra Signora” e “Regina del Cielo” e questi sono appellativi ancor oggi della Vergine Maria; ed i cattolici sono accesi adoratori della loro divina Madre come lo erano i cultori delle dee pagane dell’antichità.


Maia, la madre di Krishna, è ritenuta vergine, e la raffigurazione di Maria e del bambino Gesù è esattamente uguale a quella di Maia e di Krishna, o di Iside e Horus.


Infatti, molte antiche statue di Maria e Gesù sono, come quelle di Iside ed Horus, nere.
Presso quasi tutti i popoli orientali la vulva era rappresentata con il colore nero ed il pene con il rosso; Brahma era dipinto di rosso (uno dei significati della parola Adamo), perché si supponeva che il rosso fosse il “colore del potere creativo”; esso è naturalmente il colore del sangue.

IL SIGNIFICATO DEI NOMI: Brahma
L’ombelico, Nahbi di Visnù, dal quale viene disegnato l’os tincae (la bocca dell’uteo), è venerato come tutt’uno e identico al sacro yoni. Anche questo emblema era egiziano, e pare che il mistero fosse solennemente personificato, nel tempio di Giove Ammone, dal grande umbiliculus, fatto di pietra, e trasportato da 80 uomini in una barca che rappresentava la fossa naviculus.
Tale era la barca mistica di Iside, che era adorata in Egitto.

IL SIGNIFICATO DEI NOMI: Visnù
In greco la parola per ombelico è omphalos. Ombelico è una sorta di eufemismo per yoni, il che forse aiuta a chiarire un poco la storia di Ercole e di Omphale.

IL SIGNIFICATO DEI NOMI: Ercole e Omphale
Gli antichi non temevano nulla quanto la perdita della virilità, risultato di una eccessiva passione per le donne.
E’ difficile capire come una parola come
Nahbi ( il nome di una delle spie di Mosè a Canaan) possa essere stata introdotta nella Bibbia a meno che non si ammetta il suo significato fallico.


I nomi della Bibbia sono più o meno artificiali: incontriamo due grandi difficoltà, il fatto che la lingua ebraica è conosciuta solo imperfettamente e il fatto che le forme tradizionali dei nomi sono spesso poco degne di fede.
Era impossibile l’accertare in base alla tradizione la pronuncia esatta di nomi non più in uso.
Anche le consonanti sono talvolta assai meno attendibili di quanto si possa supporre, anche quando la forma di un nome è chiaramente certa, il suo significato è spesso incomprensibile.
Un gran numero di nomi dell’antico Testamento sono da considerare fittizi, così come i nomi dei mitici patriarchi fino ad Abramo, che sono in alcuni casi inventati allo scopo di colmare lacune.

IL SIGNIFICATO DEI NOMI: Abramo
La parola ebraica Tamar significa “albero di palma” ed un albero di palma era, come una pietra verticale, un pilastro, una torre rotonda, un campanile, un albero di maggio, usato come simbolo per il fallo. Gli ebrei ancor oggi usano un ramo di palma e di limone, che vengono alzati assieme, durante speciali preghiere recitate in occasione della festa dei Tabernacoli, la festa della fecondità.
Quale che sia il significato che può oggi essere dato all’uso di questi due oggetti, è difficile dissociare il loro primo significato dalla cerimonia, quando ci si rende conto di che cosa significasse in origine la palma, e si consideri la forma del limone.

Il popolo ebraico un secolo prima la caduta del tempio di Gerusalemme aveva volto definitivamente le spalle agli “dei” delle razze che li circondavano, e particolarmente alle “abominazioni” delle altre religioni, ma la loro stessa religione è piena delle loro primitive credenze; esse erano, certamente, falliche sotto molti riguardi.
La cosa dipende dal modo con cui si considera l’adorazione del sesso in religione.
Da un punto di vista, nulla può essere più degradante; da un altro, nulla può essere più sublime.

IL SIGNIFICATO DEI NOMI: Giosuè