Non tutte le favorite reali ebbero una fine tragica ed una morte prematura.
La maggior parte di loro venne allontanata quando godeva di ottima salute e trascorse una vita normale, ma agiata per la ricchezza accumulata dall’attività amorosa e sessuale.

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: Giorgio I
Nei primi tempi del regno di Giorgio I d’Inghilterra, tre ex favorite di sovrani defunti si incontrarono alla corte inglese.

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: Duchessa di Portsmouth
Erano la duchessa di Portsmouth, di Dorchester e di Orkney, rispettivamente amanti di Carlo II, Giacomo II e Guglielmo III. Erano solamente invecchiate, ma godevano di ottima salute.

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: Carlo II
Come tre vecchie barche ancorate nel porto, le anziane dame si squadravano a vicenda.
Ad un certo punto, la schietta duchessa di Orkney disse:”Chi avrebbe mai pensato che noi tre vecchie puttane ci saremmo ritrovate qui tutte insieme?”.
Dopo l’esilio del suo amante, re Giacomo II,
Catherine Sedley, duchessa di Dorchester, aveva ricevuto un vitalizio da Guglielmo III.

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: Catherine Sedley
In seguito avrebbe dichiarato che
“entrambi i sovrani furono gentili con lei (era stata nel letto dei due). Le regine (ovviamente) erano solite trattarla male”.
Giacomo II le aveva donato vaste tenute di terreni agricoli e da pascolo, ma dopo l’esilio del sovrano, la Camera dei Comuni aveva intenzione di confiscarglieli

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: Giacomo II
L’energica duchessa si oppose e presentandosi di persona davanti ad un tribunale espose le proprie ragioni. Riuscì a vincere la causa e trattenere i terreni.
A 40 anni, Catherine si sposò con un baronetto scozzese, Sir David Colyear, che fece di lei una dama rispettabile.

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: Sir David Colyear
Il baronetto scozzese era stato un ufficiale dell’esercito di Guglielmo III ed era molto rispettato. Proprio per questo furono in molti a stupirsi di una simile scelta.

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: Guglielmo III
Nonostante l’età, Catherine diede al marito due figli, sani e robusti.
Il suo senso dell’umorismo e la sua acuta intelligenza emerge chiaramente dal consiglio che era solita dare ai figli avuti da Colyear:
“Se qualcuno vi dice che siete figli di una puttana, non potete farci nulla, perché è vero. Ma se vi chiamano bastardi, battetevi fino alla morte, perché vostro padre è un uomo dabbene”.


Elizabeth Villiers, duchessa di Orkney, non aveva mai ostentato a corte la sua posizione di amante di Guglielmo III.

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: Elizabeth Villiers
Ma quando la regina Maria II Stuart nel 1694, a soli 32 anni, morì di vaiolo, lasciò una lettera indirizzata al marito Guglielmo, in cui lo rimproverava duramente per la sua relazione con Elizabeth.

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: Maria II Stuart
Si sa che gli ammonimenti dei defunti lasciano sempre un segno, così Guglielmo lasciò l’amante. Con grande generosità però le assegnò una rendita di 5.000 sterline annue e le donò 90 acri di terra in Irlanda. Quando Elizabeth venne allontanata, aveva quasi 40 anni e non si era mai sposata.
Nonostante la non più giovane età (all’epoca una quarantenne era di fatto una vecchia) e la mancanza di bellezza, per cui si diceva che roteava gli occhi come un drago, trovò marito.
La donna sposò il rispettabilissimo
George Hamilton, figlio minore del duca di Hamilton.

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: George Hamilton
Immediatamente, re Guglielmo lo insignì del titolo di conte e dunque la moglie Elizabeth divenne automaticamente contessa.
Elizabeth, abituata ad esprimersi con sincerità, subito dopo avere conosciuto il futuro marito gli aveva detto di essere stata “ in ottimi rapporti (l’amante) con una certa persona (il re), ma non di voler sentire rimproveri o insinuazioni a quel proposito”.
Il matrimonio fu felice e fecondo; la donna, che dalla relazione con re Guglielmo non aveva avuto figli, a oltre quarant’anni (fatto straordinario per quel periodo) diede al marito tre figli. Uno dopo l’altro e sopravvisse di ben trent’anni all’ex amante.

IL RIPOSO DELLE FAVORITE: Giorgio II
Nel 1727, in occasione dell’incoronazione di Giorgio II, un testimone descrisse Elizabeth così: “Il suo posteriore era un cumulo di ciccia flaccida. Sul davanti invece esibiva un paio di tette assai cascanti e una grossa pancia. Vi si aggiungano il modo inimitabile con cui roteava gli occhi e i capelli grigi che per giunta puntavano direttamente verso l’alto. Sarà impossibile immaginare uno spettacolo più divertente”.

L’impietosa descrizione sfocia nel ridicolo e nulla uccide più della derisione; certo l’epoca non consentiva la chirurgia estetica, ma non dimentichiamo che certi interventi plastici di oggi giorno conducono spesso a risultati altrettanto ridicoli, o peggio, mostruosi.
Se si aggiunge che per arrivare a tali orrendi risultati, la “vittima” ha speso consistenti somme di denaro, allora la risata diventa veramente atroce!