William Shakespeare scrisse: “Non vorrei essere regina per tutto il mondo” ed aveva ragione.


Nella storia del mondo occidentale, il primo sovrano ad avere sposato la sua amante fu il re di Israele, Davide, che prese in moglie Betsabea, la vedova del suo generale Uria, che aveva mandato a morire in un attacco suicida per sposarla, ma quel che ne seguì lasciò una impronta indelebile nei millenni successivi.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Davide e Betsabea
Infatti, i matrimoni dei re con le loro amanti furono quasi sempre segnati dal dolore o destinati alla catastrofe.
In passato, il mondo non era tondo ma piramidale e quanto più si era in alto, tanto più si era ingabbiati dalla religione e da regole comportamentali di immagine.
Il re, che sedeva sulla sommità di questo sistema, aveva dunque un ridottissimo spazio di manovra, ma non solo, se infrangeva queste regole perdeva di prestigio e veniva deriso
La cosa peggiore che un re potesse fare era sposare la propria amante; fatto che veniva considerato peggio dell’aumento delle tasse e peggio di una guerra senza senso.


Infatti, davanti all’altare non si inginocchiavano solo gli sposi, ma il prestigio dell’intera nazione.
Il sovrano era la personificazione di un popolo e di una nazione, per cui i sudditi erano presi dal panico quando ostentava il disprezzo delle antiche regole e tradizioni; cosa poteva accadere ?
Molte amanti, divenute spose del re, si accorgevano che l’incessante attenzione per mantenere la propria posizione non poteva essere accantonata.
Infatti, l’amante divenuta moglie, era costretta ad affermare la propria posizione e solitamente era più odiata di quando era semplicemente la favorita, poiché aveva sfacciatamente oltrepassato i limiti prescritti dalle regole; così, molti cortigiani ne auspicavano una morte violenta.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Principessa Costanza
Dopo la morte della moglie principessa Costanza, nel 1354, il principe Pedro del Portogallo sposò Inez de Castro, che da quattordici anni era la sua amante.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Pedro del Portogallo
Re Alfonso IV, padre del principe, temendo che i 4 figli illegittimi, che Pedro aveva avuto dall’amante potessero portare via la corona a quelli avuti dalla prima moglie, fece assassinare Inez.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Alfonso IV
Le amanti reali che sposavano i loro sovrani ed erano incoronate regine venivano disprezzate, perché avevano raggiunto quell’altissimo rango per “arti sessuali” e non per meriti di casato.


Nel 1533, Enrico VIII d’Inghilterra sposò Anna Bolena e questa scelta destò tale indignazione tra nobili e popolo, che il re emanò una legge secondo la quale parlare contro questo matrimonio era considerato un atto di tradimento; ciò portò a condanne a morte di taluni oppositori.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Enrico VIII d'Inghilterra
Anna Bolena, che al momento del matrimonio era incinta, non partorì l’atteso erede maschio, ma una bambina; successivamente dopo due aborti, nel 1536 venne processata con l’accusa di adulterio e con questo pretesto decapitata, con gioia dei nobili e del popolino.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Anna Bolena
Il re di Svezia Eric XIV, considerato folle, nel 1568 sposò la sua amante Karin Mansdotter, che incoronò regina, ma il fratellastro di Eric, il principe Johan, sostenne che quel matrimonio era la prova evidente della sua pazzia, così lo fece rinchiudere e poi avvelenare nel 1577.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Erik XIV di Svezia
La regina Karin fu invece esiliata in una tenuta in campagna.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Kaarina Mansdotter
Il granduca di Toscana, nel 1578, sposò Bianca Cappello, sua amante da 12 anni ed ebbe il coraggio di incoronarla in cattedrale a Firenze.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Bianca Cappello
Il duca di Mantova, che aveva chiesto la mano della figlia del granduca di Toscana, quando seppe la notizia ritirò la proposta di matrimonio e disse: “La nuova granduchessa, sotto la cui custodia vivono le principesse di Firenze, è causa di obiezioni che non possono essere superate”.


Bianca Cappello era disprezzata dal popolo fiorentino e dalla famiglia del marito.
I Medici, e senza la protezione del marito Francesco, la sua vita sarebbe stata fortemente in pericolo.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Francesco I de Medici
Nel 1587, entrambi si ammalarono di febbri, o forse vennero avvelenati, ed il granduca Francesco morì per primo; allora Bianca disse:”Adesso devo morire insieme al mio signore” e spirò.
Il fratello di Francesco,
Ferdinando, che era cardinale e divenne il nuovo granduca, odiava Bianca.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Ferdinando
Non avendo potuto sfogare il suo odio verso di lei quando era viva, la disonorò da morta.
Ferdinando ordinò che il nome di Bianca Cappello fosse cancellato da ritratti e monumenti; fece rimuovere il suo stemma da tutti gli edifici pubblici e lo sostituì con quello di Johanna d’Austria.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Johanna d'Austria
La storia si ripete: come aveva fatto il faraone con Mosè, cercandone l’oblio.

IL POTERE NON RENDE LIBERI: Mosè
Quando fu chiesto a Ferdinando se nella bara Bianca dovesse avere la corona ducale, rispose che quella corona l’aveva portata fin troppo a lungo da viva.
A Francesco fu riservato un fastoso funerale di Stato, mentre Bianca fu deposta in una semplice bara e sepolta di notte in una fossa senza nome.
Certo, Bianca da viva aveva compiuto azioni che avrebbero potuto modificare l’autentica discendenza della dinastia Medici, ma c’è da chiedersi cosa il disprezzo dimostra, se non povertà d’animo di chi lo pratica.