In questi giorni ricorre il primo anniversario della scomparsa di Armando Checchi detto “Il Pittore”.

Armando ha lasciato il suo corpo all’improvviso, impedendo che il degrado del tempo si abbattesse su di lui.
Anche al “Rifugio degli Artisti” il tempo si è fermato ed è rimasto tutto come prima.
Nella sala del ristorante, “Infernum”, un quadro posto prima dell’ingresso della cucina, evoca Armando nella forma di un Genio seducente.
Il Pittore e Sisifo, in ricordo di Armando ChecchiNella Grecia antica la Morte è personificata da un genio maschile, Tanatos, mentre nella Roma antica è considerata una dea, Mors, o piuttosto una pura astrazione personificata.
Dunque Tanatos é il genio maschile alato che personifica la Morte.
Nell’Iliade appare come fratello di Ipno, il Sonno, e questa genealogia è ripresa da Esiodo, il quale fa di questi due geni i figli della Notte.
Lo spirito di Armando vive nei suoi luoghi e pare avere superato l’astrazione del concetto di Mors o superato la concretezza di Tanatos.

Per capire questo passaggio e questa presenza, ricordiamo il mito di Sisifo, il più scaltro dei mortali perché incatenò la morte impedendole di svolgere il suo compito.
Zeus irritato per le verità mostrate da Sisifo, gli aveva inviato il genio della Morte, Tanatos, affinché quest’ultimo lo uccidesse.
Sisifo, invece di permettere ciò, sorprese Tanatos e lo incatenò, di modo che, per un certo tempo nessun uomo morì più.
Fu necessario che Zeus intervenisse, costringendo Sisifo a liberare Tanatos, in modo tale che quest’ultimo potesse continuare a svolgere la sua funzione.

La prima vittima fu naturalmente Sisifo. Ma, invece di accettare la propria sorte, Sisifo ingiunse di nascosto alla moglie, prima di morire, di non tributargli onori funebri.
Quando arrivò agli Inferi, Ade s’informò sul motivo per il quale non vi giungesse nella forma ordinaria.
Sisifo si lamentò assai per l’empietà della moglie e ottenne dal dio indignato, il permesso di ritornare sulla terra per castigarla e rimetterla sulla dritta via.
Una volta sulla terra, Sisifo si dispensò dal far ritorno e visse fino a tarda età.
Ma quando morì veramente, gli dei degli Inferi, desiderando evitare qualsiasi evasione, gli imposero un compito che non gli lasciasse alcun tempo libero ed alcuna possibilità di andarsene.

Capite ora, perché Armando è presente nel suo “Rifugio degli Artisti”: il compito affidatogli dagli Dei è quello di vivificare la sua creazione.
Se andate al Rifugio lo vedrete in ogni luogo; lo sentirete nelle musiche cullate dal vento; lo gusterete nei suoi cibi preferiti; ma soprattutto, se andrete accompagnati da una donna che amate, il suo genio seducente, quello del quadro, la farà vostra per sempre, incatenandola per voi, come Sisifo fece con Tanatos.

E’ la magia del luogo; la magia non si capisce ma si subisce, e il Pittore sarà sempre con noi!