Una volta che si riconosca che la storia di Adamo ed Eva è simbolica, il suo contenuto fallico può essere agevolmente compreso. Perché la loro nudità doveva venire così fortemente sottolineata?

IL MISTERO DELLA BIBBIA: Adamo ed Eva
Il serpente, con la sua capacità di erezione, è chiaramente fallico e, come lo si trova in molti monumenti antichi ed egiziani, indubbiamente simboleggia l’erezione maschile.

IL MISTERO DELLA BIBBIA: Arca di Noè
Persino l’Arca di Noè può essere considerata come un simbolo della donna; mentre il versamento dell’olio nella pietra su cui Giacobbe dormì è esattamente uguale all’unzione del lingam in India: un rito puramente fallico.


L’uso ebraico della circoncisione è un derivato di culti fallici; di fatto, non è difficile provare che l’organo maschile è tenuto nella massima considerazione nell’Antico Testamento. Abramo fece giurare il suo servo dicendo. “Metti la tua mano sotto la mia coscia”.


La parola “coscia” è un eufemismo per il fallo; e vi sono molti passaggi nel Pentateuco che dimostrano che un uomo deve essere sessualmente perfetto prima di essere ammesso nella comunità. Nessuno ha ancora scoperto il reale significato della circoncisione; ma naturalmente può ben essere che alla fine si insistesse sul rito più nell’interesse dell’igiene che per qualsivoglia connessione con i culti fallici.
Essa era in uso presso molti altri popoli prima di Israele, come nell’Egitto pre-dinastico, ed è ora praticata da molte razze indigene che non hanno mai sentito parlare della Bibbia.
Forse il costume prese origine come mutilazione selvaggia dal desiderio di distinguere la tribù; o. come preparazione al matrimonio.

Quale che sia la vera spiegazione, tuttavia, essa in effetti aggiunge una nuova indicazione all’interesse ebraico per il sesso. L’attuale traduzione dell’Antico Testamento è considerata da alcuni studiosi un falso romano di epoca tarda.
La parola
iew “ebreo” era in origine scritta IU, in cui la I (o il simbolo per “uno”) rappresentava l’elemento maschile, e la lettera U l’elemento femminile.
Si trovano le stesse lettere nel nome
Jesus, che dovrebbe essere scritto IESU; dove I e U rappresentano i due sessi, le lettere ES la parola indù che significa “carne”. Quindi, il nome Gesù significa carne di uomo e donna.

IL MISTERO DELLA BIBBIA: Gesù
L’ebraico che conosciamo è una lingua del tutto artificiale, mutata dall’ebraico originale che ci è ignoto; l’originale non aveva vocali, aggiunte successivamente e permutate da altre lingue.

IL MISTERO DELLA BIBBIA: Maria
Molta gente è naturalmente ignara dei significati nascosti di parole comuni e di nomi di persone e di luoghi, ma ovviamente vi deve essere un qualche significato in parole come Maria, Abramo, Giosuè, Gerusalemme, Costantinopoli: queste parole non sono venute dal nulla da sole.


Esse non sono dei balbettii puramente accidentali; come ci sono giunti tali nomi?
Se essi sono traduzioni di parole “straniere”, come si sono introdotte nei linguaggi stranieri?
E’ vero che un bambino, ai suoi primi sforzi per chiamare la madre può facilmente gorgogliare qualcosa che assomiglia a “ma”, e certamente suoni simili per madre possono trovarsi in molte lingue; ed è vero altresì che parole che di primo acchito sembrano dissimili, possono viceversa avere spesso, per così dire, un denominatore comune.

Tuttavia il fatto che proprio dietro a molti termini religiosi si possa vedere un’idea fallica urterà certamente le persone pie che considerano qualsiasi manifestazione del sesso come peccato.
Il fatto che alcune persone colte, che conoscono la storia del linguaggio, considerino l’ebraico come la prima o primigenia lingua, data da Dio all’uomo nel più antico stadio dell’umanità, oggi non conta più molto. Ma fino a epoche recenti milioni di individui erano sicuri che l’ebraico fosse la lingua divina, parlata da Eva ad Adamo, dal serpente ad Eva, e da Dio al primo uomo.

Si suppone che l’antico Testamento sia stato scritto originalmente in ebraico; e le influenze sacerdotale e della tradizione sono state così forti che l’ebraico è ancor oggi considerato dagli ortodossi non come un linguaggio appartenente a un gruppo di lingue simili, ma come qualcosa di unico e di quasi troppo santo per poter essere avvicinato.
Viceversa bisogna dire subito che non vi è alcuna prova effettiva che l’ebraico della Bibbia sia mai stato una lingua parlata. Si asserisce, è vero, che in un’epoca determinata esso veniva parlato, ma non ne è stata addotta alcuna prova consistente.


Se Abramo è mai esistito, quale fu la sua lingua ? Era la lingua usata da Isacco con Giacobbe, da Giacobbe con Giuseppe; ed i membri della piccolo gruppo costituito dalla famiglia di Giacobbe in Egitto, la parlavano tra loro e l’insegnarono ai loro figli ?
Essa era una lingua completamente formata, come la troviamo ora nell’Antico Testamento, e come viene dichiarata da qualche apologeta moderno, allorché gli israeliti sotto la guida di
Mosè abbandonarono l’Egitto?


Persino la fonte della parola “ebreo” sembra dubbia: vi sono molte opinioni diverse sulla sua derivazione; resta a ogni modo il fatto che la lingua ebraica è quella di cui fu scritta la maggior parte dell’Antico Testamento quale noi la conosciamo.
Quanta parte di esso sia stata scritta in epoche pre-ebraiche, e in quale lingua, non è stato ancora scoperto.
L’ebraico “originale” è senza vocali; queste furono aggiunte dai massoreti o scribi attorno all’anno 600 d.C., e con ogni probabilità le aggiunte hanno cambiato il significato di alcune parole.

IL MISTERO DELLA BIBBIA: Davide
La critica moderna non è per nulla disposta ad accettare la tesi che le diverse parti dell’Antico Testamento siano state scritte da Mosè o da Davide, da Geremia o da Giosuè, secondo i casi.
Al contrario, essa ritiene che il Pentateuco, ad esempio, sia una compilazione relativamente tarda, e, nella forma in cui l’abbiamo, certamente non scritta da Mosè.


Molti dei diversi libri furono indubbiamente scritti sotto l’influenza del popolo tra il quale gli autori si trovavano a vivere in quel tempo, ed editi più tardi sotto l’influenza di diversi partiti o sacerdoti.
La più antica copia ebraica dell’Antico Testamento è databile attorno all’anno 900 d.C. (circa 1.100 anni fa) e, siccome la versione greca, che si ritiene sia stata eseguita attorno all’anno 150 a.C. (circa 2.200 anni fa) è considerevolmente diversa da essa, è pressoché impossibile dire che cosa sia stato scritto originalmente.

In conclusione, si può affermare che: NON SAPPIAMO QUANDO LA BIBBIA FU SCRITTA; NON SAPPIAMO CHI LA SCRISSE; NON SAPPIAMO IN QUALE LINGUA FU ORIGINALMENTE SCRITTA; NON SAPPIAMO QUALE ERA IL SUO TESTO ORIGINALE.
E’ solo il caso di sottolineare come il libro più noto, sia in realtà il più sconosciuto
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