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il marito dell’amante è il cornuto

il marito dell’amante

Benjamin Franklin, inventore e patriota americano, la cui effige compare sulle banconote da 100 dollari, diceva: “Non si possono cogliere rose senza rischiare di pungersi, né avere una bella moglie senza rischiare le corna”.
In molti casi, il tradizionale triangolo amoroso, re, regina, amante, era di fatto un quadrilatero, dal momento che molte amanti reali erano sposate.
Il matrimonio poteva essere avvenuto prima dell’inizio della relazione o addirittura nel pieno dell’avventura amorosa, talvolta su richiesta dello stesso sovrano.
Infatti, si riteneva che il matrimonio apportasse rispettabilità all’amante del re e che la tacita approvazione del marito legittimasse una relazione illecita.
Inoltre, una donna nubile incinta era oggetto di condanna da parte dell’opinione pubblica.


Ciononostante, alcuni re, tra cui Luigi XIV, erano tormentati dall’idea del duplice adulterio e dunque, dal punto di vista del peccato, avrebbero preferito amanti nubili, in modo da dimezzare l’entità della colpa.
Pertanto, Luigi XIV era lieto che Mademoiselle de la Vallière, cui rimase legato per sette anni e da cui ebbe quattro figli, fosse nubile.
Quando poi s’innamorò della sposata Athénais de Montespan, che di figli glene diede ben sette, temette fortemente per la salvezza della propria anima, tanto che, dopo la morte della regina, sposò una anziana zitella, l’illibata Madame de Maintenon, per godere del sesso senza colpe.
Come il bisnonno, Luigi XV, che non sembrava preoccupato di tradire la propria moglie, si sentiva in colpa perché andava a letto con la moglie di un altro, Madame de Pompadour.


Per altro, Luigi non si fece scrupolo di far sposare la sua ultima amante, la stupenda prostituta Jeanne Becu, con un nobile in miseria, per elevarne la posizione sociale.
L’uomo ricevette, dopo il matrimonio, una borsa piena di monete d’oro, una pensione a vita ed un cavallo per togliersi di mezzo; dopo di che Jeanne, neo contessa e rispettabile perché sposata, poté essere presentata a corte, anche se non mancarono celati sorrisi di scherno.
Comunque quel matrimonio fasullo avrebbe creato molti problemi ai due amanti reali.
Nel 1773, quattro anni dopo, l’anziano ed ormai vedovo Luigi prese in seria considerazione di sposare la sua favorita, come aveva fatto suo bisnonno Luigi XIV con Madame de Maintenon.
Da parte sua, Jeanne Becu ora Madame du Barry era comprensibilmente entusiasta: dopo avere subito continue umiliazioni a corte, sarebbe diventata regina di Francia.
Poi però ci si ricordò che da qualche parte del regno aveva un marito, impegnato ad ubriacarsi e a spassarsela, il quale fece sapere al re che sarebbe ricomparso con grande scandalo, se non fosse stato adeguatamente rimborsato.

Madame du Barry
Gli vennero prontamente versate parecchie migliaia di franchi e fu insignito dell’Ordine di San Luigi, un onore riservato a chi poteva vantare meriti eccezionali, anche se, in quel caso, a essere eccezionale non era il merito, ma il ricatto.
Se nel X° secolo a.c., come ci narra la Bibbia, re Davide si era liberato di Uria, inopportuno marito di Betsabea, mandandolo a combattere e morire in prima linea, nel XVII° secolo i re adottavano soluzioni meno crudeli: esiliavano lo scomodo marito in paesi lontani con la scusa di affidargli importanti incarichi diplomatici.
Come accadde a Roger Palmer, marito di Lady Barbara Castlemaine, amante di Carlo II.
Infatti, Roger veniva inviato nelle diverse corti europee per ordine del re e veniva richiamato in patria soltanto quando Barbara stava per partorire un bastardo reale.
In quel caso ci si aspettava che si prendesse cura della moglie fin dopo il parto, come se il nascituro fosse figlio suo.

Roger Palmer marito di Lady Barbara Castlemaine
Due secoli dopo Nicholas von Kiss, il brillante ma inetto marito di Katharina Schratt, l’amante di Francesco Giuseppe d’Austria, fu invitato dall’imperatore ad entrare nel corpo diplomatico, una richiesta che accettò malvolentieri, perché in realtà era un ordine.
Quando Nicholas si annoiava in una sede, Katharina chiedeva all’imperatore di trasferirlo in un’altra.
In ogni caso, periodicamente von Kiss andava a far visita alla moglie a Vienna per riempirsi le tasche di monete d’oro, prima di tornare nuovamente all’estero.
E’ il caso di dire che il denaro, per un verso, fa tacere l’amore, per l’altro, lo esalta.

Katharina Schratt amante di Francesco Giuseppe d’Austria

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