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Il latte delle donne trans è buono come quello delle mamme. Lo afferma l’ospedale del Sussex

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Il latte prodotto da uomini transgender: “è comparabile a quello prodotto in seguito alla nascita del bimbo”. È quanto riporta una lettera trapelata del direttore medico dell’University hospitals Sussex Nhs Foundation Trust, celebrando la cosa come conquista del progresso scientifico.

Il sistema sanitato inglese lo considera a tutti gli effetti latte umano con le stesse proprietà nutritive di quello di un mamma, anche se la produzione è stimolata dall’assunzione di ormoni.

La lettera avvalora la pratica dell’allattamento indotto che attraverso farmaci consente alle donne transgender di effettuare l’allattamento al seno. ll direttore sanitario afferma che “ci sono prove chiare e inequivocabili che il latte umano è un alimento ideale per i neonati” riferendosi sia al latte materno che alla “allattamento indotto” in individui nati biologicamente maschi ma che sono diventati femmine. “Le prove disponibili dimostrano che il latte in questione è paragonabile a quello prodotto dopo la nascita di un bambino da una donna”.

Per avvalorare la sua politica, l’NHS Trust ha citato uno studio scientifico di cinque mesi condotto nel 2022, che ha preso in esame i livelli di testosterone presenti nel latte infantile senza rilevare nessun effetto collaterale osservabile nei neonati delle donne transgender che allattano al seno. Altri medici ed esperti hanno però fatto presente che sono troppo pochi ancora gli studi per consentire di trarre conclusioni sui possibili effetti collaterali dell’allattamento indotto: ““Ci sono state pochissime pubblicazioni e la stragrande maggioranza di esse non ha esaminato cosa c’è nel latte stesso”.

Pare evidente che una valutazione simile, equiparare il latte materno a quello prodotto da persone transgender grazie a ormoni, è una valutazione clinica che suona per lo più politica, a scapito della salute degli neonati. Sono infatti insorte anche le femministe inglesi considerando la lattazione indotta nei maschi in ‘transizione di genere’ un attacco alla dimensione specifica dell’allattamento insita nella natura della donna, e oltre a depauperare l’aspetto antropologico, rischia di minare il ruolo determinante da sempre riconosciuto all’allattamento al seno nella relazione tra madre e figlio.

La deputata laburista Rosie Duffield in risposta alla lettera ha dichiarato: “I bambini non possono essere usati come cavie per le scelte di vita di qualcun altro. Tanto più se si tratta di somministrare ai neonati «sostanze chimiche non testate Perché mai inganniamo noi stessi? Chi ne trae vantaggio? Non i bambini. Non faremo ulteriori esperimenti medici sui bambini. Il latte materno prodotto dalla madre biologica di un bambino è fatto su misura per quel bambino” e ha aggiunto che l’uso del termine “latte umano” da parte dell’NHS Trust per riferirsi al latte di madri e donne transgender rischia di cancellare le donne.

Lottie Moore, responsabile dell’uguaglianza e dell’identità dell’organizzazione: “Questa lettera è sbilanciata e ingenua nella sua affermazione che le secrezioni prodotte da un uomo sotto l’influenza degli ormoni possono nutrire un bambino allo stesso modo del latte materno. Il benessere di un bambino deve sempre avere la precedenza sulle politiche identitarie e sui sistemi di credenze contestate che non sono basate su prove. Il servizio sanitario nazionale non dovrebbe indulgere in queste sciocchezze. Compromette i diritti delle donne e la protezione dei bambini”.

Inevitabilmente è necessario dare il via a un’ampia riflessione sui limiti da assegnare al progresso scientifico, tecnologico e, in questo caso, farmacologico: a volte basterebbe ribadire un semplice principio dettato dall’esperienza e dal senso comune: non tutto ciò che è tecnicamente o scientificamente possibile è anche moralmente lecito.

FONTE IMMAGINE: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2018/02/15/usa-trans-riesce-ad-allattare-grazie-a-terapia-ormonale_4d78b48b-525c-4223-b51e-2dfb81978754.html

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