Costume & società Trans News cultura

Il gender avanza

Share:

Mentre anche paesi come la Scozia, dopo l’Inghilterra, fermano la “terapia affermativa” di genere (puberty blocker seguiti da ormoni e chirurgia) ai minorenni, decisione presa dopo la pubblicazione dell’importante report Cass Review, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e la sua amministrazione, sostituiscono la parola sesso con identità di genere: è stato di fatto abolito il Titolo IX dell’Education Amendments in vigore dal 1972 in cui veniva indicato che nessuno/a sulla base del sesso potesse essere escluso dalla partecipazione o vedersi negati i benefici o essere soggetto a discriminazione nell’ambito di programmi educativi o di qualunque attività correlata. E per includere anche le persone trans, la parola “sesso” è stata sostituita con “gender identity”. In buona sostanza gli uomini che lo richiedano potranno ottenere borse di studio accademiche e sportive riservate alla donne semplicemente auto-dichiarandosi donne; avranno libertà di accesso a bagni, spogliatoi e spazi riservati femminili; potranno chiedere di essere ospitati nei dormitori delle donne; i docenti dovranno richiedere a ogni studente con quale pronome ci si dovrà rivolgere a loro; e cosa pericolosa, chiunque potrà essere accusato di molestie trans-fobiche se non si atterrà a questo nuovo regolamento.

In Europa la tendenza è simile. In Spagna a poco più di un anno dall’entrata in vigore della Ley Trans i “cambi di sesso” sono aumentati del 400 per cento (62 casi su 100 si tratta di uomini che si dichiarano donne e 37 militari di Ceuta, soldati e guardie civili, si sono dichiarati donne e hanno ottenuto il cambio pur mantenendo nomi e aspetto del tutto maschili). E dopo la Spagna, Malta (il paese attualmente più trans friendly), Lussemburgo, Belgio, Danimarca, Irlanda, Norvegia e Portogallo, anche la Germania e la Svezia hanno approvato leggi “trans” che consentono l’autoidentificazione (self-id). In Germania da novembre un iter burocratico più veloce con una semplice autodichiarazione all’anagrafe, inoltre ci si potrà anche registrare come non binari o non dichiarare alcun genere (più controversi appaiono gli articoli sul cambio di genere tra i bambini: i genitori potranno scegliere alla nascita il sesso dei loro bambini che verrà confermato dai figli a 5 anni). In Svezia il Parlamento ha approvato una legge che abbassa l’età minima per cambiare genere dai 18 ai 16 anni, percorso per il quale fino a oggi potevano servire anche 7 anni, rendendo più accessibili le procedure chirurgiche. La nuova legge svedese si compone di due distinte norme, da una parte una che regolerà le procedure chirurgiche per cambiare genere e dall’altra una puramente amministrativa: entreranno in vigore il primo luglio 2025. La diagnosi di disforia di genere non verrà più richiesta.

Quasi ovunque però si frena sui trattamenti farmacologici e chirurgici destinati ai bambini (in Italia è stato sintomatico il caso Careggi, anche se nel nostro paese più che alla salute pare sempre si pensi alla propaganda politica). Augurandoci che il mondo sia pronto per accogliere i cambiamenti e le ricadute sociali che queste nuove leggi portano e porteranno con loro, tralasciando per un attimo che in molti paesi in cui sono stati effettuati sondaggi tra la popolazione, non vengono viste come priorità e tendenzialmente suonano più come forzature politiche, un caso tra tutti le nuove linee guida Oms che sembrano guardare più a volontà di alcuni gruppi che alle necessità reali e fisiche delle persone. Ricordiamoci che qualunque sia l’identità di una persona l’esigenza primaria resta il lavoro e il benessere sociale e la dignità che ne derivano e l’accettazione sociale passa proprio per il lavoro.

FONT IMMAGINE: https://www.womensordination.org/blog/2019/06/15/gender-theory/