Nella religione dei primi tempi dell’antico Egitto, una delle prime divinità fu Osiride, il meglio conosciuto di tutti gli dei, ma ve ne erano moltissimi altri, ognuno dei quali aveva un ruolo.

IL FALLO PERDUTO: Osiride
La storia di Osiride è intimamente legata a quella di Iside e di Horus (i precursori della nostra vergine Maria e del bambino Gesù).

IL FALLO PERDUTO: Iside
Osiride era in origine un re egiziano che insegnò al suo popolo l’arte dell’agricoltura come fertilità organizzata e che viaggiò in paesi stranieri diffondendo il medesimo sapere in tutto il mondo.


Al suo ritorno trovò che il fratello Seth, detto Typhon, aveva provocato una ribellione nel regno.
Seth voleva liberarsi definitivamente del fratello e complottò fino a rinchiudere Osiride in una cassa nella quale versò piombo fuso.
Questo accadde quando Osiride aveva 28 anni, oppure durante il 28mo anno del suo regno.

IL FALLO PERDUTO: Seth
In armonia con la consuetudine che i morti debbano essere sepolti con specifici riti, Iside, la sposa di Osiride, che era addoloratissima, partì alla ricerca della cassa contenente il suo corpo.
La trovò a primavera (stagione della rinascita della vita) a Biblo, in Fenicia; ma volendo vedere il proprio figlio Horus, nascose la cassa in un luogo segreto prima di andarlo a trovare.


Tuttavia, Seth la scoprì e divise il corpo in 40 parti, o 26 oppure 14, che disperse al vento.
Iside di nuovo si mise alla ricerca e trovò ogni parte meno una, innalzando un monumento in onore di Iside nel luogo in cui ognuna di esse era stata ritrovata.
Furono gli organi sessuali a non essere mai ritrovati, per cui Iside ne fece fare una copia in legno: un fallo o lingam e ordinò che questa parte ricevesse una speciale attenzione con culti solenni.
Il legno con cui fu fabbricato il fallo fu quello di fico, il che suggerisce l’uso della foglia di fico nella storia di
Adamo ed Eva.
Così il fallo divenne parte integrante della antica religione egiziana.

IL FALLO PERDUTO: Adamo ed Eva
Esso era tenuto nel massimo onore e venerazione dal popolo ed il suo culto durò per millenni.
Osiride era un dio solare e simboleggiava il sole, la grande fonte della fertilità della terra.
Tuttavia i numeri 28 e 14, richiamati in Osiride, possono fare riferimento ad una relazione lunare.
La sintesi della realtà potrebbe essere che, quando il sole era considerato l’agente primo della fertilità, Osiride era il sole, mentre divenne la luna quando si comprese che la fertilità animale era legata ai suoi cicli.


Inoltre, egli fu talmente confuso con la storia di Ra, un dio solare, che è difficile dire che cosa Osiride rappresentasse per la mente incline alle credenze mitologiche degli egiziani.
Comunque, si può dire con sicurezza che il
lingam, la parte perduta di Osiride era universalmente venerato dagli abitanti dell’Egitto; bisogna ammettere che come simbolo di fecondità non se ne poteva veramente indicare uno migliore.


La parola phallus, fallo, ha tratto origine da una parola semitica, fenicia, scritta in ebraico palash o palas, che significa in neo-ebraico “egli penetra attraverso” o “penetra dentro”.
La parola esiste il altre lingue, come
palus in latino, pfahl in tedesco e pole, palo/asta, in inglese.
In sanscrito si ha
phal o phala o phul: tutte queste voci rendono la stessa idea, quella di un frutto giunto a piena maturazione o di un bacello pronto a lanciare il seme che contiene.


Una curiosità ci viene dal nome dell’autentico fondatore della chiesa cristiana, che originariamente si chiamava Saulo, ma deliberatamente mutò il proprio nome in Paolo, forse per sottendere lo stesso significato.
Fin dove si possa ragionevolmente spingere il simbolismo è difficile da dire, ma spesso si ritiene di poter trovare dei simboli del fallo nei campanili,nelle torri, negli obelischi,nei tronchi, pali, lance, frecce e molte altre cose simili.

IL FALLO PERDUTO: Priapo
Per quanto riguarda le divinità, eccone alcune che si ritiene rappresentino il lingam o fallo: Priapo, Dionisio, Ercole, Siva, Osiride, Giove, Baal, Assur e Mahadeva.


Indubbiamente, nelle religioni più diffuse anche oggigiorno, l’induismo è quella che più esplicitamente esprime il culto fallico del lingam, senza nulla celare sulla funzione procreatrice, alla quale associa altrettanto esplicitamente la yoni, che rappresenta gli organi genitali femminili.