Se Siva fosse o no in origine un serpente, o un dio serpente, è oggi difficile da stabilire.
Certi serpenti sono sempre stati terribilmente temuti in India, e migliaia di morti sono state annualmente provocate da essi per secoli. D’altronde i serpenti sono stati venerati assai addietro nel mondo antico. “Il culto del serpente”, dice l’autore di
Ophiolatreia , “prossimo alla adorazione del fallo, è una delle più notevoli e, a prima vista, inspiegabili forme di religione che il mondo abbia mai conosciuto.

IL DIO SERPENTE Siva
Fino a che la vera fonte da cui esso sortì non possa essere raggiunta e compresa, la sua natura resterà altrettanto misteriosa della sua universalità, perché il fatto che l’uomo abbia potuto vedere in un oggetto così repulsivo e ripugnante nei suoi usi, come è questo rettile, qualcosa da venerare, è uno dei problemi più difficili da risolvere. Non vi è forse alcuna regione del mondo antico, tuttavia, in cui questo culto non possa essere rintracciato, e non pervada ogni sistema noto di mitologia. Se l’adorazione fosse una conseguenza del rispetto o della paura, è una domanda che abbastanza naturalmente si pone da sé; e nel ricercare una risposta a essa noi ci troveremo a fronteggiare il fatto che in alcuni luoghi, come in Egitto, il simbolo era quello di un demone buono, mentre in India, in Scandinavia ed in Messico esso era quello di un demone cattivo”.

IL DIO SERPENTE Arthur Lillie
Alcuni autori ben noti, come Arthur Lillie, fanno risalire il culto di Siva fino agli uomini delle caverne indù, ma Lillie insiste sul fatto che non solo il culto del sesso, ma anche quello del toro è una caratteristica di Siva;

IL DIO SERPENTE Apis
il culto di Apis in Egitto, è di origine indù.

IL DIO SERPENTE Diana
In effetti altre autorità in materia sostengono che persino dee come Diana o Venere sono chiaramente derivate da Bhavani (Durga), la moglie di Siva, perché essa, come Venere, presiede alla riproduzione; Durga è rappresentata nell’arte indiana a cavallo di un toro, come Europa.

IL DIO SERPENTE Bhavani
Nell’opera Evolution of the idea of God, di Grant Allen, si dimostra la stretta connessione fra Siva e Geova (o Iahvè), dato che entrambi erano simboleggiati da una pietra su cui si versava dell’olio o del vino, ed è fuor di dubbio che alcuni dei “luoghi santi” degli ebrei erano dei “Mahadeo”.

IL DIO SERPENTE Grant Allen
Inoltre, altro era contenuto nell’arca se non un fallo, una pietra simile al lingam di Siva?

IL DIO SERPENTE Giacobbe
Che cosa era la famosa pietra di Giacobbe, che egli ungeva con olio, e chiamò Betel, “la casa del Signore”?

IL DIO SERPENTE Baal
Vi sono molti punti di rassomiglianza tra il culto di Baal, come viene descritto nell’Antico Testamento, e quello di Siva, fino al “profeta irriconoscibile con una benda”, che è ancora oggi una usanza degli Yoga di Siva.

IL DIO SERPENTE Libro di Nagour e Laurent
Nel loro lavoro su Occultism and Love, Nagour e Laurent descrivono il genere di cose che accadono tuttora in India:
“Trasportiamoci un momento col pensiero a Benares, la città sacra degli indù. Il sole è sorto. E’ l’ora delle abluzioni. Nessuna acqua è più sacra o purificatrice di quella del Gange.

IL DIO SERPENTE Gange
In esso donne, uomini e bambini discendono e lavano ogni polluzione. Da un vasello di rame essi versano l’acqua sulle loro teste e sul petto, mentre le donne gettano attorno a essi ghirlande di gelsomini e garofani. Il Gange pare coperto di fiori. I fachiri, immobili come statue, le braccia stese verso il sole che sorge, sembrano persi in muta contemplazione; e frattanto bramini da alte piattaforme espongono alla folla i loro sacri lingam. Al di sopra del fiume si possono vedere i palazzi con le loro piramidi di pietre scalpellate in cui sono incise immagini dei loro dei e degli animali simbolici e sacri, una mostruosa efflorescenza di scultura. Sotto i portici stanno immense vacche di pietra, mentre qui vi sono immagini di Ganesha, il dio della saggezza, con testa di elefante.

IL DIO SERPENTE Ganesha
Le abluzioni sono terminate; si ode una musica provenire dai templi; la folla si accalca nei santuari esterni. Le statue degli dei sono incoronate di fiori, ma un omaggio particolare è reso ai loro lingam, che vengono spruzzati di burro fuso e incoronati di rose indiane dalle donne. Queste statue si possono vedere quasi dovunque attorno ai templi o ai crocevia. E dovunque si possono vedere pure i fachiri, completamente nudi, i corpi spalmati di letame. Attorno ai templi vengono portate in palanchini immagini di Siva, il Siva Logos e il Potere, il dio dalla dubbia forma, uomo e donna a un tempo, che regge in una mano il suo lingam e nell’altra un fallo d’oro. I sacerdoti vestiti di bianco portano con reverenza emblemi fallici, di fronte ai quali la folla si prostra.

Davanti a essi, tra la turba dei musici, marciano le fanciulle danzatrici, le braccia e le gambe nude, le caviglie chiuse in braccialetti d’argento, le dita coperte di anelli, e un anello d’oro alla narice sinistra. Esse fanno ondulare le loro sciarpe di seta e con i ritmici movimenti delle anche fanno suonare i piccoli campanelli attaccati all’orlo delle loro gonne.

IL DIO SERPENTE Brahma
Nel tempio un bramino dalla testa rasata sta accosciato, ripetendo a intervalli: ‘Io sono Brahma, io sono l’Universo’. Al lento ritmo delle viole e dei tamburelli le fanciulle danzatrici evoluiscono in sacre contorsioni, mentre durante tutto questo tempo i bramani fanno recare ai fedeli massicci falli d’argento, ornati di pietre preziose. I devoti baciano con reverenza i falli, spruzzandoli di acqua del Gange.

Le donne con isteriche contorsioni urtano i simboli mostruosi, li baciano con frenesia e quindi li incoronano di fiori. Le vacche sacre con le corna dorate girano liberamente tra la folla. Dopo un certo tempo il bramino si alza e grida: ‘Andiamo ora a lavare via tutte le impurità del peccato! Rendiamoci fecondi e prosperi!’ E, toccandosi l’ombelico e il lingam, aggiunge: ‘Qui risiedono il fuoco, il sole e la luna’.

IL DIO SERPENTE Krishna
I suoi assistenti allora lo ungono con sterco di vacca, e nel frattempo egli recita agli spettatori la meravigliosa storia di Krishna, che prima di aver raggiunto i quindici anni aveva sedotto tutte le lattaie del regno, continuando con una ripetizione delle virtù di Siva, il simbolo della natura che non cessa mai di creare e di distruggere”.
Sarebbe tuttavia erroneo il ritenere che fosse solo negli antichi tempi che il culto fallico si svolgeva in India; la verità è che esso non è mai stato così forte come oggi, in certe parti dell’India, particolarmente dove prevale l’adorazione di Siva.

IL DIO SERPENTE Sakti
Come si è mostrato, in quelle sedute religiose che non sono pubbliche, ma per le quali bisogna essere “iniziati”, Sakti viene ancora adorata sotto forma di donna viva, e la vera fede trova la propria estrinsecazione nell’atto sessuale, al quale partecipano tutti i presenti. L’India può in verità essere chiamata la terra del lingam e dello yoni, perché milioni di indù pensano realmente a ben poche altre cose.

IL DIO SERPENTE Katherine Mayo
Che queste pratiche religiose non abbiano avuto il risultato di innalzare il livello morale può essere dedotto dalla lettura di Mother India, di Katherine Mayo; checché ne possano dire gli indù colti, o checché possano dire le donne indù stesse, vi sono assai poche parti del mondo in cui le donne in generale soffrano una degradazione maggiore che in India. A questa degradazione si accompagna una terribile crudeltà, come può testimoniare l’alta percentuale di morti tra le giovani ragazze “sposate”; milioni di queste povere disgraziate se non muoiono di parto, muoiono di sifilide o di qualche altra malattia sessuale.

Qualsiasi cosa il lingam o lo yoni possono aver originariamente simboleggiato nella religione del passato, essa ormai è divenuta pura e semplice sfrenatezza o depravazione, in India, e come tale va considerata. Se vi può essere stata qualche scusante per l’antica Grecia o per Roma; non ve n’è alcuna per l’India moderna.