Abbiamo intervistato la famosa pornostar brasiliana Veronika Havenna, ecco a voi una bella chiacchierata senza filtri.

Chi è per te una autentica pornostar?
E’ quella che si comporta in modo serio sul lavoro. E’ colei che ha veramente passione nel fare questo tipo di attività, perché chiunque è in grado di girare un selfie ma non certamente in modo professionale.

Quindi tu dici che la caratteristica più importante è la passione di farlo?
Certo, la passione di farlo è fondamentale, altrimenti è il solito selfie che non dice nulla.

Tu ti identifichi a pieno in questo ruolo di pornostar passionale?
Certo.

Quindi il tuo ruolo è questo?
Dal primo momento che ho girato la mia prima scena, circa 10 anni fa, ho sentito che c’era tanta passione e ho compreso che quella del mondo hard era la mia strada. Ho sentito come una esplosione dentro di me che mi portava in quella direzione.

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È stato il ruolo della tua vita?
Esatto, da quel momento in tanti mi hanno chiamata fino a diventare in Brasile ed in Italia la Trans pornostar conosciuta come sono.

Ti senti una pornostar solo sul set o anche nella quotidianità della vita?
No, a volte anche nella vita quotidiana, dipende dal momento. Comunque nella quotidianità credo che dipenda dalle circostanze, anche se è vero che ci sono momenti per fare la ragazza più seria oppure la ragazza di famiglia.

Sai interpretare il ruolo a seconda del momento?
Esattamente.

Quando hai sentito il desiderio di girare per la prima volta un film?
Da quando sono diventata donna; da quando ho iniziato il mio percorso per diventare donna trans.

Quanti anni sono?
17 anni.

Quindi hai subito sentito il desiderio di farti vedere?
Da sempre ho sentito il desiderio di vivere in questo mondo hard; l’ho sempre sognato ed alla fine quando smetterò, perché l’età mi impedirà di fare la pornostar, voglio sempre lavorare in questo campo ed inserirmi nel mondo della produzione.

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Cosa ti piace di più quando lavori sul set?
La cosa che mi piace di più quando sono sul set?

Si, quando il regista dice “ciak” si gira, qual’ è la cosa che più ti piace?
La cosa che più mi piace è quella di essere in mezzo a persone che lavorano con passione su di un set; avere incontri nei quali trovi feeling per lavorare ed è qui che praticamente si gira l’autentico film. Questo è il bello!

Quindi il partner giusto è la cosa che ti piace di più?
Esatto.

Cosa ti piace di meno quando lavori sul set?
Sono determinate posizioni che a giudizio della produzione sono valide, mentre per me non lo sono affatto e sono poco gradevoli.

Diciamo sono certi aspetti meccanici che ti infastidiscono?
Esatto.

Il pubblico che cosa ama maggiormente nelle scene che tu giri? E nella figura della tua persona?
Diciamo il mio modo di essere mentre sto facendo la scena.

Quindi la tua interpretazione?
Esatto, è quello che mi scrivono sempre sui social e sulle pagine web.

Quindi è la tua interpretazione, la tua parte artistica, non la tua fisicità, o ritieni che la tua fisicità sia un elemento trainante?
Certo pure questo. C’è anche l’aspetto fisico che è molto importante, alla fine, per una ragazza trans. La fisicità è un richiamo fortissimo e per il mio lavoro è fondamentale.

Un giorno smetterai di fare la pornostar, quando e perché?
Non penso presto. E’ un settore che mi piace, però sarà nel momento in cui dovrò vivere una vita di famiglia che prenderò questa decisione.

Ti ritiri dalle scene?
Si mi ritiro dalle scene e poi vado a fare la direttrice (di produzione).

Hai avuto una madrina o un padrino che ti ha condotto sul set?
Io devo ringraziare sempre D’Amato, che è un regista brasiliano, conosciuto internazionalmente. E’ stata praticamente la persona che mi ha fatto crescere.

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Ti ha scoperto lui?
Si. Lui mi ha detto “vedrai che sarai una persona che avrà successo nella sua carriera”. Lui è il mio padrino; ha visto il mio lavoro e ha creduto al successo che avrei avuto, diventando famosa.

Raccontami la più grande soddisfazione che hai avuto nella tua professione e poi, se c’è stata, la più grande delusione che hai patito girando un film.
In che senso?

La cosa che ti ha dato più piacere, più successo? Ci sarà stato un film che è particolarmente piaciuto agli altri e te lo hanno detto? Te lo ricordi?
Nel percorso precedente in Brasile o in Italia?

No, no, in tutto il percorso, il momento più bello della tua carriera?
Quando ho girato la prima scena per una produttrice americana. Il film prevedeva la partecipazione di 10 ragazze trans e per me è stato il più esplosivo ingresso nel mondo cinematografico. In questo campo, come dappertutto, la delusione può arrivare solo con contatti interpersonali sbagliati.

È stata una questione di produttori che non ti hanno capito?
Può darsi.

Diciamo allora che qualche produttore che non ti ha capito è stato il momento di maggior delusione nella tua carriera?
Veramente è proprio così.

Bene è stata una bella intervista noi ti ringraziamo.

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