Intervista con una Mistress

D. Chi è per te la Mistress?
R. Ti rispondo in questo modo, ti dico appunto chi è per me, perché quello che è per me non coincide con quello che è per molta gente. Io ritengo che la Mistress sia una persona dotata, una donna in particolare ovviamente; dotata di particolare carisma, soprattutto; dotata di una grandissima forza psicologica e anche fisica, ma prima di tutto psicologica, perché è anche un’educatrice; è una donna che comunque ha il compito anche di rieducare in un certo senso gli uomini.

D. Tu ti identifichi a pieno in questo ruolo?
R. Assolutamente si, anche perché è quello che faccio da sempre.

D. Quindi ti senti con una fortissima personalità, che io percepisco dalla tua voce. Tu ti senti solamente Mistress o anche qualche cosa d’altro?
R. Io sono cosi anche nella vita privata, pertanto, sono comunque una dominante; lo sono anche nella vita privata, perciò è difficile dire che possa essere anche qualche cosa d’ altro. Ti posso dire che l’unica persona di cui sono stata subordinata nella mia vita è stata mia madre; l’ho anche odiata per tanto tempo, adesso non più perché mi sono resa conto che alla fine è merito suo se sono la persona che sono.

D. Be sai questo è un classico Froidiano, il padre, la madre …?
R. E’ un classico Froidiano però credimi, avere una madre diversa forse troppo accondiscendente, amorevole o che mi avesse riempita di complimenti, forse sarei diventata debole, quindi ad un certo punto preferisco quasi così, ti dico la verità.

D. Quando hai sentito la vocazione per questo ruolo? La prima chiamata, te la ricordi la prima chiamata?
R. Qui ti devo dare una risposta un po’ spaventosa. Te la do cosi, cioè nel senso che io sono stata così fin da bambina perché, è una notizia anche insomma conosciuta ma niente di segreto, ho avuto un disturbo di identità per cui da un lato avevo un’ identità aggressiva, molto violenta dominante e dall’ altra come ti dicevo ero succube di mia madre quindi sono nata cosi. Io sono sempre stata così, nella vita privata dai vent’ anni, da quando ero ragazzina. Ufficialmente da quando diciamo ho tolto la maschera, da tre anni.

D. Quindi hai voluto dominare anche il primo ragazzino con cui hai fatto l’amore o gli hai lasciato un po’ di spazio?
R. Era diverso, considera che ti ho detto, io ho avuto un disturbo di identità, perciò è difficile dire che abbia dominato il primo con cui ho fatto l’amore. Se tornassi indietro, ti dico la verità, forse non l’avrei mai fatto, nel senso che sarei vergine a quest’ora. Se potessi tornare indietro, questa non è la mia strada, io sono proprio cosi, io non sono quella che si fa, io sono più uomo che donna psicologicamente.

D. Che cosa ti piace di più in quello che fai allora?
R. In quello che faccio, praticamente tutto e tutto quello che io faccio mi piace e sono anche contenta di questo, perché non sono una persona frustrata, infelice, credo anche di rendere felice gli altri, perché ovviamente chi interagisce con me è felice di fare quello che fa. Se dovessi dirti la mia pratica preferita io sono molto estrema, quindi amo sia le pratiche estreme, come la mummificazione, anche il BDSM molto molto strong e sia amo molto la femminilizzazione.

D. E dimmi, la cosa che ti piace di meno? Se c’è in quello che fai, succede che qualcuno ti chieda qualche cosa che a te non piace?
R. Si succede, però non lo faccio.

D. Succede e non lo fai?! Allora diciamo tra le righe, la cosa che ti piace di meno tra quelle che fai?
R. Non credo che ci sia qualcosa che mi piaccia di meno, c’è qualcosa che non mi entusiasma particolarmente, però in realtà che mi piaccia di meno no, perché il BDSM io lo amo tutto, ecco forse ti posso dire una cosa, non sono una grande Rigger, nel senso di fare le legature con le corde, mi potrebbe piacere, ma non essendo brava e abile, lo temo.

D. Non sei giapponese allora, diciamo cosi …?
R. Non sono brava a fare le legature, però le faccio, ma nel limite di quello che so fare. Si ecco quella la trovo più una cosa scenografica, magari per uno spettacolo però se devo farla non mi appassiona.

D. Perché ci sono delle persone che hanno bisogno della Mistress secondo te?
R. Al di là del discorso delle parafilie a tutti noto, ovvero che comunque ci sono persone che hanno una “deviazione sessuale”. Va bè, siamo tutti un po’ deviati quindi, diverso il sadomaso, la femminilizzazione o feticismo, questo tipo di cose, ma al di là di questo io credo che sia un discorso psicologico. La verità che gli uomini non vogliono ammettere è che a loro piace essere dominati. A molti uomini piace comunque avere la figura di donna davanti che sia dominatrice, carismatica e abbia la forza veramente di far fare loro quello che lei ordina.

D. Qui hai aperto una parentesi d’Annunziana?
R. E’ la verità, ti dirò di peggio, qui mi odierai forse, ma io lo penso e lo dico, molti non dico tutti, ma molti di quelli che vantano di essere molto virili ecc.. lo stallone o quello li, in realtà sono i primi …

D. Che cedono?
R. Eh, che sotto sotto invece, nascondono in realtà un’identità, te lo posso assicurare.

D. Credi che andrai avanti in questo ruolo all’ infinito o un giorno pensi di smettere?
R. No, siccome io sono anche artista e quindi mi espongo anche molto perché queste cose le dichiaro anche in televisione, faccio tante cose, io penso anzi che il mondo vada proprio migliorato. Io lo considero un miglioramento, ci deve essere un’evoluzione, tu hai notato che molte immagini pubblicitarie adesso rappresentano i piedi? Credo che stiamo andando incontro ad un’evoluzione sociale. Io giro dei video che trovi anche su Youtube, che si chiamano “La Nuova Era”, anzi io mi esporrò sempre di più e lotterò sempre di più perché ci sia una rivalutazione del ruolo della donna in questo senso. Perché le donne siano rispettate, perché non ci sia pregiudizio e vergogna verso certe fazioni, perché comunque per me fanno parte della normalità dell’essere umano.

 

 

D. Ti faccio una domanda che mi hai stimolato parlando della tua vena artistica, tu che cosa ami fare da questo punto, sei pittrice? Sei scultrice?
R. No no, io sono autrice di testi, attrice e presentatrice.

D. Quindi operi nel mondo dell’arte dello spettacolo?
R. Si sono attrice e autrice, ho condotto anche un format Tv, adesso faccio i video, che vendo e anche cam dirette, però sono anche scrittrice, quindi vorrei fare anche un film. Mi sto adoperando per scrivere un film, un lungo metraggio che vorrei parlasse del BDSM ma in un modo un po’ serio, molto serio e che andasse nelle sale.

D. Hai avuto una maestra che ti ha introdotto in questo percorso che oggi stai compiendo?
R. No, è la mia natura. Una cosa che credo è questa: non si può, modificare la propria natura. Certo posso avere avuto persone che mi hanno insegnato le tecniche, questo si , questo è naturale. Però la tua natura deve essere questa, se non è questa non puoi modificarla.

 

D. Hai fatto il tuo percorso senza che nessuno ti prendesse per mano?
R. Io sono nata così, ci sono state solamente persone, quando ho trovato le persone giuste, che mi hanno insegnato le tecniche.

D. Ti faccio un’ultima domanda. Hai un pensiero da esprimermi qualche cosa da dirmi in conclusione di questo incontro su ciò che io non ti ho chiesto, ma tu avresti voluto dire?
R. Guarda, ti dico una cosa molto importante, se ci pensi bene, il castigo, che tutti vedono come una cosa crudele, è una forma di amore, io lo dico sempre, perché il vero dolore è l’indifferenza.

D. Quindi lanciamo questo messaggio : Il castigo è una forma di amore?
R. Se tu ci pensi è molto meglio ricevere una frustata, che può dare anche piacere, ma comunque è un segno anche di amore all’ interno del BDSM; è considerazione piuttosto che l’indifferenza totale, quella fa male davvero.