Nell’antica Grecia i “fallofori” erano gli uomini che portavano nelle processioni religiose le immagini falliche in cima a lunghi bastoni.

I FALLOFORI Dulaure
In Francia, ancora ai tempi di Dulaure (intorno al 1805), un’usanza per certi versi simile esisteva nelle processioni della Chiesa cattolica; nel corso di esse persino le donne ed i bambini erano soliti portare all’estremità di rami di ulivo delle piccole pagnotte a forma di fallo. I preti benedicevano queste pagnottelle e le donne le portavano come amuleti per il resto dell’anno; naturalmente l’usanza non era vista con occhi molto benevoli dalle gerarchie ecclesiastiche, e la Chiesa fece del suo meglio per sopprimere i riti per mezzo di quella che oggi si usa chiamare “sublimazione”. Invece di raschiature di statue, alle donne sterili si consigliò di bere le acque di una fonte dedicata ad un santo o benedetta da lui; o di baciare il chiavistello di una chiesa o una spranga di ferro chiamata Bracquemart de Roland.

I FALLOFORI Bracquemart de Roland
Oppure ancora di fare un pellegrinaggio di nove giorni ad un certo santo famoso per la sua fecondità, come san Foy o la santa Vergine di Orcival in Alvernia, nella cui chiesa, sia detto incidentalmente, vi era un pilastro che doveva essere abbracciato da coloro che desideravano avere figli.

I FALLOFORI Vergine di Orcival
Nella piccola chiesa di Saint-Fiacre in Monceaux vi era una pietra chiamata la poltrona del santo, che aveva il potere di rendere feconde le donne che vi si sedevano dopo essersi tolte tutti gli abiti.

I FALLOFORI Saint Fiacre
Altre pratiche indirizzate a questo scopo furono pure lentamente ma sicuramente introdotte da quei preti ansiosi di svezzare i loro greggi dalle superstizioni pagane: spesso, tuttavia, senza alcun risultato, come dice Dulaure:
“Questi mutamenti non si sono verificati dovunque. Vi sono popoli che, immersi in un intenso stato di ignoranza e di superstizione, preferiscono restare in tenebre che non vengono illuminate dalla luce sparsa da altre nazioni, e incapaci di scorgere le strane contraddizioni nella loro condotta, con il risultato di mescolare il culto di Priapo con quello dei santi cristiani, hanno conservato fino a oggi assurde pratiche di secoli di barbarie”.

I FALLOFORI Priapo
Tutte queste cose possono applicarsi ugualmente bene ai popoli d’Italia oltre che di Francia. Ci si può facilmente immaginare come in questo paese ogni sorta di superstizione e di pratiche siano rimaste in eredità dall’antica Roma. Qui, come si è dimostrato, il paese era disseminato di statue di Priapo e di Pan.

I FALLOFORI pan
Quasi tutti gli altri dei erano raffigurati nudi; per secoli il popolo era stato aduso a spettacoli che avrebbero scandalizzato molta gente moderna, o quanto meno avrebbero scandalizzato coloro che fossero stati educati all’ombra di una ipocrisia vittoriana. Se il nudismo moderno abbia mutato il punto di vista che prevalse fino alla prima guerra mondiale, è materia di discussione, o di compiacimento. In ogni caso gli italiani hanno per secoli portato amuleti foggiati a forma di fallo.

I FALLOFORI Sir William Hamilton
Questo fatto fu particolarmente notato da Sir William Hamilton (il marito di Lady Hamilton di Nelson) nel 1780.

I FALLOFORI Lady Hamilton di Nelson
Egli scrisse una famosa lettera a Joseph Banks, presidente della Royal Society, in cui riferiva ciò che aveva visto a Napoli mentre era ambasciatore alla corte.

I FALLOFORI Joseph Banks
Ogni anno si usava tenere una fiera nella piccola città di Isernia, durante la quale si svolgeva una processione in onore dei santi Cosma e Damiano.

I FALLOFORI Santi Cosma e Damiano
La popolazione dei paesi viciniori, richiamata dalla devozione e dalla prospettiva del divertimento, accorreva in folla, ed ogni villaggio aveva il suo costume distintivo. In particolare poi le donne maritate, le giovani e le prostitute avevano ognuna il proprio abito specifico; ma era la vendita delle immagini falliche che, modellate nella cera, chiamate “voti o ex voto”, richiamava maggiormente l’attenzione. Esse venivano acquistate dovunque dai fedeli come offerte per i loro santi nella speranza di venir guariti da tutte le malattie sessuali o per allontanare la sterilità.
Questi falli, di ogni forma e grandezza, venivano venduti in cesti; ognuno (od ognuna) faceva la propria scelta e pagava quel che poteva; “più date e maggiore sarà la ricompensa” era il grido costante dei venditori. Nella chiesa vicina vi erano due tavole, ciascuna con un prete; ognuno che entrava era accolto dal grido: “Da questa parte per le offerte in denaro per le messe e le litanie” o “Da questa parte per le offerte votive”; in risposta a quest’ultimo richiamo il popolo depositava i suoi falli di cera sulla tavola ad essi riservata. Le donne erano particolarmente ferventi nella loro devozione ai due santi.

I FALLOFORI San Foy
La chiave di tutto un complesso di cerimonie, che non poteva mancare di stupire un osservatore inglese, sta nel fatto che per antica tradizione ai santi Cosma e Damiani venivano attribuite (e vengono tutt’ora assegnate) miracolose proprietà taumaturgiche. La leggenda vuole che i due santi intervenissero su un disgraziato che, colpito da cancrena alla gamba, era votato a morte certa; i due santi gli amputarono l’arto malato e, non avendone sotto mano uno più acconcio, lo sostituirono, eseguendo un vero e proprio trapianto ante litteram, con una gamba prelevata ad un negro morto di recente. Al risveglio il disgraziato si ritrovò con una gamba bianca ed una nera, ma perfettamente risanata. La leggenda dei due santi rientra naturalmente in quel complesso processo di trasformazione che la Chiesa cattolica fece subire ai vari dei guaritori del paganesimo, i quali vennero insensibilmente sostituiti con vari santi e sante cristiani cui era delegata la protezione o la cura di varie malattie, spesso connesse al tipo di martirio che i santi stessi avevano dovuto subire con le persecuzioni.

I FALLOFORI Santa Lucia
Così, ad esempio, ancor oggi Santa Lucia (celebrata il 13 dicembre e patrona degli ottici), che era stata accecata, viene dal popolo invocata nelle malattie degli occhi. La cerimonia non si dimostrava sempre efficace per curare la sterilità; alle donne si chiedeva di partecipare ad un altro rito, che consisteva nel dormire per due notti nella speciale chiesa dei padri cappuccini, o in quella dei francescani; o, se queste erano già piene, di dormire nel romitaggio di san Cosma; ed è veramente degno di nota che per questa via la fertilizzante influenza di san Cosma e di san Damiano si estendeva anche alle tenere vergini e alle vedove. All’altare, l’olio santo di san Cosma veniva usato per le unzioni, e veniva pure chiuso in piccole fiaschette perché lo si potesse usare in privato per ungere i lombi. All’epoca in cui scrisse questa lettera, nel 1780, Sir William Hamilton venne a sapere che più di 1.400 fiaschette erano state vendute durante la particolare festa che stava descrivendo.

I FALLOFORI Sir Louis Chambers
Questo basti per l’Italia; circa nello stesso periodo Dulaure descrive una società inglese The Very Anciet and Powerful Order of the Beggars Bennison and Merryland, di cui gran maestro era Sir Louis Chambers. Il sigillo privato di questa società aveva un fallo chiaramente disegnato al centro con un’ancora al di sopra ed una fortezza al di sotto, sebbene l’esatto significato di questi simboli fosse noto soltanto agli iniziati. Che il fallo avesse una parte così preponderante nel sigillo di questa singolare società segreta è più che comprensibile se si tenga conto che questa, come altre società dello stesso genere, aveva come suo fine indiscutibilmente la celebrazione dei culti fallici, ma in un senso che non ci sentiremo, in verità, di definire propriamente religioso.
Che vi fossero nell’Inghilterra del XVIII° secolo delle società segrete che avevano come scopo il culto di Priapo in una forma o nell’altra, è fuor di dubbio. Le case di prostituzione erano aperte e nessuno si vergognava di frequentarle. La descrizione della vita sessuale dell’epoca in opere come Fanny Hill, che illustravano la generale rilassatezza dei costumi fra il popolo , sono anche troppo vere.

I FALLOFORI Giacomo Casanova
Nelle famose Memorie di Giacomo Casanova si trova il resoconto delle sue esperienze in Inghilterra, e le descrizioni della vita a Londra e altrove sono state riscontrate esatte in ogni particolare. Può darsi che non si verificasse la vera e propria adorazione di statue di Pan o di Priapo, ma il culto del sesso come tale aveva assai poco da imparare dagli antichi. E Dulaure sottolinea che un gran numero di usi e costumi degli antichi popoli pagani erano pratica comune tra i cristiani ancora ai suoi giorni, senza che fossero giustificati dai motivi che, in certa misura, scusavano i greci, i romani e gli egiziani. Per costoro, il culto di Priapo significava altresì il culto del dio solare in quanto gran rigeneratore della vita e simbolo dei fecondi poteri della natura, ma per i cristiani i falli significavano esclusivamente una specie di amuleto protettivo o di talismano della fortuna senza la reale adorazione del dio.

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