Costume & società Trans News

Fumettibrutti: i comics diventano trans

Share:

È una giovane disegnatrice e sta ottenendo grande successo. Fumettibrutti, nome d’arte di Josephine Yole Signorelli, disegnatrice e attivista di Catania, classe 1991. Pubblica per Feltrinelli Comics e racconta storie di vita, la sua.

Dopo l’esordio con “Romanzo Esplicito”, autobiografia viscerale, la storia di un amore finito, con cui Josephine racconta particolari della sua adolescenza, l’incontro con un ragazzo importante e i momenti cruciali della loro relazione, fino alla rottura tra i due, con la fuga a Bologna della protagonista. Il tutto con squarci di vita vera, crudi e scioccanti, in cui il sesso diventa allo stesso tempo un apice e un baratro, a cui è seguito “P. la mia adolescenza trans”, secondo fumetto autobiografico che quando fu annunciato agli oltre 75mila follower del canale Instagram @fumettibrutti, generò una reazione clamorosa e tante domande, perché Fumettibrutti, considerata tra le rivelazioni degli ultimi anni nel panorama dei fumetti italiano, con quel romanzo a fumetti ha fatto il suo coming out di donna transgender con spiazzante naturalezza. E poi “Anestesia” sempre per Feltrinelli comics, poetico, disarmante e tagliente, in cui Josephine arriva sottopelle mostrando la transizione: un’indagine introspettiva e parla di ostacoli che tribunali, istituzioni e aspettative sociali seminano lungo il percorso di realizzazione di sé, affermando l’importanza di difendere le proprie scelte e la propria identità. “Trilogia esplicita” uscito qualche mese fa li riunisce tutti in un unico volume.

“Nei miei fumetti, il sesso è uno strumento. Non è il fine, ma è un mezzo con cui racconto gli altri”, spiega Fumettibrutti. Continua: “Sento che è il motore della mia scrittura. Non ci vedo nulla di sbagliato nel fantasticare. Noi tutti siamo esseri fatti di desiderio”.

“Sogno il mondo in cui non serva ribadire concetti semplici, un mondo libero dai ruoli, dalla dittatura dei corpi, per una sessualità serena e consapevole. L’unico dovere lo dobbiamo prima di tutto a noi stesse, quello di stare bene”.

Riguardo al suo coming out ha dichiarato: “Anche se non mi è convenuto, era ed è indispensabile. Non sai mai che persona salvi, in quale campagna, in quale provincia, in quale stanza. Puoi farla sentire meglio e dirle che esiste, che non è sbagliata”. Continua Josephine Yole Signorelli: “La mia grande fortuna è il privilegio di essere percepita come donna cisgender, e non ho grandi problemi. Ma una persona transgender può vivere lo stress del coming out con la famiglia, lo stress di andare a comprare il pane o camminare liberamente in piazza. Non è giusto, per questo ribadisco e rivendico sempre la mia identità. Chi nasce in un corpo che non sente il proprio affronta un doppio problema. Ma se cominciassimo a pensare che in realtà quel corpo è giusto, che si può e si deve essere transgender, ecco che la sensazione cambia, quella persona rientra nel mondo. È prevista, non un errore della natura”.

Le sue considerazione sul mondo in cui viviamo sono pienamente condivisibili: “La nostra società e la nostra politica però ragionano ancora in modo binario. È la reiterazione degli stereotipi attraverso ruoli rigidi e prestabiliti. Ma qualcosa sta cambiando. Finalmente vedo più sorellanza tra le donne, e di questi argomenti si comincia a parlare molto. È un aspetto positivo che spesso anche noi dimentichiamo ma in realtà le cose, per fortuna, stanno migliorando. Io stessa sto notando dei micro-cambiamenti. Che sono pur sempre micro, ma è bene ricordarsi che ci sono”.

numa

FONT IMMAGINE: https://www.vogue.it/news/article/fumettibrutti-nuovo-libro