quando meno te lo aspetti…

Sono Andrea, ho 35 anni e vivo nel centro di Milano. Conduco una vita abbastanza solitaria, riempita da alcune mie forti passioni. In particolar modo, due occupano gran parte del mio tempo libero: i videogiochi e i fumetti. Mi definisco con un certo orgoglio un tipo nerd (persona con predisposizione per la tecnologia, solitaria con scarsa socializzazione), per via del mio stile di vita, dei miei interessi, per il mio modo di essere. Riguardo ai fumetti, sono appassionato di un genere in particolare, i fumetti trans. Questo perchè sessualmente sono attratto dalle transessuali. Sono solito di tanto in tanto frequentare qualche locale dove sono certo di poter andare a colpo sicuro. Potrei dire che le mie uscite in pubblico sono correlate al bisogno di soddisfare i miei istinti. Tornando alla mia passione per le storie disegnate, a casa ho ricavato una stanza dove ho sistemato una serie di scaffali che raccolgono tutte le mie collezioni di fumetti. Ho reso questa stanza una sorta di tempio profano, e ai rari visitatori della mia casa concedo solo pochi minuti, se mi chiedono di poter entrare. I giornaletti li acquisto spesso online e li faccio arrivare anche dall’estero, specialmente da un Paese, la Francia. E’ infatti francese la mia autrice preferita, Marie Legrand, una transessuale che circa dieci anni fa ha deciso di fare un intervento ormonale e ha sviluppato il seno, ma non ha ancora fatto l’intervento determinante per completare il cambio di sesso. Marie è il mio sogno erotico, attraverso la lettura delle sue storie immagino lei, la voglia di averla mi fa impazzire. Finisco spesso per masturbarmi quando leggo le avventure sessuali dei suoi personaggi, e in quei momenti vorrei anche io essere stampato su quelle pagine per vivere quel piacere da protagonista. Mai avrei pensato che un giorno sarei riuscito a coronare il mio sogno.


Nel tardo pomeriggio di un giorno di Maggio, mentre Milano si mostrava più bella del solito, nel tornare a casa mi imbattei in un manifesto che annunciava un’importante fiera fumettistica per la fine di giugno. Sarebbe durata una settimana e sarebbero arrivati per l’occasione disegnatori ed autori da tutta Europa. Il mio pensiero ovviamente era volato subito a Marie, e contemporaneamente ebbi un energico sussulto anche tra le mie gambe, che domai con un’intensa carezza. Tornato a casa, lasciai sfogare quel sussulto con una bella sega. Aspettavo quindi con impazienza la fine di Giugno, con la determinazione di voler conoscere a tutti i costi Marie Legrande. Il giorno inaugurale della fiera cadeva di domenica, ed io mi recai sul posto a metà mattinata. Mi trovavo di fronte ad un evento molto grande e davvero ben organizzato, c’era anche tantissima gente, appassionati ma anche semplici curiosi. Ogni stand apparteneva ad un autore diverso, e ad un personaggio specifico dei fumetti. Ero nel mio mondo, quindi avanzavo molto lentamente tra uno stand e l’altro, rapito da tutti quei protagonisti che non mi erano estranei. Ovviamente avevo portato con me dei soldi, in previsione di fare qualche acquisto interessante, e così infatti è stato. La fiera non prevedeva nessuna chiusura per l’ora di pranzo e sarebbe rimasta aperta fino alle 22. Guardai l’orologio e mi accorsi che ero lì già da tre ore. Avevo visitato la metà degli stand, e di Marie e dei suoi personaggi ancora nessuna traccia. Cominciavo a credere che lei qui non sarebbe venuta, sarebbe stato troppo fiabesco vedere esaudito il mio desiderio. Inoltre, essendo arrivata l’ora di pranzo, stavo pensando se non fosse il caso di tornare a casa, per proseguire poi con calma la visita della fiera nel pomeriggio, o il giorno seguente. Mentre facevo questi pensieri e camminavo distrattamente, il mio sguardo fu colpito da alcune copertine familiari. Mi avvicinai e iniziai a sorridere pieno di soddisfazione, ero arrivato allo stand del mio genere preferito, i fumetti trans. Estasiato, iniziai a sfogliare qualche giornale, alla ricerca di eventuali pezzi mancanti alla mia collezione. Mentre ero assorto nella ricerca, non mi accorsi che dal retro dello stand nel frattempo si era avvicinata una figura, alzai gli occhi e la riconobbi: era Marie Legrande.
Il suo sorriso mi paralizzò. Avevo sognato da sempre quel momento, avevo anche predisposto tutte le parole esatte da dire per quell’occasione, ed ecco che adesso mi ritrovavo completamente con la testa vuota. Marie mi riportò ad uno stato mentale più consono stringendomi la mano e presentandosi. Le dissi il mio nome e ricambiai il sorriso. Pian piano mi rimisi in sesto e riordinai il cervello, che era come se fosse appena uscito da un terremoto dalla massima potenza devastatrice. Mentre parlava la osservavo, era di una bellezza stupefacente, occhi azzurri e capelli castani mossi lunghi fino alle spalle, alta e slanciata, culo da possedere. Iniziai ad eccitarmi, mentre il mio contributo alla conversazione si limitava ai monosillabi. Mi chiese se volevo bere qualcosa di fresco, dissi che ne avevo un gran bisogno e mi disse di seguirla nel retro dello stand. Qui c’era un tavolino con delle sedie e una bottiglia d’acqua. Dopo aver bevuto mi disse che ero un bel ragazzo, e che gli italiani erano sempre stati gli amanti che le avevano dato le più grandi soddisfazioni. Con spavalderia le dissi che ci avrei tenuto a dimostrarle che sarebbe stato così anche con me, e subito dopo aver detto questo la baciai al collo. Non oppose resistenza, si lasciò sbottonare la camicia bianca, si fece slacciare il reggiseno e affondai la mia faccia tra i suoi seni, leccandone i capezzoli. Lei iniziò a godere e fui impaziente a questo punto di toccarle il cazzo, sentirlo duro sotto le mie mani. Si abbassò i pantaloni e liberò l’uccello che io iniziai a succhiare con bramosia.


Mi spogliai anch’io, noncurante se qualcuno ci potesse vedere, avevamo entrambi troppa voglia per pensare a questi dettagli. Il mio cazzo era quasi pronto per scoparla, le chiesi un pompino per farlo diventare ancora più duro. Quindi Marie si inginocchiò a terra e iniziò a succhiare, facendomi godere in modo sensazionale. Avevo troppa voglia del suo culo, mi accomodai sulla sedia e la invitai a sedersi sopra di me. Fece entrare il cazzo dolcemente nel suo ano, poi iniziò a fare su e giù godendo come una matta. Mentre la scopavo le mie mani erano fisse sui suoi seni, poi una andò a masturbare il cazzo, duro come il marmo. Scopammo in quella posizione per un quarto d’ora, poi le dissi che la volevo penetrare a pecorina. E così si mise a quattro zampe a terra in attesa dei miei colpi che puntualmente arrivarono. Aveva il mio cazzo in culo fino alle palle, che lei sentiva sbattere mentre la scopavo energicamente. Gemevamo entrambi per il piacere intenso, non sarei voluto venire mai. Fu lei a implorare l’orgasmo, non riusciva più a trattenere. Mi disse che le sarebbe piaciuto farsi venire in bocca, e ovviamente la accontentai. Quindi mi sedetti di nuovo, e lei si avvinghiò al mio cazzo, succhiandolo senza sosta. Ci vollero dieci minuti di pompino per farmi venire nella sua bocca. La sensazione che provai fu la più intensa della mia vita. Non avevo mai scopato con così tanto trasporto prima di allora. Marie si rialzò stanca ma soddisfatta e appagata. Mentre ci rivestivamo mi disse che avrebbe voluto scopare con me per tutta la durata della fiera.
Tutta quella settimana per me fu quindi monotematica, andavo alla fiera verso l’ora di chiusura, per stare più tranquilli, e scopavo con Marie, ogni volta come fosse la prima volta. Quando scopavo quel culo fantastico mi sentivo al settimo cielo, ero contento di soddisfare Marie. La nostra posizione preferita rimaneva quella della pecorina, in questo modo avevo sotto gli occhi tutte le proporzioni del suo culo, e la vista aiutava tantissimo per un’ulteriore eccitazione. La settimana quindi trascorse così, a scopare e godere.
Non avevamo però voglia di troncare così quell’intesa sessuale. Marie mi disse che per lavoro viaggiava spesso, e che l’Italia era un Paese dove veniva periodicamente. Mi promise quindi che avrebbe sempre fatto un salto a Milano quando si fosse trovata in Italia. La ciliegina su questa incredibile torta fu la decisione di Marie di scrivere una storia per i suoi fumetti trans ispirata alla nostra. Presto quindi avrei rivisto in fumetto l’incredibile esperienza vissuta durante la fiera.