Casil McArthur è uno dei modelli transgender FtoM di punta della campagna #oneofakind di Sisley ed è richiestissimo dalle maggiori case di moda del mondo. Riportiamo la bella intervista pubblicata tempo fa su I-D dove ha parlato di diritti e politiche LGBTQ, sogni futuri e del coraggio che ci vuole a essere se stessi.

Casil McArthur ha 20 anni, ma la sua età anagrafica dice ben poco di lui. A stupire non è solo la sua maturità, e neanche il numero di campagne pubblicitarie e passerelle per cui è stato scelto; il tratto che più stride con la giovane età di Casil è il pragmatismo con cui vive la sua vita e le difficili sfide che ha dovuto affrontare. Un esempio di questa attitude – così rara per un ragazzo neo maggiorenne – è la scelta di partecipare a progetti lavorativi che non siano interessanti solo dal punto di vista puramente professionale, ma che abbiano anche un significato più profondo. Tra questi, spicca la campagna #oneofakind di Sisley che ha come idea centrale l’inclusività: l’universo pensato da questo brand vuole includere tutti, non fa differenza e abbraccia l’unicità del singolo, poco importa se e come lui, lei o loro si identifichi.

Raccontaci qualcosa che ancora non sappiamo di te…
In realtà, io sono un libro aperto, quindi credo che tutti mi conoscano per quello che sono davvero. Non ho grandi segreti da rivelare, anche se mi piacerebbe da morire poter dire di essere un supereroe in incognito, magari Deadpool. Questa sì che sarebbe una gran bella risposta, e pensandoci bene non mi dispiacerebbe affatto essere un eroe nel tempo libero.

Com’è iniziata la tua carriera di modello?
Ho iniziato a lavorare come modello a dieci anni, c’era un’amica di mia madre che faceva l’agente e così ho firmato un contratto con lei. Da allora, non ho mai smesso di lavorare nella moda. In realtà, la mia carriera in quest’industria è iniziata due volte, prima come donna e poi come uomo, ma il lavoro è lavoro, quindi l’inizio ufficiale è stato quello dell’infanzia.

Un pro e un contro del tuo lavoro?
Un pro e un contro? Non saprei, ci sono un sacco di lati positivi e altrettanti aspetti negativi nel mio lavoro. Dipende tutto dalla persona a cui lo chiedi, da cosa ciascuno intende come pro e contro, non posso dare una risposta definitiva! Ma posso dire sinceramente che amo il mio lavoro!

C’è un personaggio a cui ti sei ispirato crescendo? Oppure hai dato forma alla tua identità senza lasciarti influenzare da chi ha vissuto esperienze simili alle tue?
Sì, avevo degli esempi a cui guardare, e li ho tutt’ora. Alcune non sono persone famose, comunque, ma amici dalla personalità incredibile. Per quanto riguarda le celebrità, non saprei dire con certezza se sono state loro a dar forma alla mia identità di oggi, ma sicuramente ispirarmi a loro mi ha spinto a diventare una versione più vera e reale di me stesso. Persone come Adam Lambert, Ruby Rose e Freddie Mercury, insieme a molti altri. Per me, rappresentano tutt’ora un enorme e bellissimo faro di androginia e libertà: sono ciò che voglio diventare. Con il passare degli anni, ho notato di ispirarmi sempre più ai musicisti; la musica è una componente imprescindibile della mia vita, ora. Se dovessi scegliere un personaggio su tutti, direi Maynard James Keenan e alla sua attività come artista. Spero di lavorare sodo abbastanza da diventare bravo anche solo la metà di lui. Spero sia possibile vivere seguendo i canoni delle persone che più ammiro.

Nella città di Johannesburg i diritti LGBTQ+ sono a livello teorico salvaguardati, ma nella vita quotidiana la comunità queer affronta sfide molto diverse e pericolose. Credi che la situazione statunitense sia simile a quella sudafricana?
Credo che essere parte di una comunità LGBTQ+ sia pericoloso e complesso in qualunque parte del mondo. Certo, in alcuni luoghi è sicuramente più difficile che in altri. Ci sono sempre persone che non sono d’accordo con il tuo modo di vedere le cose. Tuttavia, credo davvero che, nonostante cosa stia accadendo oggi a livello politico, negli Stati Uniti la comunità LGBTQ+ sia relativamente al sicuro, molto più che in altri paesi. Poi, ovviamente, molto dipende anche dallo stato in cui ci si trova; io ad esempio sono molto fortunato a vivere in due stati liberali. Dobbiamo ancora combattere le nostre battaglie, non possiamo dire di aver raggiunto la vera uguaglianza, specialmente oggi. Alcune persone devono ancora imparare come capire il nostro mondo, capire che dovremmo essere trattati esattamente come tutti gli altri, non importa quali siano le differenze tra “noi” e “loro”.
È un po’ ridicolo anche solo doverlo dire, ma ci vogliono secoli, letteralmente, per insegnare alle persone a pensare in modo diverso, anche se questo significa semplicemente essere educati e gentili quando si entra in contatto con persone diverse. Credo che le lotte LGBTQ+ non siano ancora concluse, e che dovremo continuare a combattere ancora per un po’.

C’è qualcosa che vuoi dire ai giovani queer che ti vedono come esempio e che ancora stanno cercando il modo per esprimere la loro personalità?
Sì. A loro vorrei dire che questa è l’unica vita che abbiamo, e non vale la pena vivere senza sentirsi davvero se stessi. È importante esprimersi, è importante apparire esattamente come preferiamo, perché è il modo migliore per iniziare una comunicazione empatica con chi ci circonda. Spesso la gente si spaventa davanti al Diverso e capiterà che qualcuno vi metterà i bastoni tra le ruote per questo, dicendovi chi secondo loro voi dovreste essere, e come. Ma questa non è una decisione che spetta a loro, siete voi ad avere il pieno controllo di chi diventerete, e se ora non vi sentite così forti, resistete! Resistete finché non diventerete esattamente la persona che volete essere. Perché sentire di essere al 100 percento ciò che vedete riflesso nello specchio, senza traccia di finzione, è semplicemente la sensazione più bella del mondo, il modo più liberatorio in assoluto di vivere la propria vita.

Casil McArthur, quali sono i tuoi sogni e le tue speranze per il futuro?
Un mondo più sicuro, più sano, più pulito e più tollerante. Credo che la società sia nella direzione giusta, ma ci sono alcuni passi indietro a causa di chi si sente spaventato da ciò che non riesce immediatamente a capire. Non vedo l’ora di vivere in un mondo più pacifico, spero davvero di avere l’opportunità di vederlo con i miei occhi. Abbiamo solo questa terra, quindi spero che saremo capaci di prendercene cura al meglio prima che sia troppo tardi.