Nel corso della finale del concorso Ciao Drag Queen Piemonte, la 22enne Francesca Romano, già eletta Miss Queen Trav 2018 e attivista LGBT, ha tenuto un discorso che ha toccato tutti i presenti. In un periodo in cui la battaglia per i cittadini della comunità arcobaleno in Italia non è mai stata così infervorata, abbiamo deciso d’intervistarla e farci raccontare il suo pensiero. E’ infatti giusto che le persone LGBT non siano più considerate di serie B: la tolleranza non basta, servono uguali diritti per tutti.

Ciao Francesca, è un piacere reincontrarti. L’ultima volta che abbiamo chiacchierato eri appena stata eletta Miss Queen Trav 2018. Come hai passato questo ultimo anno?
Ciao a tutti! Si, sono molto felice di raccontarmi a voi per la seconda volta. Qualche mese prima di iniziare la mia TOS (Terapia ormonale sostitutiva), mi fu gentilmente proposto di partecipare al concorso “The Queen Trav 2018“. Inizialmente fui un pò frenata dai dubbi e dalle paure ma alla fine decisi di provarci. Volevo mettere un punto al mio triste e sofferente passato, aggiudicandomi il primo posto.

Da un anno a questa parte sono cambiate tantissime cose. Il mio corpo inizia ad armonizzarsi e finalmente inizio ad intravedere da lontano la donna che ho sempre sognato di essere.
Ma il cambiamento maggiore è stato con me stessa; sono nata per la seconda volta. Giorno dopo giorno, sto imparando il significato della parola “FELICITÀ”.

Sappiamo che fai parte del direttivo dell’associazione SUNDERAM di Torino, ci vuoi parlare di che cosa si occupa l’Associazione e di cosa fai tu?
Sunderam” nasce il 20 Marzo del 2017 come Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) e ha come obiettivi principali la cura e il benessere delle persone Transgender. I miei ruoli nell’associazione sono, oltre a far parte del Direttivo, quello di segretaria, tesoriera e portavoce di messaggi per la pace e la sensibilizzazione.

Come mai hai deciso di muoverti in prima persona?
A 15 anni iniziai la mia carriera di Drag queen, entrando a far parte del mondo di questa meravigliosa arte. A soli 16 anni vinsi il mio primo Concorso Nazionale diventando la prima Drag Queen minorenne in Italia ad aver vinto un contest di quella portata.
Da li fino ad oggi, il mondo dello spettacolo non mi ha mai abbandonata. Sono stata spesso invitata a far parte della giuria o come opinionista in rappresentanza della comunità Transgender.
Penso che la condivisione della mia esperienza possa in qualche modo dare forza alle giovani donne T ad affrontare questo percorso, spesso molto lungo e tortuoso.

Sei giovanissima ma già con le idee molto chiare. Ti vorrei chiedere a che punto è messa a tuo parere, la battaglia per i diritti delle persone LGBTQIA in Italia. Che cosa si potrebbe e dovrebbe fare di più?
Negli anni, anche grazie alle lotte delle pioniere del movimento globale LGBT come Marcella Di Folco (prima donna transessuale a coprire una carica Pubblica al Mondo) abbiamo conquistato molti diritti.
Addirittura nel giugno 2018, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha annunciato che non considera più la disforia di genere un disturbo mentale, ma una “incongruenza di genere”.

Intervista a Francesca Romano: 'sono nata per la seconda volta'Tuttavia l’odio OMO-TRANSFOBICO, il BULLISMO e il CYBERBULLISMO rimangono piaghe sociali per le quali rimarremo tutti colpevoli. Fino a quando non vi sarà la presenza di una legge che tuteli tutte le persone.
Sono estremamente convinta che il lavoro più grande e più importante nasca proprio da noi, dal nostro modo di porci, di rapportarci e dal rispetto. La DIVERSITÀ è un dono che arricchisce ogni individuo e va apprezzata come tale. Condividere la propria esperienza con altre persone sicuramente può essere fonte di informazioni corrette volte alla sensibilizzazione. È fondamentale rivendicare con orgoglio il nostro essere.
A fronte di moltissimi episodi anche drammatici, però, penso che si necessiti di una legge contro l’OMO-TRANSFOBIA.

L’uguaglianza per i cittadini Transgender è una battaglia epica nel nostro Paese, ancora restio su certe tematiche. Ma in certi Paesi va decisamente peggio, come negli Stati Uniti o in Brasile. Cosa ne pensi?
Sono fermamente convinta che nessuno meriti di morire così ingiustamente e per causa di qualcun altro.
Fino a quando non verrà introdotta una legge che ci tuteli e i crimini d’odio non verranno puniti come tali, il mondo intero è complice di questi omicidi.

Francesca Romano, tu sei in transizione e so che recentemente sei stata costretta da una nuova delibera a dover andare a prendere i farmaci che ti servono all’Ospedale a Torino.
Purtroppo questa delibera non ha fatto altro che complicare il percorso di tutte quelle persone che non fanno parte del Centro Dipartimentale Disforia di Genere di Torino, quasi costringendoci ad essere seguite esclusivamente da loro.
È anche vero che i casi di scorretto utilizzo e doping di ormoni, hanno portato alle strette Il Servizio Sanitario Nazionale.

Personalmente, penso che le nostre terapie debbano essere reperibili in tutte le farmacie italiane previa prescrizione medica in forma GRATUITA/TICKET e senza esclusioni di nessuno tipo.
Altro problema che la realtà transessuale, in particolare FtM, sta riscontrando, è la reperibilità dei farmaci necessari per motivazioni ancora poco chiare e che mettono in seria difficoltà la nostra salute.

Ora una domanda un po’ spigolosa: cosa ne pensi del fatto che spesso la parola trans sia associata a prostituzione?
La parola trans ancora oggi è associata alla parola prostituzione per pura IGNORANZA.
Originariamente, le persone che intraprendevano un percorso di transizione venivano picchiate, maltrattate e cacciate di casa. L’unica strada che la vita aveva in serbo per loro era la prostituzione o la droga. Spesso molte di loro facevano uso di sostanze stupefacenti proprio per attutire il dolore legato al rifiuto della propria famiglia, della società e alla dura vita della prostituzione negli anni 50/60. Col tempo le cose sono cambiate notevolmente.

Intervista a Francesca Romano: 'sono nata per la seconda volta'Oggi, anche se assistiamo ancora a fatti di cronaca “nera”, un uomo o una donna transgender (con grande fatica, ahimè) possono trovare il loro posto nel mondo e possono realizzare i loro sogni.
Esistono molte associazioni in Italia che ospitano gratuitamente persone LGBT cacciate di casa e che cercano loro anche una posizione lavorativa.

Cosa si potrebbe fare per debellare questo fenomeno?
E’ necessaria la continua e corretta informazione e si deve uscire da questo schema d’ignoranza retrograda e maschilista. Ormai la maggior parte delle donne transessuali in Italia hanno una posizione lavorativa “normale” che hanno conquistato con fatica e onore.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sicuramente sono presenti la rettifica anagrafica dei miei documenti e la riassegnazione chirurgica del sesso al quale sento e sono convinta di appartenere. Sono ancora alla ricerca del lavoro della mia vita quindi vorrei far chiarezza e stabilirmi con una nuova posizione nel mondo del lavoro. Quest’anno ho come obiettivo di presenziare ad almeno 5 Pride in tutta Italia, dando il mio contributo di attivista.

Grazie Francesca Romano per il tuo importante contributo, vuoi aggiungere qualcosa in conclusione?
Come tutte le ragazze della mia età, sogno molto. Desidero sposarmi e avere un abito bianco e ampio come quello di “Cenerentola”. Vorrei avere dei figli e potermi dedicare a loro con tanto amore…in un domani, spero non troppo lontano. Sogno di avere un futuro in cui le persone vengono giudicate per le azioni che svolgono e non per il loro genere, la loro etnia o la loro religione. Grazie per questa bellissima intervista, un abbraccio dalla vostra Francesca Romano.