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Eva Robin’s a tatro con “Evǝ”: storie di “uomini, donne e di chi sta nel mezzo”

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Lo spettacolo è in scena in questi giorni a Milano al Teatro Leonardo. La storia di Dio creò che Adamo ed Eva, prima il maschio e poi, come un ripiego, la femmina. Due generi ben distinti, con destini ben segnati. Perché in questa storia non è stato previsto chi sta nel mezzo, o ha un po’ dell’uno e un po’ dell’altra… Ecco emergere i temi LGBTQ+ e con la fluidità di generi umani e ovviamente teatrali, di storie e identità,

Jo Clifford è una transessuale drammaturga e performer inglese che vive a Edimburgo e che ha scritto oltre cento opere teatrali. Ha vinto il premio Olwen Wymark. Tra le sue opere più importanti,“The gospel according to Jesus, queen of Heaven. God’s new frock”, titolo originale di evǝ, scritto nel 2002 e presentato in Italia nel 2007 all’interno di Intercity Festival.

“Evǝ” vede alla regia di Andrea Adriatico che in molti conoscono per i suoi film e le sue piece profondamente immerse nel mondo lgbt+: questa volta Andrea Adriatico torna a indagare sui temi di genere con una compagnia di “tantǝ Evǝ” che moltiplicano l’originario monologo in un coro di identità e fluidità, a partire da Eva Robin’s, vera star, notissima ormai da decenni, icona del transgender, alla regista d’opera non-binary americana Rose Freeman, dall’attrice e collaboratrice storica di Teatri di Vita Patrizia Bernardi, all’attore palestinese Anas Arqawi, dal danzatore-performer Met Decay all’attore-produttore Saverio Peschechera.

 “Evǝ” è un testo molto importante, a maggior ragione in questi giorni, dove la parola patriarcato è diventata di grande attualità. La storia inizia la Genesi, quindi la creazione, quella presente nel libro dei libri, la Bibbia. Ci sono Adamo ed Eva, c’è il loro trasgredire alle regole imposte e dal caos che ne deriva.  

Tradotto da Stefano Casi, sovente collaboratore di Adriatico, tratta a piene mani di LGBT e parla di gender fluid, omofobia, gender queen, femminismo, oppressione, discriminazione e strumentalizzazione della religione.

“In origine era un monologo ma poi l’abbiamo trasformato in qualcosa di corale” dice il regista Andrea Adriatico che l’aveva proposto a Eva Robin’s.All’inizio il testo era la storia di Gesù che torna sulla terra reincarnato in una trans”. Adriatico ha poi dato vita a sei Eve diverse. Una specie di stand up in cui gli attori interagiscono immediatamente con il pubblico attraverso le storie dei protagonisti che interpretano. La scena è molto spoglia ed evocativa, gli attori e le attrici stanno incapsulate dentro cilindri che come provette giganti le mettono “sotto osservazione”, si parla sì di temi Lgbtq+ ma lo spettacolo è per tutti, è uno spettacolo che intriga, è teatro d’avanguardia con quel pizzico in più portato in scena da Eva Robin’s che presto porterà in scena anche altre piece più classiche e brillanti come “Le allegre comari di Windsor”per la regia di Andrea Chiodi e “Le serve” di Jean Genet che debutterà Bologna a febbraio del 2024 e sarà poi nei teatri italiani fino ad aprile.

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