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E’ morta Lynn Conway pioniera dei computer e donna trans

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 Se leggi questa notizia sul tuo cellulare o sul tablet, lo devi in qualche modo a Lynn Conway, una donna transgender che ha aperto la strada alla tecnologia dei microchip che ha reso tutto questo possibile.

Lynn è morta qualche giorno fa all’età di 86 anni.

Donna transgender e pioniere dei computer Lynn Conway ha una storia che deve assolutamente essere raccontata e conosciuta da tutti.  Lynn Conway è stata un vero pioniere sui primi computer di IBM, ma fu licenziata dopo la sua transizione. Ha dovuto ricostruire la sua carriera da zero, iniziando come programmatrice a contratto presso la Xerox con cv immacolato che riportava “senza esperienza”. Poi, però, è tornata alla grande con una tecnologia innovativa che ha permesso di fare i microchip tanto piccoli da stare in una tasca, aprendo così la strada agli smartphone e ai personal computer. Nel 1999 è uscita dall’invisibilità e ha reso pubblica la sua identità e origine diventando apertamente sostenitrice per le persone transgender.

Conway tentò la transizione nel 1957 all’età di 19 anni ma l’ambiente non era favorevole per le persone transgender. Ci sarebbero stati da affrontare infiniti ostacoli alla transizione e i medici non avevano grandi conoscenze per prescrivere una terapia ormonale progressiva. E come molte persone transgender che incontrano barriere lungo il percorso nelle proprie cure, Lynn ha trascorso in una sorta di “clandestinità” gli anni successivi.

Fu assunta da IBM dove contribuì a sviluppare il super computer più veloce del mondo all’epoca nel progetto Advanced Computing System (ACS): il primo a utilizzare un design “superscalare”, che lo rendeva in grado di eseguire più attività contemporaneamente, migliorando notevolmente le sue prestazioni e rendendolo molto più veloce rispetto ai computer precedenti. Ma, nonostante il suo ruolo fondamentale nel progetto, fu licenziata quando comunicò al suo capo che voleva effettuare la transizione.

Le fu chiaro da subito che come donna apertamente transgender nel 1968 poche aziende l’avrebbero assunta. Decise di rendersi “invisibile” fingendo di non avere alcuna esperienza precedente nei computer. Iniziò quindi una rapida scalata che la portò da Xerox, dove è notissimo, sviluppò VLSI, o Very Large Scale Integration, la tecnologia innovativa che ha permesso a migliaia di transistor di essere inseriti in un singolo chip, rivoluzionando l’elettronica e rendendo possibili telefoni cellulari e computer moderni attraverso la miniaturizzazione e l’aumento della potenza di elaborazione.

La Conway però non si è fermata qui: dopo aver conquistato la fama per le sue innovazioni informatiche, nel 1999 ha fatto coming out per difendere le persone transgender. Tra le prime ad attaccare le teorie sulle terapie riparative del dottor Kenneth Zucker, ricercatore anti-trans citato ancora oggi da coloro che lavorano per vietare le cure che affermano il genere.

A molti che effettuano la transizione viene detto che non possono avere successo come individui transgender e queste affermazioni sono spesso utilizzate come armi dagli attivisti anti-trans. Ma la storia di Lynn Conway è un esempio per il mondo intero: ha tentato la transizione in giovane età negli anni ’50, ha rivoluzionato l’informatica due volte partendo da zero e ha reso possibile il cellulare. La storia di Lynn Conway è per le persone transgender un esempio tangibile che si possa avere una storia, di esistere senza più nascondersi. Ha dimostrato che si può essere transessuali, vivere una lunga e appagante vita, piena di soddisfazioni e orgoglio.

FONTE IMMAGINE: https://www.sparkfun.com/news/7203

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