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Duro colpo al Ku Klux Klan: la figlia dell’ex leader è una donna transgender

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Oggi donna di trentacinque anni, è stato un bambino presa come modello del wasp, il nazionalismo bianco, e ora R Derek Black fa coming out e si dichiara donna transgender nel suo “The Klansman’s Son: My Journey from White Nationalism to Antiracism“.

R Derek Black è figlia non prodiga di Stephen Donald Black, detto Don, nato ad Athens il 28 luglio 1953. Politico statunitense, tra gli esponenti di spicco del nazionalismo e suprematismo bianco, ex-leader del Ku Klux Klan ed ex-membro del Partito Nazista Americano. Da ricordare che nel 1981 è stato condannato per aver pianificato un colpo di Stato in Dominica in violazione del Neutrality Act statunitense. È conosciuto per essere il fondatore del sito internet a sfondo razzista Stormfront, definito il più grande sito d’odio del world wide web – le sue tematiche calde sono la propagazione del nazionalismo bianco, del nazismo, del negazionismo, dell’antisemitismo, dell’islamofobia e dell’omobitransfobia – e finito anche sotto inchiesta da parte della magistratura italiana.

Secondo ciò che racconta il Daily Mail, R. Derek ha fatto i conti con la propria identità di genere solo nel 2010, frequentando il New College progressista di Sarasota, in Florida, prendendo le distanze anche dal movimento suprematista bianco in cui suo malgrado era cresciuta. “La cultura del New College e le persone che ho lì conosciuto mi hanno aiutato ad accettare il fatto che rientrassi sotto l’ombrello trans”, ha scritto Black nel libro che verrà pubblicato in questi giorni.

Un libro di memorie in cui Black racconta di aver sperimentato la disforia di genere sin dalla tenera età, quando era ancora una bambina, ma non aveva idea di cosa significasse. Nel 1999, a 10 anni appena, apparve al “The Jenny Jones Show”, seminando razzismo ad ampio raggio. Black comparve in tv con un taglio di capelli lunghi e fluenti, cosa che già all’epoca la portò ad essere spesso scambiata per una bambina.

 “Mi piaceva la confusione di genere, tranne che nei bagni pubblici, dove gli uomini adulti si prendevano sempre la briga di complimentarsi con il mio aspetto prima di dirmi che ero nella stanza sbagliata”. “Dopo l’inizio della pubertà ho tenuto i capelli lunghi, ma ho potuto usare i bagni in tutta tranquillità e mi sono sentita sollevata nel non ricevere più commenti inappropriati.”

Al college Black ha iniziato una donna ebrea e a partecipare alle cene di Shabbat nel dormitorio di un amico, nonostante la sua famiglia fosse composta “dagli attivisti antisemiti più famosi del paese”. Intraprese così una doppia vita per il primo semestre al New College, mantenendo segreta la propria identità di genere alla famiglia e la pesante storia di nazionalista bianco ai compagni di college. Quando i suoi amici scoprirono il suo passato “razzista” fu un duro colpo.

“Il punto di rottura è arrivato dopo aver intrapreso lunghe e stimolanti conversazioni con mia moglie”, la psicologa clinica Allison Gornick, dichiara Black. La coppia si è sposata nel 2020, usando il lockdown come scusa per non invitare la famiglia Black non particolarmente gradita e con cui i rapporti sono ridotti ai minimi termini. Black dichiara teneramente: “Allison è entrata nella mia vita in un momento in cui mi sentivo meno degna di fiducia o di essere amata. Sapevo già allora che la mia lealtà verso la comunità che mi aveva cresciuto mi aveva portato a tradire tutte le persone che avevano scelto di starmi vicino. È impossibile per me immaginare la storia della mia vita senza di lei. Mi ha mostrato che potevo amare altre persone pienamente e senza paura, e le ho mostrato quanto è vasto il mondo e che potremmo sperimentarlo tutto insieme“.

Black oggi è una convinta sostenitrice dell’antirazzismo e attivista per la comunità transgender che sta subendo pesanti attacchi in Florida. “Non riesco a immaginare quanto sarebbe stato orribile crescere nell’attuale ambiente politico da bambina che, fino alla pubertà, era abbastanza contenta di essere spesso percepita come una ragazza, e che poi nascondeva quella parte di se stessa“.

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