L’Università di Dublino, la più grande università d’Irlanda, nonché una delle migliori università del mondo, ha aperto ai diritti degli studenti transgender e genderqueer (ovvero, chiunque ritenga che la propria identità di genere non combaci né con il sesso attribuito alla nascita, né necessariamente con la dicotomia binaria maschio/femmina che normalmente viene abbracciata soprattutto nel mondo occidentale. I “genderqueer” sono quindi di sesso indefinito).
Ma di che apertura si tratta esattamente? Nei giorni scorsi l’Università di Dublino ha annunciato la nascita di 170 bagni “gender neutral” (genere neutro), in modo da poter creare un ambiente più accogliente per gli studenti transgender e genderqueer.
Inoltre, è in programma uno spogliatoio di genere all’interno del centro sportivo, per consentire agli studenti trans di cambiare il proprio nome sui documenti universitari ufficiali senza l’obbligo di presentare certificati di riconoscimento di genere.
Il presidente dell’università di Dublino, il professor Andrew Deeks, ha affermato che questa nuova norma celebra le diverse espressioni di genere che si riflettono nello staff multiculturale dell’Accademia e tra gli studenti.
Invece, Katherine Zappone, ministro per l’infanzia e la gioventù, che ha dato vita alla politica sull’identità e l’espressione di genere all’interno dell’Università, ha così dichiarato: “le nostre università sono motori di cambiamento, promotrici di uguaglianza e paladine della giustizia” – e ancora – “L’UCD continua questa orgogliosa tradizione fornendo un campus accogliente per gli studenti e i dipendenti trans e genderqueer. Finché i membri della nostra comunità si sentiranno soli, discriminati o impauriti, il nostro viaggio verso l’uguaglianza non è finito“.
In conclusione, si può affermare che è stato fatto un passo in avanti verso l’obiettivo della piena uguaglianza per tutti.

 

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