Trans News omofobia

Dopo un anno arriva la condanna per uno dei vigili che picchiarono una trans a Milano

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Venerdì scorso è stato “simbolicamente”o condannato a dieci mesi uno dei vigili che a maggio dell’anno scorso pestarono a calci e bastonate una donna transessuale a Milano.

Sul vigile gravavano le accuse di lesioni aggravate ed è stato l’unico ad aver scelto di essere giudicato con rito abbreviato. Mentre gli altri due che eseguirono il pestaggio insieme a lui sono stati rinviati a giudizio con le accuse di lesioni e falso. Altri due vigili, che erano stati indagati per aver scritto nella relazione che la donna non aveva lesioni sul corpo, incredibilmente sono stati invece prosciolti perché il fatto non costituisce reato. Dicevamo condanna “simbolica”, sì, perché il giudice per l’udienza preliminare di Milano, Patrizia Nobile, ha condannato il vigile a 10 mesi con pena sospesa, ovvero, si sospende l’applicazione per un determinato periodo di tempo, al termine del quale il reato si estingue. Se durante il periodo la persona condannata commette lo stesso tipo di reato allora dovrà scontare l’intera pena. Condanna che fa sorgere molti dubbi, perché se accusato fosse stato un cittadino comune, probabilmente la pena non sarebbe stata sospesa. E la cosa più bizzarra, tutta italica, è che parallelamente è stata indagata anche la donna transessuale vittima del pestaggio, con l’accusa di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di fornire le proprie generalità e ricettazione di una tessera del trasporto pubblico.

In molti ricordano il video, girato da alcuni studenti affacciati alle finestre dell’università Bocconi in via Sarfatti, un video inequivocabile che divenne virale su internet raggiungendo anche i telegiornali nazionali in cui vengono ripresi i fatti del 23 maggio 2023: intorno alle 8.30 attraverso un telefonino veniva filmata in tutta la sua compitezza e crudeltà l’aggressione e il pestaggio da parte degli agenti della polizia locale proprio di fronte all’università. Tre agenti immobilizzavano una donna che avevano fermato poco prima e poi iniziavano a colpirla ripetutamente col manganello di gomma in dotazione e una volta caduta a terra la colpivano barbaramente con calci.

In un primo momento il sindacato della polizia locale aveva rilasciato dichiarazioni leggermente bizzarre: gli agenti sarebbero intervenuti perché la donna transessuale stava importunando alcuni studenti e i loro genitori davanti alla scuola di Via Giacosa, accanto al parco Trotte e a ben venti minuti d’auto dall’Università Bocconi dove poi sono avvenuti i fatti.  La versione diffusa dal Sindacato non venne confermata dalle testimonianze. Al contrario, la scuola negò di aver chiesto l’intervento dei vigili. La donna transessuale dichiarò più volte agli agenti (e successivamente in aula) prima di essere caricata di forza in macchina, che si trovava al parco Trotter e stava litigando con cinque cittadini peruviani ubriachi che la stavano importunando e insultando. Una volta in auto, a quanto ha dichiarato la donna, contrariata dal fermo, avrebbe cominciato a dare testate contro il plexiglas che divide i sedili posteriori da quelli anteriori, provocando la reazione dei vigili che avrebbero deciso di fermarsi e accostare per poi picchiarla. Per quanto convinti di un comportamento poco corretto e probabilmente ambiguo da parte della donna transessuale, ci auspichiamo che gli agenti delle forze dell’ordine, forze delle istituzioni atte a proteggere i cittadini, senza distinzione né discriminazione, possano in futuro adottare comportamenti in linea con il loro compito e non esercitare violenza e soprusi essendo poi protetti dalla divisa che indossano.

FONTE IMMAGINE: https://milano.repubblica.it/cronaca/2024/07/05/news/trans_bruna_picchiata_vigili_giustizia_sentenza-423368286

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