Recentemente abbiamo avuto il piacere d’intervistare la scrittrice Domenica Pace, balzata agli onori della critica letteraria grazie al successo ottenuto con il suo ultimo libro, il saggio intitolato: “Le opere di beneficenza e le comunità” in vendita qui, edito dal Gruppo Albatros Il Filo di Roma. L’autrice, con talento e fedeltà storica, ha ripercorso la storia della beneficenza. Domenica è una ragazza semplice, nata in un piccolo paese della provincia di Taranto. Laureata in “Consulente per i servizi alle persone e alle imprese”, scrive per le webzine italiane di moda Fashionaut e Modapp.
Da aggiungere, è ideatrice e presentatrice del concorso di bellezza nazionale “Miss Informissima” (di cui abbiamo già parlato qui) e anche del concorso “Una notte da vip 2018”.

Ciao Domenica. Il libro ha messo d’accordo critica e pubblico, nonostante il tema non facile. Ti aspettavi un successo di questa portata?
Non mi aspettavo un successo di questa portata e ancora oggi mi meraviglio.

Di che cosa parla esattamente il saggio?
Affronta in modo interdisciplinare il tema della beneficenza e solidarietà verso i bisognosi. Partendo da una ricostruzione storico-giuridica, ho voluto evidenziare come gran parte del lavoro di assistenza verso i poveri sia stato amministrato per secoli dalla Chiesa, o meglio dalle Opere Pie. Successivamente, in epoca moderna, in vari paesi lo Stato ha progressivamente legiferato al fine di regolare gli istituti di beneficenza, costruendo parallelamente una propria azione di Stato sociale.

A chi lo consiglieresti?
Lo consiglio a tutte le persone che operano nel sociale perché potrebbe fare loro da guida. Traccia una linea che parla della dimensione del dare, senza trattenere nulla a se’.

Nella vita tu, in che cosa credi?
Credo che la vita si trovi nell’aspettativa creata dalla necessità dei fatti e non delle parole. Questo vale per tutto…nell’ambito sentimentale e anche in quello professionale.

Oltre a “Le opere di beneficenza e le comunità”, hai pubblicato altri quattro libri, c’è n’è uno a cui ti senti più vicino?
Per una scrittrice i libri sono come i figli, non puoi amare uno più dell’altro, come una vera madre.

Domenica Pace autrice del libro Le opere di beneficenza e le comunita

Per te, qual è la cosa più bella della scrittura?
La cosa più bella della scrittura per me è quando il personaggio inizia a prendere vita e forma e riesci ad evocare il mondo che vuoi.

Esiste un lato “oscuro” dell’essere scrittrice?
Il lato più oscuro purtroppo c’è ed è quando invii il tuo manoscritto a cinquanta case editrici ma lo leggono con notevole ritardo. In quel caso, serve forza e pazienza. Io la pazienza non l’ho mai avuta ma adesso per passione del mio mestiere cerco di trovarla o meglio ci provo…(fa una faccina ironica).

Stai per compiere 31 anni, come vivi questo traguardo?
E’una sensazione inebriante perché a questa età hai spalle forti per via di grandi esperienze. Ti senti più saggia ma hai la stessa energia di una ventenne.

L’amore come va, invece?
Della mia ultima storia d’amore credo che sia stata un bene viverla. Quando una storia finisce, non bisogna mai perdersi d’animoma la forza va trovata in se stessi per andare avanti. In più sono una donna che ha avuto sempre a che fare con giovani che sono al di fuori del mio contesto professionale, e non ho mai parlato di loro per riservatezza. Su questo preferisco chiudermi in silenzio stampa ma una cosa posso dirtela: “non ho rancori” anzi siamo in rapporti civili e di rispetto reciproco. Lui ha semplicemente prediletto la sua libertà e dopotutto era ancora troppo giovane. A me va benissimo così.

Grazie Domenica, speriamo di poter leggere in futuro altre tue opere, in bocca al lupo per tutto!