Disclosure: un tributo alla comunità trans su NetflixGiugno si rivela sempre più un mese ricco di appuntamenti: tra le proteste infuriate del Black Live Matter e il susseguirsi di eventi online celebrativi per il mese del Pride, non poteva mancare un nuovo arrivo LGBT+ sulla piattaforma Netflix. Si tratta di Disclosure, che tradotto significa ‘divulgazione’, diretto da Sam Feder e prodotto, fra gli altri, da Laverne Cox, divenuta famosa per il ruolo di Sophia Burset in Orange Is The New Black. Si tratta di un tributo alla vera esistenza della comunità trans e una riflessione critica sulla rappresentazione di esse sul piccolo e grande schermo.

La tesi da cui parte questo documentario è che Hollywood sia responsabile di molti dei pregiudizi e degli errori di cui la comunità paga le conseguenze ogni giorno. Allo stesso tempo però si è convinti che rappresenti una piattaforma fondamentale per la circolazione di idee e rappresentazioni delle vite stesse delle persone trans.

È stata proprio Jen Richards, famosa attrice transgender, a parlare di questo dilemma, durante una sua intervista. Si chiedeva come si sarebbe sentita, in quanto persona trans, se nei suoi anni formativi non avesse visto alcuna rappresentazione di sé sugli schermi. Sostiene che, da un lato, si sarebbe interrogata su tutti i processi trasmessi per decenni da cinema e televisione sul semplice essere trans. Dall’altro, però, non è sicura che, senza l’apparizione in alcune produzioni hollywoodiane delle persone trans, sarebbe arrivata a riflettere sulla propria identità di genere.

Questo, e molti altri dubbi legati ai temi LGBT+, vengono validati in Disclosure, con una sorta di cronistoria arricchita dai contributi delle celebrità trans più in vista.

Vengono trattati e commentati anche alcuni capitoli fondamentali della storia, come i Moti di Stonewall e i contributi di grandi attivisti al movimento femminista negli Stati Uniti. Il tutto accompagnato da analisi illuminanti su quanto fossero, e siano ancora oggi, problematiche le rappresentazioni delle persone trans sullo schermo.

Disclosure: un tributo alla comunità trans su NetflixSono tante le produzioni che finiscono sotto la lente e vengono analizzati, da I Jefferson a Bugs Bunny, passando per le serie tv più popolari come Grey’s Anantomy. Nel passare tutto in rassegna, si cerca di indurre il pubblico a riflessioni diverse e un pò fuori dagli schemi, per evidenziare come Hollywood abbia sempre piegato le esigenze delle persone trans solo per i propri scopi narrativi. C’è infatti il costante ricorso ad esse come elementi di distrazione comica in film e sit-com, o come fonte di disgusto nel momento in cui si svela la loro identità, spesso legata a un tradimento. In anni più recenti inoltre, sono apparse sempre più associazioni fra donne trans e prostitute o persone trans e vittime sacrificali dell’erotismo dei protagonisti.

Oltre quindi a spingere il pubblico a prendere coscienza della limitatezza, o inesistenza, di certe rappresentazioni delle vite LGBT+, Disclosure, promuove l’importanza di affidare a interpreti trans il compito di rappresentare la loro comunità sullo schermo, spesso affidata a persone cisgender.

Insomma, con un perfetto equilibrio tra denuncia e celebrazione, questo documentario riesce a imporsi come punto di riferimento essenziale per comprendere la ricchezza dell’esperienza delle persone trans. Rileva inoltre l’irrispettosa e crudele miopia di Hollywood. Con la speranza di risolvere e superare questo problema e visto il momento storico che viviamo e che sembra pronto a sanare alcune ferite aperte della società, un documentario come Disclosure è lo strumento più prezioso e potente che mai!

Del resto sappiamo che i media visuali influenzano la cultura popolare molto più di quanto si possa credere…e allora non ci resta che restare sintonizzati su Netflix!

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