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Romania riconosce i matrimoni gay e i diritti che ne seguono

L’Agenzia di Stampa AGI ha riferito che, con una sentenza storica, martedì 5 giugno 2018, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha di fatto riconosciuto i matrimoni tra persone dello stesso sesso sulla base delle regole sulla libera circolazione delle persone nei paesi UE. Il trattato di Schengen, infatti, stabilisce che i cittadini dell’Unione Europea hanno il diritto di circolare liberamente negli stati che aderiscono e, con loro, anche i familiari. Questo vale anche se non sono cittadini di uno Stato membro dell’Ue.
La Corte di Giustizia ha riconosciuto valido il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutta Europa riferendosi al caso di un cittadino romeno sposato con un americano: il caso era stato sollevato nel 2012, dopo che la Romania aveva rifiutato a un cittadino americano, sposato con un cittadino rumeno, il diritto di soggiornare nel paese, per il fatto che non riconosce i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Le autorità rumene avevano respinto la richiesta di soggiorno oltre i tre mesi del signor Robert Clabourn Hamilton, cittadino americano sposato con il cittadino rumeno Relu Adrian Coman, perché per la legislazione nazionale non poteva essere qualificato come «coniuge» di un cittadino Ue.

Bandiera Arcobaleno simbolo del movimento di liberazione omosessuale.
Coman e Hamilton hanno proposto dinanzi ai giudici rumeni un ricorso diretto a far dichiarare l’esistenza di una discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, per quanto riguarda l’esercizio del diritto di libera circolazione nell’Unione.
Alla fine, i giudici di Lussemburgo hanno stabilito che la nozione di “coniuge” comprende i coniugi dello stesso sesso e dunque, anche se gli Stati membri dell’Unione Europea sono liberi di autorizzare o meno il matrimonio tra persone dello stesso sesso, non possono rifiutare di concedere al coniuge omosessuale, che non è cittadino Ue, il diritto di soggiorno. In questo caso specifico, la Romania dovrà concedere al cittadino statunitense il diritto di soggiorno perché è sposato con un romeno. La notizia sicuramente ha fatto gioire gli sposi e tutte le coppie gay europee, ma soprattutto ha un valore storico perchè, di fatto, riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso al pari di quello tra persone eterosessuali per tutti i paesi dell’Unione.