Persino Montaigne, il cui modo sereno, equilibrato e pieno di buon senso, di vedere le cose ha conferito ai suoi Essais una fama immortale, attaccò uomini e donne per l’abitudine di mettere in mostra i loro corpi; dopo di allora sono state scritte alcune migliaia di opere sull’argomento, contro ogni genere di “nudità”.

CONDANNA DELLA NUDITÀ Montaigne
A dispetto di tutti questi fulmini, il nudismo pare nei tempi moderni esser tornato deciso a rimanere tra noi; e si tratta di nudismo completo, non di scoprire soltanto il collo o le spalle.
La cosa più curiosa è che accanto a questi attacchi contro la rilassatezza della morale nei vecchi tempi, di tanto in tanto venivano di moda abiti, sia per gli uomini sia per le donne, assai più indecenti della nudità vera e propria.
Quel che Rabelais chiamava braghetta era portato dagli uomini, tuttavia è difficile immaginare qualcosa di più suggestivo o addirittura di volgare e di ridicolo; persino Montaigne fu urtato dalla sua inutile indecenza ed Inoltre la gente parlava e scriveva in modo osceno.

CONDANNA DELLA NUDITÀ Rabelais
Vi sono alcune cose, negli antichi scritti, assolutamente impossibili da riprodurre oggigiorno, che erano viceversa il modo abituale di scrivere e di parlare.
I sermoni non lasciavano nulla all’immaginazione, perché quei preti celibi, che ritenevano fosse un preciso dovere badare alla morale delle loro pecorelle, facevano della delinquenza sessuale l’oggetto principale dei loro attacchi, ed essi parevano scaldarsi in modo particolare contro ogni deviazione dal sentiero della castità, giungendo al punto di scagliare fulmini contro quegli altri preti che mantenevano delle concubine, un’usanza assai diffusa nel XV° secolo.
In Francia nella stessa epoca si pubblicava un gran numero di poesie (e di altri scritti) che dimostravano la stessa lassezza morale attaccata dai predicatori.
Esse erano decisamente erotiche, e sebbene alcune di queste siano divenute classiche, vengono oggigiorno lette più per il loro contenuto erotico che per la loro classicità.

CONDANNA DELLA NUDITÀ Boccaccio
Boccaccio, Rabelais, l’Heptameron, le Cent nouvelles nouvelles, danno tutti un meraviglioso quadro della vita contemporanea, che si accorda però con le denuncie dei predicatori, per quanto riguarda la morale; veniva pubblicato un gran numero di simili opere, ben note oggi ai curiosi, che possono essere acquistate dai collezionisti o nei reparti di vendita segnati “erotici” nelle botteghe dei librai oppure segnate sotto la stessa voce nei cataloghi d’antiquariato.
Si può ben sostenere, naturalmente, che tale rilassatezza fosse una reazione contro i crescenti fulmini del clero, che stava facendo del sesso una cosa odiosa e sporca; esso cercava di dimostrare che il desiderio sessuale era, come insistevano gli antichi Padri della Chiesa, opera del demonio; che la donna era una tentatrice alla quale si deve resistere se si vuole evitare l’inferno.
I greci avevano glorificato il corpo; i cristiani facevano del loro meglio per farne un oggetto di vergogna; mentre il popolo, sostenuto da poeti e da scrittori, andava per la sua strada e rifiutava di rinunciare a ciò che riteneva un desiderio legittimo.
Lo storico, di conseguenza, non deve prendere per oro colato tutto quello che veniva detto dai vecchi monaci, che predicavano così incessantemente contro il sesso; un giudizio equilibrato deve ammettere, tuttavia, che si facevano apertamente cose che, a conti fatti, venivano attaccate dall’opinione pubblica come eccessivamente grossolane, e quindi dannose per la pubblica morale.
E’ tuttora questione aperta se dobbiamo consentire ai bambini di frugare liberamente in una libreria contenente opere erotiche, cioè libri di cui la legge non consente la libera pubblicazione perché sono pornografici.

CONDANNA DELLA NUDITÀ Decamerone
Le obiezioni avanzate contro queste opere possono essere mosse anche contro molti classici quali il Decamerone, in vendita dovunque.

CONDANNA DELLA NUDITÀ L'amante di Lady Chatterley
Ma è assai difficile raccogliere opinioni unanimi su ciò che si deve fare di opere come Fanny Hill, o L’amante di Lady Chatterley.

CONDANNA DELLA NUDITÀ D.H. Lawrence
D.H. Lawrence riteneva che un’opera, universalmente letta come Jane Eyre, è assai più pornografica del Decamerone:
“Charlotte Bronte era in quello stato”, egli dice, “in cui gli istinti più forti hanno subito un collasso, e il sesso è divenuto qualcosa di leggermente osceno, di cui ci si deve occupare, ma che deve essere disprezzato. La passione sessuale di Rochester non è ‘rispettabile’ fino a che Rochester non è ustionato, accecato, sfigurato e ridotto a dover dipendere dagli altri nel modo più completo. Allora completamente umiliata e resa umile, la passione può essere ammessa. Tutte le titillazioni precedenti sono lievemente indecenti, come in Pamela, o nel Mulino della Floss, o in Anna Karenina. Appena si ha una eccitazione sessuale, in una con il desiderio di disprezzare il sentimento sessuale, di umiliarlo e di degradarlo, l’elemento pornografico fa il suo ingresso”.
Lawrence si spinge fino al punto di dire che “molte persone cosiddette pure hanno in sé un lato vergognosamente pornografico, e che il desiderio per la pornografia non è mai stato così forte come oggi”; così si può sostenere che erano i vecchi preti ad essere sporchi ed avere una mentalità pornografica, e non la gente e gli scrittori come Rabelais, che essi attaccavano.

CONDANNA DELLA NUDITÀ Dulaure
Tuttavia è vero che molte delle storie che sono giunte fino a noi da quei secoli lontani, trattano del sesso in un modo così aperto e privo di ritegno che hanno suscitato l’ira persino di storici dalla mentalità aperta come Dulaure.
Per dimostrare la grossolana oscenità dell’epoca, egli riempie le pagine del suo libro con estratti (alcuni dei quali ha lasciato nel latino originale) del genere di di libri che usavano nel XV° secolo e nei seguenti, e rimanda i suoi lettori alla celebre opera di
Brantome, Le vite delle dame galanti, con il suo terribile quadro della dissoluta morale del XVI° secolo; sebbene sia vero che Brantome si occupa più di dipingere la vita privata di re e regine, delle dame e dei gentiluomini delle corti reali, che dei privati cittadini o dei popolani.

CONDANNA DELLA NUDITÀ Brantome

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