Mi chiamo Fabrizio, ho 39 anni e per la maggior parte delle persone sono un tranquillo docente universitario, ma per una ristretta élite di persone mi trasformo in uno spietato Master in grado di dominare gli uomini più forti e virili.
Non ti racconterò le mie esperienze quotidiane, ma voglio condividere con te come sono arrivato alla mia prima esperienza in queste vesti da Master e come sono arrivato a scoprire le emozionanti sensazioni che questo gioco erotico sa darmi.
Come ti dicevo conduco una vita tranquilla e rispettabile.

Non ho mai sentito di avere una identità sessuale ben definita, ma almeno all’inizio, visto che sono nato convenzionalmente uomo, ho provato a vivere la mia sessualità in maniera tradizionale.
Ma per quanto piacere potessi provare con le donne ogni volta sentivo che c’era qualcosa che non andava.
Mi sarebbe piaciuto dominarle, prenderle con violenza, ma vedevo in tutte loro una fragilità che mi inibiva. Mi sentivo e mi sento ancora un galantuomo e, anche se la mia fantasia correva, il mio corpo restava bloccato nella tenerezza che provo per le donne. Sarebbe stato diverso con un uomo? Forse sì, ma non avevo mai osato provare finché un giorno non ho incontrato un ragazzo che ha svegliato i miei sensi da Master.

Avrà avuto 21 o al massimo 22 anni. L’ho incontrato in palestra. Era vicino a uno degli attrezzi che dovevo utilizzare e gli chiesi se era in fila.
Mi disse di sì e con arroganza aggiunse che ne avrebbe avuto per molto e quindi mi conveniva fare altro. Doveva credersi padrone del mondo o almeno della palestra e mi trattenni a stento dal rispondergli male.
Mi allontanai e andai a prendere i manubri. Ma mentre continuavo ad allenarmi il mio sguardo cadde più e più volte su di lui. Si vedeva che di ore in palestra ne passava molte. Il suo addome piatto e i pettorali scolpiti ed esaltati dall’abbigliamento aderente lo testimoniavano.
Era un bel ragazzo e sapeva di esserlo e forse per questo si concedeva di essere arrogante, ma a me sarebbe piaciuto dargli una lezione. Qualcosa iniziava a prendere forma nella mia mente ma non avrei saputo dire cosa.

Lasciai perdere e andai a fare la doccia. Mentre mi asciugavo lo vidi arrivare. Era già svestito. Provai per lui invidia e non solo…
“Che mi succede?” – Mi chiesi provando un mix di emozioni.
Lui mi fissò. E per un momento indefinito i nostri occhi sostennero lo sguardo l’uno dell’altro.
Mi sentivo sfidato e nello stesso tempo sentivo il sangue bloccarsi nel mio pene regalandomi un intenso momento di eccitazione sessuale.
Ma non avevo molta voglia di sconvolgere la mia vita con queste fantasie, perciò affrettai i preparativi per uscire dallo spogliatoio e andai a casa.
La notte faticai ad addormentarmi e il poco sonno si alternava a momenti di veglia carichi di fantasie erotiche. Non volevo ammetterlo nemmeno a me stesso, ma quel ragazzo antipatico, arrogante e maledettamente affascinante aveva acceso una parte inesplorata del mio erotismo, quel lato da Master che stavo opprimendo da troppo tempo.

Come sono diventato Master: storia erotica
Il giorno dopo andai a lezione come sempre. Nella mia giornata tranquilla decisi che quelle fantasie erano solo il sogno di una notte e che sarebbe finita lì. Anche perché non avrei mai osato provarci con uno così. Il giorno dopo andai in palestra e lui non c’era. Questo mi tranquillizzò. Non vederlo avrebbe resto il tutto più facile. Passarono almeno un paio di settimane, poi, entrando nella sala degli attrezzi, lo vidi esattamente nello stesso luogo del primo incontro. Istantaneamente provai la voglia di essere una di quelle donne in grado di dominare i propri uomini. Una mistress capace di far impazzire chiunque. Cercai di mandar via questi pensieri ma mi sembrava estremamente difficile.
Evitai il suo sguardo e feci i miei allenamenti senza avvicinarmi a lui, quindi andai alle docce.
Lì c’erà anche lui, intento a rovistare nelle sue cose. Quando mi vide entrare si rivolse a me:
‘Devi prestarmi il doccia schiuma perché l’ho dimenticato‘.
La sua voce arrogante e sensuale accendeva le mie fantasie, ma cercai di mantenere un atteggiamento composto.
‘Per piacere!’ gli dissi.
Cosa?‘ chiese lui per tutta risposta.
Posso prestarti il doccia schiuma, ma devi chiedermelo per piacere. Eri assente quando alle elementari spiegavano le regole fondamentali di buona educazione?’
‘Divertente, maestro! – mi apostrofò lui con tono sarcastico – Mi presteresti il doccia schiuma, per piacere?’
Il tuo tono – risposi avvicinandomi – non va. Tu pensi che tutto ti sia dovuto’.
Volevo dirlo con tono severo, ma mi resi conto di aver abbassato la voce e che i nostri visi erano molto vicini.

C’era senso di sfida, ma non solo.
No, non mi sbagliavo tra noi c’era anche altro.
‘Mi piacciono quelli che mi tengono testa, ma sappi che non è semplice dominarmi’.
Avvicinò le sue labbra alle mie e iniziò a baciarmi con passione spingendomi verso il muro con violenza.
Mi chiesi chi fosse e quante volte aveva preso un altro uomo in quel modo. Provavo insieme piacere e desiderio di riuscire a fare altrettanto con lui.
Eravamo completamente nudi l’uno contro l’altro e sentivo le sue braccia stringermi e le sue mani scivolare sulla mia schiena, sui mie glutei e poi farsi strada per raggiungere il mio ano.
Decisi allora che non volevo andasse così.


Con una spinta improvvisa mi staccai dal muro e lo spinsi verso le docce recuperando il doccia schiuma che aveva dato vita a tutto.
‘Sei ancora sudato per gli allenamenti e io non mi concedo a persone sporche, perciò, se mi vuoi dovrò prima lavarti’.
Lo dissi come se nella mia vita avessi dominato centinaia di uomini, ad ogni modo, lui, spiazzato da questo ribaltamento della situazione, si lasciò guidare nella doccia.
Feci scorrere acqua molto calda e insaponai la sua pelle rossa per il troppo caldo.
Massaggiai la sua pelle con vigore e lui tornò ad essere provocatorio come prima.
‘Piano maestro! Non sai che gli alunni vanno trattati bene?’

‘No! Appartengo quella generazione in cui gli alunni dovevano ubbidire! Altrimenti sarebbero stati puniti’.
Lo spinsi per farlo ruotare in modo da essere dietro la sua schiena. Lo tirai a me e ancora lo spinsi perché si piegasse.
Per la tua insolenza ora dovrai metterti in ginocchio’ Gli sussurrai all’orecchio mentre l’acqua continuava a scorrere calda nella doccia.
Il mio pene si avvicinò ai suoi glutei quando entrambi ci bloccammo.
Entrare dentro di lui senza un lubrificante e un preservativo sarebbe stato doloroso e rischioso. Si alzò, ci baciammo e toccammo fino a venire entrambi. Ci rivestimmo in fretta e in silenzio. Non sapevo che dire, ma volevo di più di quel che avevo avuto.
‘Dobbiamo completare la lezione, maestro! Questo è il mio indirizzo” – disse appuntandolo su un pezzo di carta. “Ti aspetto stasera e dovrai essere più professionale”.
Uscii dalla palestra e nelle poche ore che mi separavano dall’incontro mi chiesi cosa si aspettasse da me.

Storia erotica dal punto di vista del Master
Arrivai a casa sua in anticipo, ma aspettali l’orario concordato per bussare al citofono.
All’ingresso di casa lui non c’era. Su una sedia c’era un abito in pelle nera, una scatola e un biglietto: ‘Se vuoi essere il mio maestro devi avere l’abbigliamento e l’attrezzatura adatta’.
Indossai il vestito e aprii la scatola. Conteneva preservativi e lubrificante in una quantità che quasi mi spaventò.
C’era anche una bacchetta, una penna a forma di pene e una serie di sex toys che non avevo mai visto prima.
Su una lavagnetta era scritto: ‘La nostra aula è la porta a destra’.
Aprii la porta e lo trovai seduto su una scrivania con un grembiule da scolaretto:
Buon giorno Master, sono pronto per la lezione”.
E così è iniziata la mia prima vera volta da Master.

 

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