C'è un soffio di vita soltanto: il film sulla vita di LucyUna storia singolare ed emozionante quella di Lucy, la donna transessuale più anziana d’Italia, ora protagonista di un film.
Nata a Fossano, in provincia di Cuneo nel 1924 da una famiglia antifascista di origine emiliana, è tra le pochissime sopravvissute, e ancora in vita, al campo di concentramento di Dachau. Testimone diretta di uno dei momenti più tragici e bui della storia , Lucy è stata costretta a vivere orrori e momenti terribili. Con forza e coraggio è riuscita a resistergli ed è anche questo che ha incuriosito i registi che hanno dato vita al film.
Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, i registi appunto, hanno spiegato che l’idea del documentario è nata “dopo aver visto Lucy per la prima volta in un’intervista su YouTube. Si presentava come una persona fuori dagli schemi e la sua storia era assolutamente unica. È stata uomo e donna, figlio e madre, prigioniero nel campo di concentramento di Dachau, amica, amante e prostituta. La sua vita è stata un saliscendi di eventi, ora tragici, ora più sereni.” Continuano poi “L’abbiamo scovata nella sua casa popolare nella periferia bolognese, l’abbiamo conosciuta e abbiamo ascoltato per ore la storia della sua vita. Così abbiamo deciso di realizzare un film su di lei, sulla sua umanità, sul suo coraggio e sul suo indistruttibile attaccamento alla vita”.

Attraverso quindi il racconto lucidissimo di Lucy è nato ‘C’è un soffio di vita soltanto’, girato quasi interamente durante l’anno della pandemia e presentato al Torino Film Festival di recente.
Tante le tematiche attuali affrontate come l’identità di genere, ma sono tante le riflessioni, continue e mai scontate, riportate direttamente dalla voce di chi certi orrori li ha vissuti sulla propria pelle. Del resto, le voci come quella di Lucy si stanno affievolendo e con loro la memoria collettiva sembra perdersi ogni giorno sempre più. “Vivere per me è un miracolo, sono già morta allora” ha detto Lucy davanti alla telecamera. Dalla sua casa nel bolognese ha raccontato la sua storia rivelando che ancora oggi, certe notti sogna le cose più orrende che ha visto e spera che non accadano più.

“Mi sono sempre sentita femmina fin da piccola. Mia madre era disperata. Volevo sempre fare ciò che a quell’età facevano le bambine: cucinare, pulire e giocare con le bambole. Mio padre e i mie fratelli non mi accettarono. Negli anni trenta i miei genitori si trasferirono nel bolognese. Non mi aspettavo la guerra. Quando uno è giovane non è che pensi tanto a quello che potrebbe venire. Sono stata chiamata. Mi è arrivata la cartolina ma non me l’aspettavo così presto. Mi chiamarono a 19 anni e mi mandarono al nord. E li ho incominciato a fare il militare” ha raccontato. Dietro al film, oltre al racconto e al lavoro di tutti, c’è stata una collaborazione con Arcigay Pesaro Catania che ha tracciato le tappe principali della vita di Lucy. Dall’adolescenza alla guerra, dall’esperienza del campo di concentramento di Dachau alla vita di Torino fino alle 1982, quando Lucy è stata una delle prime italiane a sottoporsi a un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale avvenuto a Londra.

In sala da oggi, lunedì 10 Gennaio 2022, ‘C’è un soffio di vita soltanto’ si preannuncia un film davvero imperdibile!
Per vedere il trailer clicca qui!

C'è un soffio di vita soltanto: il film sulla vita di Lucy

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