Sono un appassionato di città storiche e fotografia, casa mia sembra uno studio fotografico, e mi piace viaggiare per l’Italia durante eventi o manifestazioni di tradizione e cultura popolare, ma mai avrei pensato che mi sarebbe capitata un’avventura simile. Una domenica mi trovavo in direzione Venezia con un amico per poter immortalare tutti i momenti di quella che nel tempo è diventata la più prestigiosa tradizione del Carnevale. Data la raffinatezza, la classe e lo stile delle maschere e degli abiti, il tutto inserito nella meravigliosa cornice di Venezia, questa manifestazione ha sempre suscitato fascino e intrigo. Non di rado si sono create voci su incontri in elegantissime sale di palazzi storici  e i pettegolezzi suscitavano ancora più curiosità. Si vociferava che in alcune abitazioni si facessero incontri dove le persone indossavano solamente una maschera, lasciando ogni inibizione e dove si poteva non solo ammirare corpi perfetti in pieno eccitamento, ma che si potesse anche avere veri e propri incontri con uomini, donne, bellissime trans, mistress …incontri dove ogni desiderio poteva essere esaudito ed appagato. Con questi discorsi io e il mio amico arrivammo a Venezia in tempo per poter prendere parte a una scenografia inserita in una città magnifica.

Sistemammo le nostre cose in albergo e ci addentrammo armati di macchina fotografica, sfidandoci su chi avrebbe fatto lo scatto migliore. Venezia è fantastica con le sue gondole, i suoi palazzi che magicamente cambiano scenario da una via all’altra, ma soprattutto le maschere, gli abiti, l’allegria e la magia che si respira ogni volta che si incontra una maschera nuova. Io e il mio amico non facemmo altro che fermarci ad un negozio per acquistare due costumi: paradossalmente, gli unici rimasti in coppia furono quelli di Paperino e Paperina. Io mi ritrovai col costume di Paperina, scatenando l’ilarità del mio amico che cominciò a prendermi in giro, facendo battute davanti a tutti e causando momenti di puro imbarazzo, con lo scopo solo di innervosirmi e magari impedire che mi concentrassi sulle foto. Oltretutto per tutto il pomeriggio mi inseguiva, prendendomi per i fianchi e mimando un rapporto sessuale, mentre la gente ci guardava e rideva e mentre io lo pregavo di finirla. “Siamo a Carnevale…e a Carnevale ogni scherzo vale!”.


Questa si rivelò la risposta che mi disse per tutta la durata della giornata. Tuttavia, a parte i vari momenti in cui mi si agganciava addosso, la giornata trascorse bene e riuscii a fare fotografie molto interessanti. Con l’avvento del tramonto, la città si trasformò in uno scenario fantastico, che mi impediva perfino di fare fotografie, rimanendo sbalordito da quella magia. Fu in quel momento che, entrando in un bar per un caffè e una pausa al bagno, incontrai nel corridorio del bar una bellissima trans, che discuteva con un’amica proprio sull’argomento di questi incontri di piacere che si facevano in quel periodo. Mi avvicinai, incuriosito, presentandomi, e infine ci ritrovammo al tavolino a chiacchierare. Complice un calice di vino e l’assenza del mio amico, mi ritrovai a flirtare con lei, cedendo alle sue lusinghe e provocando con evidenti avances. Finalmente si presentò anche il mio amico e, ovviamente, si mise subito a simulare un rapporto prendendomi per i fianchi, mentre le persone intorno a noi, vedendo un Paperino che simulava un rapporto con una Paperina, si scatenava in fragorose risate, mentre lui esclamava a voce alta : “A Carnevale…ogni scherzo vale!” Andai fuori dal bar, sinceramente disturbato da quella cosa e deciso di tornare in Hotel, quando sentii la voce di lei chiamarmi. “Non te la prendere. Posso farti compagnia?” “Sto tornando in hotel….”. “Posso salire con te?” Il mio umore mutò immediatamente, gettai via lo sconforto e l’imbarazzo e prese piede curiosità e eccitazione d quell’incontro. Arrivammo in hotel e lei salì in camera con me. “Il tuo amico?” “Boh, dovrebbe arrivare a momenti….suppongo.” dissi.


“Non hai caldo con quel costume?” “Tantissimo, poi il mio amico mi ha fatto correre tutto il giorno. Ho bisogno di una doccia!” “Ti va se la faccio con te?” In un attimo ci ritrovammo insieme nella doccia e mentre lei era chinata a darmi piacere, assaporando il mio membro che così duro non avevo mai sentito, sentii il mio amico che rientrava. Io e lei decidemmo di uscire dal bagno e gli andammo incontro. Rimase stupito ed eccitato allo stesso tempo. “Su, adesso smettete di fare i bambini e fate gli uomini. Sono qui per farvi fare la pace” disse, cominciando a spogliare completamente il mio amico e facendolo accomodare sul letto. Quando lei si chinò su di lui per prenderglielo in bocca, guardai l’estasi del piacere dipingersi sul volto del mio amico. Mentre glielo succhiava, lei mi indico la sua borsa. Andai verso la borsa e trovai un tubetto di lubrificante, probabilmente acquistato in un sexy shop. Lo cosparsi sul mio membro che sembrava duro come il marmo e mi avvicinai a lei. Lo appoggiai delicatamente sul buco del culo e lentamente lo feci scivolare dentro, sentendola mugugnare a bocca piena e cominciando a muovermi dentro di lei. Aveva un culo da sogno…caldo, stretto, avvolgente. Si stacco dal cazzo del mio amico e mi incitò: “Voglio che mi scopi!” La presi per i fianchi e comincia a penetrarla con forza, vigore e con colpi bene assestati, mentre lei cominciò a pompare seriamente e avidamente il cazzo del mio amico. “Adesso scopami tu!” disse lei, spostandosi e sdraiandosi sul letto. Il mio amico non se lo fece ripetere due volte, si mise sopra di lei e cominciò a scoparla in modo deciso. E fu in quel momento che vidi la maschera di Paperino e un’ idea balenò nella mia mente. Presi la maschera di Paperino e la indossai, poi presi dell’altro lubrificante e ne applicai abbondantemente sul mio cazzo. La vendetta era servita. Mi avvicinai al mio amico, senza che lui se ne accorgesse, e in un attimo fui dietro di lui. Preso dalla foga e mentre scopava la bellissima trans, io arrivai piano piano dietro di lui, allargai le natiche in un colpo e un attimo dopo il mio cazzo affondava nel suo culo. Si girò per guardarmi ma li feci l’unica cosa possibile mentre continuavo a penetrarlo. Esclamai: “A Carnevale …ogni scherzo vale!” In quella cornice magnifica di Venezia, concludemmo quello che fu un bellissimo incontro, dove il mio amico, oltre a imparare che “chi la fa, l’aspetti”, scoprì un lato inaspettato molto piacevole di sè.