Conosciamo più da vicino Calda Italiana, sensuale trans nata sotto il segno del sagittario a Napoli: mora, fisico mozzafiato e di spiccata intelligenza, ci ha stregato anche grazie alla sua rara sensibilità.

Buongiorno, è un piacere conoscerla. Iniziamo con una curiosità, come mai ha scelto questo nome d’arte?
Salve a tutti e piacere mio. E’ presto detto, preferisco non usare un nome finto come tutte le altre, ma sottolineare così il mio essere partenopea doc. La mia città di nascita e dove tutt’ora vivo è Napoli infatti, ma giro tutta Italia e all’estero, se necessario.

Come si descriverebbe nella vita privata?
Spumeggiante, autoironica e impulsiva. Odio l’ignoranza e so ascoltare, mi piace capire gli altri. Nel tempo libero amo stare da sola, riflettere sulla vita e sulla mente umana. Ho una cagnolina, Connie, che per me è come una figlia, giriamo tutta l’Italia insieme e adoro coccolarla. L’ho trovata quando aveva un anno il giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre: a Napoli la Santa è Concetta e quindi ho deciso di chiamarla come lei, abbreviato in Connie.

Le va di parlarci del Suo percorso di transizione?
Ho intrapreso il percorso di cambiamento 25 anni fa. Per quello che mi riguarda personalmente però non c’è stato, ossia, non è come oggi quando sento in tv che tutte iniziano il percorso con sacrificio e sofferenze. All’epoca, tu ti ritrovavi fuori casa, è nell’età tra la pubertà e l’adolescenza che senti la vera forza da dentro della natura e non c’è niente da fare. Non c’è famgilia che regga, tu devi decidere se devi vivere o se vuoi morire rimanendo in silenzio.

E’ un discorso molto forte.
Non voglio giudicare i percorsi delle altre transessuali. Ma a Napoli, la figura del femminiello è sempre stata molto radicata, già camminando per strada ti adocchiavano in un certo modo e quindi tu sapevi già che doveva essere quella la tua strada, c’era poco da fare. Però allora non era come oggi, noi uscivamo “dal fuoco”, adesso invece c’è molta più sensibilità a riguardo.

Si ricorda quando ha iniziato, esattamente?
Avevo sui 14 anni, ero molto giovane. Abitavo in periferia e sono andata nei quartieri e nei vicoli a cercare chi aveva già iniziato questo percorso. Trovai queste amiche transgender a cui spiegai la situazione ma in realtà c’era ben poco da aiutare: dovevo solo prendere gli ormoni, mettere i tacchi e una pelliccia e iniziare “la vita”. Credo che la trans sia un’anima sempre alla ricerca di se stessa: non siamo mai contente di niente, non troviamo punto d’incontro tra corpo e anima. Comunque, quando presi il volo e vidi il mio corpo cambiare fu bellissimo: vedere il ragazzino cambiare in una donna…penso che gli ormoni siano la miglior chirurgia plastica che possa esistere: sono loro che ti femminilizzano, la plastica serve per perfezionare.

Sicuramente ha dato prova di tantissima forza di carattere e di animo.
Era una cosa molto cruda ma tanto era il desiderio e la volontà di sentirsi scelte come donne che andava bene anche il marciapiede. Una vita che oggi sconsiglio vivamente perchè toglie tantissima dignità umana, se non del tutto. All’epoca però la mentalità era molto diversa e si facevano le gare tra di noi a chi più aveva.

In che senso?
In realtà forse non era così differente da oggi sotto questo aspetto: più soldi avevi più contavi. Io ero davvero giovanissima e attorno a me c’erano tutti gli “avvoltoi” che volevano la loro parte. Intorno a noi c’erano gli usurai, che ti prestavano i soldi per fare gli interventi estetici e per soddisfare ogni capriccio. Io sono cresciuta in un ambiente così: si disponeva di cifre enormi che poi scontavi, perchè diventavi “schiava” di chi ti prestava i soldi e non te li levavi di torno perchè volevi sempre di più: prima il seno nuovo, poi la casa, poi la macchina…e così via.

Dai primi anni “di vita” in strada ad escort di lusso. Come è entrata in questo mondo?
Grazie al fatto che svolgo il mio lavoro da anni sempre scrupolosamente e con professionalità. Gli anni 90 sono stati un boom economico, ho iniziato a partecipare a feste esclusive, anche su yacht di personaggi famosi del calcio. Noi trans siamo sempre state ricercatissime. Poi, con l’avvento di internet è cambiato tutto: da una parte in meglio, dall’altra no, perchè è aumentata la concorrenza, comunque lavoro sempre in proprio e non posso lamentarmi.

Trans Calda Italiana

E’ una vita tutta dorata o ha qualche ombra?
Il pregio chiarmanete è poter condurre una vita agiata. Si vive adeguatamente anche se non più con i fasti del passato. Il rovescio della medaglia è la solitudine: trovare l’amore è difficile. Io ci credo poco, soprattutto se si fa questo lavoro e un uomo accetta che continui a farlo io lo vedo come un problema, non voglio nascondermi dietro ad un dito.

Lei si sente felice o realizzata, oggi?
E’ dura perchè alla fine non si è mai del tutto felici in un corpo che nonostante abbia le sembianze femminili è sempre comunque un corpo biologicamente maschile. Puoi diventare stupenda ma non potrai mai esprimere del tutto la tua anima e la femminilità che hai dentro. La felicità deve essere una cosa interiore, lo ricordo alle trans, alle donne, agli uomini e a tutti gli essere umani: a un certo punto bisogna fermarsi e dedicarsi alla formazione dell’anima, dello spirito, avvicinarsi a Dio e vedrete che la felicità arriverà con i piccoli momenti di tutti i giorni.

Parole bellissime e molto giuste. Per concludere, ha un sogno nel cassetto da realizzare?
Spero di invecchiare dignitosamente, ma tutti lo sperano, con un tetto in testa e tanti cagnolini e gattini intorno, che forse è meglio delle adozioni (sorride). Poi, per carità, meglio per chi ha la capacità genitoriale e può adottare, ma io preferisco così!

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