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Buon 8 marzo, Giornata Internazionale delle Donna con tante contraddizioni.

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Questa giornata internazionale della Donna pare porre finalmente una certa attenzione sull’universo femminile, le sue esigenze e problematiche offrendo una ricca quantità di attività, incontri ed eventi tra i più disparati, tra ufficiali e non, basti pensare alle sole attività proposte sul sito del Ministero dei Beni Culturali (qui trovate il link https://cultura.gov.it/evento/8-marzo-2024-giornata-internazionale-della-donna)-

Un 8 Marzo che si arricchisce anche di programma di eventi e festival “Queer”: da Verona a Bari sembra che finalmente il nostro paese si sia reso conto che esistono più realtà. E quella delle donne Trans è una realtà in netta espansione in Italia: sono ben 400.000 secondo l’Istituto Superiore di Sanità.

E al di là delle polemiche, spesso strumentali e di propaganda che creano solo inutili fronti, rimangono tanti i problemi concreti nel nostro paese. Per il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, ad esempio le Famiglie Arcobaleno continuano a non esistere e con loro tanti diritti.

In questo 8 Marzo in oltre quaranta città italiane le donne scenderanno in strada per uno sciopero generale e dare corpo e voce all’appello lanciato dal Movimento “Non una di meno” e supportato dai sindacati di base e pezzi di Cgil. “Sciopero dei generi e dai generi”: uno sciopero trans-femminista e la centralità delle donne trans non sarà solo programmatica.

Marita Cassan dell’assemblea di “Non una di meno” di Roma dichiara: “Vorremmo che donne trans e persone intersex, non binarie, fossero alla testa del corteo” e che si arrivi a una proposta di legge contro l’omotransfobia che inserisca questo reato tra le aggravanti specifiche nei crimini di odio e hate speech.

Le donne trans saranno al centro della manifestazione femminista organizzata per rivendicare “autonomia e libertà di scelta sulle proprie vite”.

Ma è pur vero che tra mondo transessuale e movimenti femministi ci sono parecchi stridori. Una minoranza del movimento, quella che potremmo definire conservatrice”, o come Arcilesbica, mantengono posizioni estremamente contrastanti.  Per Porpora Marcasciano, sociologa, presidentessa onoraria del MIT – Movimento Identità Transessuale – e donna “il femminismo dovrebbe rivedere posizioni antiquate e allargare gli orizzonti rispetto al mondo che è cambiato”.

È bene ricordare la follia delle posizioni TERF (femminismo radicale trans-escludente): l’uomo sarebbe sempre carnefice e nemico, per sua natura e anatomia, ed è per questo che le donne transgender lo sarebbero allo stesso modo per difetto di nascita. Follia all’ennesima potenza.

Essere donne trans nel nostro paese oggi rimane difficilissimo. Dichiara ancora la Marcasciano: “Esclusione lavorativa e violenza transgenica toccano livelli pari solo a regimi militari o monocratici. Violenze e aggressioni non sono quantificabili, ma sono tante al punto che una speciale commissione Onu sta indagando. Lo fece già nel 2012 stilando un rapporto sull’Italia e lo ha rilanciato oggi”. Per Daniela Lourdes Falanga, presidentessa di Arcigay Napoli e donna trans: “Ci sono donne che restano ancorate a una separazione meramente fisica tra gli organi genitali che identificano il genere sessuale biologico, non l’identità sessuale”.

Antonella Nicosia, responsabile politiche trans di Arcigay nazionale dice: “Ci sono diversi femminismi. Uno, che fa riferimento agli anni ’70, legato a una visione binaria, ma l’identità di genere non è l’identità sessuale. Una persona non è definita dal suo organo sessuale, ma da molto altro”.

Tante le divergenze, notevole la distanza politica, tutto appare poco conciliabile, ma sullo sciopero come “risposta a tutte le forme di violenza che sistematicamente colpiscono le vite, in famiglia, sui posti di lavoro, per strada, negli ospedali, nelle scuole, dentro e fuori i confini” il trans-femminismo è compatto.

Quindi Buona Festa della Donna. Almeno in questo 8 Marzo celebriamo l’universalità della Donna in ogni sua forma, con il grande augurio di maggiore civiltà, inclusione, comprensione e condivisione. Di diritti e rispetto non è mai morto nessuno.

FONTE IMMAGINE: https://www.cr-valsuganaetesino.net/news/8-marzo-2024-giornata-internazionale-della-donna/

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