Brutte con qualità è un articolo pubblicato sul piccole magazine, by piccoletrasgressioni.

Brutte con qualità narra la storia delle amanti dei nobili reali del passato.

Nel 1714 Giorgio I di Hannover lasciò la Germania per reclamare il trono inglese e portò con sé, come amanti, due delle più brutte donne che i suoi sudditi avessero mai visto.
Una era alta e scheletrica, si chiamava Ermengarda Melusina contessa di Schulenberg, aveva perso i capelli a causa del vaiolo e portava brutte parrucche con vestiti goffi.
La sua sciatteria era annullata dal garbo e dalla lealtà, ma non disponeva di una conversazione brillante.

Giorgio primo di Hannover re d'inghilterra

Certamente re Giorgio era considerato un uomo noioso, ma Ermengarda era ancora più noiosa  e dunque non lo trovava tale, formando una coppia ben affiatata.
L’altra era piccola e grassa, si chiamava Sofia Carlotta Kielmansegge.
Era derisa per il suo ampio giro-vita, ma era brillante , aveva una forte personalità e un’ottima cultura, inoltre, particolare di non poco conto, le piaceva fare l’amore.
Poiché sua madre era stata l’amante del padre di Giorgio I, c’era chi sosteneva che re Giorgio andava a letto con la sorellastra.
La legnosa contessa Schulenberg era soprannominata “pertica”, mentre la corpulenta Madame Kielmansegge veniva chiamata “Elephant and Castle”.

La Kielmansegge aveva due fieri occhi neri, grandi e roteanti, sotto due sopracciglia alte e arcuate; guance enormi che teneva imbellettate ed un collo grasso che traboccava rendendosi indistinguibile dalla parte sottostante del corpo, la cui pelle era interamente ricoperta di macchie.
Un nobile dell’epoca descriveva entrambe le amanti come  “ due significativi esemplari del cattivo gusto e dello stomaco di struzzo di Sua Maestà”.
A proposito di Madame Kielmansegge, lo stesso nobile, aggiungeva: “Lo standard del gusto di Sua Maestà, testimoniato dalle due amanti, fa sì che tutte le dame che aspirano ai suoi favori, e che hanno un’età confacente, si gonfino, come le rane della favola, per rivaleggiare con la stazza e la dignità del bue. Alcune ci riescono, altre scoppiano”.
Carlo II di Inghilterra una volta disse che a suo fratello, il futuro re Giacomo II, le amanti erano assegnate dal confessore come penitenza, forse perché in una epoca in cui si andava pazzi per seni abbondanti, fianchi robusti,  e braccia tonde, a Giacomo piacevano donne magrissime.

Carlo secondo d'Inghilterra

La sua amante, Arabella Churchill era una donna alta, pallida e tutta pelle e ossa.
I cortigiani ridacchiarono del suo aspetto fino a quando cadde da cavallo di fronte a tutti mettendo in mostra un paio di splendide gambe.
Uno dei presenti, colpito da tanta bellezza, si chiese come fosse possibile che gambe così perfette potessero appartenere al viso di una simile donna.
Pur essendo costretta dalla moda del tempo a nascondere quanto aveva di più bello, Arabella metteva spesso in mostra un’intelligenza ed una vivacità che, per dieci anni, la legarono a Giacomo II, a cui diede quattro figli.
L’amante successiva di questo sovrano, la sedicenne Catherine Sedley, era altrettanto magra e pallida e, per giunta, miope e strabica.
Questa ragazza esuberante ed intelligente, era stupita che il re si fosse innamorato di lei e diceva: “Non può averlo fatto a causa della mia bellezza, perché bella non sono, e neppure per la mia intelligenza, perché re Giacomo non ne ha abbastanza da rendersi conto che io ne possiedo un pizzico”.

Arabella Churchill amante Giacomo secondo Re d'Inghilterra

Luigi, delfino ed erede di Luigi XIV, ebbe un’amante terribilmente brutta e se la tenne per molti anni, fino alla morte; era sgraziata, con un collo taurino, labbra spesse e un gran nasone.
Si chiamava Emile de Choin e si diceva che avesse il portamento di un barile; in una corte che contava dame belle ed intelligenti, sembrava una scimmia e di una scimmia era considerata avesse il cervello.
La cognata del re scriveva che i denti marci di Mademoiselle de Choin puzzavano talmente che se ne avvertiva il fetore dalla parte opposta della stanza ed aggiungeva: Ha i seni più grandi che io abbia mai visto; erano proprio questi enormi seni la delizia del delfino”.

Si racconta che il delfino amasse battere il tempo con le dita sui seni di Emile, come se si fosse trattato di timpani.
La paciosa ed allegra Emile offriva una piacevole atmosfera familiare al suo regale amante, che aveva alle spalle due infelici matrimoni, con due principesse straniere.
Inoltre, Emile non pativa della nota avarizia dell’amante e senza lamentarsi riusciva a vivere con compensi di poco superiore a quelli di una serva.
Luigi sposò segretamente Emile, la donna più brutta tra quante frequentavano la corte e fino alla morte la amò per i suoi seni, anche se sarebbe veramente riduttivo pensare che avesse solamente questa qualità.
Tuttavia, il sovrano più noto per aver scelto amanti decisamente brutte, fu Filippo duca di Orleans, che divenne reggente di Francia nel 1715.

Filippo duca di Orleans

Filippo senza curarsi della presenza a corte delle donne più belle del mondo, per divertirsi a letto si sceglieva sempre le più brutte.
Sua madre scandalizzata, in merito ai suoi gusti sulle donne, diceva: “In questo non è affatto difficile; purché siano allegre, impertinenti e amino mangiare e bere, non si cura del loro aspetto”.
Per nulla solita usare mezzi termini, una volta disse al figlio che si serviva delle sue amanti come del vaso da notte e lo rimproverò a gran voce per la loro bruttezza.
Questi rispose che “di notte tutti i gatti sono grigi”; forse fu questa risposta a dare le parole ad un’aria di una celebre operetta.
Una cosa è certa: in fatto di sesso i gusti sono indiscutibili!

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