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BigMama la regina queer di Sanremo

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BigMama è tornata a esibirsi in questo Sanremo 2024 in gara con la sua nuova canzone “La rabbia non ti basta”. Pare sia stata vittima di body shaming da parte di un giornalista Rai contro il quale sarebbe stato aperto un provvedimento disciplinare, ma non si è lasciata travolgere, anche se tutto questo ha sempre l’aria di pubblicità creata ad arte, perché Sanremo non è bello se non è litigarello e si sa, spesso, quando manca l’arte diventa importante il resto; di certo l’artista ha portato sul palco dell’Ariston la sua sensualità e la sua femminilità, la grinta che l’ha sempre contraddistinta e un abito extra large di tulle e le unghie dipinte di nero.

BigMama è riuscita a trasformare in forza ed energia le sue debolezze, il suo aspetto fisico straordinario, con una bellezza e sensualità che vanno oltre gli stereotipi e così dovrebbe essere sempre. BigMama poi le provocazioni sa farle e tornata sulla scalinata del teatro ha fatto il gesto della vagina per rispondere alle critiche. Certo, tutto ad arte, tutto promozionale. Siamo d’accordo. Perché se lo facesse chiunque di noi come minimo ci arriverebbe una denuncia veloce come un fulmine.

Ma il look di BigMama la fa sempre risaltare oltre le polemiche, vere o finte che siano. L’artista campana, vero nome Marianna Mammone, si è affidata a Lorenzo Seghezzi genietto del fashion designer che sa come valorizzare la bellezza e il fisico di BigMama.

Lorenzo Seghezzi giovane designer milanese che ha vestito anche Måneskin, Lina Galore e il danzatore Daniele Sibilli, ha fatto della rivisitazione e riconcettualizzazione del corsetto la sua cifra stilistica: trasforma questo indumento in strumento di liberazione e, molto alla moda, tanto che più non si può, inventa un immaginario che rinuncia alle categoria del genere. Nato a Milano nel 1997, debutto ufficiale nel 2020, dopo un diploma alla NABA, sulla passerella di Alta Roma, con la collezione Rivoluzione Queer, che sarà seguita l’anno successivo da Queer Asmarina. Il suo immaginario tra la punkrocker Vivien Westwood e il geniaccio di Jean Paul Gaultier rifiuta la concezione binaria e reinventa un mondo in cui non esistono più distinzioni tra capi maschili e femminili, rinuncia così alla categorizzazione dei generi e di sicuro concentra le sue attenzioni in un capo di moda reinventato: il corsetto. Origini antichissime, sul corpo delle donne sinonimo spesso di costrizione e censura diventa per gli uomini simbolo di liberazione. Un connubio perfetto tra Lorenzo Seighezzi e Big Mama, che si basa sulla necessità di rivendicare spazi e corpi e che ha un corpo esplosivo.

E sul palco dell’Ariston il look scelto per l’occasione da Seghezzi per l’artista campana, il designer ha puntato sul rosso e sul nero trasformando BigMama in una “suora blasfema” con un lungo abito lucido e dark con cappuccio, scollo a barca e spalle nude, stringhe sulle maniche e fodera rossa. Collant rossi decorati all-over con degli slogan e simboli legati a sesso maschile e femminile e le scritte “Queer” e “Revolution”. Ai piedi maxi zeppe e tante catenelle scintillanti al collo. Cristalli a far esplodere di luce i capelli e un make-up coordinato. Alla fine dell’esibizione BigMama, è rimasta solo in body e calze e ha cominciato a tweerkare, facendo una vera celebrazione dell’amore queer. BigMama si conferma la regina anti-convenzionale e queer del Festival. Nessuno si ricorda però la sua canzone, sarà un caso?

FONTE IMMAGINE: https://lookdavip.tgcom24.it/sanremo-seconda-serata-scolli-esagerati-pance-scoperte-collant/

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