Bando Unar: ecco i fondi per le imprese e i progetti transgederAvviso Pubblico per la selezione ed il finanziamento di progetti di accompagnamento all’autoimprenditorialità o alla creazione di nuove imprese per le persone transgender“. È questo il nome del bando indetto dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) e non si tratta di una fake news. Promosso dall’Unione Europea e dal Ministero del Lavoro, finanzierà con 163mila euro i progetti volti a far crescere imprese gestite da persone transessuali.

Nella premessa del bando viene specificato che la parola ‘transgender‘ è un termine ‘ombrello’. Viene usata per descrivere le persone la cui identità di genere non è percepita come allineata al genere assegnato alla nascita. Il tutto nasce perché, nonostante gli innumerevoli passi avanti della comunità LGBT+, le persone transgender sono vittime di stigma e marginalizzazione. Questo determina una effettiva esclusione sociale e/o lavorativa. Il lavoro appunto, è un motore di inclusione sociale, soprattutto per le persone che vivono condizioni di fragilità e vulnerabilità.

Secondo degli studi, è emerso che meno del 30% delle persone transgender ha un lavoro a tempo pieno. Importanti anche i risultati della  ricerca condotta da Arcigay nel 2011 intitolata ‘Io sono Io lavoro’. Questa ha dimostrato che all’interno della comunità LGBT+, le soggettività transgender sono otto volte maggiormente sottoposte a esclusione dal mondo del lavoro. Licenziamenti ingiustificati o discriminazioni sono quindi molto diffusi è il motivo è facile. Se l’orientamento sessuale è ancora un fattore ‘mascherabile’, la transizione di genere no. Per queste ragioni, l’argomento è diventato oggetto di politiche concrete da parte dell’Unione Europea.

Come spiega l’Unar, i progetti dovranno avere “particolare riferimento alla sperimentazione di percorsi di formazione specialistici e di accompagnamento. Dovranno essere volti all’avvio di impresa e favorire l’inserimento lavorativo mediante progetti di start up d’impresa, autoimpiego e autoimprenditorialità per le persone transgender“. Ogni progetto non potrà ottenere più di 30mila euro e quindi le risorse sono sufficienti per finanziare circa 5 progetti.

La proposta del bando è nata al Tavolo di consultazione permanente convocato la prima volta nel novembre 2018 dall’allora Sottosegretario di Stato Vincenzo Spadafora. Fu proprio Spadafora a riunire circa 48 associazioni provenienti da tutta Italia per dar loro voce e ascoltare le esigenze della comunità trans. Da qui, grazie ad associazioni come ATN, Associazione Consultorio Transgenere (ACT), MIT e Libellula, e soprattutto grazie alla battaglia di chi come Regina Satariano non si è mai arresa, che si intravedono i primi risultati.

Bando Unar: ecco i fondi per le imprese e i progetti transgederRegina Satariano ha partecipato a queste sedute e ha lottato perché si desse voce alle persone trans nello specifico e non alla comunità LGBT+ in generale. Tra gli obiettivi della famosa attivista e Presidente dell’ACT c’era proprio quello di ottenere qualcosa per le persone trans e che fossero proprio loro a poter lottare per i propri diritti.

A proposito del bando, ha dichiarato che: “ Credo che sia il primo passo di un impegno che allora l’UNAR ha preso nei confronti della comunità trans. Ci tengo a specificare che è proprio per le persone trans, è specifico insomma e non riguarda la comunità LGBT+ in generale. Questo bando, se segue la direzione che deve, rappresenterà la prima volta che un organismo che si occupa di discriminazioni fa qualcosa di concreto per le realtà trans. Le associazioni impegnate in questo momento sono diverse e sono tutte trans. Ci stiamo riunite e stiamo cercando di fare fronte comune per poter dare tutte le nozioni e chiarimenti necessari per poter portare a termine questo progetto. Entro settembre verrà conclusa la prima parte del bando dopodiché speriamo che entro il 2021 si possano erogare i fondi per finanziare i primi progetti“.

Ovviamente non sono mancate le critiche e tanti i dubbi emersi sul bando e sull’organismo stesso che l’ha indetto. Speranzosi di potervi dare presto buone notizie, vi invitiamo a continuare a seguirci per restare sempre aggiornati!

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