Autunno - Storia Erotica de Il Piccole Magazine Storie erotiche

Autunno

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Non sono mai stato una buona forchetta e non amo particolarmente i luoghi affollati. Per questo, quando Marco mi propose di andare ad una sagra in un paese a pochi chilometri da casa mia, non feci certo i salti di gioia. Mi assicurai però che ci fossero castagne e musica dal vivo, le mie cose preferite. Sapendo la passione del mio amico per queste feste di paese, però, decisi di assecondarlo.  E così, una nebbiosa domenica mattina, partimmo alla volta del piccolo festival culinario.

Nonostante ci fossimo persi per le numerose stradine di campagna, giungemmo al paese troppo presto per pranzare. Non potevo nemmeno lontanamente immaginare che la giornata, di lì a poco, avrebbe preso una piega del tutto inaspettata.

Decidemmo di ingannare il tempo bevendo qualche birra nell’unico chiosco già aperto. Dovetti ammettere che la qualità delle bevande era eccezionale. Specialmente della doppio malto alla castagna che, con la sua gradazione importante e il suo gusto dolce, mi fece effetto quasi subito.

Seduti sulle panchette di legno al limitare del bosco, notammo al tavolo vicino due belle ragazze. Erano all’incirca della nostra età, e, come noi, avevano già scolato diverse birre nell’attesa di pranzo. Una di loro, con un vistoso ed intrigante lip gloss sulle labbra, catturò il mio interesse. Aveva delle trecce nere, scurissime, e un fisico niente male, gambe lunghe e décolleté pronunciato.
All’improvviso Marco si alzò, mi diede una pacca sulle spalle e mi invitò a seguirlo.

Dopo un attimo di imbarazzo estremo da parte mia, mi rilassai e mi godetti la compagnia di Sara, una biondina tutto pepe, e Martina, la bruna che avevo adocchiato all’inizio.
Era ancora prestissimo, allora Sara propose un giretto nel boschetto, dove un sentiero ben segnato pareva invitarci ad una bella camminata. Non avendo di meglio da fare, rinfrancati dalle birre, accettammo. Mai scelta fu più azzeccata: la svolta alla giornata era vicinissima.

Dopo qualche minuto di passeggiata, notammo un rudere abbandonato, che Martina volle esplorare. Nella penombra della piccola casa iniziammo a spaventare, per gioco, le ragazze che, per contro si aggrapparono a noi con sempre maggiore insistenza. Fino a quando non presi coraggio e baciai con passione la bella moretta, che non si lasciò pregare e mi infilò la lingua in bocca con decisione. Sara seguì a ruota la sua amica e si avventò su Marco, che allungo immediatamente le mani sulla tonde natiche di lei, provocandole un debole gemito di sorpresa mista a piacere.

Sembrava che le due facessero a gara e che noi fossimo i loro inconsapevoli oggetti della disputa. Martina allora mi tastò il cavallo dei pantaloni, mentre Sara passò direttamente a infilare le mani nei boxer del mio amico, sfoderandogli il membro. A quel punto, all’unisono, si abbassarono e iniziarono a leccarci, con Marco che mi guardava sbigottito.

Mentre Martina continuava a lavorarmi con la bocca, Sara cercò qualcosa nella borsa.  Dopo poco, tirò fuori un piccolo vibratore, fresco di sexy shop, con il quale iniziò a giocare, mentre non smetteva di toccare il mio compagno di avventura. A quella vista, fui preso da una voglia irrefrenabile: facendola alzare, attirai la bocca di Martina alla mia e la baciai a lungo. Intanto iniziai a tastarla sotto la sua lingerie sexy, trovando, con mia somma sorpresa, la sua verga. Mi accertai di non essermi sbagliato, e le mie sensazioni ebbero conferma: la ragazza era una trans. Il corpo estremamente femminile, certo, ma dotata di un bastone davvero imponente.

Marco si accorse della situazione e del mio stupore ma, contrariamente a quanto mi aspettavo, con un’alzata di spalle sembrò volermi dire che, dato che eravamo in ballo, tanto valeva andare fino in fondo! Il suo sguardo mi infuse una grande sicurezza e decisi di assecondare il mio istinto, prendendo in mano quell’enorme attrezzo di carne e cominciando a lavorarmelo. Il tutto con Martina che faceva lo stesso con il mio.

Sara, nel frattempo, si era messa contro il muro del rudere e, inarcando la schiena e sporgendo il sedere, invitò il mio amico a prenderla. Cosa che Marco fece senza farsi pregare. Mentre i due iniziarono a farlo furiosamente, la bellissima trans sembrava gradire molto le mie attenzioni. Prese una boccetta di lubrificante e ne mise un goccio su un plug anale che aveva estratto dalla borsetta, per poi infilarselo nel delizioso ano, pronto a riceverlo.

Era tempo, però, di passare al piatto forte. Voltai bruscamente Martina, le tolsi il suo piccolo giocattolo dal sedere e ci misi il mio. Era sul punto di scoppiare dal piacere. Tenendola per le nere trecce con una mano mentre con l’altra le esploravo i grossi seni, presi a penetrarla con veemenza proprio di fianco al mio amico.

Il fatto di trovarci all’aperto e di rischiare di venire scoperti in qualsiasi momento, dava quel tocco di trasgressione in più che mandava tutti e quattro in estasi. Nessuno di noi riusciva a trattenere i gemiti di piacere. Ci sfuggivano dalle labbra e si perdevano tra gli odori decisi del bosco in autunno.

Stavamo quasi per raggiungere l’apice del godimento, ma Marco aveva in mente un modo tutto speciale per concludere il tutto. Staccatosi da Sara che, esausta e soddisfatta, era curiosa di vedere le sue intenzioni, si avvicinò a noi e condusse la testa di Martina verso la sua verga.

La trans capì perfettamente cosa voleva e si cacciò ciò che Marco aveva da offrire in gola. Il tutto con il sottoscritto che non smise nemmeno un istante di penetrarla e che non si risparmiò nemmeno con le mani. Queste infatti continuarono a lavorare il membro di Martina fino a farla venire copiosamente nello stesso istante in cui lo fece anche il mio amico. Alla vista delle labbra di lei coperte del caldo miele di Marco non riuscii più a trattenermi e le riversai dentro tutto il frutto del mio godimento.

Chi ci vide rientrare alla sagra, deve aver pensato che fossimo di ritorno da una rinfrancante passeggiata nella natura, vista la nostra aria rilassata e serena. Se avessero sospettato il vero motivo del nostro buonumore, ci avrebbero di certo guardato con occhi diversi…
A quel punto gli stand erano tutti aperti e la fame iniziò a farsi sentire, il che mi permise di gustarmi tutto ciò che la manifestazione proponeva. Dopo tutto, era stata proprio una buona idea quella di Marco! Forse dovrei cercare di farmi trascinare più spesso nelle sue avventure e sorprese…chissà se c’è un’altra sagra nei paraggi in questo periodo!

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