Miss Trans Italia 2018

Comunicato stampa: Miss Trans Italia rinviato al 2019

Miss Trans Italia 2018

L’edizione annuale del popolare concorso nazionale Miss Trans Italia 2018, che vede brillare la bellezza transgender nazionale e sudamericana è stato rinviato. Ne parla l’organizzatrice stessa Regina Satariano.

il Miss Trans Italia 2018 è stato rinviato al 2018 causa motivi logistici

L’edizione 2018 del popolare concorso dedicato alla bellezza transgender “Miss Trans Italia” è stata posticipata, causa motivi logistici.

Regina Satariano, Presidente del Consultorio Transgenere di Torre del Lago Puccini e organizzatrice del concorso nazionale, ha così dichiarato, in esclusiva per Piccole Magazine: “la manifestazione è stata rinviata a causa della difficoltà logistica che abbiamo riscontrato nel trovare alloggio alle 40 ragazze iscritte al concorso. E’ stata una stagione estiva molto piena rispetto agli anni precedenti. Il bel tempo che si è protratto fino a settembre inoltrato, ha reso tutti gli alberghi sold-out. Da qui, dunque, la decisione di rinviare la kermesse. Inoltre, si sono accavallati altri impegni che non ci hanno consentito di farlo nell’immediatezza della data prevista”.

E ancora: “dopo un’attenta riflessione, organizzazione e sponsor hanno deciso di unire le energie e spostare l’evento direttamente a fine estate 2019. Questo anche per da dare a tutte coloro che non hanno potuto partecipare quest’anno di farlo il prossimo. Ci tengo a precisare che abbiamo comunque avvisato per tempo tutte le ragazze che si erano prenotate, così come i fans che avevano già fermato alberghi per il fine settimana, dando modo di disdire senza costi di addebito“.

A proposito delle partecipanti in gara il prossimo anno, Regina Satariano conclude annunciando che ci sarà una gradita novità: “per l’edizione 2019, non ci saranno concorsi regionali. Daremo la possibilità alle organizzatrici regionali di portare le loro iscritte direttamente sul palco del nazionale e presentarle loro stesse direttamente. Questo garantirà ulteriore visibilità a tutte e renderà la manifestazione ancora più spettacolare. Infine, riguardo al luogo scelto per la prossima edizione, si sta già lavorando per avere una location degna, estiva e con nomi d’eccezione come ospiti“. Appuntamento dunque al 2019!

Miss Trans Italia 2018


Intervista Speciale a Nicole Vip Venturiny

Speciale Nicole Vip Venturiny

Conoscere Nicole Vip Venturiny è stata una rivelazione: è una bellissima escort transgender bionda, di rara sensibilità, estremamente intelligente e simpatica. Inizialmente, volevamo parlare con lei della sua vita professionale, ma l’intervista ha preso una piega inaspettata. Nicole Vip Venturiny ha infatti una storia di vita molto toccante: non ve la sveleremo tutta in questa intervista però, perchè ha in serbo progetti importanti e vuole mantenere, per ora, la riservatezza su alcuni aspetti.
Oggi, potete leggere una prima parte del racconto della sua vita, dalla sua nascita fino ai 16 anni.

Intervista Speciale a Nicole Vip Venturiny
Ciao Nicole, innanzitutto, piacere di conoscerti. Ti va di presentarti ai nostri lettori?
Ciao a tutti, piacere mio e grazie per questo spazio. Mi chiamo Nicole Vip Venturiny, vengo dal Brasile, dalla capitale Brasilia. Sono per metà di origini italiane in quanto i miei bisnonni sono emigrati dalla Sicilia in Brasile durante la prima guerra mondiale. Ho vissuto gran parte della mia infanzia nella regione di San Domingo Do Norda.

Che ricordi hai della tua infanzia?
Non sapevo dell’esistenza di parenti da parte di mio padre. Pur venendo da una famiglia ricca, mio padre da giovane è andato via di casa e ci ha fatto crescere in estrema povertà. Lui non voleva contatti con la famiglia d’origine. Comunque, ho avuto un’infanzia felice, almeno fino ai 13 anni. Ero un bambino molto estroverso e benvoluto da tutti, facevo amicizia facilmente con chiunque, ho sempre saputo conquistare le persone. Già a 8 anni riuscivo a mantenermi da solo, consegnavo i giornali, pulivo le scarpe, vendevo i gelati in paese, guadagnavo tre volte quello che guadagnava papà al mese. Piacevo molto alle persone perchè ero sempre dolce, educato e premuroso.

Hai detto che fino ai 13 anni eri felice, poi cosa è successo?
Purtroppo mia mamma è morta di parto, io sono la settima di 14 figli. Fino a che lei era in vita, mi proteggeva, accettandomi per come ero, con la mia disforia di genere. Quando è morta, dopo solo due mesi sono stata cacciata via di casa perchè mio padre non mi accettava.

Mi dispiace molto. Deve essere stata durissima per te.
Si, molto. Mio padre, che adesso è morto, non dimostrava mai il suo affetto. Ricordo che ogni stagione ci spostavamo di città in città a lavorare nelle piantagioni…era un lavoro molto usurante.

Intervista Speciale a Nicole Vip Venturiny
Sei stata cacciata di casa in una età molto delicata.
Si, a 13 anni ero in pieno passaggio tra infanzia ed adolescenza e avevo bisogno del sostegno e della guida di una madre. Oltretutto, fin da piccolo, sapevo di non essere come gli altri bambini e nell’età dello sviluppo ho capito chi volevo essere davvero. E’ stato difficile andare avanti, ma ce l’ho fatta.

Cosa hai fatto, una volta lasciata la tua famiglia?
Sono andata a vivere da mia zia, contro la volontà degli altri miei zii. Tre mesi dopo era venuta a vivere con noi mia sorella, io ho continuato a studiare e nel frattempo accudivo mio fratellino di tre mesi e mio cugino di sette anni. Poi, un anno dopo, mia sorella si è sposata e ho iniziato a fare la donna delle pulizie.

E da allora hai iniziato a essere indipendente.
Si, a 16 anni, lavorando per le famiglie benestanti, ho aperto il primo conto in banca, ed è iniziato il mio percorso di transizione. Ho iniziato a vestirmi come donna e sono diventata transessuale.
Negli anni successivi, sono riuscita a diplomarmi come vetrinista e decoratrice d’interni e avevo aperto un negozio da parrucchiera e boutique d’abbigliamento, che però è durato solo un anno. Avevo deciso di “buttarmi” in politica ma non è andata bene, ho perso molti soldi. Così, qualche anno fa, ho deciso di venire in Italia per rifarmi una vita.

E dimmi, in Italia come ti trovi?
Io adoro l’Italia, ho ritrovato le mie origini ed ora non me ne andrei via per nulla al mondo. Pensa che da quando sono qui non sono più tornata in Brasile e sono riuscita ad aiutare per anni anche la mia famiglia mandando soldi e ora vivono tutti bene. I primi tempi sono stati pesanti ma ora sono contenta.

La prima parte dell’intervista a Nicole Vip Venturiny si conclude qui, agli anni dell’adolescenza. Prossimamente, pubblicheremo il racconto del resto della sua movimentata vita. Continuate a seguirci!

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Intervista a Gold Queen

Intervista a Gold Queen: "dedico i miei successi a mia mamma!"

Manca davvero poco al tanto atteso Ciao DragQueen – selezione Campania! La prima serata si svolgerà Sabato 20 Ottobre dalle ore 22 presso il ristorante Capaco di Frattamaggiore. A presentarlo, insieme a Sissy Daimond, ci sarà la favolosa drag napoletana Gold Queen. Vincitrice del concorso “The Oscars of Drag Queen Puglia“, quest’anno tra l’altro dovrà cederne il titolo. L’abbiamo raggiunta telefonicamente per un’intervista.


Buongiorno, raccontaci un po’ di te, siamo curiosi!
Sono Ivan Pasquariello, in arte Gold Queen e vengo da Napoli. Sono del segno Leone e come ogni Leone sono un po’ vanitoso e amante della vita: sono uno stilista e amo fare tutto ciò che è creativo.

Quando è nato il personaggio di Gold Queen?
Gold Queen è nata due anni fa, invogliato da alcune persone che già facevano le drag queen. All’inizio non amavo questo mondo e le giudicavo anche male, per via di quelle che, a parere mio, lo facevano con superficialità. Poi, andando in vacanza in Spagna a Torremolinos, vidi delle drag bravissime anche se non bellissime e magre, ma che portavano in scena il vero teatro e comicità con tale bravura che mi sono convinto. Così ho iniziato a fare delle serate, partendo dalla pizzeria di famiglia.

Quindi si può dire che il vero amore per questa Arte è scattata nel tempo?
La passione e l’amore per questo mondo drag mi è scattato nel momento in cui mi sono esibita per la prima volta. Li ho capito che quest’arte mi appartiene!

Chi sono i tuoi artisti preferiti?
Non ne ho uno in specifico, ma amo le grandi artiste come Withney Houston, Aretha Franklin, Mina, Christina Aguilera, Beyoncè. Diciamo che amo coloro che sanno fare spettacolo e fanno la storia della musica! Da piccolo amavo le Spice Girls (sorride).

E c’è oggi qualche personaggio di riferimento a cui ti ispiri?
Sinceramente non mi ispiro a nessuno. Io porto in scena me stesso e cerco di trasmettere ciò che ho dentro e di lanciare sempre messaggi sociali nelle mie esibizioni. Pensa, ho anche creato un monologo scritto da me a favore dell’uguaglianza e contro la discriminazione e il bullismo. Gold Queen rappresenta se stessa e i propri valori.

Un’iniziativa davvero lodevole. Cosa si può fare per combattere l’omofobia e la paura del “diverso” oggi?
Credo che l’omofobia è difficile da combattere perchè l’omosessualità è sempre esistita, esiste ed esisterà sempre. Purtroppo, c’è chi ci ama e c’è chi non ci accetta perchè hanno dei muri che noi non possiamo abbattere; ovvero: ci proviamo ma con tentativi invani. In Italia si spera in un’apertura maggiore. L’unica cosa che possiamo fare è non aver paura di dichiararci e accettare prima noi stessi, vivere la vita senza pensare di piacere agli altri e amare chi si vuole senza un se e senza un ma. Se ogni essere umano aprisse il cuore al prossimo il mondo sarebbe un posto migliore per tutti! La vita è una sola, quindi meglio viverla come meglio si crede perchè nessuno ci restituisce la felicità persa!

Che cosa significa essere una drag per te?
Per me essere drag è Arte, teatro, emozione. Per me la drag è quella che, dopo che fa emozionare la gente che ti guarda, deve saper immedesimarsi in un pezzo e a proprio piacimento deve raccontartela e fartela rivivere! La drag queen non è bellezza esteriore ma bellezza interiore e bravura nel saper calcare un palco anche da sola, senza ballerini che ti fanno da contorno!

Intervista a Gold Queen
Sabato 20 si terrà la prima serata di Ciao Drag Queen Campania, di cui sei presentatrice insieme a Sissy Daimond, sei elettrizzata?
Non ti nego che sono emozionata e ringrazio le madrine che hanno creato questo nuovo format, Gina Lellafrigida, Max cestaro Extremis e Princess Queen che hanno dato questa opportunità a me e Sissy! Sto portando avanti questo progetto come se fosse una mia creatura, so cosa vuol dire creare un concorso perche ne ho creato uno anche io (nb: Top Queen International) e so quanto amore c’è dietro a un progetto sul quale riponi tutte le speranze e aspettative!

Cosa dobbiamo aspettarci da questa prima, attesissima sfida? Come si svolgerà?
Aspettatevi il delirio perchè noi napoletane siamo “pazze” e molto solari: come si dice a Napoli “tenimm o’ pepe”, abbiamo il pepe! (ride). Si sfideranno due squadre, una anni 80 e una anni 2000, per aggiudicarsi quanti più punti possibili. Auguro ad ognuna di loro un in bocca a lupo: sono le mie cucciole e le amo!

Certamente sarà un successo. Ora, torniamo al tuo lavoro di performer drag queen, ti va di parlarci degli spettacoli che fai?
Io mi definisco una drag “classic-modern”, riporto uno stile classico in chiave moderna con coreografie ed effetti speciali che danno quel pizzico di “wow” in più! Amo i pezzi da interpretare, amo emozionare e amo cercare di trasmettere ciò che ho dentro anche al pubblico! Per me la gratificazione più bella è quando, dopo che ti sei esibita, ci sono persone che si avvicinano, ti abbracciano e ti guardano negli occhi dicendo’” brava, si vede dagli occhi che sei una persona con valori, mi hai emozionato!”.
Ecco, in quel momento sento di essere riuscita nel mio intento e non c’è nulla che possa eguagliare quel momento di stare al settimo cielo! La gente apprezza più le cose semplici e vere, non artefatte. La gente di Napoli ama i valori, il teatro ed io cerco di accontentarli con umiltà, il mio punto di forza!

E per questo che sei amatissima dal pubblico.
Il mio segreto è essere me stessa: spontanea, a volte odiata. Però non nego che mi amano tutti perchè sono umile e altruista, pronta ad aiutare e consigliare tutti, sono la prima che a volte chiede consigli e il pubblico mi ama perchè dice che riesco ad arrivare al cuore emozionando. Per me me non c’è gioia più grande!

Intervista a Gold Queen
Gold Queen, hai qualche sogno nel cassetto da realizzare ancora?
Non ho sogni nel cassetto, dedico ogni mio successo a mia mamma che non ho più da quasi due anni: lei mi appoggiava in pieno, ero all’inizio e lei era fiera di me, mi auguro che da lassù mi segua e che sia orgogliosa di me. Ogni mio successo lo dedico a lei perchè i successi, se non posso condividerli con lei non mi servono a granché, ma gratificano l’impegno che impiego nelle cose che faccio.

E siamo certi che hai in serbo per il tuo pubblico tanti meravigliosi progetti.
(ride) Beh, i miei progetti sono quelli di cercare di diventare un personaggio pubblico e far crescere il mio concorso Top Queen International che va in onda anche in tv in una rete locale campana, Italia Mia. Quest’anno diventa nazionale e spero che da li, come mi è capitato con “Ciao Drag Queen“, di poter un giorno collaborare in nuovi progetti per drag e non…qualcosa già bolle in pentola…ma shhhhh top secret , incrociamo le dita! (sorride)

Infine, vuoi aggiungere qualcosa, un tuo pensiero libero?
Si, voglio porre un pensiero per tutte le drag, c’è molta rivalità, e chi vive l’essere drag come se esistesse solo questo per loro. Ricordate che dietro le parrucche e tacchi siamo umani, non siamo in un’arena, abbassate le sciabole e spade e siate più solidali perchè ognuna di noi ha qualcosa da insegnare a qualcun altro, dalla drag emergente a quella veterana che è rimasta standard. Apritevi a nuove collaborazioni e aiutate le nuove leve, non tagliate i passi perche la ruota gira e prima o poi usciremo di scena tutte diventando delle meteore! Baci dorati dalla vostra Gold Queen.

Grazie a Gold Queen per questa bellissima intervista e a presto. Vi ricordiamo che “Ciao Drag Queen Campania” sarà trasmesso in diretta streaming da Piccole Magazine Tv.


Bambola Giulia

E' arrivata Giulia, la bambola realistica in silicone!

bambola Giulia

è arrivata nel secy shop boutique i trasgressivi la bambola giulia. In silicone realistica sembra davvero vera perchè si scalda e vibra

spicy shopping

vieni a conoscere la bambola giulia

Avete sempre desiderato possedere una bambola realistica a grandezza naturale? Oggi il vostro sogno è diventato realtà!

Il sexy shop Boutique “I Trasgressivi” sono entusiasti di presentare in esclusiva al pubblico, la nuova, bellissima bambola in silicone realistica, dotata di riscaldamento e vibrazione, l’ultima novità sul mercato dei sex toys: Giulia!
E’ un oggetto lussuoso e accattivante, con livelli di dettagli e qualità altissimi. La caratteristica che la rende unica e la differenzia dalle “vecchie” sex doll è che è riscaldata per simulare la temperatura corporea ed dotata di vibrazione.
E’ infatti realizzata in elastomero termoplastico, un materiale resinoso incredibilmente simile alla pelle umana, che vi conquisterà subito al tatto.
Giulia è una vera bomba sexy! E’ una real sex doll creata apposta per appagare tutte le vostre fantasie. Alta 1.58 e dotata di una quarta di seno, pelle candida, dolci occhi marroni e lunghi capelli biondi. Ha un aspetto incredibilmente realistico, un viso d’angelo e curve mozzafiato.

I più esigenti del look saranno soddisfatti: è rifinita nei minimi particolari, ha una curatissima “french manicure” sia nelle mani sia nei piedi. E’ possibile accessoriarla anche con degli orecchini e gioielli vari, per un effetto ancora più realistico ed elegante. Inoltre, il suo corpo è morbido e flessibile, rendendola una bambola davvero molto maneggevole e leggera che vi darà la massima libertà di provare ciò che non avete mai osato prima, per un piacere senza limiti.

Igienizzarla dopo l’uso è semplicissimo, è venduta insieme ad un apposito kit e basterà lavarla anche con acqua e detergente neutro. La stupenda Giulia è pronta per essere la vostra compagna, ovunque andrete e in omaggio riceverete il vestito, le scarpe e la collana per abbigliarla e poi…spogliarla.

Non esitate, Giulia vi sta aspettando!


ONIG: intervista ai maggiori esponenti del Congresso Internazionale

Congresso Internazionale ONIG

Il 19 e 20 ottobre prossimo si terrà il Congresso Internazionale sul tema: “La popolazione transgender e gender nonconforming”, presso il Complesso dei SS. Marcellino e Festo dell’Università degli studi di Napoli Federico II. L’iniziativa è destinata soprattutto a ricercatori ed operatori che lavorano nei differenti campi che riguardano la popolazione transgender e gender nonconforming. Ma è aperta al più vasto pubblico degli interessati, mediante l’iscrizione gratuita ad apposito link.

Il Congresso Internazionale è organizzato dall’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere (ONIG) in collaborazione con l’Osservatorio Universitario sulle Differenze, il Centro di Ateneo SInAPSi ed il Dipartimento di Neuroscienze e Scienze Riproduttive ed Odontostomatologiche dell’Università di Napoli Federico II. Vedrà inoltre la presenza di esperti dalla decennale esperienza sui temi trattati come Mariela Castro, Jack Drescher, Alain Giami, Thomas D. Steensma e Giancarlo Spizzirri.
Al Congresso si affronteranno le ricerche più attuali sui differenti contesti dell’intervento rivolti alla popolazione transgender e gender nonconforming. Si adotterà un’ottica integrata tra discipline differenti quali la psicologia clinica, la medicina, la sociologia e la giurisprudenza.

L’iniziativa si avvale del patrocinio e col sostegno morale dell’Istituto Superiore di Sanità, del Comune di Napoli, della scuola di Medicina e Chirurgia, del collegio dei professori e dei ricercatori di Psicologia Clinica, dell’Ordine Psicologi della Campania e di altri rilevanti enti ed istituzioni.
Abbiamo raggiunto telefonicamente la vicepresidente dell’organizzazione, Regina Satariano ed il Prof. Paolo Valerio, ordinario di Psicologia clinica presso l’Università Federico II di Napoli.

Regina Satariano per ONIG
Buongiorno, in relazione ai due interventi programmati, il primo riguarda un tuo intervento alla Tavola Rotonda sul “Contesto Famiglia”ed il secondo alla Tavola Rotonda sul “Contesto Assistenza Sanitaria”, puoi anticiparci qualcosa ?
REGINA: “Riguardo il primo contesto, negli ultimi 3-4 anni, abbiamo visto che la famiglia sta comprendendo sempre di più i disagi che riguardano i figli. La loro età è sui 17-18 anni. Molti genitori ora si rivolgono a noi chiedendoci cosa fare e noi li aiutiamo in questo percorso di supporto ai figli transessuali. Ovviamente, bisogna aspettare i 18 anni per la parte ormonale. Intanto però noi li affianchiamo già con un sostegno psicologico, per non lasciarli allo sbando.

Comunque, una famiglia che si avvicina al Consultorio già denota maturità, comprensione ed amore. Posso dire che questo è grazie anche all’ottimo lavoro svolto da MIT ed ONIG, che sono riusciti a sensibilizzare i genitori. A differenza di anni fa che magari erano emarginati. Per dire, io al Consultorio ho 8 minorenni, che frequentano con il consenso dei genitori”.

Invece, per quanto riguarda il contesto assistenza sanitaria, cosa puoi anticiparci ?
REGINA: “Posso anticipare che abbiamo finalmente avuto il riconoscimento da parte dell’ISS (Istituto Sanitario Superiore) che gli ormoni fanno parte integrante del benessere del cittadino che ne chiede l’uso. In questo caso le persone transessuali, per cui per la prima volta è stato preso in carico con seria considerazione quello che poi è uno dei fattori più importanti per la fase iniziale di una persona trans (MtoF o FtoM). In particolare, noi abbiamo chiesto che venga fatta una formazione, da parte di ONIG ed altri enti simili, sul transessualismo ai medici di base. Perché spesso parte tutto da lì: il medico è la prima figura a cui ci si rivolge per “disturbi”. Se però il medico di base non è formato manda i ragazzini dallo psichiatra o dà consigli errati. Serve competenza a livello nazionale”.


Buonasera Professore, ci può dare una traccia sulla “Lectio Magistralis” che terrà in apertura del Congresso sulla popolazione trasgender e nonconforming ?
Prof. PAOLO VALERIO: “questo tema sta crescendo in modo esponenziale ed è molto sentito da innumerevoli realtà non solo ospedaliere. Io affronterò più contesti rispetto a quello che è l’essere transgender, un termine, oggi, un pò “ombrello”. Farò una riflessione, insieme al pubblico, sui generi non conformi, sulle tipologie per me più “interessanti”, anche dal punto di vista patologicizzante, a partire dai tratti somatici che si vogliono rendere giusti rispetto al genere che si sente di appartenenza, tramite operazione chirurgica; una situazione drammatica per chi la vive”.

Riguardo alla Tavola Rotonda sui “Progetti innovativi di ricerca intervento”, di cui sarà a capo, ci può dare le linee guida ?
Prof. PAOLO VALERIO: “ci sarà una Tavola Rotonda sui progetti innovativi di ricerca in apertura della seconda giornata dei lavori, in cui sarà Discussant Jiska Ristori. In quel momento vorremo dare spazio anche ai giovani.
Ci confronteremo adottando un’ottica integrata tra discipline differenti quali la psicologia clinica, la sociologia, la medicina e la giurisprudenza.

In conclusione, vorrei precisare che questa Tavola Rotonda sarò una sorta di “COMUNE CULTURALE”, dove gli autentici protagonisti, e non semplicemente gli esperti addetti ai lavori, si confronteranno”.

Bene, grazie a Regina Satariano ed al Prof. Paolo Valerio per le loro preziose anticipazioni, che rendono la partecipazione al Congresso ONIG un autentico “piatto ghiotto” di cultura e libertà !


Intervista a Lady Maria Italia

Lady Maria Italia, Mistress a Faenza: "sono in continua evoluzione"

Conoscere Lady Maria Italia, Padrona italiana faentina, una bella donna fine ed elegante, è un’esperienza che apre la mente. In lei è racchiuso lo spirito romagnolo e la focosità salernitana. Questi infatti sono i due paesi che le hanno dato origine: è sensuale e creativa, la trasgressione della trasgressione stessa. Ama giocare solo con schiavi convinti del proprio ruolo per situazioni particolari senza limiti. Conosciamola meglio.

Intervista a Lady Maria Italia
Lady Maria Italia. Ci racconti un po’ di Lei.
Sono una Mistress, una Padrona italiana ed esercito con il mio studio attrezzato a Faenza, dotato di ampio giardino per dog slave. Sono faentina, con madre salernitana ma mio padre è romagnolo. Sono una mistress dichiarata, sia alla mia famiglia di origine e a quella che mi sono fatta negli anni: entrambe sanno del mio lavoro.

Una scelta coraggiosa, quella di esporsi pubblicamente con un lavoro che viene dai più giudicato male.
Io giro a testa alta perchè secondo me il mio lavoro è un’Arte. E’ un lavoro come un altro che non si differenzia da quello di un urologo, un medico o un sessuologo o qualsiasi genere di lavoro che ha a che fare con un’attività sociale.
La mia professione mi piace tantissimo.

Quali sono le caratteristiche fondamentali di una Mistress?
Secondo me deve avere un’apertura mentale e accettare se stessa. Se non si accetta e fa tutto di nascosto, vergognandosi lei per prima di quello che fa, c’è qualcosa che non funziona.
Mistress devi farlo con la testa: puoi farlo anche con i bigodini e il grembiule da cucina ma è vero che l’eleganza è alla base, ovviamente, in questo lavoro.

Lady Maria Italia, Lei, la “vocazione” per questo ruolo quando l’ha sentita?
Mistress lo sei dentro. La vocazione a livello professionale direi che è partita 6 anni fa. Che ho lo studio sono 4, che ho cose particolari in testa da sempre, potrei dire da quando ho 3 anni, ovvero da quando ci si ricorda la memoria.

Ha avuto una formazione particolare magari all’estero o è autodidatta?
No, sono autodidatta perchè come dico: “tu, schiavo, hai imparato da qualche parte a farlo?”: la risposta è no.
Io, Mistress, non ho bisogno d’imparare da nessuna parte: se ce l’hai “dentro” entri in empatia con la persona che hai di fronte e di conseguenza riesci a capire cosa vuole.

Ogni persona è differente: le pratiche possono essere le stesse per 10 persone, ma sono 10 persone diverse.

Cosa Le piace di più in ciò che fa?
Mi creano adrenalina situazioni in esterno “on the road”. Mi piace molto la femminilizzazione (ho un vasto assortimento di abbigliamento in latex ed in pelle) e il fisting, pratiche dove porto l’uomo a tirare fuori un’altra parte di se, in cui si fa dominare dalla donna. Perchè, secondo me, quando nasciamo, e questa è scienza, non è una mia teoria, noi prima delle 12 settimane siamo entrambe le cose, quindi nell’arco della nostra vita possono emergere entrambe le personalità, quella maschile e quella femminile, sia l’uomo sia la donna.

Quindi, da questo potrebbe scaturire il bisogno della Mistress?
Si, forse per questo ci sono persone che hanno bisogno della dominazione, ma anche qui ci possono essere mille motivi diversi: c’è chi durante il giorno magari fa un lavoro dove deve sempre comandare quindi, con l’umiliazione, entra di nuovo in equilibrio con se stesso. Non puoi sempre stare al comando perchè a un certo punto il cervello non ce la fa più e cerca la parte opposta, per rientrare in assetto con se stesso.

Esistono, per Lei, limiti nel rapporto con gli schiavi?
Si può rimanere in un rapporto che può anche essere amichevole, lo schiavo può essere fondamentalmente innamorato della propria Padrona ma, finita la sessione, deve esserci un rapporto lucido: io ho la mia vita e tu la tua.


Mi sta dicendo che è un lavoro che richiede una certa cognizione di causa.
Certo, per via del fatto che si ha a che fare con la sensibilità delle persone e le loro fantasie sessuali, perversioni e compulsività, come io stessa ho. Facendo il mio lavoro, ho io per prima fantasie non tradizionali ed estreme!
E nel momento in cui ti accetti completamente, di conseguenza puoi essere una vera guida per altri in questo settore, dove si esplora la propria sessualità e dove nessuno deve vergognarsi di ciò che fa, perché siamo tutti adulti e quindi liberi di interagire fra noi come più ci piace!

C’è qualcosa pratica che esclude a priori, con gli schiavi?
Nel mio mondo è esclusa la sessualità tradizionale, quindi sesso e rapporti orali con la Padrona: si va a giocare col cervello e si gioca liberamente ma non con penetrazione! Si tira fuori dell’altro, visto che nessuno è più adolescente (sorride).

A proposito dei suoi schiavi, l’età media di chi cerca questo tipo di esperienze, quale è?
Ho anche ragazzi molto giovani (19/25 anni) ma è dai 40 anni in su che, senza dubbio, è l’età più esposta a certi bisogni di evadere e di “azzerrare” il cervello. In questo mondo, alcuni lo utilizzano come stacco mentale dalla realtà e dalla quotidianità, per ripartire in una routine che forse ammazza l’essere umano!

Ora, una domanda un po’ più “leggera”. Che attrezzi Le piace usare?
Mi piace usare il tavolo di contenzione, il lettino ginecologico, la gabbia di segregazione, la croce, anche lo strapon. Sicuramente, mi piace interagire molto con le mie mani, le mie unghie, il mio corpo come struttura per impartire del dolore.

Come si vede da qui a qualche anno?
Io non mi “vedo”, cioè lascio fare, ma non agli eventi: mi lascio trasportare dalla mia corrente. Dicono, a livello psicologico, che quando tu vedi la tua vita, non stai vivendo perchè stai vedendo qualcosa di standardizzato. Quando non la vedi, sei nel tuo flusso energetico. Sicuramente, continuerò a fare questo, perchè mi piace, mi vedo in continua evoluzione.

Lady Maria Italia, vuole aggiungere qualcosa a conclusione?
Vorrei continuare ad evolvermi, questo è il mio obiettivo, sperando di avere sempre degli schiavi al mio cospetto che mi portino all’evoluzione perchè comunque è un dare e un avere.

Grazie Lady Maria Italia per il tempo che ci ha dedicato e a presto.

Intervista a Lady Maria Italia


Virgin annuncia il "Pride Flight", il primo volo LGBT

L’azienda Virgin è pronta ad aggiungere una sana dose di sfarzo al suo marchio di fabbrica. Questo con il lancio del primo “Pride Flight” del Regno Unito che volerà tra Londra e New York City.
Il volo sarà ospitato da Tituss Burgess, attore musicale di Broadway e star dello show Netflix “Unbreakable Kimmy Schmidt”. Sarà ricco di ospiti speciali e spettacoli dal vivo, per renderlo memorabile.
Equipaggiato interamente da piloti LGBT + e personale di bordo, il volo sarà una vera celebrazione della cultura queer a 38.000 piedi sopra l’Atlantico. L’intrattenimento a bordo sarà super curato e non mancheranno gli ospiti speciali. Tra questi DJ di bordo, Drag-Queen Bingo e Judy Garland in singalong.

In collaborazione con NYC & Company e l’Alliance for Downtown New York, il volo è progettato per celebrare il World Pride 2019. Per la prima volta infatti questo evento si terrà negli Stati Uniti! Più precisamente a New York City nel giugno del 2019. Questo anche per commemorare il 50 ° anniversario dell’insurrezione di Stonewall di New York, ampiamente considerato come un momento cruciale nella storia della LGBTQ.

Il World Pride è organizzato a livello internazionale per celebrare l’orgoglio per quei paesi in cui l’attività omosessuale è ancora illegale o repressa. Tituss Burgess, ospite del Pride Flight, ha commentato: “In un momento in cui vediamo i diritti dei gruppi di minoranza minacciati, è più importante che mai alzarsi in piedi e far sentire le nostre voci”.
E ancora: “la comunità LGBT ha fatto passi da gigante negli ultimi 50 anni. Sono così orgoglioso di collaborare con Virgin Holidays e Virgin Atlantic per celebrare questa occasione in grande stile. E per celebrare le conquiste conquistate da coloro che ci hanno preceduto.”

Mark Anderson, Global LGBT Lead di Virgin Group e Executive Vice President di Virgin Atlantic ha aggiunto: “non siamo il tipo di azienda che segna un’occasione come questa senza entusiasmo. Faremo tutto il possibile per garantire che il volo Pride venga consegnato con una grande porzione di stile Virgin”. E ha proseguito: “prendiamo sul serio i nostri impegni per la diversità e l’inclusione. Ma potete stare tranquilli che ci divertiremo molto lungo la strada. Sarà un’esperienza unica, straordinaria, innovativa. Non vedo l’ora di volare nei cieli il prossimo giugno”.
Il Presidente e CEO di NYC & Company, Fred Dixon, ha commentato: “essendo New York una città fondata sulla diversità, inclusività e spirito accogliente, siamo estremamente lieti di ospitare il World Pride 2019”.

Virgin annunci il pride flight, il volo con equipaggio lgbt
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Per chi fosse interessato, il volo partirà da Londra Heathrow venerdì 28 giugno 2019. Volerà direttamente all’aeroporto di Newark New York City con una flessibile data di ritorno offerta.
I turisti possono acquistare un biglietto di sola andata da £ 480 chiamando il Virgin Atlantic allo 0344 209 7777, oppure concedersi un pacchetto completo di tre notti da £ 699 chiamando Virgin Holidays al numero 0344 557 3859.
Virgin Holidays offre più di 100 opzioni di alloggio all’interno di New York City. Consiglia però di soggiornare all’interno del quartiere Downtown per poter esplorare tutta New York facilmente attraverso il weekend del World Pride.

Non ci resta che augurarvi buon viaggio con la Virgin!

Virgin annunci il pride flight, il volo con equipaggio lgbt


Intervista a Angelo Sanzio

Angelo Sanzio: "il cuore ha sempre ragione"

Angelo Sanzio, amato concorrente del programma televisivo Grande Fratello 15, meglio noto al grande pubblico come il “Ken” italiano, è stato recentemente ospite al concorso di bellezza Miss Trans Europa, dove ha conquistato tutti con la sua simpatia e sensibilità. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per una piccola intervista.

Buongiorno Angelo e grazie per il tuo tempo. Sei stato ospite al concorso di bellezza Miss Trans Europa 2018, come ti sei trovato?
Anzitutto grazie per questa intervista, mi fa piacere potermi raccontare al vostro giornale. Si, il concorso di bellezza Miss Trans Europa è stato una sorpresa che mi ha colpito moltissimo. Sono stato fortemente voluto dalle organizzatrici e dalla presentatrice, in me rivedono aspetti che rientrano in profonda armonia con il loro animo così puro e gentile.


Cosa ne pensi delle Miss che hanno partecipato al concorso, avevi una preferita?
Le ragazze erano tutte belle e talentuose, come abbiamo detto poco prima di incoronare la vincitrice. Erano tutte vincitrici, non tanto del concorso ma della loro vita. È un percorso il loro che se non lo si vive non si capisce quanto sia importante. È un viaggio…il più bello della loro vita.  E per me è stata una gioia immensa godere della loro gioia e della loro forza di vivere.

Il concorso è stato importante perchè ha affrontato anche il discorso dei diritti della comunità Lgbt italiana, tra cui quello delle adozioni.
Esattamente, abbiamo toccato un tema importante che riguarda i diritti della comunità LGBT italiana. Il nostro è un Paese che da troppi anni ormai ha deciso di vivere nell’ignoranza. Forse anche perché un paese ignorante è più facile da governare. Io sono favorevole alle adozioni perché quando un gesto così bello si fa in nome del Vero Amore é una benedizione per chi accoglie e per chi viene accolto. La vocazione di ogni essere umano è amare ed essere amati e questa è la cosa più bella.

Come si potrebbe combattere la omo e la transfobia?
Credo che stiamo andando verso tempi migliori, le tematiche affrontate nel concorso le ascoltiamo tutti i giorni e le cose cambieranno quando si imparerà ad ascoltare con il cuore e quando ognuno vorrà uscire dal ghetto del proprio orgoglio.

A Miss Trans Europa sei stato applauditissimo, sei un personaggio molto amato dal pubblico.
Pare sia stato il concorrente più amato del Grande Fratello 15, almeno così mi venne detto la sera della mia uscita dalla casa. Ho giocato coinvolgendo tutta la mia persona e non mi pento del mio percorso.

Intervista a Angelo Sanzio
Dove ti potremo vedere prossimamente?
Sicuramente ci rivedremo in tv ai salotti domenicali di Barbara D’urso. I sogni nel cassetto sono tanti, al momento mi sforzo il più possibile ad andare dove mi porta il cuore…che ha sempre ragione.

Grazie Angelo Sanzio per le tue belle parole e speriamo di rivederti presto!

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Potete vedere l’intero reportage della serata con anche gli interventi di Angelo Sanzio
su
Piccole Magazine Tv

 


Svizzera: omofobia e transfobia sono reato

In Svizzera omofobia e transfobia sono diventate reato

reato

Una storica decisione quella presa dal consiglio nazionale svizzero. Una revisione al codice penale che risulta essere una svolta e un esempio per molti altri Paesi. Hanno infatti deciso che saranno vietate le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale.

a rubrica di cronaca è dedicata alle notizie di attualità del mondo LGBTQI. (Lesbian, Gay, Bisex, Transex, Queer, Intersex).
Le notizie di cronaca sono organizzate per macro categorie che sono:
La nera è il resoconto degli avvenimenti che turbano la regolare convivenza civile (omicidi, rapine, furti, violenze, suicidi, ecc.).

insomma l’omofobia e la transfobia in svizzera adesso sono un reato!

Una decisione del Consiglio Nazionale svizzero, che ha adottato una revisione del codice penale, ha dichiarato, pochi giorni fa, REATO l’omo e la transfobia. La pena per chi lo attua potrebbe arrivare fino a tre anni di carcere.
Secondo quanto prevede la nuova normativa, saranno vietate le discriminazioni basate sia sull’orientamento sessuale, sia sull’identità di genere, aggiungendole al reato di razzismo.
La storica svolta è stata resa possibile grazie alla proposta dal consigliere socialista Mathias Reynard. Egli ha infatti sottolineato il vuoto giuridico riguardo alle discriminazioni relative all’identità sessuale dell’individuo. Dopo la vittoria ha dichiarato “l’omofobia non è un’opinione. È un crimine, e questa vittoria manda un messaggio forte all’esterno.

La decisione è stata votata con 98 voti a favore e con 83 voti contrari (a ritenere non necessario l’aggiornamento giuridico, i rappresentanti dei partiti cattolici) e le infrazioni alla norma verranno perseguiti d’ufficio.
In parole povere: se qualcuno, attraverso le sue dichiarazioni, lederà la dignità umana delle persone LGBTQIA, subirà un processo penale così come avviene per chi attacca un cittadino per la sua identità nazionale o religiosa.
Secondo quanto prevede l’iter della Confederazione, ora la decisione finale spetta al Consiglio degli Stati, per diventare operativa. In ogni modo, si prospettano finalmente tempi duri per chi crede davvero che l’omosessualità sia una malattia da curare e per chi ritiene legittimo diffamare una persona sulla base del suo orientamento sessuale o la sua identità sessuale.


Storia Erotica: La vendetta dolce di Daniela

La dolce vendetta di Daniela

Ho sempre trovato il proverbio secondo il quale il primo amore non si scorda mai abbastanza stupido e fondamentalmente falso, però l’episodio accadutomi lo scorso mese mi ha fatto ricredere. Inoltre, per citare un’altra frase fatta, ho potuto constatare che la più dolce vendetta è quella gustata a sangue freddo.
Verso la fine di agosto, infatti, mi contattò un certo Marco, mediante il mio sito web, chiedendomi di ricevere qualche lezione della materia per la quale ho raggiunto una certa fama nel nord Italia: il BDSM.

Come spesso faccio, gli risposi chiedendogli qualche informazione personale e una foto. Questo per avere un’idea più precisa su chi ero in procinto di conoscere e per decidere se accettare la sua corte e utilizzare con lui frustino e corde d’ordinanza. Non mi sarei mai aspettata di trovarmi di fronte al mio primo fidanzato del liceo. Proprio quel ragazzo con cui, l’ultimo anno di scuola, persi la verginità e che tanto mi ha fece soffrire all’epoca.

Storia Erotica: La dolce vendetta di Daniela
Zampe di gallina e qualche capello bianco a parte, non era cambiato di una virgola, conservando quel fascino dai tratti duri che aveva da giovane. Dopo un primo momento di panico, mi venne un impercettibile sorriso a fior di labbra: avevo già inconsciamente capito che quella situazione avrebbe potuto rivelarsi un’ottimo modo per fargli pagare le mie umiliazioni passate. Insomma era ora della mia vendetta!

Anche se sono passati tredici anni, ricordo come se fosse ieri quanto fossi innamorata di lui. Così come ricordo quando, dopo settimane in cui non faceva che assillarmi per fare sesso per la prima volta. Alla fine cedetti, concedendomi sul sedile posteriore della sua utilitaria tutta scassata per quella che fu un’esperienza tutt’altro che memorabile.
Ma la cosa che mi fece davvero male fu il fatto che il giorno dopo mi lasciò senza un motivo. Mi mise poi in circolo tutti i particolari più privati del nostro incontro e additandomi come una ragazza facile, cosa che ai tempi non ero minimamente.

Non sono più quella di una volta! Gli anni mi hanno donato una sicurezza che prima non possedevo. La palestra inoltre, che iniziai qualche mese dopo essere stata lasciata, mi ha trasformato da ragazza un po’ flaccida e senza curve a donna vera, dal fisico sodo e dai modi schietti.
Assieme all’attività fisica, esplorai con maggiore disinibizione anche la mia sessualità. Mi scoprii infatti una mistress in grado di dominare qualsiasi tipo di uomo e di diventare la sua padrona.
Era arrivato il momento di prendermi la mia vendetta su Marco. Forte del fatto che mai mi avrebbe riconosciuto, così gli diedi direttamente appuntamento in una stanza d’albergo che frequento quando decido di divertirmi per qualche ora.

Arrivata un po’ prima dell’incontro, salii in camera e mi preparai a riceverlo come si merita. Sistemai a lato del letto tutti i sex toys che solitamente uso, compreso un grosso vibratore che mi ero comprata per la mia vendetta.
Indossata della biancheria in latex e la mia piccola maschera che metto sempre quando mi trasformo in Morgana. Divenni un’altra persona: non ero più la riservata Daniela, ma una creatura che mette in soggezione uomini e donne, che farebbero di tutto per accontentami.
Marco si presentò in anticipo. Evidentemente non vedeva l’ora di sottomettersi alla sua nuova padrona; era la sua prima volta e, sebbene desideroso di provare, era un po’ in imbarazzo. Caratterialmente, era uguale a come me lo ricordavo, sebbene sembrasse ugualmente immaturo e non mi facesse più soggezione come un tempo.

Storia Erotica: La dolce vendetta di Daniela
Come previsto, non mi riconobbe e la cosa mi diede ancora più la carica per dare il meglio di me. Nel giro di un minuto scarso era disteso per terra, con il tacco del mio stivaletto destro in pelle nera piantato in mezzo al petto. Io intanto, osservandolo dall’alto in basso, mi gustai una sigaretta, non mancando di farne cadere la cenere sul suo volto.
Finito lentamente di fumare, lo presi per la cravatta e, con lui ancora carponi, lo condussi verso la ciotola, che avevo preparato amorevolmente prima che arrivasse; lui bevve ubbidiente, prima di osare rivolgermi la parola.

A quel punto lo fermai con un solo dito e gli ordinai di chiamarmi padrona e di spogliarsi completamente. Gli feci indossare un perizoma che gli metteva in risalto il suo pene. Per la verità più grosso di quanto mi ricordassi.
Come ricompensa per essere stato così bravo, avvicinai i miei seni alla sua bocca, fremente di desiderio, per poi spostarmi all’ultimo e mettergli a disposizione solamente il mio sedere, che si mise a leccare con adorazione.

Nel frattempo estrassi un piccolo gatto a nove code e, mettendolo di spalle, presi a frustarlo con veemenza. Notai che Marco iniziava a toccarsi con frenesia: non gliela feci passare liscia. Non lo avevo spinto a masturbarsi, ora doveva essere punito sul serio: tirai fuori dal borsone la paletta per spanking e, a furia di sculacciarlo, gli arrossai tutto il suo bel sedere sodo.
Era giunto il momento di farmi godere, quindi lo feci stendere sul letto a faccia in su e, scostandomi la lingerie a lato, mi sedetti sul suo viso. Lo costrinsi a darmi piacere con la bocca mentre io, generosamente, presi in mano la sua verga e gliela massaggiai tenendola tra indice e pollice, quasi lo stessi facendo con schifo e umiliandolo così ancora di più.

Il bello della mia vendetta, però, doveva ancora venire! Alzatami, gli passai una ball gag, che lui indossò senza esitazioni. Era ormai al massimo dell’eccitazione, quindi lo legai mani e piedi con delle robuste cinghie, lasciandolo immobilizzato sul letto.  Gli coprii anche gli occhi con delle bende per bondage.
Così conciato, non vide quando estrassi da sotto il letto uno strap on e che, montatogli sopra il dildo nuovo di zecca, mi avvicinai alle sue natiche, ancora tutte rosse.

Storia Erotica: La dolce vendetta di Daniela
Una rapida leccata al suo deretano fu l’ultima cortesia che gli riservai, prima di infilargli all’improvviso il fallo dentro e facendomi scappare un gemito di gioia proprio mentre lui emise un piccolo grido, a metà tra il dolore e il piacere.
Mentre lo penetravo di buona lena, non lesinai qualche sonora frustata ogni volta che il mio schiavo faceva più rumore di quanto io non volessi. Questo fino a quando, grazie al piccolo vibratore interno dello strap on, non venni una prima volta.

Marco, che sulle prime era molto rigido e spaventato, iniziò a prenderci gusto. Allora decisi di dominarlo ancora di più e, continuando a scoparlo, gli passai un nastro attorno al collo, imbrigliandolo per bene. Solo allora, mentre stavo per raggiungere un altro orgasmo, presi anche a masturbarlo velocemente, fino a farlo venire copiosamente sulle lenzuola proprio mentre anche io raggiunsi nuovamente l’acme del piacere. Negli ultimi, concitati, colpi pelvici che gli infliggevo, mi raccomandai di essere più gentile con le ragazze e gli svelai, proprio mentre lui schizzò un ultimo getto, di essere quella Daniela che aveva umiliato tanti anni prima.

Così legato, rimase a prendere fiato qualche minuto, soddisfatto e al contempo stupito. Io intanto, con l’efficienza dovuta all’abitudine, in pochi attimi avevo raccolto tutto l’armamentario e mi preparai ad uscire, non prima di aver raccattato anche le bende con cui tenevo Marco. Lui, docile, si fece slegare e non si mosse, interdetto, fino a quando non fui fuori dalla camera.
Proprio ieri mi è arrivata una sua mail: mi vorrebbe rivedere: evidentemente, la mia vendetta non è piaciuta da morire solamente a me e Marco nasconde quel lato passivo e servile che tutti, alla fine dai conti, possiedono.

Se ti è piaciuta questa storia piena di passione e vendetta, scopri le altre nella rubrica Storie Erotiche!