Dayanna Visconti: ‘il mondo è un ventaglio di colori’

Dayanna Visconti: ‘il mondo è un ventaglio di colori’

Oggi vi presentiamo la bellissima Dayanna Visconti, un’artista poliedrica e versatile che ha lavorato nelle più famose discoteche di Ibiza e ha collaborato con il noto Dj e produttore Bob Sinclar. Italo-colombiana, la sua grande passione è la musica. Conosciamola meglio in questa emozionante intervista.

Dayanna Visconti: ‘il mondo è un ventaglio di colori’Ciao Dayanna, piacere di conoscerti. Allora, raccontaci di te!
Ciao a tutti! Allora, chi è Dayanna? Posso dire che è nata nel 2001 in una compagnia circense, il Circus Night, che gira in tutta l’America Latina. Faccio performances con fuoco, trampoli, spettacoli teatrali, sono un’artista versatile.
Nel 2003 sono arrivata a Roma a lavorare nel mondo della notte e ad esibirmi nelle piazze ed eventi all’aperto con compagnie diverse. Ma non mi sono certo fermata: da lì in poi ho intrapreso l’avventura viaggiando in Spagna, fino ad approdare a Ibiza, la Isla Blanca.

E’ lì che hai conosciuto Bob Sinclar?
Si, al party Paris by Night della discoteca Pacha, una delle migliori discoteche del mondo. Ho iniziato ad andare in tour con lui nei migliori locali…Pacha appunto, Space, Amnesia. Lui è una persona con dei valori unici e si rapporta con noi trans in modo molto umano!

Il tuo interesse per il canto quando è nato?
Avevo 10 anni quando ho cominciato a scrivere le mie canzoni. Ricordo che era frustrante sotto certi aspetti perché io volevo essere un soprano, cercavo di arrivare in alto con la voce e non ci riuscivo. Beh, del resto ero ancora un ragazzino e dovevo ancora intraprendere il percorso di transizione (sorride).
Diversi anni dopo, stavo facendo uno spettacolo di burlesque in un locale e mancava la cantante del locale e lì è arrivata la svolta. Siccome mi sono sempre considerata un’artista integrale, appena ho finito il mio show mi sono proposta in sostituzione sua ai proprietari.

E come è andata?
Mi sono buttata a cantare senza aver mai fatto una scuola di canto, pensa! Ma loro hanno avuto fiducia in me e da subito ho capito che era un’esperienza molto diversa rispetto a quando danzavo. Ci ho messo tutta me stessa e questo è arrivato alla gente. Mi sentivo libera e da quel giorno non ho più smesso di cantare. Cantare mi fa vivere!

Dayanna Visconti, tu sei anche un’attivista LGBT.
Faccio parte dell’Associazione “Transexuales per el Mundo”, nata per le persone che hanno bisogno di una guida, affinché non si perdano nel mondo della notte, della prostituzione e della droga.
Io sono una trans operata e ormai vivo una vita da donna e artista al 100% ma credo di essere una delle portavoce giuste per dare un messaggio di visibilità ed essere utile a tante persone che ricominciano da zero come ho fatto io quando sono arrivata qui in Italia.

Veramente, io giorno dopo giorno lotto per i nostri diritti. Purtroppo, nel mondo, troppa gente si è solo riempita le tasche fingendo d’interessarsi ai nostri diritti e parlando di inclusione, ma è tutta una bugia. Alla fine è il re denaro che comanda nel mondo e noi transessuali dobbiamo lottare ancora di più per farci valere e dare di noi un’immagine positiva. Dobbiamo unirci tutti per far valere i nostri diritti: travestiti, transessuali, transgender.

Dayanna Visconti: ‘il mondo è un ventaglio di colori’Pensi che non ci sia abbastanza unità nel mondo LGBT?
Soprattutto tra noi trans, da sempre esiste una specie di fobia, una sorta di lotta. Ed è sbagliato perché già viviamo una vita difficile, se ci mettiamo a farci la guerra tra noi non ha senso.
Normalmente, abbiamo più difficoltà rispetto alle persone etero o ai gay a trovare un lavoro e andare avanti: siamo meno accettati rispetto agli omosessuali.
Portiamo una bandiera d’esclusione: è una triste realtà e così come la vivo io, è lo stesso per tante mie amiche e colleghe trans che combattono per la causa. E’ come vivere ogni giorno con addosso una “targa”: spesso siamo emarginate nel mondo della prostituzione e catalogate come nullità e in Europa e Sud America specialmente, portiamo la croce dell’invisibilità.

E’ vero ma non ti sembra che pian piano le cose stiano un po’ cambiando? Finalmente, almeno a livello di diritti, sembra smuoversi qualcosa.
Si, qualcosa lentamente cambia ma penso che non basti un Gay Pride o una Costituzione dei diritti LGBT per dare a noi trans la visibilità che meritiamo al 100%. Sai cosa penso? Che per noi trans la parola LGBT è in realtà soltanto “LGB”: la “T” ancora manca. Io porto fiera la bandiera della comunità arcobaleno ma mi rendo conto che si deve fare ancora tanto per i nostri diritti.

Secondo te come si può combattere l’omo-transfobia?
E’ una domanda importante. Penso che per la parola transfobia la gente abbia uno stigma. Una volta ho sentito parlare l’On. Vladimir Luxuria di questo e diceva cose molte positive. Diceva di andare nelle scuole e far vedere la nostra vera identità, far vedere come viviamo, come ci comportiamo…così la gente ci conosce. Ovviamente, questo può accadere solo se ci danno la possibilità di farci conoscere per ciò che siamo davvero, perché ancora troppi hanno preconcetti.
Sarebbe bello interagire con tutti nel quotidiano , si eviterebbero tante cose brutte. Però, prima di tutto, per combattere questo fenomeno, dobbiamo cominciare a integrarci tra trans, perché spesso l’esclusione parte anche da noi. Ci vorrà tempo ma ho fiducia.

Dayanna Visconti: ‘il mondo è un ventaglio di colori’Ora vorrei parlare un po’ del tuo lavoro di cantante.
Mi considero una cantante che pian piano lotta con le unghie per la sua carriera artistica.
Io sono versatile, canto musica pop ma anche latino americana e reggaeton ma anche lì ci sono tanti pregiudizi. In Sud America questo tipo di musica è visto con machismo e io lotto doppiamente contro una falsa morale perché già il fatto che io sia trans per loro è motivo di pregiudizio.

Ma non mi sembri un tipo che si ferma davanti a questo!
No! (ride) Io vado contro tutti perché voglio fare ciò che mi piace, far musica e quando scrivo mi sento bene, sento l’ultimo brivido fino alla fine. È questo che conta, anche per ispirare la gente che mi segue, tante persone speciali come me.

E’ appena stato pubblicato il tuo ultimo singolo “Moribunda”, la canzone di cosa parla?
E’ un pezzo nato da una storia di un ragazzo che conoscevo e non riuscivo a dimenticare. Passa il tempo e anche ora, quando ascolto la canzone rido, perché lui è stato una bellissima ispirazione e mi sento “Moribunda” anche solo a pensare il suo nome! E’ stato divertente scriverla.

Dayanna Visconti, in che locali possiamo vederti?
Locali anche teatrali perché faccio fusione tra musica e spettacolo e attualmente lavoro con la Bombelaya Entertainment che si dedica a eventi pubblici e privati. Artisticamente, in Italia, sono nata e cresciuta all’Alibi di Roma, un noto locale in zona Testaccio.

Dove trovi ispirazione per le tue canzoni?
La trovo nel vissuto quotidiano. Considero la mia vita un libro, ogni esperienza che vivo è come una pagina che si sfoglia. Magari anche guidando la macchina verso l’autostrada, mi vengono in mente tante idee…questa è una delle tattiche che uso anche per scrivere le mie canzoni! (sorride)
A volte prendo ispirazione anche dalle mie amiche e colleghe trans, ascolto quello che mi dicono.

Dayanna Visconti: ‘il mondo è un ventaglio di colori’Quali sono i tuoi cantanti preferiti?
E’ una domanda molto difficile, mi piace un po’ di tutto! Se devo scegliere, direi i cantautori tipo Amedeo Minghi, Fausto Leali, Venditti, Mina soprattutto. Appena sono arrivata in Italia mi sono entrati in testa! Di loro penso che cantino poesie, ed è questo il segreto di una bella canzone, essere poesia.

Che progetti hai per il futuro?
Crescere sempre di più artisticamente: a giugno andrò a fare una specializzazione tecnica vocale in Colombia con due dei migliori nel campo.
Poi, a novembre devo andare a Cuba a finire un corso di recitazione che ho iniziato 2 anni fa, in tecnica di emozioni.
Ci tengo tantissimo perché mi piace il mondo del teatro e voglio crescere ogni anno.

E nel cassetto dei sogni, cosa ci custodisci?
Il sogno di fare un live musical sulla mia vita, perché ho tante cose da raccontare e vorrei fare arrivare questo messaggio da un teatro, creare un’opera della mia storia.

Grazie Dayanna Visconti per questa bellissima conversazione. Hai un ultimo pensiero da aggiungere?
Vorrei che le persone che hanno letto questa intervista possano guardare noi trans con occhi diversi. Non siamo solo persone da sfruttare o vedere come elemento sessuale; siamo persone come chiunque, abbiamo tanti sogni e progetti nel cassetto.
Le persone dovrebbero capire che il mondo è un ventaglio di tanti colori diversi e il ventaglio siamo noi in mezzo a voi!
L’idea è volersi tutti bene e essere uniti. Soprattutto, la mente dell’essere umano vorrei crescesse sempre di più: guardateci con occhi diversi perché la vita è bella ed è bella perché è diversa! Grazie!


Intervista a Natalia Ruiz: 'devi sentire Amore per tutto ciò che fai!'

Intervista a Natalia Ruiz: 'devi sentire Amore per tutto ciò che fai!'

Vi presentiamo oggi la bellissima Natalia Ruiz, vincitrice del Miss Trans Star Uruguay 2018 e che si è fatta notare al Miss Trans Star International a Barcellona nel 2018, dove ha vinto l’importante corona di “Miss Beyond The Crown”. Natalia Ruiz tornerà in Spagna quest’anno per cedere la corona alla nuova vincitrice e ci ha gentilmente concesso questa intervista.

Natalia RuizCiao Natalia Ruiz, ti diamo il benvenuto con tantissimo piacere.
Grazie mille a tutti voi, vi seguo da tanto tempo e ho visto che seguite attivamente il Miss Trans Star International.
Dopo aver vinto il titolo di “Miss Beyond The Crown”, ammetto che la mia vita è cambiata totalmente. Sono molto felice perchè è un riconoscimento molto grande e mi fa piacere condividere queste emozioni perchè facciamo parte tutti di una grande comunità.

Vero, e al di là della geografia, ciò che ci unisce è la tecnologia! Abbiamo ricevuto molte informazioni e domande su di te da parte della comunità LGBT* e siccome in Europa c’è una grandissima comunità di lingua spagnola che, nel vedere una ragazza latina che ha partecipato a un concorso così importante ed è arrivata così in alto, ci siamo permessi di fare una piccola selezione tra queste. Com’è stato il tuo percorso di transizione?
Il mio percorso è iniziato quando ero bambino: è stata una trasformazione più mentale che fisica. Piano piano stavo scoprendo tante cose su di me, sempre con il supporto della mia famiglia, una parte importante della mia vita. Cercavo diverse forme per esprimermi, mi piacevo con un abbigliamento diverso.

E’ stato un processo lento ma posso dire che la cosa più importante è accettarsi, amarsi e dopo dare quell’amore e accettazione ad amici, famiglia e chi fa parte della nostra vita.
Da quel momento, io, Natalia Ruiz, ho iniziato a essere me stessa, ho iniziato ad avere sogni…sono una persona e mi posso aspettare tante cose dalla vita, indipendentemente dalla mia condizione sessuale o di genere. 

Giustissimo, il supporto della famiglia è molto importante per questo tipo di decisioni.
Infatti, la famiglia è la cosa più importante, soprattutto se c’è il supporto di nostra made e se ci sentiamo protetti a casa. Queste cose sono molto importanti per andare avanti.
A mio parere fa sì che le persone trans possano vivere un processo meno doloroso, e possano presentarsi di fronte al mondo.
E’ per questo che i vincoli famigliari sono di aiuto per la transizione: per tutte le persone, fin da bambini, è veramente importante che i genitori diano attenzione, amore e affetto. Dopo, chi diventerà il bambino si vedrà col trascorrere del tempo.

Se mia mamma, i fratelli, la nonna, non mi avessero dato supporto da bambino, oggi non sarei Natalia Ruiz, una persona forte. Davvero, non so cosa sarei io senza di loro.

Natalia RuizQuesta è una realtà che colpisce le persone trans in tutto il mondo, visto che la discriminazione inizia sempre in famiglia ed è per questo che spesso le transessuali sono destinate alla strada. Succede quando non sono accettate dalla famiglia.
E’ un aspetto importante da evidenziare: mi piacerebbe che in futuro queste famiglie imparassero a capire le preoccupazioni dei figli e a dar loro aiuto, solo così facendo si può essere felici.

Mi piace come pensiero, è un messaggio personale e molto spirituale quello che trasmetti. Allora, scavando ancora più a fondo, come ti sei trovata tu, Natalia Ruiz, quando ti sei identificata pienamente come trans? Cosa significa per te la parola “Amore” nella tua vita?
Per quanto riguarda questa parola, l’amore comincia con l’accettazione. La prima cosa che dobbiamo fare è accettare noi stessi e concentrarci su quello che ci fa sentire felici. Dedicarci a qualcosa che ci piace fare, viaggiare e avere obiettivi importanti. Facendo tutto ciò che si desidera è l’amore che ti trasforma: la prima cosa è che devi sentire Amore per tutto ciò che fai.

Bella risposta. Allora, raccontaci ora come è stato il tuo percorso al il Miss Trans Star Uruguay. Magari un aneddoto che è successo a Barcellona! Sappiamo che è sempre è un po’ difficile essere in un altro paese, con altre persone di cultura e lingua diversa. La pressione nel rappresentare il tuo Paese era forte? Come ti sei trovata?
E’ stata un’esperienza veramente intensa e bella. Mi sono preparata con l’Agenzia con cui lavoro adesso: abbiamo iniziato a lavorare sul portamento, la dizione, l’intervista… davvero, sono molto contenta. Ho messo molto amore e mi sono spesa per la causa.

Quando ho vinto il Miss Trans Star Uruguay, stava appena uscendo una nuova legge a favore delle persone trans.
In quella notte ho sentito pressione, un mix di sentimenti, pensieri, a volte piangevo, di allegria, di paura, non lo so. E’ stato un cambiamento molto radicale per ciò che significava per me essere una persona trans.

Ho iniziato a pensare a tutto quello che dovevo fare per il concorso, ma ho anche iniziato la raccolta firme a favore delle persone trans.
Sono uscita in strada con gli attivisti con cui ancora lavoro e facendo la raccolta firme non ho sofferto di nessuna discriminazione. Anzi, tante persone volevano più informazioni e consulenza. Certo, c’erano anche delle persone che non volevano firmare, ma io pensavo: “Wow, il mio Paese sta andando avanti aprendo una porta alla educazione e alla salute”. La campagna ha avuto un risultato positivo, abbiamo raccolto 60 mila firme in due mesi.

La legge è stata approvata?
Si e il pensiero dell’approvazione mi ha accompagnata durante tutto il viaggio in Spagna. Ero molto contenta e ho parlato di questo a tutte le mie colleghe del concorso, informandole sui benefici e su tutti gli aspetti positivi che questa comportava per le future generazioni dell’Uruguay.

Un’iniziativa necessaria, non solo per l’Uruguay ma anche per tutto il mondo, perché ancora oggi ci sono tanti Paesi più avanzati in tecnologia a cui spesso manca l’umanità che questo tipo di leggi porta. La raccolta di firme, le campagne di educazione e di sensibilizzazione sono aspetti molti importanti. Questa è la prima legge esistente in Uruguay di questo tipo e ha molto valore in tutta America. Complimenti da parte di tutto il nostro staff e inviaci questa importantissima legge così da farla conoscere.
Sarà un vero piacere per me parlare personalmente con voi di questo. Dovrò tornare in Europa alla nuova edizione del Miss Trans Star International e lì vi conoscerò e ne parleremo, intanto potete trovare la legge su google cercandola come “Legge completa per persone trans dell’Uruguay”. E’ davvero completissima ed è solo una delle leggi di cui il mondo ha bisogno per migliorare la società.

Pensi che questa tua attività abbia influenzato la tua partecipazione al Miss Trans Star International?
Si, in quel concorso cercavano una ragazza che avesse fatto attività sociale e ci sono stata con un’altra ragazza che rappresentava il Perù e che lavora come attivista. Quando ho vinto, ho sentito che il premio non era solo per Natalia Ruiz, ma per tutti gli attivisti e mie colleghe trans che lavorano da anni in diverse parti del paese. Questo premio appartiene a tutta la comunità dell’Uruguay, la fascia e la corona, è tutto loro!

Capiamo perché hai vinto anche il premio come Miss Simpatia, hai sempre le parole giuste, sei molto socievole e dai un messaggio di speranza e positivo per la società!
Grazie!

Natalia RuizQual’è il tuo messaggio per le ragazze trans?
Innanzitutto, alle ragazze trans dico che niente in questa vita è impossibile, bisogna contare sulle proprie forze e sull’amor proprio. Vorrei che si guardassero allo specchio e capissero che non c’è una soluzione standard, perchè tutte le persone al mondo hanno qualcosa di speciale. Non importa se si è magre o grasse, bionde o more. Non importa il colore degli occhi, la cosa più importante sono il cuore e la mente, quello che possiamo insegnare e imparare dagli altri. Inoltre un’altro aspetto importante, come già detto, è l’amore. Amare tutti, amare la famiglia e, anche i nemici. E sogna, sogna in grande, lotta per tutto perché puoi raggiungerlo!

Per finire questa bella ed emotiva intervista, come ti sei trovata con gli organizzatori del concorso e viceversa?
Sono molto felice e li considero parte della famiglia. Sono stati tutti contenti per me. Ricordo un episodio, quel giorno, dopo che l’evento era finito, con tutte le mie amiche siamo andati in autobus dall’auditorium del Cornellà fino a Santa Susanna. Io indossavo la corona e la fascia, ero nervosa e mi tremavano le gambe perchè tutti mi chiamavano “Regina”. Questo è un orgoglio sia personale che per tutti gli organizzatori, ma anche per tutte le persone che rappresento; una cosa che non scorderemo mai!

Grazie Natalia Ruiz, è stato un vero piacere conoscerti, ci vedremo quest’anno quando consegnerai la corona del Miss Beyond the Crown in Spagna. Vogliamo farti arrivare i nostri migliori auguri da parte del nostro team. Tu e Valentina avete dato un bel esempio per la comunità LGBT latinoamericana.
E’ stato un onore anche per me, un’ultima cosa, per tutte le ragazze che vedranno questo video, il mio consiglio è uscite, sognate, partecipate a  tutti i concorsi Miss, perchè sarà una delle più belle esperienze della vostra vita. Siate felici, vivete una vita piena, innamoratevi della vita e di voi stesse perchè siete persone bellissime e con tantissimo da dare! Grazie a Piccole Magazine e un saluto grandissimo a tutti!


Intervista ai giocatori del Sant’Agata Futsal 2004 – II parte

Intervista ai giocatori del Sant’Agata Futsal 2004 – II parte

Proseguono le interviste de Il Piccole Magazine ai giocatori della squadra di calcio a 5 Sant’Agata Futsal 2004, che milita in serie B Nazionale ed è sponsorizzata da Piccole Trasgressioni. Oggi è il turno di Bruno Salerno, dell laterale Matteo Beltrami e dell portiere Luca Bergonzini di farsi conoscere!

Bruno del Sant'AgataBruno, è il secondo anno a Sant’Agata Futsal, come ti stai trovando?
Guarda, mi trovo molto bene, mi sento a casa, è il secondo che ho intrapreso questa strada, sta andando alla grande e spero di continuarla.

Sei passato da squadre di serie A e A2 a una realtà totalmente diversa…come mai questa scelta?
Eh, ormai gli anni passano anche per me (ride). Ho fatto una scelta di vita, per 10 anni ho giocato da professionista qui in Italia e dopo ho iniziato a intraprendere questa strada nel calcio a 5, ho iniziato a lavorare nell’azienda del Presidente Marco Calzolari che mi ha dato questa opportunità.
Sai, giocare in un campionato di serie A e A2 era molto impegnativo: conciliare allenamenti e lavoro era difficile e quindi ho deciso di venire a giocare in una serie un po più bassa ma sempre di buon livello. Il Sant’Agata Futsal mi ha chiamato e ho sposato questo progetto.

E sei contento?
Molto, molto contento!

Hai un po’ nostalgia del Brasile?
Tantissima, infatti il Brasile è la mia terra. Anche se sono nato qui, la mia mamma è brasiliana e quest’anno torno a vedere gli amici, l’ambiente e l’atmosfera che là è spettacolare. Sono di Rio de Janeiro quindi puoi immaginare! Tornarci spesso è difficile tra lavoro e tutto il resto ma quest’anno ci vado e starò via 3 settimane.

Piccole Trasgressioni crede molto nel Sant’Agata Futsal e nei suoi giocatori. Tu che obiettivi ti poni per te e la squadra?
Non parlo tanto di obiettivi personali, alla fine io preferisco parlare di obiettivi di squadra, visto che facciamo uno sport di squadra, appunto. Giochiamo con 12-14 giocatori più il Presidente etc, facciamo parte di famiglia!
Cercherò di arrivare il più in alto possibile, punto ai Play Off e penso che è tutto alla nostra portata per finire in bellezza! Il primo anno del Sant’Agata Futsal in serie B abbiamo raggiunto l’obiettivo del 4 posto, quest’anno sarà ancora più difficile affermarsi.

Perché?
Perché una squadra neo promossa ha l’entusiasmo per far bene. Quest’anno, dicevo, sarà più difficile perché ormai le squadre ci conoscono, prima eravamo comunque una “mina vagante”, oggi siamo una certezza!
E’ stato un anno duro ma penso che soprattutto in questi ultimi due mesi si è visto il vero Sant’Agata, punto ai Play Off e voglio ringraziare i nostri sponsor, tra cui Piccole Trasgressioni, perché senza di loro non riusciremmo a fare sport!

Matteo del Sant'AgataMatteo, tu giochi come laterale e sei giovanissimo. E’ il tuo primo anno in B, che sensazioni hai avuto?
Sicuramente è un campionato molto fisico, che non mi valorizza o rispecchia in pieno le mie caratteristiche (sorride). Ma sto cercando di fare il meglio per arrivare al livello dei miei compagni: le mie caratteristiche tecniche sono un po’ sottovalutate ma verranno fuori quest’anno e anche il prossimo!

Come ti trovi con il Mister?
C’è stato un rapporto di amore e odio fin dall’inizio, poi le cose sono andate migliorando! Ora mi valorizza e lo ringrazio tanto per il lavoro che ha fatto su di me. Cerco di migliorare tutti i giorni, è l’obiettivo che è stato raggiunto da entrambi e sono contento.

E per i prossimi anni che mi dici?
Affermarmi in categoria, tenere alto il livello e migliorare sempre più per arrivare in serie A e A2! E’ un sogno ma devo lavorare per realizzarlo e per far sempre il massimo. Ma ora penso prima ai Play Off di quest’anno e poi agli anni successivi!

E noi ti auguriamo di realizzare il tuo sogno! Come ultima domanda, una curiosità, è vero che sei svenuto in campo e l’arbitro ti ha ammonito?
(ride) Non è stato proprio così ma sì, ogni tanto i miei compagni mi prendono in giro su questo anche perché sono il più piccolino e la buttano in ridere. Il Mister però mi ha dato più cattiveria e foga e cerco di migliorare su questo!

…e non svenire più! Grazie Matteo di essere stato con noi.

Ciao Luca, svelami un po’ di segreti dello spogliatoio del Sant’Agata Futsal, con chi ha legato di più?
Beh, con tutti, chi più o meno, ma soprattutto tanta, tanta ignoranza! (ride). Nello spogliatoio ci vuole, bisogna divertirsi e…vincere!

Sei il portiere della squadra ma come mai ti chiamano “Il Bomber”? Hai qualche dote…nascosta per caso?
Eh, andiamo indietro negli anni…quando giocavo a calcetto nel campetto con gli amici, una partita feci 50 gol e iniziarono a chiamarmi Bomber.
Io mi “incavolavo” perché avevamo appena visto il film con Bud Spencer “Bomber” e loro mi prendevano in giro. Da allora, mi è rimasto cucito addosso.

Ma dimmi la verità…come primo anno in questa serie B sei andato alla grande con 2 vittorie, te lo aspettavi o avevi un po’ di sassolini da toglierti?
Ho sempre giocato in categorie più basse, tipo serie D e ho fatto 4 presenze in C2, poi la dirigenza del Sant’Agata Futsal mi ha chiamato per la serie B. Non me lo aspettavo ma con impegno e voglia di fare e far vedere che potevo starci, mi sono presa queste due partite.
Abbiamo vinto ed è stato un mio punto di arrivo. Ora posso puntare sempre più in alto!

Cosa ne pensi del main sponsor, Piccole Trasgressioni?
Sicuramente quando giochiamo con le magliette su cui è scritto Piccole Trasgressioni in grande, tutti fanno domande ma è giusto che sia così, fanno scena e scalpore e suscitano curiosità!

Grazie ai giocatori del Sant’Agata Futsal 2004 di essere stati con noi e vi ricordiamo che potete vedere questa video intervista qui:


Intervista a Valeria Casini: una mente scintillante!

Valeria Casini: una mente scintillante!

Oggi conosciamo meglio Luca, aitante ragazzo meridionale che di giorno lavora nel campo sanitario mentre di notte, quando non è impegnato con l’altra sua grande passione che è la fotografia, veste i panni della prorompente drag Valeria Casini.

Buongiorno Luca, ti va di raccontarti ai nostri lettori?
Salve a tutti! Mi chiamo Luca e abito da tanti anni a Bologna. Oltre a lavorare nel campo sanitario, mi diletto con il make-up e con la fotografia, altra mia grande passione.

Chi è Valeria Casini, come e perché è nata?
Valeria Casini è il mio alter ego, la mia valvola di sfogo, nata una sera per gioco circa 6 anni fa e, da subito, diventato un “lavoro”.
All’inizio il mio personaggio non si chiamava Valeria Casini ma “Irritante Drop Out” (ndr: il Drop Out significa appunto interrompere un percorso, uscire dagli schemi). Irritante aveva un look più duro per poi, dopo circa due anni, addolcirsi e diventare una “bambolona” bionda…e tutta tette! (ride)

Valeria è nata perché avevi un interesse particolare per il mondo dello spettacolo?
E’ nato prima il mio personaggio e poi, grazie a quello e alle occasioni lavorative, ho conosciuto varie colleghe e i loro spettacoli drag.
Devo dire che Luca e Valeria non entrano mai in contrasto, sono ben scissi tra loro. Come dicevo prima, Valeria Casini mi “serve” per uscire dai ritmi della vita quotidiana, abbandonare per un attimo jeans e felpe e vestirmi di lustrini e pietre scintillanti! (sorride)

In effetti indossi sempre abiti meravigliosi. Ma dicci la verità, quanto studio c’è dietro a tutto il trucco e parrucco?
Ho imparato il trucco guardando sia le colleghe dal vivo ma soprattutto tanti tutorial su Youtube, quelli mi sono stati di grande aiuto. 
Non amo copiare, cerco di prendere spunto ma di far diventare il trucco “mio”, anche sbagliando. Sono molto autocritico su questo punto.
Un appunto doveroso lo devo fare: ho una costumista, Monica Conti Creation, che da anni mi segue ed è fondamentale per rendere le mie idee astratte in abiti spettacolari!

Ti è mai capitato di subire i pregiudizi della gente?
Si, soprattutto nel mondo gay. In alcune chat ho trovato molta chiusura in questo senso, precludendo purtroppo (o per fortuna visto il pregiudizio dei soggetti!) delle possibili relazioni.

Intervista a Valeria Casini: una mente scintillante!Il personaggio della drag queen è spesso non capito. Per te esserlo cosa rappresenta?
E’ “qualcuno” che si sa trasformare per interpretare un personaggio, per divertire ed intrattenere le persone.

Tu sei soprattutto una drag queen d’immagine.
Al contrario di quello che si pensa, una drag queen che fa immagine sa anche parlare ed intrattenere il pubblico! Mi piace tantissimo stare su un palco, microfono in mano e presentare uno spettacolo. In passato mi è capitato diverse volte ma intorno a me non c’è molto spazio: già altri professionisti “navigati” presentano da anni show e spettacoli vari. 

Beh, magari presto si apriranno nuovi scenari anche per te, chi può dirlo! Intanto, da diversi anni lavori alla più nota serata alternativa europea: Decadence.
Il Decadence è stata per me la prima porta aperta: ho partecipato tanti anni fa, per gioco, ad una serata “travestito” e ho fatto da subito colpo sull’organizzatore Carlo Valentine che mi ha voluto nel suo staff.
Il Decadence per me è una famiglia ormai, sono nella mia “confort-zone” e mi sento a mio agio.

Insomma, Valeria ormai è un “must” della serata!
Si! (ride). Nonostante sia prettamente una serata dark-gothic, con eventi a tema, ho potuto portare il mio personaggio senza problemi, presenziando anche con abiti colorati e di bianco vestita!

Intervista a Valeria Casini: una mente scintillante!Che consiglio daresti a chi vuole diventare una drag queen?
Umiltà innanzitutto. Leggo spesso di persone che ancora prima di sapersi mettere una parrucca in testa chiedono già il cachet. Con questo non voglio dire che devono lavorare gratis, anzi! Spesso chi si propone gratis è la rovina dei professionisti, in tutti i campi.

Concordo con te.
Poi, chi si vuole avvicinare a questo mondo può seguire da vicino le drag queen della propria città, guardare tutorials, sperimentare e soprattutto cercare una propria identità. Solo chi è originale e chi fa questo lavoro con costanza e passione può durare negli anni. 

Che progetti hai per il futuro?
Non sono molto ambizioso, lo ammetto. Sono molto fedele alle serate dove sono resident e non sono alla spasmodica ricerca di altre. Anche perché ho già un lavoro primario e vestire i panni di Valeria Casini deve rimanere un divertimento. Quando farla diventerà pesante e stressante capirò che è arrivato il momento di appendere la parrucca al chiodo. Per ora continuo con 2/3 serate al mese, alternate ad altrettante serate da fotografo e va bene così. 

Grazie Luca, vuoi aggiungere qualcosa in conclusione?
Grazie a voi per questa intervista. Vorrei spendere una parola nei confronti di chi spesso mi chiede “perché ti trucchi e ti vesti da donna? Non ti senti uomo? Vuoi diventare donna?”. Queste domande, per lo più fatte da gay, mi fanno capire quanta chiusura mentale ci sia e quanta ignoranza ancora c’è verso le drag queen, nonostante trasmissioni come “Ru Paul’s Drag Race” abbiano sdoganato questo fenomeno.

Io sono uomo, mi sento uomo, sono contento dei miei attributi e non provo piacere fisico o mentale nell’indossare calze e tacchi. Una volta spenti i riflettori, con un colpo di salvietta (beh…fai anche due! – ride), va via il trucco e torno Luca, il ragazzo che va in giro in jeans e felpa.

 


Intervista ai giocatori del Sant’Agata Futsal 2004

Intervista ai giocatori del Sant’Agata Futsal 2004

Conosciamo meglio alcuni giocatori della squadra di calcio a 5 Sant’Agata Futsal 2004, che milita in serie B Nazionale ed è sponsorizzata da Piccole Trasgressioni. Il bomber Antonio, il capitano Max e il Mister Lorenzo ci raccontano degli obiettivi personali e sportivi che si sono prefissi.

Intervista ai giocatori del Sant’Agata Futsal 2004: bomber AntonioCiao Antonio, sei soprannominato “Pocho”, da dove arriva questo soprannome?
Allora, me lo hanno dato una decina di anni fa quando ancora giocavo nel calcio a 11. Sono un grande tifoso del Napoli in cui giocava un calciatore soprannominato così. La somiglianza sia fisica che di giocate in campo tecniche facevano rivedere in tante persone me, in lui: quindi ecco perché “Pocho” (sorride).

L’anno scorso al Sant’Agata Futsal hai fatto il record di goal segnati in B, quest’anno che obbiettivo hai?
Sicuramente quello di migliorare i goal, l’anno scorso erano 27, ora sono a 22 ma manca qualche partita e spero di superarli! Non sono uno che si pone limiti e cerco di migliorarmi anno per anno.

Sei super trasgressivo allora!
Alla grande!

Giocare con Salerno ti piace? Ti senti un po’ brasiliano anche tu?
Assolutamente si, è un onore e un privilegio giocare con lui che ha calcato categorie superiori rispetto quella di quest’anno e non è facile.
E’ un ragazzo che fa avvertire la sua presenza in campo ma è uno stimolo per noi a dare il sempre 101% e non solo il 100% perché di fianco a lui se non fai così è veramente difficile. E’ un incentivo a migliorarsi, sia in settimana sia il sabato quando ci sono i punti da guadagnare!

Sei da 5 anni anche tu al Sant’Agata, cosa vuoi fare in futuro, cosa pensi di dare ancora alla squadra?
Sono tra i “veterani” anche se ho solo 25 anni, è la quinta stagione qui al Sant’Agata Futsal e sono orgoglioso di farne parte perché mi ha dato la possibilità di rilanciarmi anche dopo alcune esperienze negative che ho avuto. Spero di diventare un pilastro e una bandiera di questa società perché mi ha dato tanta fiducia, passione e amore e voglio ripagarli giorno per giorno, continuando a scrivere la storia di questa società.

Da quest’anno le partite del Sant’Agata Futsal 2004 sono trasmesse anche in diretta streaming su Piccole Magazine Tv, sei contento di questa novità?
Sono felicissimo di questa cosa, sinceramente lo speravo da diverso tempo perché comunque è bello dare risonanza e valore al nostro sport e spero che si possa continuare a fare. Oltre a dare visibilità a noi, crea una sorta di famiglia “extra campo”, quindi ne sono davvero contento.

Bene, è un ottimo modo per prendere altri fan anche tramite web che magari prima non conoscevano questa realtà. Grazie Pocho per essere stato con noi!

Intervista ai giocatori del Sant’Agata Futsal 2004: capitano MaxMax, tu sei il capitano della squadra ed è il tuo primo anno con la fascia al braccio. Come ti trovi?
Innanzitutto è un grande onore perché rappresenti qualcosa di più grande rispetto alla tua individualità. E’ un piacere ed è davvero bello vedere come un gruppo di 12-13-15 persone abbia un punto di riferimento in te. Questo ti responsabilizza molto, ti fa crescere anche in aspetti che non sono solo tecnici e tattici ma anche come persona. E’ un’esperienza che mi sta formando tanto.

Ti manca il calcio a 11 o il calcio a 5 te lo ha fatto dimenticare, visto anche le tante vittorie con il Sant’Agata Futsal?
Devo dire che il calcio a 5 mi piace tanto, è una figata perché sei sempre a contatto con il pallone e puoi sviluppare la tua tecnica al 100%. Poi è chiaro, ogni tanto il profumo dell’erba manca, perché il calcio a 11 è la passione con cui sono nato, però secondo me questo sport è bello da vedere e in serie B vedi giocatori davvero tecnici, è molto fisico. E’ uno sport sottovalutato e mi diverto tanto!

Bene, l’importante è divertirsi!
E vincere anche! (ride)

E vincere ovviamente! Max, dopo 5 anni al Sant’Agata Futsal che idea ti sei fatto del Mister e della Società?
Col Mister, proprio a livello personale mi trovo molto bene, penso sia un allenatore che tira fuori tutto il buono che hai e anche quando hai finito il buono, riesce a tirarti fuori qualcosa e a farti far la prestazione sempre e comunque. A livello umano e sportivo è l’allenatore a cui mi sono sentito più legato da quando faccio sport.
La Società ti mette a tuo agio, c’è tanto entusiasmo e voglia di fare. Sono tutte persone disponibili, tutti ti fanno sentire importante e secondo me questo è un aspetto che incide tanto anche rispetto a come vivi la stagione.

Cioè?
Se ti fanno sentire importante sei incentivato a dare quel qualcosa in più e invece, se ti senti trascurato, non riesci a mettere in campo tutto quello che hai. Direi che il Sant’Agata Futsal, per mister, ambiente, compagni e pubblico, è il posto ideale per far questo sport in particolare!

Ora ti faccio una domanda che forse non ti aspetti, cosa pensano i vostri avversari quando scendete in campo con la maglietta di Piccole Trasgressioni?
Questo sponsor rappresenta molto bene la voglia che ci mettiamo in campo (sorride). Siamo persone assettate di fare risultato e raggiungere l’obiettivo e lo sponsor rappresenta molto bene quella voglia di eccedere e andare oltre i limiti imposti. Non ci fermiamo a quello che la gente che si aspetta da noi, andiamo sempre oltre e raggiungiamo nuovi obiettivi. Questo non accontentarsi mai e la voglia che ci mettiamo è ben rappresentata da Piccole Trasgressioni.

Intervista ai giocatori del Sant’Agata Futsal 2004: mister LorenzoAllora Lorenzo, tu sei il Mister del Sant’Agata Futsal da 4 anni. Ti va di raccontarci le tue sensazioni su tutto quello che avete fatto insieme alla società, dalla C2 fino all’approdo in serie B nazionale?
Sono stati 4 anni fenomenali in cui abbiamo raccolto tanto, forse anche di più rispetto a quanto avevamo programmato.

Ricordo il giorno in cui ci siamo incontrati con la società: ci eravamo posti l’obiettivo nel primo anno di salvarci in C2, per poi provare nel secondo anno di andare in C1.
Invece, fin da subito abbiamo raccolto risultati importanti, con la vittoria della coppa e la promozione in C1. L’anno successivo è stata una cavalcata dalla metà stagione e abbiamo stravinto il campionato. L’anno successivo in B abbiamo raggiunto i Play Off al primo anno e quest’anno siamo qui: la stagione può ancora riservare sorprese positive visto che mancano ancora diverse partite alla fine.

Mister, il rapporto con la Società invece come è?
Beh, diciamo che credo che quando si ottengono grandi risultati ci deve essere sinergia tra società, allenatore, giocatori e tutto l’ambiente.
Quindi, sicuramente il rapporto è molto buono, è una società che si può definire “società-famiglia” con cui c’è un rapporto a 360° che va al di fuori dell’ambiente strettamente sportivo. Spesso e volentieri ci si trova anche per cene e altri momenti conviviali insieme.

La Società non ha mai messo pressioni anche se, diciamo la verità, quando si vince va sempre tutto bene! E le vittorie hanno favorito un ambiente molto lineare e socievole! (sorride)

Insomma, sicuramente il Sant’Agata Futsal è un ambiente positivo in cui praticare questo sport! Ora ti faccio una domanda un po’ spigolosa…dicci la verità, dopo tutte queste vittorie ti hanno cercato altre squadre?
Con la stagione ancora in corsa non ho avuto contatti con altre società e credo sia giusto terminare la stagione, raccogliere il massimo risultato possibile, non lasciare nessun punto di squadra e fare il massimo per questa società e colori. Poi, nel periodo estivo ci sono sempre contatti etc ma fa parte della normale attività del mercato dello sport. In questo momento penso solo alla nostra squadra e a fare il meglio possibile. Mi auguro di ottenere grandi risultati anche quest’anno.

La vostra squadra è sponsorizzata da Piccole Trasgressioni che crede fortemente in voi e nel vostro valore. Tu che obiettivi ti poni, che cosa cerchi in più dai tuoi giocatori?
Sicuramente voglio una squadra che non molla mai, una squadra tosta che nel campo non cede un centimetro all’avversario. Una squadra aggressiva che cerca anche lo scontro fisico con gli avversari cercando di aver la meglio. Lavoriamo tantissimo dal punto di vista fisico e psicologico, voglio dei giocatori che danno sempre il meglio come facciamo noi dello noi staff e la Società. Non abbiamo un obiettivo specifico se non quello di vincere sempre e raccogliere risultati alla fine.

In ogni partita in cui scendiamo in campo cerchiamo di ottenere il massimo del risultato, ci proviamo dall’inizio alla fine, ogni tanto non ci si riesce, ma l’obiettivo è di non mollare mai un centimetro e di fare sempre il massimo per la squadra e la Società.


Safira Bengell, signora della diversità culturale brasiliana

Safira Bengell, signora della diversità culturale brasiliana

Riportiamo tradotto in italiano il bel articolo che il sito AnnDoBrasil ha dedicato alla nostra Safira Bengell, icona Lgbt mondiale e inviata speciale per Piccole Magazine in Brasile.

Safira Bengell, signora della diversità culturale brasilianaLa Bengell è una delle attiviste della diversità culturale più rappresentative nel nostro Paese e all’estero, dove ha anche fatto una brillante carriera in teatri, TV e film.

La Comendadora Safira Bengell è un’attrice, produttrice culturale e direttrice artistica. Una guerriera nord-orientale, considerata la “Signora della diversità culturale brasiliana”. Nata a Teresina (PI), ha iniziato come editorialista sociale. È venuta a Rio de Janeiro negli anni ’70 e, essendo stata espulsa dalla casa di un parente, ha vissuto per strada e Alcione (la cantante) l’ha aiutata dandole da mangiare. Ha dormito dove oggi c’è il Sambódromo e sulle scale del Teatro João Caetano e faceva frequenti passeggiate a Cinelândia, perché amava vedere gli artisti travestiti dell’epoca.

Ha attraversato le vie dell’arte come prima copertina di Maria Alcina (usando appunto il nome artistico di “Maria Alcina”) ma presto cambiò il suo nome in Safira Bengell. Ha partecipato al Club del Ballo e ha lavorato ai palchi dei migliori nightclub di Praça Mauá. Ha lavorato al Rival Theater, Brigitte Blair, Casanova, Bolero in Avenida Atlântica e in innumerevoli case per spettacoli nella meravigliosa città di Copacabana e São Paulo.

La Bengell è una dei più importanti attivisti di “Cultural Diversity” nel nostro paese e all’estero, dove ha anche fatto una brillante carriera in teatri, TV e cinema. Ha lavorato insieme a Cristian da Sica, Michele Placido e Leo Gullotta, con cui ha presentato il Gay Pride Jubilee 2000, a Roma. Inoltre ha lavorato in TV con Iva Zanicchi, Alberto Castagna, Massimo Giletti. Ha partecipato a sfilate di moda come quella della celebre stilista Chiara Boni ed è stata invitata alle feste alla Maison de D&G, suoi amici a Milano.
In questa città, è stata la proprietaria della famosa show house Americana Disaster e per il suo successo ha anche vinto il premio “La regina della notte”, assegnato dall’importante rivista Vip. Ha anche lavorato con famosi fotografi italiani come Sérgio Caminata e Carlos Lavatori. Nel 2008, è tornata in Brasile e ha lavorato come presentatrice in TV Band a Teresina.

Safira Bengell detiene il titolo di Comendadora, dal momento che ha ricevuto un onore: la Medaglia del Merito del Rinascimento, concesso dal governo dello Stato del Piauí, per l’attivismo culturale e le azioni umanitarie. Combattente, ha creato la giurisprudenza nella giustizia del Piauí ed è stato la prima in Brasile ad avere il diritto di modificare il nome e utilizzare quello artistico nei documenti. Attualmente, il diritto è stato esteso a tutti, a titolo gratuito. È stata una delle fondatrici della creazione del Comitato tecnico della cultura LGBT del MinC, essendo la prima artista “Travestita” ad avere un ruolo nella società civile.

Safira Bengell è stata la prima artista trasformista del nord-est ad essere al centro della scena artistica nazionale e ora torna sul palco di Teresina, nello spettacolo di sua creazione, “LES GIRLS FOREVER”, con un cast fantastico.
Lo spettacolo musicale “Les Girls Forever” porta parte della storia e della memoria dei pionieri travestiti e artisti brasiliani che sono emersi durante la dittatura militare (anni ’60 / ’70). Rivoluzionari, i travestiti (come sono diventati più noti) sono considerati espressione culturale, un “fenomeno” nato in Brasile, ammirato e imitato in tutto il mondo! Un grande successo sui generis che ha affollato i teatri, locali notturni nazionali e internazionali.
Inviti a TV, riviste, influenti concorsi di bellezza, grandi danze di carnevale in tutto il Brasile.
Il “travestito” è un riferimento culturale perché detta i comportamenti e la moda fino ad oggi qui e all’estero. E questo stile di show, caratterizzato da lusso e glamour, è il “tonico” per il mondo dello spettacolo; genera posti di lavoro e reddito per artisti di fama nazionale e valorizza gli artisti locali che sono inclusi in ogni città.

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Safira Bengell, dama da diversidade cultural Brasileira

Safira Bengell, signora della diversità culturale brasilianaLa Bengell é uma das mais representativas ativistas da Diversidade Cultural em nosso país e no Exterior onde também fez uma brilhante carreira nos teatros, TVs e cinema.

A comendadora Safira Bengell é atriz, produtora cultural e diretora artística. Uma nordestina guerreira, considerada a “Dama da Diversidade Cultural Brasileira”. Natural de Teresina, (PI), começou como colunista social. Veio ao Rio de janeiro na década de 70 e, sendo expulsa da casa de uma parente, esteve em condição de rua sendo que Alcione (a cantora) a ajudava com alimentos. Dormia onde hoje é o Sambódromo, e nas escadarias do Teatro João Caetano além de frequentes passeios na Cinelândia, pois amava ver as artistas travestis da época. Seu ícone, Rogéria! Enveredou pelos caminhos da arte como a primeira cover de Maria Alcina (usava o nome artístico de “Maria Alcina”). Logo mudou seu nome para Safira Bengell. Participou do primeiro quadro Eles e Elas, no Clube do Bolinha. Trabalhou nos palcos das melhores casas noturnas da Praça Mauá. Trabalhou no Teatro Rival, Brigite Blair, Casanova, Bolero na Avenida Atlântica e em inúmeras casas de Espetáculos na cidade maravilhosa. casas de Copacabana e São Paulo.

La Bengell é uma das mais representativas ativistas da Diversidade Cultural em nosso país e no Exterior onde também fez uma brilhante carreira nos teatros, TVs e cinema, chegando a trabalhar ao lado de Cristian di Sica, Michelle Plácido e Leo Gulota, com quem apresentou o Gay Pride Jubileu 2000, em Roma, e na Tv com Iva Zanichi, Alberto Cartanha, Máximo Gillete. Participou em desfiles de modas como o da renomada estilista Chiara Boni; foi convidada das festas na Maison de D&G, seus amigos em Milão. Nesta cidade, era sócia proprietária da famosa casa de shows de transformistas American Disaster e pelo sucesso, chegou a ganhar o prêmio de “Rainha da Noite”, concedida pela importante Revista Vip. Também fez trabalhos com os conceituados fotógrafos italianos como Sérgio Caminata e Carlos Lavatori. Em 2008, retornou ao Brasil e trabalhou como apresentadora apresentadora na TV Band (em Teresina).

Safira Bengell detém o título de Comendadora, pois ela recebeu uma honraria: a medalha do Mérito Renascença, concedida pelo Governo do Estado do Piauí, pelo ativismo cultural e ações humanitárias. Lutadora, criou jurisprudência na justiça do Piauí e foi a primeira no Brasil a ter o direito de poder modificar o prenome e usar o artístico nos documentos. Atualmente, o direito estendeu-se a todos, gratuitamente. Foi uma das articuladoras da criação do Comitê Técnico de Cultura LGBT do MinC, sendo a primeira artista travesti ter assento como sociedade civil neste comitê.

Safira Bengell foi a primeira artista transformista nordestina a ter lugar de destaque no cenário artístico nacional e, agora, retorna aos palcos em Teresina,  no show de sua criação, LES GIRLS FOREVER, com grandioso elenco.

O  espetáculo musical Les Girls Forever, traz um pouco da história e da memória das pioneiras artistas travestis e transformistas brasileiras que surgiram na época da ditadura militar (anos 60/70). Revolucionárias, as travestis (como ficaram mais conhecidas) são consideradas expressões culturais, um “fenômeno” nascido no Brasil, admirado e imitado em todo o mundo! Sucesso sui generis lotando teatros, casas noturnas nacionais e internacionais. Convites para TVs, revistas, influenciando os concursos de beleza, grandes bailes de Carnaval pelo Brasil, etc… O travesti, é referência cultural, ditando comportamentos e moda até hoje aqui e no exterior. E este estilo de show com luxo e glamour é a tônica do espetáculo; com geração de emprego e renda para artistas de renome nacional e valorizando os artistas locais que são incluídos em cada cidade.


Oggi si festeggia il CAKE and CUNNILINGUS DAY!

Oggi, 14 aprile, è una giornata molto particolare: si festeggia infatti il Cake and Cunnilingus Day, una giornata tutta dedicata al piacere femminile, nata in risposta allo “Steak and BlowJob Day” del mese scorso, rivolto agli uomini.
Ma la “cake”, cioè torta, cosa c’entra? Beh, a quanto si legge sul sito ufficiale dell’evento, testualmente citiamo: “Si tratta di sdraiarsi e rimpinzarsi di torta al cioccolato mentre il nostro amante infila la sua lingua ardente nella nostra vagina”. Basta indecisioni tra torta e sesso orale, oggi puoi avere entrambe!

Questa inusuale e divertente celebrazione è americana e poteva forse il Sexy Shop Boutique “I Trasgressivi” non pensare a festeggiarla? Ovviamente no, ed ecco pronti per te una serie di sex toys davvero hot per viverla al meglio:

Per farti sorprendere e stimolare dal o dalla partner, fagli usare sulle labbra il LUCIDALABBRA TRASPARENTE AROMA FRAGOLA GLOSS STIMULANT ORAL – PLAISIRS SECRETS aromatizzato alla fragola. Diventeranno un vero distributore di piacere, per stimolare ed emozionare le parti intime e vivere momenti di passione memorabili.

Chi l’ha detto che la masturbazione con un sex toys non possa essere anche più appagante di quella fatta dal partner? Vuoi provare? Lo Stimolatore Clitorideo Pinx Wonder Kiss di Toyz4Lovers ti sorprenderà! E’ il primo masturbatore donna di T4L, dalla tecnologia di ultima generazione ad aspirazione e dal design raffinato e simpatico. Maneggevole e comodo anche da portare in borsa, è realizzato in ABS e morbido silicone di alta qualità e il suo funzionamento si basa sulla capacità di succhiare il clitoride con diverse modalità e programmi. Fatti coccolare da Wonder Kiss, non tornerai più indietro!

Infine, lasciati mordere via la biancheria intima fino ad arrivare al fulcro del tuo piacere. Lo Slip zuccherato commestibile è perfetto per essere il dessert del tuo /a partner. Lasciati assaggiare mentre lo indossi, sarai dolce e sexy. Preparati a vivere momenti piccantissimi e dolci, il mix tra caramelline zuccherate e della lingua ti garantiranno orgasmi unici!

Buon Cake and Cunnilingus Day a tutte con “I Trasgressivi”! E non dimenticate…la torta al cioccolato!


Un bacio tira l'altro

Un bacio tira l'altro

Questo periodo, in cui il sole tramonta sempre più tardi e i sensi si accendono, mi porta con il pensiero ad un’esperienza, avvenuta nella giornata mondiale del bacio, che ha cambiato in meglio la relazione con il mio compagno storico e che mi ha fatto scoprire un lato di me di cui non sospettavo nemmeno l’esistenza.
Conobbi Carlo quando eravamo poco più che bambini: cresciuti fianco a fianco, alla fine del liceo ci siamo messi insieme e, poco dopo, siamo andati a convivere; non ero mai stata con un altro uomo, né lui con un’altra e, nel corso degli anni, abbiamo esplorato gradatamente la nostra sessualità.
Non ho mai avuto modo di lamentarmi del mio compagno, tuttavia, col tempo, la routine prese il sopravvento e, a letto, iniziammo ad annoiarci; sentivo il bisogno di una scossa e, quando lo confessai a Carlo, capii che non ero la sola.
Parlando, ci rendemmo entrambi conto che era proprio il fatto di non essere mai andati con un’altra persona che ci causava quella sensazione di mancanza che avevamo, e alla fine decidemmo: volevamo risolvere la situazione, per il bene della nostra relazione e, perché no, per concederci una serata diversa.

Iniziammo a pensare a chi potesse fare il caso nostro e la nostra scelta cadde su Sara e Nicola, nostri buoni amici, spigliati, simpatici e con una certa propensione per la trasgressione, come non mancavano mai di sottolineare; decidemmo di invitarli a cena a casa nostra in occasione del World Kiss Day, immaginando fosse un buon argomento di conversazione, in grado di portare anche ad altro.
Eravamo abbastanza sicuri del tipo di serata a cui andavamo incontro, così feci rifornimento in un sexy shop poco distante e agghindai la nostra camera da letto con vibratori, boccette di olio per massaggi e tutto ciò che poteva accendere la nostra fantasia. I nostri amici si presentarono puntualissimi con una bottiglia di chardonnay ghiacciata, che ben si abbinò alla magnifica cena a base di pesce che Carlo ci preparò: è proprio un compagno ideale, impeccabile anche in queste situazioni.

Ben presto la situazione divenne allegra e informale; presto si toccò l’argomento del World Kiss Day e tra una chiacchiera e l’altra ci ritrovammo, in una sorta di obbligo o verità, a scambiarci innocenti baci a stampo tra risate divertite; quando, però, dovetti baciare Sara, che nel frattempo mi prese il viso tra le mani e mi guardava intensamente, i sorrisi dei due uomini si fecero appena accennati e i loro sguardi si accesero, specie appena la mia amica iniziò a baciarmi con trasporto, con la sua lingua che si insinuò tra le mie labbra, non trovando resistenza.

Il silenzio divenne carico di eccitazione e, voltatami a guardare Carlo, notai la sua grossa erezione spuntare dai jeans; le mie mani, come se si muovessero autonomamente, si spostarono sui fianchi della ragazza e, da lì, sul suo generoso décolleté, che presi a scoprire sempre di più, fino a rivelare la sua lingerie di pizzo nero: era chiaro, ora, che erano venuti a cena con le stesse, piccanti intenzioni nostre.
Non riuscivo a smettere di baciare Sara né di lanciare occhiate provocanti a Nicola, che nel frattempo aveva, molto audacemente, iniziato a toccarsi lentamente la sua grossa verga; incoraggiata sia dalla mia amica che dal mio compagno, mi avvicinai al ragazzo, seduto sul divano, e caddi in ginocchio di fronte a lui, ritrovandomi a pochi centimetri dal suo membro: stavo per superare un limite importante, quello di fare sesso con un altro di fronte al mio partner ed ero più che mai decisa ad oltrepassarlo.

Dopo una rapida occhiata a Carlo, iniziai a lavorarmi con la bocca Nicola, facendomi scivolare in gola quanto più potevo la sua verga con lui che dettava, con la mano, il ritmo.
Passando le labbra dalla base fino alla grossa punta del membro, osservavo il mio ragazzo che esplorava con la lingua la mia amica che si era liberata di tutti i vestiti e che spingeva le sue anche contro la bocca di Carlo, in un crescendo di eccitazione e piacere.
Presto,mi alzai e condussi Nicola per mano verso la zona notte, seguita a ruota dal mio compagno e Sara; una volta là, mi adagiai sulle coperte e, presa da un desiderio puramente egoistico, spinsi la testa del ragazzo tra le mie gambe: volevo essere io, per qualche minuto, la sola a godere, per cui attrassi a me anche Carlo e la mia amica, avvicinando le mie labbra frementi a quelle di lei mentre offrivo i miei seni al mio fidanzato, che da sempre ne andava pazzo e che prese ad assaporarli con ingordigia.
Mi trovai, così, al centro esatto dell’attenzione, con tre bocche affaccendate sul mio corpo, con il solo scopo di donarmi piacere.

D’un tratto Sara fu presa dalla mia stessa voglia e si sedette sulla mia faccia; per un lungo istante rimasi interdetta, essendo la mia prima esperienza con una donna, ma quando affondai le mie labbra nel suo frutto, umido di eccitazione, provai un ulteriore brivido di libido, che si intensificò quando Carlo, alzatosi in piedi sul letto, si fece leccare dall’avida bocca della ragazza il suo bel membro.

Ancora impegnata con lei, con una mano presi un piccolo plug anale dal comodino e, inumiditolo a dovere, lo infilai nel piccolo sedere della giovane che, ritrovandosi occupata su ben tre fronti, sembrò gradire immensamente.
Nicola, però, voleva qualcosa di più: presami per le caviglie, mi trascinò verso di lui e, dopo avermi aperto le gambe, affondò in me con decisione, proprio negli stessi istanti in cui Sara spinse Carlo sulla schiena e, cavalcioni, si fece scivolare la verga del mio compagno dentro: era la coppia dei nostri amici, in quel momento, a condurre i giochi, e devo ammettere che la vista della mia dolce metà in balia di un’altra donna proprio a pochi centimetri da me, che subivo la stessa, dolcissima sorte, ancora oggi che ci penso mi fa bagnare dall’eccitazione.

Carlo, dopo pochi secondi fu alle spalle della mia amica e iniziò a penetrarla forsennatamente: l’espressione dei due mi mandava in estasi e, appena Nicola mi fu dentro, imitando Carlo, toccai il cielo con un dito, in un turbinio di piacere che fatico a scordare.
Eravamo tutti e quattro al limite, pronti ad esplodere, ma io volevo ancora togliermi uno sfizio che mai avevo provato e quando notai un grosso dildo a portata di mano, non esitai a prenderlo, togliendo il membro del ragazzo per indirizzarlo verso il mio minuscolo ano, rimasto fino ad allora inviolato.
Ben presto Nicola riprese a divertirsi con veemenza, mentre usavo su me stessa il sex toy che avevo afferrato e che contribuiva a donarmi un piacere immenso.
Quasi come se ci fosse stata una tacita intesa, venimmo tutti nel giro di pochi momenti, con la sottoscritta che, appena avvertì il caldo getto dell’amico dentro la sua persona, raggiunse un orgasmo come mai ne aveva provati; esausti e grondanti sudore, ci guardammo l’un l’altro compiaciuti e in parte anche stupiti per l’intensità delle sensazioni provate.
Dopo un attimo di inevitabile imbarazzo, fu Carlo a rompere il silenzio, proponendo un drink; tornati in sala da pranzo, ancora completamente nudi, ci versammo, estremamente divertiti, un ultimo calice di vino, brindando ai baci e a quello che possono portare!


International Kissing Day

Oggi, 13 aprile, si festeggia l’International Kissing Day, la giornata mondiale del bacio, un giorno romantico per celebrare una delle cose più belle che esistano! Questa attesa giornata è stata istituita nel 1990 in Gran Bretagna e da allora ha coinvolto un po’ tutti i Paesi del mondo con tante iniziative diverse. Un bacio può essere d’amicizia, d’amore, d’addio…ma quelli che preferiamo noi sono quelli carichi di passione!
E poteva forse il sexy shop Boutique “I Tragressivi” non celebrare questa bella ricorrenza? Naturalmente con lo stile che lo contraddistingue…hot ma con classe!

Nello shop online e in Boutique troverai diversi articoli per vivere questa giornata al meglio e far felice il partner o…chi vuoi tu!
Iniziamo con il LUCIDALABBRA TRASPARENTE AL LATTE DI COCCO DIVINE ORAL PLEASURE GLOSS – SUNGA, un lucidalabbra trasparente aromatizzato al latte di cocco. Siamo sicuri che con questo i tuoi baci saranno indimenticabili!

Proseguiamo con TERAPIA SEXY ZUCCHERO FILATO – ORGIE, un Set per massaggio con le labbra che contiene un olio per l’effetto bacio caldo e una piuma per permettervi di scoprire insieme ad un manuale i segreti di questo bacio. Per baci unici sulla pelle del tuo partner!

Se l’idea di fare massaggi ti ha stuzzicato, allora adorerai anche il KIT MASSAGGIO KISSABLE – LIPS MASSAGE KIT STRAWBERRY – ORGIE.
Contiene un Olio baciabile, deliziosamente sensuale che fornisce una leggera sensazione di calore nelle aree applicate, ideale per giochi orali; una piuma da utilizzare nella tecnica “massaggio delle labbra” e una guida che spiega il massaggio nei dettagli.

Buon International Kissing Day a tutti con “I Trasgressivi”! Ti aspettiamo!


Intervista a Valentina Castillo, Miss Trans Star Uruguay 2017

Intervista a Valentina Castillo, Miss Trans Star Uruguay 2017

Vi presentiamo oggi la splendida Valentina Castillo, eletta Miss Trans Uruguay 2017 che ha accettato di fare con noi questa intervista in modo che la sua voce possa giungere a tutta la comunità LGBT dell’America Latina e del mondo.

Intervista a Valentina Castillo, Miss Trans Star Uruguay 2017Ciao Valentina e benvenuta!
Ciao a tutta l’Italia, all’Europa e al mondo. E’ un piacere per me fare questa intervista e raccontarvi quella che fu la mia esperienza nel concorso di Miss Trans Star in Uruguay e anche in Europa.

Raccontaci, come è stata la tua esperienza?
La verità è che è stato un processo veramente difficile, essere eletta Miss Trans Star Uruguay è sempre stato un sogno.
La mia infanzia è stata piena di tante decisioni, insicurezze, pensieri, sentimenti forti. Ho vissuto anche momenti di violenza domestica a livello famigliare e non è stato facile.

Quando ho iniziato il mio percorso di transizione e mi sono resa conto che volevo essere una ragazza trans e non un ragazzo, ho vissuto tutto piano piano e duramente.  A 18 anni ho potuto essere una ragazza trans al completo, ma prima ci sono state tante difficoltà nel mio percorso per raggiungere quella che sono, fisicamente e anche mentalmente.

Però, penso che quando si superano certe sfide si può raggiungere tutto quello che vogliamo: guardavo un programma come Miss Universo e dicevo a me stessa: “Wow, come mi piacerebbe essere un giorno una di queste ragazze oppure una ragazza d’un videoclip”.
Oggi, alla mia età, ho vissuto questa bella esperienza ed è stato possibile perché sì, sono una bella ragazza intelligente, ma ho avuto la fiducia e l’aiuto della mia famiglia. Quando vogliamo una cosa, si può raggiungere sempre con fede.

Bene, significa quindi che hai avuto l’aiuto della tua famiglia, i tuoi genitori, tuoi fratelli, loro stavano sempre insieme a te durante il processo di transizione?
Si, diciamo che durante la mia infanzia ho ricevuto molte discriminazioni a scuola, anche nella società visto che ero sempre notevole e diversa rispetto a un bambino normale. Facevo cose da bambina di cui avevo la voce, i capelli, la delicatezza. A quei tempi, 10 o 15 anni fa non era ben accetto essere gay, travestito, transessuale, lesbica.

Intervista a Valentina Castillo, Miss Trans Star Uruguay 2017Hai sofferto quello che adesso conosciamo come “bullismo”.
Si, infatti non ho potuto finire i miei studi per quel motivo. A scuola ho sofferto di bullismo sia dai miei compagni, sia da tutto l’Istituto.
Oggi mi sono trasformata, è possibile farlo in Uruguay e abbiamo i nostri diritti come il nome. Io sono esempio che tutto è possibile, anche se 10 anni fa non potevamo uscire e identificarci come trans, oggi possiamo andare ovunque e siamo trattate con rispetto: la mia esperienza di sofferenza mi ha insegnato tanto.

Eccellente ragionamento. Ma dimmi Valentina Castillo, quando ti sei resa conto che potevi definirti trans?
Avevo 14 – 15 anni e mi vedevo un po’ differente: i miei capelli, la voce, i seni, mi vedevo più femmina e quando sceglievo come vestirmi dicevo: “questo è mio, questo è ciò che desidero”. Ringrazio anche mamma e papà che mi hanno cresciuta come una bambina: loro sapevano già che ero così ed è grazie a loro se oggi sono quella che sono.

E’ molto importante che i tuoi genitori ti abbiano dato il supporto e la tua determinazione è stata fondamentale per la tua personalità. Complimenti. Allora, ora una domanda personale: parliamo della parte emotiva delle ragazze trans.
A volte la società pensa che voi non avete diritto ad avere l’amore nella vostra vita. Hai avuto un fidanzato? Ti sei mai innamorata?

Quando mi chiedono sull’amore, faccio sempre una differenza tra quello che è amare e sentirsi amati. Forse, qualche tempo fa pensavo di non avere quella possibilità come le altre ragazze. Tutti noi meritiamo d’innamorarci, essere una coppia, ma ho visto che si è perso il rispetto dell’essere umano.
Ho avuto la possibilità di innamorarmi ma ho deciso di accantonare un po’ questa cosa perché adesso ho altri obiettivi che sono ancora più importanti e l’amore ti prende tempo! (sorride)

Intervista a Valentina Castillo, Miss Trans Star Uruguay 2017Torniamo a parlare del concorso, raccontaci di Miss Trans Star Uruguay, come ti sei trovata?
Col vestito non ho avuto dei problemi visto che ho un mio zio che è stilista. L’abito che ho usato apparteneva a una delle mie zie che lo aveva usato per sposarsi! Allora non ero ancora una trans completa e mi era sembrato subito molto bello e ricordo di avere detto: “Wow, voglio quel vestito!”.
Lei me lo ha prestato e ho sentito subito la magia, quel desiderio e l’incanto e quando ho vinto è stato un momento molto intenso.

E’ stato un successo personale grandissimo vista la discriminazione che ho sofferto tanti anni fa, e dopo vedermi lí, in TV, in Uruguay, consapevole che Valentina Castillo era quella persona che 10 anni fa era la più discriminata e odiata della città…che emozione! La mia famiglia, gli amici, tutti hanno visto la notizia e dopo sapevano che dovevo rappresentare il Paese in Europa.
Da quel momento, non ero più quella ragazza trans catalogata come di solito la gente fa, ovvero abbinandoci alla prostituzione, droga e delinquenza. Ecco, quello per me è stato molto importante.

Al Miss Trans Star International come ti sei trovata? Quali erano le tue aspettative, ti trovavi come in casa, dici tutto.
Bene, le aspettative erano tante. Era la prima volta che andavo in Europa e rappresentare il mio Paese è stata una bella esperienza, conoscere tutte le ragazze trans di altre culture, altre realtà e altre storie di vita. Ho fatto amicizia e dato il meglio di me.
Ho fatto sapere al mondo che in Uruguay stiamo lottando per i nostri diritti, che sono vivere senza discriminazioni e lavorare.
Dopo la mia amica Natalia vi racconterà tutto sulla approvazione della legge trans. Ho girato la Spagna, partecipato a cene e mi sono ricordata di quando guardavo Miss Universo in Tv e pensavo che stavo vivendo un’esperienza unica.

Tu sei attivista dei diritti umani in Uruguay?
Nel 2017 stavamo lavorando sull’approvazione della legge per i diritti trans ma in quel momento era solo un progetto, non ancora sviluppato. Io poi studiavo sulla scenografia per dare il meglio di me al concorso.

Dopo avere vinto ed avere consegnato la corona alla nuova e attuale Miss, cosa fai adesso?
Ho un certificato di modellista e truccatrice professionista, disegno abiti da sposa e abiti per ragazze per le feste dei 15 anni. Volevo iniziarmi come modella professionista ma per quello voglio tornare in Europa.

Speriamo di conoscerti di persona, averti qui alla redazione di Piccole Magazine ci farebbe piacere, visto che siamo nati per dare voce e potere alla comunità LGBTQI.
E’ quello che dovrebbe fare la società e tutta la comunità. Tutti dobbiamo imparare, tutti abbiamo diritti, non dobbiamo avere dubbi, dobbiamo appuntare sul cuore tutto quello che desideriamo fare e così raggiungeremo tutti nostri obiettivi.

Per finire questa bellissima intervista con te, ci piacerebbe avere un messaggio da Valentina Castillo per l’Uruguay, l’Italia e per tutte le ragazze trans del mondo.
La storia di Valentina Castillo è come la storia conosciuta de “El Patito Feo” (“Il brutto anatroccolo”), proprio così, in cui c’era violenza ma anche umanità. Quando desideriamo fare una cosa, quando vogliamo raggiungere un successo…tutte possiamo perché volere è potere! Certo, non è facile, ma è questa la vera chiave del successo: imparare da ogni sbaglio. Tutti abbiamo le stesse possibilità, tutto sta nella nostra mente.

Bene, Valentina Castillo sei un vero esempio per tutti di come i sogni possono diventare realtà. Un forte abbraccio e ricordati che per te le nostre porte sono sempre aperte così come per tutta la comunità LGBT.
Grazie a voi di Piccole Magazine per avermi permesso di raccontare la mia esperienza di vita. E’ stato un vero piacere parlare con voi, sono stata felice di essere con voi oggi. A presto!