copertina lux drag queen

Lux: 'il bullismo non mi ha piegato e oggi sono fiera di me!'

lux drag queenDavide Massoli è un giovane ragazzo siciliano, trasferito in Friuli due anni fa dopo aver finito il liceo. Artista eclettico, sta cercando con tanta fatica e impegno di inserirsi nel mondo dello spettacolo e di notte veste i panni della drag queen Lux, 1° clssificata prferita dal pubblico alla semifinale di Ciao Drag Queen Triveneto che si è svolta pochi giorni fa al Teatrò di Abano Terme.

Bongiorno Lux, complimenti per la vittoria a Ciao Drag Queen Triveneto, te lo aspettavi?
Ti ringrazio! Onestamente sì e no, dato l’andazzo dell’episodio. Devo dire che è molto gratificante per una persona come me che non ha mai avuto nessuno che considerasse la proprio arte in quanto tale, avere ora un intero pubblico che ti loda e ti sceglie come preferito!

Chi è Lux?
Lux è la parte di me che è riuscita a trovare, quando ero più piccolo e vittima di bullismo, una via di fuga e libertà in ogni forma possibile d’arte. Da questo punto di vista mi discosto un po’ dal resto delle drag, perché se la propria drag persona è normalmente un “personaggio” da palco, per quanto riguarda me, Davide e Lux combaciano.
Posso essere Lux giù dal palco e posso essere Davide sul palco, il nome è nato ancora prima che cominciassi a truccarmi, come nome d’arte per firmare i miei quadri, disegni o poesie.

Fin da piccolo hai sempre avuto una spiccata sensibilità artistica dunque. Quando hai pensato di muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo?
Direi che la mia passione per lo spettacolo non è necessariamente “nata”, quanto più sempre stata… sono sempre stato fin da piccolo una persona a cui piaceva avere le attenzioni su di sé (ride). Semplicemente, crescendo è diventato più del semplice volere i “riflettori puntati addosso”, è diventato quasi un bisogno di creare qualcosa che gli altri possano vedere, di creare qualcosa che trasmetta emozioni e che sia per me un canale di sfogo delle mie emozioni.

Ricordi il giorno in cui sei stata “folgorata” dal mondo drag?
Ricordo il momento esatto in cui per la prima volta vidi un ragazzo truccato: ero su Youtube, avevo appena 13 anni credo e incappai per caso in un video musicale di Jeffree Star.
Quando lo vidi con le sopracciglia disegnate a metà fronte, quegli ombretti neon e cresta rosa rimasi folgorato e la prima cosa che pensai fu “wow allora posso farlo anche io!”.

Ad oggi, lui è ancora il mio idolo e devo molto a lui come persona, probabilmente in questo momento non sarei qui a parlare di queste cose e del mondo drag se non avessi visto che per me c’era questa possibilità di poter diventare quello che volevo.

Dicevi appunto che non c’è tanta differenza anche di look tra Davide e Lux. Intendi anche nel trucco e parrucco?
Fregata! (ride) Il mio armadio giornaliero e il mio armadio drag combaciano più di quanto immagini! A livello di trucco e vestiti faccio drag da quando ero piccolo, e ad oggi mi trucco giornalmente per uscire quindi sì, ora ho semplicemente cominciato a farlo anche su un palco (ride). Comunque l’idea di girare per strada in drag è una cosa che mi ha sempre divertito molto, vedere come la gente reagisce ad un ragazzo truccatissimo e in tacchi è molto interessante quando non c’è pregiudizio, e se hai la pelle abbastanza dura, è interessante anche quando il pregiudizio c’è.

E a te è mai successo di sentirti discriminata?
Crescere in sicilia come ragazzino gay, effeminato e che si truccava è stata la cosa più faticosa che la vita mi abbia mai messo davanti in ventun’anni. Sono stato vittima di bullismo sia verbale che fisico per diversi anni e quando la gente mi chiede, io sono sempre fiero di raccontare questa parte della mia vita perché è la dimostrazione che nessun tipo di razzismo può piegare una persona se questa rimane fedele a chi si sente di essere. La resistenza, la perseveranza e l’impormi per ciò che sono è quello che mi ha portato qui oggi.

Questo è un bel messaggio da dare. Tu sei una drag queen con uno stile non tradizionale, sei più moderna e androgina in un certo senso. Ma che caratteristiche deve avere una drag per colpire al cuore il pubblico?
Cerco sempre di rinnovarmi volta dopo volta spingendo la mia creatività oltre i miei limiti per vedere fin dove posso arrivare, ti ringrazio! Comunque credo che non ci sia uno “schema” o delle caratteristiche/regole da seguire per conquistare un pubblico, per la mia breve esperienza sui palchi e per il grande riscontro che ho avuto direi che la chiave è semplicemente seguire il proprio istinto, per qualunque cosa. Prima di essere una drag queen e un performer sono anche io parte di un pubblico, e vedere su un palco una persona che si lascia andare e fa quello che sente è davvero bellissimo, perché in un certo senso entri in contatto con la persona che c’è dietro tutto il trucco e il parrucco.

Lux, un pro e un contro del mondo delle drag queen?
Un pro credo sia il fatto che come professione e lavoro sia il più bello in assoluto, un contro invece è proprio il fatto che qua in Italia, a causa dell’ignoranza, è ancora difficile poter lavorare solo di quello: da questo punto di vista se in America riesci a pagarti le bollette facendo drag, qui gli anni di gavetta raddoppiano e le probabilità di poter vivere economicamente solo con questo diminuiscono. Spero vivamente che in futuro le cose cambino!

Che genere di spettacoli proponi al tuo pubblico?
Con i miei spettacoli cerco sempre di trasmettere qualcosa e di presentare qualcosa che abbia senso, un filo logico dal trucco, alla scelta dei vestiti, alla canzone e a come la interpreto. In Italia, senza screditare il lavoro di nessuno, purtroppo vedo spesso drag queen che si limitano a fare spettacoli vuoti, dove fanno qualche spaccata e fanno divertire il pubblico e quello è anche fondamentale, ma io cerco sempre di elevare quello che faccio a qualcosa di più concettuale e soprattutto farlo nel minimo dettaglio. Purtroppo o per fortuna sono maniacale da questo punto di vista quindi voglio sempre che sia tutto perfetto (sorride).

Oltre a Jeffree Star, c’è un altro artista da cui prendi ispirazione?
Tantissimi! Ho cominciato a seguire diverse drag queen online quando tanti anni fa cominciai ad interessarmi al programma americano RuPaul’s Drag Race, e tanti anni dopo seguo drag queen e artisti da tutto il mondo che fanno dalle cose più comuni alle cose più strane. Credo che se affini bene la vista, ovunque c’è ispirazione da trarre, senza dimenticare mai di metterci la tua personalità ovviamente!

Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere la carriera di drag queen?
Un consiglio che darei è di guardare sempre quello che fanno gli altri, trarre spunto e ascoltare chi ha più esperienza di te, non dimenticare MAI di divertirti e soprattutto, quando credi che quello che stai per presentare su un qualsiasi palco sia perfetto, ricontrollalo due volte perché c’è sempre qualcosa che può essere migliorato!

Lux, che progetti hai per il futuro? Dove ti vedremo prossimamente?
Sono davvero molto gasato per i prossimi eventi! Il 15 marzo sarò alla finale del Ciao Drag selezione Triveneto, sperando di vincerla; il 7 Aprile invece mi troverete al Master Queen selezione Nord Est, organizzato da Shantey Miller, ed entrambi si terranno al Teatrò di Abano Terme, Padova. Ah, e ovviamente punto a vincere anche questa (ride).
Una piccola novità che invece è in fase di lavorazione è la mia collaborazione con il collettivo artistico burlesque Hurly Burly Show che quest’anno collabora con il Vicenza Pride per il THAT’S BURLESQUE: quattro date, una al mese a partire da Marzo, mirati alla raccolta fondi e alla realizzazione del Pride di Vicenza il 15 Giugno 2019; ancora però non so in quale o quali degli spettacoli performerò per cui più info arriveranno presto.

Grazie Lux, ti facciamo un grande in bocca al lupo per i tuoi progetti.
Vi ringrazio davvero tanto, sono molto grato dell’interesse che avete avuto per questo ragazzo di provincia (sorride). Sono ancora quasi incredulo che la mia vita sia cambiata e si sia ribaltata così velocemente in così pochi mesi, contando che ad agosto avevo quasi intenzione di cominciare l’università.

Sarebbe stato un vero peccato, come mai?
Stavo per buttare la spugna per quanto riguarda i miei sogni di fare drag e salire su un palco. Ma ringrazierò fino alla fine Madame Cabaret e tutte le persone che hanno visto qualcosa in me di bello e diverso e credendo nelle mie capacità e potenzialità mi hanno permesso di salire su un palco ed essere me. Grazie davvero!

***
Vi ricordiamo che potete vedere l’intero reportage di Ciao Drag Queen Triveneto su Piccole Magazine Tv.

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Felisia Bulgari: 'la mia ispirazione sono io!'

Felisia Bulgari: 'la mia ispirazione sono io!'

Parola d’ordine: determinazione! E’ una storia di successo quella che ci racconta oggi Felisia Bulgari, famosissima trans performer e vocalist che anima da anni le notti dei locali più cool del Sud Italia e non solo. Ma conosciamola meglio in questa intervista a cuore aperto.

Intervista a Felisia Bulgari: 'la mia ispirazione sono io!'Buongiorno Felisia, presentati ai nostri lettori!
Ciao a tutti gli amici di Piccole Magazine! Mi chiamo Felisia Bulgari, ho 31 anni e sono una ragazza trans. Lavoro come make up artist e curatrice di immagine in Puglia, precisamente a Bari dove vivo con i nonni materni ancora oggi.

Sei molto legata alla famiglia?
Si, per me la famiglia è molto importante e sono del parere che i nonni vanno vissuti fino all’ultimo secondo, per chi ha la fortuna di averli ancora. Nel weekend poi mi divido tra Bari e Napoli poiché il mio lavoro da performer-vocalist e ragazza immagine mi porta a viaggiare spesso.

Quando è nata la tua passione per il mondo dello spettacolo?
E’ nata all’incirca quando avevo 14 anni e iniziavo a frequentare il mondo gay. All’epoca c’era un locale storico in Puglia che si chiamava Merendero e durante una serata Narciso ho visto per la prima volta su quel palco un gruppo di Drag Queen che hanno fatto la storia delle drag in Puglia.
Si chiamavano “Les Plus Belles” e in quell’istante gli occhi di quel ragazzino che fino ad allora non aveva mai visto una drag queen si illuminarono e si innamorarono di quello che stava guardando su quel palco a tal punto che ho un paio di mesi dopo decisi di partecipare a Miss Drag Sud, facendo nascere il personaggio Felisia.

Dunque, inizialmente, Felisia Bulgari è nata come Drag. Ti ha aiutata qualcuno?
Ho iniziato a documentarmi e con l’aiuto di una persona stupenda, nonchè amico, Diego Claudio alias La Wanda Gastrica. Mi prese sotto la sua ala protettiva e mi face esibire nelle sue serate in Puglia aiutandomi con consigli per il trucco, movenze e vestiario che avrebbe dovuto avere una drag queen. Tutt’ora gli dico ancora grazie.

Hai continuato a partecipare ai concorsi?
Si, nel 2006 scelsi di partecipare al “Miss Drag Queen College Italia ” organizzato da colei a cui devo molto e porto sempre nel cuore, una collega nonché amico che oramai non c’è più: parlo di Karl Du Pigne (sorride). Lei è venuta a mancare qualche mese fa ma avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Ha creduto nella mia carriera artistica e anche grazie al suo sostegno ho vinto quell’anno il 1° posto a Miss Drag Queen College Italia.

Quando eri una drag queen avevi un’artista in particolare a cui ti ispiravi?
Non proprio. L’Italia è piena di drag queen bravissime, ma soprattutto il sud e la Puglia hanno delle drag queen pazzesche che lavorano in tutta Europa e anche oltre. Adesso la mia ispirazione sono io: quando mi guardo allo specchio e mi vedo truccata e preparata, il mio personaggio prende vita! (sorride)

Intervista a Felisia Bulgari: 'la mia ispirazione sono io!'La tua carriera di vocalist? Sei piuttosto famosa!
Calcoliamo che per 10 anni ho lavorato con lo staff Gay dei Salento con Graziano, Tiziano e la splendida Tekemaya, collega salentina che mi ha dato tanti consigli. Poi ho viaggiato molto calcando i palchi anche del Be Queer a Perugia, dove mi ha voluta fortemente la mia amica decennale Nikita alias Mikele Magno.
Ma il mio grande successo lo devo anche alla mia famiglia MAKUMBA, l’organizzazione pugliese più famosa del Sud Italia, che da circa 13 anni spopola per il suo grande successo. Ad ogni serata da loro sono stata Resident per circa 9 anni e per questo devo dire grazie a Giorgio Olivieri e soprattutto a Raven Voice, poiché con loro ho condiviso davvero tanti anni, avendo la possibilità di poter lavorare con grandi artisti.

Ora dove sei resident?
Al momento lavoro come vocalist resident in Puglia al club privè TACCO12 della mia amica Enza Lorusso. A Napoli invece sono resident con lo staff INFINITY, capitanato dal mio amico Raffaele Vinacci e da Tania Di Martino. E’ uno staff emergente ma nel giro di 5 mesi cavalca la movida notturna campana facendo parlare molto di sé.

Parliamo ora di una cosa che è impossibile non notare. Tu sei l’unica sosia ufficiale italiana di Jessica Rabbit, come mai hai scelto lei, cosa ti piace di questo personaggio?
Fino all’età di 25 anni sono stata intrappolata in un corpo che non mi apparteneva e in un’estetica che non mi piaceva affatto. Nel 2015 ho scelto di sottopormi a un intervento di Sleeve gastrectomy perdendo 120 kg e nel 2017 ho fatto il mio cambiamento e la mia transazione operandomi di mastoplastica additiva e sottoponendomi a vari interventi chirurgici estetici.
Jessica Rabbit entra nella mia vita già anni addietro poiché ero attratta e innamorata del personaggio iconico della bambolona Rosso Fuoco provocante…fino al punto di chiedere ai chirurghi che mi operavano di seguire quello che era la mia ambizione!

Ovvero diventare come lei, operazione riuscita!
Jessica per me è tutto: è la sensualità, è la provocazione, è la ribellione e soprattutto è Felisia! Me lo sono anche tatuato sul corpo, il suo volto.

Chi cura il tuo look, che è davvero pazzesco?
Mi affido ad un amico stylist costumista che si chiama Paolo Peter Panna Angelastri e alla sua bellissima mamma. Loro cercano sempre di accontentare le mie richieste folli (ride).
Invece, per quanto riguarda i miei gioielli mi affido solo ed esclusivamente a Diego e Martina di Tricche e Ballacche Bijoux, noto marchio di bigiotteria di alta qualità che cura anche i gioielli di molte artiste Mediaset. Il make up invece sono fortunata perchè appunto essendo una make up artist non mi faccio truccare da nessuno, faccio tutto io!

Una domanda un po’ personale. Prima accennavi al tuo percorso di transizione e ora sei una trans bellissima ed affermata professionalmente. Come hai vissuto però tutto quel periodo, è stata dura?
Io ho fatto la mia transizione da circa 2 anni, poiché, essendo stata per anni in un corpo che non mi apparteneva, fin quando non fossi dimagrita non avrei mai avuto il coraggio di fare il cambiamento. Quando ho scelto di farlo mi sono guardata allo specchio e ho pensato a quello che mi avrebbe potuto rendere felice e non a quello che avrebbero potuto pensare le persone, poiché la vita è mia e faccio quello che voglio, nel massimo rispetto altrui.
Il 31 settembre 2017 mi sono decisa a chiamare il chirurgo è sottopormi alla mastoplastica additiva e da quel giorno la mia vita è cambiata perché finalmente sono stata felice come non lo ero mai stata prima.

Immagino però che la transizione non sia stata una “passeggiata”.
Assolutamente, perchè comunque ho scelto di andare contro tutto e tutti ma ho avuto la fortuna di avere l’appoggio della mia famiglia e non ho mai avuto rimorsi o ripensamenti. Certo non è per tutti così facile ma il consiglio che do sempre è che se quello che stai facendo ti può o ti fa felice, fallo e fregatene di tutto ciò che la gente potrebbe pensare, perché la gente non ci dà da mangiare e, soprattutto, la gente non è noi.

Ti è mai successo di sentirti discriminata per chi sei o di subire dei torti?
Nella mia vita ho subito solo 2 discriminazioni apparenti che sono state subito denunciate e fermate proprio perché io sono una trans alternativa, che non ha paura di nessuno e soprattutto non si fa abbattere e mettere i piedi in testa da gente stupida e deficiente che pensa di potersi fare grande discriminando o buttando fango con del bullismo gratuito.

Hai fatto benissimo a farti valere. Secondo te, cosa si può fare, oggi, per combattere la omo e transfobia?
Consiglio sempre una cosa: al minimo campanello d’allarme denunciate e soprattutto fatevi rispettare. Nel momento in cui vi rendete conto che da soli non ce la potete fare chiedete aiuto senza vergognarvene e non abbiate paura! Il mondo è pieno di ignoranti che sono pronti a far del male ma per fortuna il mondo è pieno anche di molti etero intelligenti.

Che consigli daresti ai ragazzi che hanno paura di esprimere il loro vero “io”?
Il consiglio che mi sento di dare a tutti i ragazzi e soprattutto alla nuova generazione che si sta affacciando in questo mondo è di parlare con le famiglie, parlare con i genitori e fare coming out. Non vergognatevi di nulla perché l’omosessualità non è motivo di vergogna. E’ solo espressione della propria sessualità, che sia etero, gay, trans, lesbo.

Insomma, seguite il consiglio di Felisia Bulgari e abbiate coraggio!
Si, abbiate il coraggio di dire a voi stessi prima di tutto e poi agli altri “io ho le palle di essere ciò che voglio”.
Quindi ragazzi, non chiudetevi in voi stessi ma parlatene con qualcuno perché la vita è solo una e va vissuta appieno.

Felisia, che progetti hai per il futuro?
Sono quelli di poter continuare sempre a fare ciò che amo e desidero, senza fare mai del male a nessuno. I miei desideri futuri sono quelli di conoscere una persona con cui fare un progetto di vita a lungo termine. Insomma qualcuno con cui poter invecchiare, crescere e soprattutto passare insieme i momenti più belli. C’è un momento per tutto (sorride sognante).

Grazie Felisia Bulgari, ti auguriamo di cuore una vita felice e ricca di successi.
Concludo questa intervista ringraziando Piccole Magazine per avermi dato l’opportunità di poter esprimere quello che è il mio pensiero. Inoltre ringrazio tutti i miei seguaci e tutti i miei followers che mi seguono da anni. Invito poi tutti gli amici di Piccole Magazine a seguirmi su Facebook alla pagina Felisia Bulgari Privato oppure sul mio Instagram Felisia Bulgari Official! Un bacio!

 


 


Community Amici dei Trasgressivi: e tu, di che Avatar sei?

Community Amici dei Trasgressivi: e tu, che Avatar sei?

Se siete iscritti alla nuovissima communityAmici Dei Trasgressivi ricordatevi che giovedì 21 febbraio è l’ultimo giorno per poter creare un Avatar personalizzato per interagire con gli altri utenti, o il vostro profilo verrà chiuso. Insomma non aspettate oltre! Infatti sono già centinaia le persone iscritte al blog. Questo è dedicato a tutti coloro che sono in cerca di trasgressioni e incontri online di carattere erotico. Qui dunque potrete condividere interessi piccanti.

Rigenerate e/o create il vostro nuovo fantastico Avatar con colori e oggetti nuovi e divertitevi. La nuova videochat inoltre permetterà il contatto immediato tra gli “amici” della Community!
Il sito è interamente “responsive”, cioè si adatta ad ogni tipo di dispositivo mobile e non (tablet, smartphone, pc, notebook, laptop) con cui vorrete connettervi. Potrete anche rispondere agli annunci, inviare e ricevere messaggi, votare i propri “amici” e commentare le foto altrui.

Inoltre, è messa a disposizione di ogni iscritto una fotogallery in cui pubblicare foto personali, con la possibilità di condividerle solo con gli “amici” più stretti.
Il pratico calendario presente sul blog vi permetterà di creare eventi e darvi appuntamenti, scegliendo il giorno e luogo di incontro.
Non aspettate, create subito il vostro nuovo Avatar: tanti nuovi sexy amici e amiche vi stanno aspettando nella community “Amici Dei Trasgressivi“, non perdete l’occasione di fare nuovi fantastici incontri!

Community Amici dei Trasgressivi: e tu, di che Avatar sei?


Intervista_Vita da schiavo: 'essere slave è un modo di amare'

Vita da schiavo: 'essere slave è un modo di amare'

Proseguono le interviste del Piccole Magazine alle persone che si considerano schiavi o sottomessi ad un/a Dominante. Essere “schiavi” è la forma più estrema di sottomissione in cui si rinuncia in modo totale a qualunque forma di parità. Oggi facciamo la conoscenza di Alessandro, slave di Asti 40enne, collarizzato da Mistress FetishDea.

Buongiorno Alessandro, subito una domanda a bruciapelo: schiavi si nasce o si diventa?
Buongiorno a Lei. Per quanto mi riguarda ci sono nato, ma negli anni c’è stata anche un’evoluzione, per quanto mi riguarda non è solo un gioco sensuale, è un modo di amare.

Tu leghi i sentimenti alla sottomissione?
Si, ho capito di voler essere uno schiavo ogni volta che ho incontrato una donna dominante e me ne sono innamorato: finora è successo quattro volte, ora sono collarizzato a Mistress FetishDea.

E’ stato difficile riconoscere ed accettare la tua natura?
No, perché ho avuto la fortuna d’incontrare la mia prima ragazza a 15 anni e lei aveva i miei stessi gusti ed era interessata al mondo BDSM. Quindi, crescendo insieme, abbiamo esplorato un po’ tutto.

Una bella fortuna perchè spesso gli slaves hanno problemi a coniugare le loro particolari fantasie sessuali e la vita sentimentale.
Me ne rendo conto ma io però non ho mai avuto problemi perché non ho mai suddiviso la cosa. Non potrei amare una donna non dominante. Amore e sottomissione vanno a braccetto, nel mio caso.

Da quanto frequenti il mondo BDSM? Partecipi a feste a tema?
Non frequento propriamente il mondo Bdsm, ho solo avuto rapporti esclusivi in privato. Non ho mai frequentato feste a tema, anche se credo che possano aiutare a fare nuovi incontri…perchè no? Però ripeto, non ho mai avuto occasione fino ad oggi.

Alessandro, ti va di condividere con noi le tue fantasie?
In primis mi eccita la dominazione cerebrale, la dipendenza mentale. Fisicamente mi garba soddisfare le esigenze della Padrona. Mi abbandono totalmente ai suoi desideri e capricci.

Che cosa ti affascina in una Mistress?
Gli occhi, lo sguardo, sono fondamentali. Poi deve emanare molta calma ed avere un buon profumo. Guardo anche le mani. L’importante comunque è che sia autoritaria, a volte non servono nemmeno le parole, se c’è un legame, l’autorità è nelle espressioni del viso.

Parliamo di limiti nel rapporto Mistress-schiavo: tu quali hai?
Non avrei mai nessun tipo di contatto con un altro maschio, mai in assoluto e in nessun modo.

Il tuo essere schiavo influisce nella tua vita quotidiana?
Nella vita lavoro in un negozio di articoli per la casa e sono abbastanza ironico, a volte ci scherzo… ma non mi ritengo represso o remissivo, anzi! Sono fiero e consapevole di ciò che può rendermi felice, non ho mai evitato di vivere quello che mi piace per sottostare al parere della società.

Questo è molto bello, non bisogna mai aver paura di mostrarsi per chi si è, non c’è nulla di cui vergognarsi nell’esprimere se stessi. Vuoi aggiungere qualcosa, in conclusione?
Sono per la libertà totale di ogni individuo: fate ciò che vi rende felici, sempre nel rispetto reciproco!

Grazie Alessandro per esserti raccontato senza filtri e a presto!


A San Valentino, sii birichino!

A San Valentino, sii birichino!

Mi dispiace. Lo sapevi benissimo e te lo avevo già detto altre volte che non mi piacciono queste sorprese, ma tu te ne freghi. Queste cose mi lasciano sempre perplessa perché non hai il diritto di credere che io sia come mia cugina. Specialmente per il fatto che hai avuto una storia con lei, che rispetto, ma io non sono lei e il fatto che tu ti sia fatto un’idea di questo tipo mi fa arrabbiare ancora di più. Quello che veramente non sopporto è che hai avuto anche il coraggio di rifarti vivo con lei mandandole i messaggi per chiedere consiglio...”.

“Ma se non mi fai spiegare, come pretendi che io possa…”
“No, io non ti faccio spiegare un bel niente. Mia cugina non sono io. Lei incontra chi le pare e non le voglio nemmeno parlare per questo, ma tu che hai avuto una storia con lei, nel momento stesso in cui ci siamo conosciuti e ti avevo detto di chiudere, l’hai contattata per chiedere consiglio su un vibratore? Ma per chi mi hai presa! Potevi chiedere a qualche amico.”
“Ho chiesto a lei solo perché volevo farti un regalo divertente e che magari mettesse un po’ di pepe nella nostra storia, che è importante…insomma, non prendertela così.”

“Bene, allora lo hai fatto consapevolmente, sapendo che mi sarei arrabbiata, visto che lo hai fatto di nascosto…perché non me lo hai chiesto prima?”
“Perché ti saresti arrabbiata per nulla.”
“Bene, hai preso una decisione da solo sapendo che mi sarei arrabbiata?”
“Ma dai, perché ti stai vestendo?”
“Perché questa bellissima serata di San Valentino ormai è rovinata e mentre tu potevi comperarmi un regalo normale, una borsetta, un paio di scarpe, vai a comperare un vibratore e in più ti scambi i messaggi con quella mangiauomini di mia cugina? Allora io ora mi vesto, esco e me ne vado da mia sorella, così tu rimani qui solo come un cretino a riflettere su quello che hai fatto e poi ci sentiamo tra un paio di giorni, quando mi sarà passata, ok?”

A San Valentino, sii birichino!Sul momento rimasi perplesso, con il vibratore in mano e mi scappò anche da ridere.
Osservai in silenzio la mia fidanzata, in procinto di uscire dalla porta senza guardarmi e il più in fretta possibile, in attesa di cercare di percepire la sua arrabbiatura calibrandola in base alla forza con cui avrebbe sbattuto la porta.

SBAMMM!!!

Sì, era proprio infuriata.

Dal canto mio, non potevo darle torto.
La mia fidanzata era una ragazza “per bene”, nel vero senso della parola.
Mi sono sistemato con lei perché aveva un modo di porsi molto forte, uno stile molto aggressivo e il fatto che non finimmo subito a letto fu qualcosa di estremamente eccitante e che mi fece innamorare di lei.
Mora, capelli lunghi e ricci, una quarta di seno, alta 172, un fisico molto curato in ogni dettaglio accompagnato da un abbigliamento molto sexy. Ha sempre indossato abiti molto avvolgenti che evidenziavano le sue curve e scollature che facevano girare la testa ad ogni uomo che incontrava.

Io immaginavo di tutto, fino a quando finì a letto con lei dove, precisa come la cura dei suoi dettagli nell’abbigliamento, mi disse che non amava i preliminari e che lei lo faceva solo alla posizione canonica…la più noiosa.
Ma, ahimè, ormai ero e sono innamorato.
E poi tira sempre in ballo la storia di sua cugina, che dovrebbe anche ringraziare visto che è lei che ci ha fatti conoscere.

Sua cugina era tutto il contrario: capelli riccissimi, rossi, occhi azzurri, uno stile quasi casual e, se non fosse stato per il suo viso bellissimo e un corpo slanciato e con un seno che rappresentava il marchio di fabbrica della famiglia, sarebbe stata capace di passare inosservata in mezzo a centinaia di persone.
Molto riservata, discretissima, posata nei modi di fare, sembrava quasi timida, ma sapeva trasformarsi in una tigre nel letto, non aveva limiti o tabù, anzi era molto curiosa e, cosa da non poco, pluriorgasmica.
Con sua cugina avevo avuto una storia durata due mesi, costellata di incontri divertentissimi.

Una sera, dopo averla riaccompagnata a casa dopo una cena di compleanno di amici comuni, mi invitò a salire in casa, cosa che mi sbalordì.
Non avrei mai immaginato che sapesse cambiare così drasticamente il modo di fare.
Da lì al letto il passo fu breve, ma lo fu molto di più la sorpresa di come si divertiva a provocare.
Aveva un vibratore, acquistato in un sexy shop vicino casa sua, uno di quelli classici rosa e lo teneva in bella vista in sala.

Mi misi subito a ridere, ma lei mi ricordo che mi disse:
Vuoi vedere come si usa?
Si spogliò completamente davanti a me e a rimasi a osservare uno spettacolo bellissimo.
Non mi fai compagnia?”
Così la accontentai e mi avvicinai, cominciando a usare quel vibratore infilandolo in ogni suo buco e ragazzi, era veramente bellissima per come godeva.
Quello fu solo il primo incontro di una lunga serie fatta di sesso, quello vero, quello dove una donna si sente dominata ma che sa anche dominare, dove non esistono i “no”, dove l’unico scopo è dare e ricevere il massimo del piacere, accompagnato da lunghi orgasmi.

Il fatto stesso che quando la cosa si scoprì e la mia fidanzata chiamò sua cugina per chiedere cosa stesse accadendo, la risposta fu:
“Se vuole divertirsi a scoparmi e si diverte con me, dovresti pensare tu a tenertelo stretto o perlomeno a farlo divertire come si deve. Sei fortunata, hai un uomo che scopa divinamente, ma a te non interessa, giusto?“, e questo non fece altro che far scoppiare un bomba in famiglia.

Mi alzai dal divano e andai in cucina, presi due uova dal frigorifero e le misi in padella…mi era passato pure l’appetito.
Sentii la suoneria del cellulare chiamarmi per avvisarmi che era arrivato un messaggio.
“Non voglio nemmeno immaginare cosa mi ha scritto”.
Andai verso il divano e presi il cellulare assieme al vibratore, che tra l’ altro avevo pagato anche bene, aveva un design molto raffinato e varie funzioni di vibrazione….sembrava un bellissimo e raffinato soprammobile.
Tornai a sedermi sulla penisola della cucina, appoggiai il vibratore e guardai lo schermo del cellulare che diceva “2”, ma io sapevo benissimo che erano due bombe di rabbia e rancore nei miei confronti.

Entrai su whatsapp e notai che erano due messaggi da due persone diverse.
Cliccai sopra quello della sorella della mia ragazza che cominciava con un “Ma che hai combinato? E’ infuriata e ha detto che…” il resto erano una trentina di righe che decisi di non leggere.
Risposi in automatico con un “ne parleremo“.

Tornai alla rubrica dei messaggi ed era lei, sua cugina:
Poi fammi sapere se ha gradito”.
Mi scappò da ridere, se solo avesse saputo.
Tolsi le uova dalla padella, versai un bicchiere di vino e mangiai controvoglia.
Istintivamente presi il cellulare, fotografai quel bellissimo sex toy e mandai la foto a sua cugina.

Mi rispose subito:
WOW!!!Fantastico, dove lo hai preso? Così me ne vado a comperare uno nuovo, il mio è da rottamare.
Risposi:
E’ un sexy shop bellissimo, tra l’altro hanno gli sconti se ne porti uno da rottamare, hanno anche il sito del sexy shop e puoi acquistare on line“.
Ancora meglio…e lei cosa ha detto?”
“Si è incazzata, mi ha fatto una sfuriata, è andata da mia sorella annunciando che sarei rimasto solo per il San Valentino…ci sentiremo tra qualche giorno se lo vorrà, boh!”
“Sei solo?”
“Si, certo.”

Mi chiamò immediatamente.
“Pronto?”
“Mai dai, si è incazzata veramente? E’ proprio una bigotta…”
“Già, poi ha tirato fuori il fatto che siamo finiti io e te a letto insieme e mi ha scoperto che ho chiesto consiglio a te per l’acquisto del vibratore. Preparati nel caso che…”
“Nel caso che cosa? Mi chiami? Che lo faccia pure, magari le spiego anche come si usa”.
“Ahahahahah, meno male Linda che almeno tu mi fai ridere.”
“Ma io sono stata molto chiara con lei, le ho anche consigliato di svegliarsi da quel punto di vista e le ho ricordato che il suo attuale fidanzato scopa divinamente e che lei dovrebbe approfittarne.”
“Lo so, lo so, c’ ero anche io quando hai detto così davanti a tutta la famiglia…notevole, ma si vede che non è servito.”
“Beh, io non dico mica le bugie. Mi ricordo benissimo il nostro sesso…fa-vo-lo-so”

“Eh già, davvero, tu invece che fai di bello questa sera?”
“Niente, me ne sto in casa sul divano e magari accendo il portatile, vado sul sito del sexy shop e guardo qualcosa di nuovo. Il vibratore che hai preso è bellissimo, mi piace un sacco e poi se rottamano l’usato mi conviene, il mio ormai è datato.”
“Si si, hanno tantissime cose interessanti.”
“Dai, non fare così, magari tra poco torna a casa…”

A San Valentino, sii birichino!In quel momento sentii il cell ricevere un altro messaggio e lo lessi.
Era la mia fidanzata che mi comunicava che “Non aspettarmi per un paio di giorni e non chiamarmi nemmeno”.
Mmm, no, credo visto che mi ha appena scritto che non tornerà per un paio di giorni e di non disturbarla.”
“Se non puoi disturbarla, puoi masturbarla”.
Ahahahaha no, nemmeno quello credo”.
“Secondo me non si masturba nemmeno da sola”.
“Una volta mi ha scoperto sotto la doccia col cazzo in mano intento a masturbarmi. Ha fatto un urlo che sembrava avesse visto un fantasma e ci ho messo 2 ore per calmarla perché continuava a dire “che schifo, che schifo”.
“Ahahahahah, l’avrai scandalizzata….io mi ricordo benissimo di quando ti sei masturbato davanti a me, mentre io usavo il vibratore, eri molto eccitante..!”

In quel momento percepii subito un sussulto nei pantaloni e il cuore che cominciava a pompare il sangue verso il basso, il tutto insieme a una serie di flash dei momenti di sesso passati insieme… sembrava di osservare foto hot in uno studio fotografico.
“Beh, mi fa molto piacere, stavo poi assistendo ad uno spettacolo bellissimo davanti a una donna estremamente affascinante”.
“Affascinante solo per chi non è impotente”.
“Ahahahaahah, vero, mi hai attaccato il gioco delle rime. Anche io ogni tanto faccio rime senza senso.”
“Senza senso, ma ti penso”.
“Ahhahahaha ecco, per l’ appunto. Grazie comunque per la chiacchierata e per le rime, ovviamente.”

“Ne ho un’ altra niente male. Vuoi sentirla?”
“A San Valentino, sii birichino!”
“Ahahahaha bravissima.”
“Puoi cogliere l’attimo se vuoi.”
“In che senso?”
“Sei sempre stato un uomo affascinate e sai scopare divinamente ma i messaggi subliminali non li hai mai colti, tipico degli uomini.”
“Beh, allora spiegati meglio.”

“Beh, hai due opzioni davanti a te:
1) Puoi restartene in casa a osservare quel vibratore, pensando alla tua fidanzata, sempre se rimarrà tale, per i prossimo, boh, mmm diciamo dai 3 ai 10 giorni, per poi aspettarla a casa da bravo uomo senza sapere cosa poi deciderà e senza poter dire la tua.”
“Oppure?”
“Puoi venire da me e magari portare quel vibratore bellissimo e magari farmelo provare, in modo che poi possa scegliere ancora meglio per acquistarne uno.”

Il cazzo ormai stava scoppiando nei pantaloni.
“Lo sai che se poi vengo lì succede un altro casino se ci scoprono ancora”.
“Uuuuhh, che paura…A San Valentino, sii birichino”.
“Mi piace molto la seconda offerta.”
“Bacio. Ti aspetto”.

Osservai il cellulare e sorrisi. Mi sa che stavolta aveva ragione.
Dopotutto non potevo di certo starmene lì in attesa di un diluvio universale o di un perdono divino per qualcosa che non avevo commesso e in attesa di una scelta ipotetica di una fidanzata che tanto dal punto di vista sessuale non era nemmeno divertente.

Quando arrivai da lei, suonai direttamente il campanello.
Era da un pochino di tempo che non ci vedevamo perché per calmare le acque avevo fatto la scelta di non vederla mai più, nemmeno come amica, ma fu qualcosa di estremamente eccitante.
“Ciao birichino, Buon San Valentino” disse dandomi un bacino sulla guancia. “Vedo che hai preso anche…”
“Si, la bottiglia di vino, è un Valpolicella Superiore…”.
“No, io mi riferivo al vibratore ahaahahhah.”
“Ahahahaah già, preso!”.
“Mettilo lì sul tavolo, la bottiglia puoi metterla nel decanter che trovi qui dietro”.
Aprii la bottiglia e passai dietro di lei.

Consapevolmente lei si chinò per rendermi più stretto il passaggio e strusciò il suo bellissimo culetto sul mio pacco.
“Ah, vedo che sei sempre tu…non è cambiato nulla…ahahaha”.
Mi chinai e presi il decanter e le guardai il culo dal basso, mai forma più perfetta vista al mondo. Avrebbero dovuto inserirlo come Ottava meraviglia nel mondo o perlomeno l’ Unesco avrebbe dovuto registrarlo come Patrimonio Dell’ Umanità.
Nel frattempo il mio cazzo cominciava a darmi fastidio perché purtroppo quando mi si sveglia, i pantaloni diventano sempre particolarmente stretti.
Versai il vino nel decanter.
“Bellissimo vibratore! Posso usarlo?”
“Si, tranquilla”.

Posai il calice di vino di fianco a lei, le scostai i capelli lunghi,ricci e rossi e le baciai il collo, cingendola con le mani da dietro e al tempo stesso facendole sentire quanto era duro.
Immediatamente il suo respiro si fece intenso e reclino il capo all’indietro cercando la mia bocca.
Le nostre lingue si incontrarono cercandosi vogliose, consapevoli di quello che sarebbe accaduto di lì a poco.
Indossava solamente una tutta aderente e non aveva biancheria intima sotto.

Infilai una mano sotto alla felpa alla ricerca del suo seno splendido e intravidi la sua pelle chiarissima.
L’altra mano scese dentro i pantaloni della tuta, percependo ogni centimetro della sua pelle depilata fino ad arrivare tra le sue cosce e cercando la clitoride da accarezzare delicatamente, per poi scendere alla ricerca di quel buco che la faceva tremare di piacere…era già bagnatissima.

A San Valentino, sii birichino!Chinandomi, le abbassai i pantaloni, che lei si tolse freneticamente, inarcando la schiena.
Le allargai da sotto le natiche e potevo ammira il succo che le inumidiva la figa e tutto intorno.
Mi avvicinai con la bocca e cominciai ad assaporare quel succo buonissimo, passando anche dolcemente la lingua sul buco del culo, mentre lei gemeva e si concentrava per togliersi anche la felpa.
Si girò verso di me e mi disse:
“Vieni birichino”.

Andò verso il tavolo, prese il vibratore, lo accese.
“Mettiti comodo”.
Andai sul divano e mi spogliai completamente davanti a quella visione.
“Guardami”.
Spalancò le gambe sul tavolo davanti a me cominciò a masturbarsi col quel vibratore bellissimo, godendo e gustandone centimetro per centimetro, mentre io mi masturbavo sul divano lentamente, osservando quella splendida visione di donna consapevole della parola SESSO.

Non resistetti e andai verso di lei, presi il vibratore e cominciai a muoverlo dolcemente e sempre più in profondità, mentre le nostre lingue si cercavano ancora senza tregua.
Tirai fuori il vibratore e mi chinai tra le sue gambe aperte.
La mia bocca si tuffò in quel piacere intenso del suo corpo, poi risalì quel che basta per incontrare la sua clitoride, che cominciai a massaggiare dolcemente con la lingua.
I suoi gemiti rimbombavano nella sala mentre mi teneva la testa ferma con una mano.
Cominciai a muoverla sempre più velocemente, battendo più deciso con la lingua sulla clitoride e subito dopo sentii un “Vengoooooo” giungermi, mentre tutto il corpo si rilassava.
Mettiti sul divano”.

Mi misi sul divano a gambe aperte, lei prese il vibratore e si mise inginocchio tra le mie gambe.
Sorridendomi, mi prese il cazzo in mano e, avidamente, se lo portò alla bocca, senza mai distogliere lo sguardo dai miei occhi, sorridendomi e, mentre con una mano mi masturbava il cazzo succhiandolo vogliosa, con l’altra si masturbava e mi portava le dita alla bocca prima di cominciare a usare il vibratore senza mai smettere di succhiare.
Stavo scoppiando dalla voglia di scoparla e lei lo capì.
Mi montò sopra il divano e e sorridendomi, preso il mio cazzo infilandoselo dentro e scoppiando con un mugolio.
“Se vuoi fare piano...” le dissi.
No, lo voglio tutto dentro e subitoooo mmmmm”.

Salì sui piedi e cominciò a cavalcarmi, mentre il suo seno ballava davanti a me e mentre si divertiva a provocarmi succhiando il vibratore.
Non resistetti più e mi alzai.
La girai appoggiandola con la mani allo schienale del divano, le afferrai i fianchi e le infilai di nuovo il cazzo… in un attimo la sala era piena dei gemiti e del rimbombare dei colpi decisi che le assestavo tenendola per i fianchi.
Sentii il suo corpo tremare in pieno orgasmo.
“Dietro…dietro…ora dietro lo voglio”.

Passai le dita tra le sue gambe e inumidì il buchetto del culo, aiutandomi anche con la saliva ed entrai dentro di lei.
Mentre osservavo quello splendore di donna contorcersi per il piacere, la vidi voltarsi e sorridermi e la vidi portarsi il vibratore tra le gambe…doppio piacere in uno.
“Sto per venire anche io”.
Si sfilò subito, si inginocchiò davanti a me, reclinando la testa all’ indietro, aprendo la bocca, ritirando fuori la lingua e comincia a segarmelo sulla lingua… la cappella mi stava esplodendo per quanto era gonfia.
Quando cominciò a sentirlo pulsare, lo inghiotti, ricevendo tutto il mio piacere in quella bocca favolosa, intenta a gustarselo fino all’ultima goccia.
Si alzò e ci baciamo ancora unendo il gusto che io avevo di lei in bocca al mio che lei aveva e creando un mix perfetto di puro piacere e passione.

“Buon San Valentino, cara”.
“A San Valentino sii birichino”.
Scoppiammo a ridere entrambi e quella fu solo la prima di altre scopate che facemmo divertendoci in quei giorni.


Un murale per Tarantina Taran, ultimo femminiello di Napoli

Un murale per Tarantina Taran, ultimo femminiello di Napoli

Un murale per Tarantina Taran, ultimo femminiello di NapoliSi è chiusa la settimana scorsa a Napoli la “Start, Street Art, comunità e territorio“, la due giorni promossa da Mecenate 90 e Fondazione Foqus, patrocinata dal Comune di Napoli e Fondazione con il Sud, che ha visto grande partecipazione di pubblico comune e di addetti ai lavori.
Napoli insomma si abbellisce ulteriormente grazie a nuovi murales,  Tra questi si annovera il primo dell’artista Vittorio Valiante, che raffigura Tarantina Taran. Lei, storico “femminiello” dei Quartieri Spagnoli, con una storia incredibile raccontata da lei stessa in una autobiografia e, di recente, in un film di Fortunato Calvino.

La rappresentazione di Tarantina, 83enne icona di forza e coraggio, si trova in via Concezione a Montecalvario 26. Non può che suscitare stupore in chi passa, perchè l’immagine va oltre la paura e lo stereotipo. Lo street writer Vittorio Valiante aveva scritto sul suo profilo la sfida: “tratta da una fantastica foto di Renato Esposito, e, in corsa contro il tempo. Con una grande mano operativa di Vincenzo Michieli e Simona Ariemma ecco il murales proposto dal Comune di Napoli, Discovering Street Art Naples e supportato da FOQUS Fondazione Quartieri Spagnoli onlus nell’ambito di ST.AR.T – Street art, Comunità e Territorio…Chi è?”.
E neanche a dirlo, tutta Napoli ha subito riconosciuto il suo pezzo di cuore.

 


Guendalina Rodriguez all'Isola dei Famosi!

Guendalina Rodriguez all'Isola dei Famosi!

Guendalina Rodriguez all'Isola dei Famosi!Dopo un anno di attesa, giovedì 24 gennaio é tornato in onda su Canale 5 uno dei reality show più amati della televisione: L’Isola dei Famosi. Condotto anche quest’anno dalla splendida Alessia Marcuzzi, l’edizione di quest’anno vede affrontarsi sulle spiagge di Cayos Cochinos in Honduras 16 concorrenti. Questi sono messi alla prova da una fase di ambientamento durissima.
Tante sono le novità e le sorprese che attendono i telespettatori e i concorrenti stessi. A partire dai “nuovi arrivi” inaspettati che si aggiungeranno al cast nelle prossime settimane.

Tra questi, la splendida Guendalina Rodriguez, già vincitrice del titolo “Miss In Gambissima” al concorso di Miss Trans Abruzzo 2018. Inoltre già chiacchierata concorrente del reality show “La Fazenda” e speaker radiofonica.
Raggiunta telefonicamente per un suo commento a caldo su questo scoop, Guendalina ci ha svelato: “in realtà è nato tutto per caso. Mi ha contattata La Magnolia, casa produttrice dello show e mi ha chiesto di andare a Milano a fare un provino nella loro sede. Io purtroppo non potevo perché sono a Napoli da circa un mese per sistemare dei documenti e loro mi hanno fatto un video provino tramite Skype”.

Insomma, la produzione pare volere fortemente la bellissima transgender tra i concorrenti del reality. Sicuramente per portare un po’ di pepe: “mi hanno detto di andare a Milano e di firmare il contratto. Sarà poi il pubblico a decidere se farmi entrare in gara oppure no. Io sono molto emozionata. Ho tanta paura, di qualsiasi cosa, dagli insetti al clima ostile…ma non vedo l’ora che inizi!”.

Non resta che fare un grande in bocca al lupo alla nostra Guendalina e aspettarcene delle belle!

 


Intervista a Klyzia Lancaster, una forza della natura!

Klyzia Lancaster, una forza della natura!

Nella vita di tutti i giorni è Manuel, un gran bel ragazzo che ama il suo lavoro di stilista costumista, ma la notte si trasforma nella favolosa Klyzia Lancaster, drag queen vincitrice del concorso Beauty Queen Lombardia 2019. Originario di Fumone, un paesino in provincia di Frosinone, vive a Roma e si reputa ormai romano a tutti gli effetti.

Intervista a Klyzia Lancaster, una forza della natura!Buongiorno Klyzia, congratulazioni per la vittoria a Beauty Queen Lombardia 2019!
Grazie mille! Sono sincera, non me lo aspettavo minimamente di vincere questa fascia! O meglio, magari aspiravo a vincere la fascia di Miss Elegant Queen ma mai mi sarei aspettata di vincere questo concorso.
L’emozione in quell’istante è stata tantissima e forse mi è passata tutta la mia carriera da drag davanti, tutti i sacrifici che ho fatto per questo personaggio, sempre con il cuore. E’ un titolo regionale ma per me molto importante
.

Avevi degli abiti meravigliosi, li hai realizzati tu o qualche stilista?
Quello che vedete addosso a Klyzia è tutto realizzato da me, dalla parrucca, agli abiti! Mi diverto molto a vestirmi, per me sono soddisfazioni perchè spesso ai concorsi sono messi in palio anche premi per il miglior outfit e comunque è anche una conferma per ciò che faccio. Quando mi hanno fatto i complimenti per l’abito ho provato un batticuore fantastico.

Com’è nata la passione per lo spettacolo e come hai conosciuto il mondo delle Drag Queen?
La passione è nata quando mi contattò una drag famosa di Roma a cui serviva un costumista. Io accettai felice perchè era un ambito nuovo in cui confrontarmi. Una volta che iniziai a vestirla, altre drag mi incitarono a diventare a mia volta una drag.

E tu hai accettato subito?
Inizialmente avevo esitato ma un po’ dopo ho iniziato con le mie prime uscite. Insomma, è cominciato come un divertimento e ad oggi è una vera passione e lavoro.

Si sente che ami da morire il tuo lavoro. Ora, ti va di dirmi chi è Klyzia Lancaster?
Questa è una domanda bellissima. Klyzia è un personaggio pieno di forza, nata dalle esigenze di Manuel, che prima era un ragazzo un po’ in sovrappeso. Amavo ballare e creavo abiti solo per donne e un giorno però mi sono detto: “perchè non provarci?” e così è nata Klyzia, un personaggio forte che racchiude tutte le potenzialità che Manuel ha dentro di se e che lo aiuta a scaricarsi nel momento del bisogno.

Insomma, Manuel e Klyzia Lancaster sono un po’ la stessa persona.
Si e sono uniti come fossero fratelli, perciò ognuno aiuta l’altro. Klyzia è una forza della natura, ecco, io la descrivo così.

Intervista a Klyzia Lancaster, una forza della natura!Come vivi il contrasto tra la vita di tutti giorni e la notte, quando ti travesti?
All’inizio distinguere le due cose è stato abbastanza difficile perchè se entri nel mondo drag e non sai bene come posizionarti allora rischi di vivere questo tuo lato anche di giorno, magari con accenti troppo femminili o comunque con proprio il tuo personaggio. Così però, si rischia di declassare chi sei veramente, nel mio caso Manuel.

A te è successo quindi di far fatica a scindere Manuel da Klyzia?
Sono sincero, si. Ma ho capito che sbagliavo e l’ho corretto. Ad oggi lo vivo molto bene: Manuel è Manuel, quando si mette la parrucca diventa Klyzia Lancaster e cambia completamente carattere: diventa esagerata, divertente, spontanea, spumeggiante, favolosa, qualunque aggettivo che riguarda lei è possibile (sorride).

E quando ti togli la parrucca?
Torno Manuel, un ragazzo di 20 anni molto semplice che punta ad una vita, più che “magnifica”, circondata da amici e da un futuro ragazzo. Se capisco che sto mischiando troppo i comportamenti dei due allora mi fermo.
Klyzia Lancaster è il personaggio, Manuel è la vita reale e quando lei “esce dal baule” e appaga certi bisogni, poi torna dentro ed è fantastico così.

E’ stato difficile per te far accettare il tuo lato drag?
Diciamo che all’inizio è stato difficile farlo accettare ai miei genitori. Anche gli amici, alcuni lo hanno accettato e altri no ma poco mi frega perchè è una cosa che faccio io.

In realtà poi il mondo drag è piuttosto tranquillo, anche se dall’esterno può sembrare il contrario. Ma come si possono superare i pregiudizi?
Si possono superare molto facilmente, dando forza a noi stessi e a tutto ciò che facciamo, perchè se abbiamo risultati, come me, poi questi decadano. Chi ti vuole bene ti appoggia, i pregiudizi li ha chi ti odia e chi è inutile, e io di persone così nella mia vita non ne voglio.

Chi è una drag queen, per te?
Sono uomini che si travestono da donna per lavoro, divertimento e passione. Quando ho iniziato mi sono informato su questa figura: una volta le drag erano uomini che si vestivano da donna nell’epoca dei teatri in cui le donne non potevano ancora recitare.

Ovviamente ora tutto si è modificato, il mondo è molto cambiato.
Si, ma purtroppo c’è chi in questo mondo “sporca” l’immagina delle drag queen; parecchie persone non capiscono chi è una trans, un trav e una drag. La drag queen è colei che si fa donna per divertimento, lavoro e per apparire.
Il travestito ama essere donna ma non ha il coraggio di fare un cambio totale.
Una persona transessuale invece vuole cambiare sesso e fa un determinato percorso per realizzarlo.

Quindi per te la drag è l’immagine di una donna esagerata e pazzesca.
Si e io punto molto su questo.

Intervista a Klyzia Lancaster, una forza della natura!Come si diventa una drag queen?
Bisogna studiare, imparare il portamento, capire che abito, che parrucca e che canzone mettere duranti gli spettacoli.Ogni volta che esce il tuo personaggio devi essere fantastica e c’è uno studio pazzesco dietro lo studio di tutti gli outfit, accessori, trucco e parrucco. La gente non si immagina quanto lavoro ci sia per avere un certo risultato.
Nei concorsi poi c’è ancora più lavoro perchè devi superare le altre, distinguerti in tutto.

Tu più o meno quanto ci metti a prepararti?
Ci metto 3 ore o 4 per truccarmi. Per l’abito invece ci metto un attimo se è una serata. Per un concorso invece devo capire come apparire al meglio, che tessuto, che accessori e ci metto molto più tempo!

Una curiosità, per il Beauty Queen come ti sei organizzata?
Dietro il Beauty Queen ci sono state quasi tre settimane di studio per l’abito, per far risaltare il corpo e anche la scelta del colore è stata importante Alla fine ho scelto il bianco (sorride).

Che cosa ne pensi del mondo dei concorsi?
Sono utili a farti crescere e a capire cosa sai fare meglio. Partecipare a un concorso porta tante cose, capisci se un certo abito, un certo tipo di trucco o una determinata esibizione fanno per te. Naturalmente ti aiutano anche a farti conoscere perchè poi, dopo un concorso regionale si accede al nazionale e li porti la tua immagine, quindi devi sempre dare il meglio.

Dove ti esibisci di solito?
Mi esibisco a Roma, ma le mie esibizioni ora sono puramente a livello competitivo nei concorsi. In passato però mi sono esibita in Sardegna, ho fatto una stagione invernale a Perugia, diciamo che sto ancora crescendo e spero di potermi esibire presto nei grandi palchi. Ma per arrivare lì bisogna essere veramente TOP!

C’è un’artista da cui prendi ispirazione?
In realtà prendo ispirazione da chiunque, attori, drag, hair stylist perchè penso che se quel personaggio noto fa quella cosa, significa che vale. Quindi, la faccio un po’ mia per poi portarla su Klyzia e renderla magnifica. Si può dire che prendo spunto da me stessa, l’ho detto anche al concorso, io non amo essere la copia di nessuno, voglio essere la copia solo di me stessa.

So che tu hai un bellissimo rapporto con il tuo pubblico.
Credo sia molto importante averlo. Io amo i miei fans, amo interagirci, ho tantissime persone che mi sostengono.
Non sono una drag che se la tira, sono alla mano e mi fa piacere conoscere i miei fans e farli contenti. Adoro tutti! (ride)

Intervista a Klyzia Lancaster, una forza della natura!Che consiglio daresti a chi vuole affacciarsi per la prima volta in questo mondo?
Devi avere tanta passione e voglia di fare. Non è un mondo facile e soprattutto, secondo me, devi seguire la “Drag Mama”, che ti aiuta e ti fa capire tante cose. Io non l’ho avuta e in certi momenti ho fatto fatica da sola.
I risultati stanno arrivando adesso dopo qualche anno, ma se hai qualcuno che ti da sostegno e ti affianca è piu facile.
Se non si ha nessuno è più facile buttarsi giù; serve forza di volontà, io ne ho avuta molta e mi sono rialzata.

Che progetti hai per il futuro?
Sono molto carini (sorride). Per Klyzia punto ad avere una carriera fortunata ed importante, magari arrivare su qualche palco famoso in Italia, vincere Miss Drag Queen Lazio e anche arrivare a Miss Drag Queen Italia, per me sarebbe il TOP. Manuel augura a Klyzia tanta felicità e il meglio.
Invece Klyzia augura a Manuel di trovare tanta felicità, perché non tutti lo sanno ma sotto quel trucco e parrucco c’è comunque un ragazzo che ne ha passate tante.

Sento in te un forte spirito da attivista, sbaglio?
Tengo tantissimo a combattere per i diritti di noi ragazzi LGBT. In Italia, si è fatto tanto per le unioni civili ma per quanto riguarda le adozioni siamo ancora indietro. Sarà perchè qui c’è ancora una mentalità chiusa in questo senso e le persone dovrebbero capire che è l’Amore che una famiglia può dare a un figlio la cosa importante, non centra nulla il sesso dei genitori. Non solo, anche in Tv il mondo drag è inesistente o “demonizzato” rispetto ad altri Paesi come l’America. Bisognerebbe dar la possibilità a noi tutti di poterci esprimere al 101%. Inoltre, sarebbe bello che passasse ai ragazzi a casa il messaggio che se vogliono amare qualcuno del loro stesso sesso o fare la drag queen possono farlo senza vergogna e senza aver paura d’esprimersi.

Grazie Klyzia Lancaster, vuoi aggiungere qualcosa?
Ringrazio Dio di avere una famiglia fantastica che mi appoggia e che quando dico loro che voglio formarmi a mia volta una famiglia dicono che faccio bene, perchè io e il mio compagno avremo tanto amore da dare a un bambino (sorride).
Non smetterò mai di battermi, così come mi faccio forza io, vorrei far forza anche ad altri ragazzi che ho conosciuto, non accettati dai genitori. E’ una cosa disgustosa e capita perchè non c’è abbastanza informazione.
I diritti LGBT dovrebbero essere approvati in qualsiasi ambito, non dobbiamo sottometterci, perchè siamo persone normali e non possiamo farci mettere i piedi in testa da un’Italia all’80% ignorante, la realtà purtroppo è questa.
Due uomini che si amano devono avere la possibilità di avere il matrimonio riconosciuto al 100% e di potersi creare una famiglia.

Infine, ringrazio per questa bella intervista Piccole Magazine, è un’emozione grandissima averla fatta e un bacio grandissimo dalla vostra Klyzia Lancaster, Miss Beauty Queen Lombardia 2019!

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Intervista a Apollonia QueenAge: 'spero in un mondo più coeso!'

Apollonia QueenAge: 'spero in un mondo più coeso!'

E’ un mondo variopinto e vivace quello in cui ci immergiamo durante l’intervista con Marco, in arte Apollonia QueenAge, storica e amatissima drag queen lombarda che recentemente ha partecipato al concorso Beauty Queen Lombardia 2019. Nata a Milano sotto il segno del sagittariogiusto una manciata di anni fa” è autoironica e molto espressiva e ve la presentiamo con piacere.

Intervista a Apollonia QueenAge: 'spero in un mondo più coeso!'Buongiorno! Allora, raccontaci un po’ chi è Apollonia QueenAge.
Apollonia è nata nel lontano 1994. Poco più che ragazzino ho creato questo personaggio, in un periodo storico importante per le drag queen. Diciamo che insieme ad alcune mie colleghe abbiamo aperto la strada a molte altre drag. Apollonia è il mio alter ego, io sono dott. Jekyll e lei è mister Hyde. Oggi lei è una milfona un po’ datata, ma sempre molto glamour e sexy. Un’ex modella e ballerina che calca ancora le scene e nonostante gli anni siano passati, lei resta sempre una gran f*** ! (ride)

Com’è nata la tua passione per lo spettacolo?
La mia passione per lo spettacolo credo sia nata con me. O meglio sin da piccolo mi sono sentito attratto da ogni forma di spettacolo, soprattutto dai ballerini e dalle figure femminili di spicco.
Per capirci, le cosiddette Dive. Poi da ragazzino, alcuni amici mi portarono in una discoteca che si chiamava Smile, ormai chiusa da anni. Li ebbi il primo approccio con alcune delle primissime drag queen che facevano spettacoli.

Ed è stato amore a prima vista.
Si, ho capito che avrei potuto essere una di quelle Dive che tanto amavo. La cosa fighissima è che potevo esserlo in modo temporaneo ed è iniziato tutto dal lì!

Come vivi il contrasto tra la vita di tutti giorni in cui sei un ragazzo come tutti gli altri e la notte, quando ti travesti?
Beh, hai detto niente, sai che credo sia la cosa più difficile in assoluto? Scindere le due cose non è facile per nulla, purtroppo quando si passa dalla persona al personaggio, a volte il personaggio fatica ad uscire dalla persona, io ne sono l’esempio.

Tu fai fatica a scindere Marco da Apollonia QueenAnge?
Nel 2000 mi sono fermato e ho deciso di prendere una pausa, per cercare di capire meglio cosa ero e cosa volevo fare, ho avuto un periodo particolarmente difficile, dove ormai Apollonia mi aveva completamente posseduto. Facevo molta fatica a vivere la mia vita quotidiana, ma la pausa mi è servita a capire, con gli anni e le esperienze di vita ho capito e ho deciso di risvegliare il “mostro” e rieccomi qua !

Intervista a Apollonia QueenAge: 'spero in un mondo più coeso!'Ti è mai capitato di subire i pregiudizi della gente?
Assolutamente si, ma ho sempre cercato di fregarmene e andare oltre, cercando di dimostrare il mio valore a chi voleva seppellirmi. Devo dirti però che i pregiudizi peggiori, quelli che mi hanno ferito veramente, sono quelli provenienti dalla nostra comunità, quelli fanno davvero molto male, feriscono peggio di una lama, credimi!

A proposito di colleghe drag, recentemente hai partecipato al concorso Beauty Queen Lombardia.
I concorsi mi divertono moltissimo, anche una milfona come Apollonia si diverte a mettersi in gioco.

Pensi aiutino a dare visibilità?
Sai, qui purtroppo non siamo in America dove le drag cavalcano l’onda del drag racer facendo tour mondiali e guadagnando milioni. Lo so, si tirano sempre in ballo le americane, ma purtroppo li c’è lo show business, qui per noi la Tv è ancora un taboo, un programma come Ru Paul’s Drag Race in Italia, nonostante i passi avanti fatti, oggi non sarebbe possibile, o al massimo verrebbe mandato in onda a mezzanotte.
Devo dirti però che nel mio piccolo i nostri concorsi a me hanno portato un po’ di fortuna e visibilità (sorride).

Sono curiosa di sapere per te cosa significa essere una drag queen.
Allora, questa è una domanda molto delicata, cerco di spiegarmi al meglio. Intanto una drag queen è un uomo o una donna, nel caso delle drag king, che si trucca e veste in modo molto particolare ed eccentrico per lavorare come impersonator, come animazione nei locali, come hostess alla porta degli stessi locali, o per fare del cabaret, spettacoli etc etc. Bisogna però fare delle differenze, perché a mettersi in testa una parruccaccia qualunque, un tacco e un vestitino comprato al mercato e spacciarsi per una drag queen è un attimo.

Effettivamente molte persone fanno ancora una gran confusione a riconoscere chi è una drag, c’è un po’ un calderone.
Purtroppo si perchè per loro è tutto uguale e mischiano trav, drag e trans. Ma non è così, noi siamo Artisti: finito lo spettacolo, ci togliamo la maschera e torniamo alla vita di tutti i giorni. La drag queen è un personaggio effimero e meraviglioso che regala dei momenti di divertimento e allegria.

Cosa si “nasconde” dietro la preparazione del personaggio di Apollonia QueenAge?
Serve una buona dose di fantasia, creatività, coraggio e tanta femminilità; i miei spettacoli sono preparati con attenzione e ricerca, scelgo i brani da interpretare, che più sento che possano appartenermi. Li studio in cuffia per ore e ascoltandoli mi vengono in mente i particolari come, il look da adottare, la Wig (parrucca), il make-up, la scarpa, gli accessori, (parte fondamentale per una drag) e creo il numero, la preparazione è un po’ lunga diciamo un’ora e mezza/due.

Hai un locale fisso dove ti esibisci di solito o sei freelance?
Mi esibisco dove vengo chiamato e pagato, sono sincero, questo per me è lavoro, oltre che divertimento. Gli outfit costano, il make-up e le Wigs pure, sto facendo molto spettacoli al Nautilus Club in questo periodo. Adoro, è un locale storico, da quel palco ci siamo passate un po’ tutte, il pubblico risponde bene ai nostri show e apprezza, è importante!

A proposito dei tuoi spettacoli, sono sempre molto carichi!
I miei show sono quasi sempre basati su pezzi abbastanza movimentati, adoro il pop, il funky, l’ r&b, il soul. Ricerco molto i brani con i quali esibirmi, mi piacciono i pezzi dove posso anche esibirmi ballando, ultimamente mi sono esibito su un brano di Jody Wallet “I looking for a new love” adoro muovermi, non so stare molto ferma, le cose melense non mi appartengono.

C’è un artista da cui prendi ispirazione?
Uno solo??!!! Io mi ispiro ad un sacco di personaggi, la mia amatissima e unico grande amore Grace Jones, Pete Burns, vari personaggi androgini della musica come David Bowie, poi c’è una drag americana che si chiama Raven, alla quale dicono che io somigli moltissimo, beh io la amo moltissimo, è carismatica ed eccentrica. Poi adoro Aquaria, Detox, se parliamo di look in questo caso.

Quanto è importante per te il contatto col pubblico?
Senza il pubblico noi potremmo starcene tranquillamente a casa a rammendare collant, su una scala da uno a 100 il pubblico è 200, è tutto! E’ il pubblico che decreta il successo di un artista, che crea il personaggio. Oggi ci sono i social, ok, ci sono drag con 100.000 followers, ma dietro allo schermo di un telefono o pc, possiamo averne anche un miliardo, ma è sul palco che si guadagnano punti, facendo vedere al pubblico uno show di qualità alta!

Dall’alto della tua esperienza professionale, quindi che consiglio daresti a chi vuole affacciarsi per la prima volta in questo mondo?
Sicuramente quello di non affacciarsi, come c è scritto sui treni, affacciarsi è pericoloso! (ride). Studiate, imparate da quelle più grandi di voi e non parlo di età anagrafica, siate umili, non sentitevi sempre arrivate solo perché qualcuno vi ha fatto tre compimenti o avete vinto due concorsi, perché prima o poi arriverà qualcuna più brava e sul pezzo di voi e smonterà il vostro castello di carte. State sempre con i piedi per terra ben saldi, imparate, assorbite e divertitevi, l’importante è che facciate tutto con la massima professionalità e impegno.

Che progetti hai per il futuro?
Allora, progetti moltissimi, intanto la settimana scorsa è uscito un singolo dance che mi vede protagonista, un progetto di un dj che si chiama Dave T.M.B., storico dj sulla scena gay milanese, dal titolo “Welcome to my Party”. Poi a Marzo inizio Deag Factor, concorso a cui tengo moltissimo, serate in qualche locale, in cantiere un disco tutto mio che sto scrivendo e musicando, spero di trovare qualche anima pia che me lo produca e infine “la pace nel mondo” (ride).

Fantastico, allora non resta che farti un grosso in bocca al lupo per tutto e siamo sicuri che sentiremo parlare di te ancora a lungo! Grazie Apollonia QueenAge per la gentilezza e se vuoi aggiungere qualcosa, è il momento!
Spero in un mondo più sereno e coeso, soprattutto la nostra comunità, che scende in piazza per lottare contro il razzismo di genere. Dobbiamo essere noi i primi a non avere pregiudizi verso la nostra stessa comunità, solo così potremo far cambiare le cose.