Italia LGBT+: l'esodo da Sud a Nord!

Italia LGBT+: l'esodo da Sud a Nord!

Italia LGBT+: l'esodo da Sud a Nord!La spirale di violenza e intolleranza non si ferma, anzi. Da qualche giorno infatti il tragico caso di cronaca di Caivano ha fatto parlare l’Italia intera e ha scosso l’opinione pubblica. Ma purtroppo non è l’unico…”Serve una legge” urlano le associazioni e si sollevano nuovamente riflessioni su temi come l’omofobia e la tolleranza. La legge richiesta non dovrà tanto inasprire le pene ma sostenere e incentivare iniziative di sensibilizzazione, informazione e comunicazione.

Il fenomeno è nazionale e non basta una delibera d il buon cuore di un Sindaco a risolvere il tutto. Gli episodi innescano conseguenze a catena, la paura cresce e l’effetto ricaduta colpisce l’intera comunità arcobaleno.

Secondo alcuni recenti studi, è emerso che si sta vivendo un vero e proprio esodo in Italia di cittadini LGBT+ del Sud che si spostano al Nord. Nei registri delle associazioni e comitati locali settentrionali infatti risulta che la metà degli iscritti viene dal Sud. Questo significa che è altissima la percentuale di persone che abbandonano le proprie case, città e il proprio ‘mondo’ per fuggire da pregiudizi e violenze.

Arcigay, la realtà nazionale più importante nell’impegno contro l’omofobia e nella tutela di una parte della popolazione sempre più numerosa e dei loro diritti, conta 71 associazioni e comitati. L’impegno in Italia di questi organismi per la tutela della libertà di orientamento sessuale e contro la violenza e discriminazione LGBT+, è molto alto ma, visti i continui fatti di cronaca, purtroppo non basta.

Italia LGBT+: l'esodo da Sud a Nord!Nel nostro Paese il 5% della popolazione è gay e lo 0,1% è trans, e la metà dei casi di violenza omofoba del Sud viene dalla Campania. Dall’inizio dell’anno infatti sono state denunciate più di dieci aggressioni e violenze a sfondo omotransfobico. La violenza non è fatta solo di pestaggi, minacce, botte ecc. È fatta di genitori che allontana i figli, di datori di lavoro che licenziano i dipendenti LGBT+ e molti altri casi simili. Sono tantissimi questi casi e spesso vengono taciuti e sopportati dalle vittime per paura, vergogna e sensi di colpa. Sono queste storie di sofferenza e soprusi che spingono, in molti casi, a una fuga.

Solo recentemente però il numero delle denunce è aumentato, probabilmente perché nella comunità LGBT+ solo negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza dei propri diritti.

Noi siamo qui per aiutare, consapevolizzare e dare voce a tutti, con la speranza di poter creare insieme un mondo sempre più inclusivo!

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Intervista a Rebeckah Loveday, prima classificata al Miss Trans Global 2020

Intervista a Rebeckah Loveday, prima classificata al Miss Trans Global 2020

Intervista a Rebeckah Loveday, prima classificata al Miss Trans Global 2020Australia: altro continente dove è presente Il Piccole Magazine! Anche questa presenza che ci riempie di orgoglio, onore e gioia. Questa volta salutiamo la prima classificata del primo concorso globale di bellezza realizzato su una piattaforma digitale. Si tratta di Miss Trans Global, che ha incoronato Rebeckah Loveday, conferendole il titolo di Duchessa del Miss Trans Global 2020.

Rebeckah Loveday è una bella ragazza trans, molto professionale e intelligente. È anche un personaggio pubblico in Australia, lavora infatti come attrice, conduttrice radiofonica, modella e attivista per i diritti umani per la comunità trans del suo Paese.

Il Piccole Magazine è orgoglioso di poterla intervistare per conoscere i dettagli e le emozioni vissute al Miss Trans Global. Parlando nella sua lingua madre, l’inglese, la bellissima neo vincitrice ci racconta che è stata un’esperienza emozionante. Oltre alla partecipazione di per se già emozionante, quest’anno si è unita la novità, essendo stato fatto su una piattaforma digitale. Insomma era a tutti gli effetti una cosa nuova, anche se lei aveva già una grande esperienza davanti alle telecamere. Nel raccontarci il tutto emerge che per lei è stata un’esperienza incredibile che l’ha fatta entrare in contatto con molte altre ragazze trans di tutto il mondo. L’obiettivo del concorso era la bellezza, la visibilità, il dare voce e dare l’opportunità di dimostrare cosa c’è dietro la bellezza.

Il fatto di essere stata scelta come una delle ragazze trans più belle del concorso significa per lei una grande responsabilità. Felice però, ci ha confidato che è un pò timorosa per via di questa responsabilità ma che cercherà di interpretare questo ruolo nel migliore dei modi. Tutto il suo impegno sarà concentrato per alzare la voce di molte donne trans nel mondo. Si sente molto entusiasta di essere stata al Miss Trans Global, di essere la Duchessa e poter esercitare nei prossimi 12 mesi il suo ruolo. È pronta per poter svolgere delle attività sociali, proprie dalle regine del concorso. Il suo trionfo, insieme alla fama, legata al suo personaggio pubblico, servirà a creare più forza nella società. Sfrutterà tutto per rappresentare la comunità trans in generale, poiché la visibilità sui media è molto importante, e questo la fa sentire felice.

E in questo senso, noi de Il Piccole Magazine condividiamo quella gioia provata da Rebeckah Loveday. La Regina australiana, riempie la prima pagina di molti media, e oggi, su Piccole Magazine, diventa un altro volto di bellezza, intelligenza e disciplina. Dimostra appunto che la bellezza non è tutto, anche in una donna trans. Per questo, è capace di assumere qualsiasi ruolo all’interno della società. E così Rebeckah ci dice in questa intervista che “Ogni donna ha una storia e un’esperienza da condividere“, storie che come la sua devono essere visibili.

Ringraziando tutte le persone che l’hanno sostenuta per tutto il concorso, e quelle che le sono state sempre al fianco, prima e dopo l’incoronazione come Duchessa di Miss Trans Global, Rebeckah Loveday ci saluta con un bellissimo “Bye“. Con la speranza di rivederci presto per poter conoscere e avere aggiornamenti sulle sue, vi invitiamo a guardare subito la video intervista.

E come sempre, Piccole Magazine, orgoglioso e felice di poter condividere queste belle parole, vi ricorda di seguirci sui nostri portali www.ilpiccolemagazine.tv, www.ilpiccolemagazine.it e sui nostri social network.

Inglese
REBECKAH LOVEDAY, First Miss Trans Global 2020 Finalist.

Intervista a Rebeckah Loveday, prima classificata al Miss Trans Global 2020Australia, another continent where Il Piccole Magazine is present, a presence that fills us with pride, honor and joy, this time greeting the First Finalist of the First global beauty contest held under the digital platform, Miss Trans Global, who has crowned as First Finalist, conferring on her the title of Duchess of Miss Trans Global 2020.

Rebeckah Loveday, a beautiful girl, very professional, prepared, a public figure in Australia, where she works as an Actress, radio host, model, and human rights activist for the Trans community in her country.

Il Piccole Magazine is proud to be able to interview her in order to know the details of that emotion experienced in Miss Trans Global. Speaking in English, her native language, the beautiful Rebeckah Loveday tells us that the experience of being in a pageant held under the digital platform is a new experience, although when she has great experience in front of the cameras, and she classifies it as an incredible experience that made her connect with many other trans girls around the world, focusing this contest on participation in beauty, visibility, giving voice, and giving the opportunity to demonstrate what is behind beauty.

The fact of being chosen as one of the most beautiful trans girls in the competition means a great responsibility for her, and she feels responsible to play this role in the best way and raise that voice of many trans women in the world. She feels very excited to have been in the Miss Trans Global, to be able to exercise it in the next 12 months and to be able to carry out social work activities of the contest. Her triumph, together with the fame of her public figure, will serve to create more strength in society, and to represent the trans community in general, since visibility in the media is very important, and this makes her feel happy.

And in this sense, at Piccole Magazine we share that joy felt by Rebeckah Loveday, an Australian queen who fills the front page of many media, and who today, in Piccole Magazine, becomes another face of beauty, intelligence and discipline that are present in a trans woman, which makes her capable of assuming any role within society. And that is how Rebeckah tells us in this interview that “Every woman is a story and an experience to share”, stories like hers that should be visible.

Thanking all those people who supported her throughout the contest, and those who were always by her side even after the day of becoming the Duchess of Miss Trans Global, Rebeckah Loveday says goodbye with a beautiful “Bye“, hoping to see us soon to be able to know from you about the activities that you will carry out on your journey being the First Finalist of the Miss Trans Global.

And as always, at Piccole Magazine, proud and happy to be able to share these beautiful words, we invite you to see this and all our video interviews on our portal www.ilpiccolemagazine.tvwww.ilpiccolemagazine.it and through our social networks.

Spagnolo
REBECKAH LOVEDAY, “Primera Finalista del Miss Trans Global 2020.

Intervista a Rebeckah Loveday, prima classificata al Miss Trans Global 2020Australia, otro continente donde hace presencia Il Piccole Magazine, una presencia que nos llena de orgullo, honor y alegría, al saludar esta vez a la Primera Finalista del Primer concurso de belleza global realizado bajo la plataforma digital, el Miss Trans Global, quien ha coronado como Primera Finalista, confiriéndole el título de Duquesa del Miss Trans Global 2020.

Rebeckah Loveday, una hermosa chica, muy profesional, preparada, una figura pública en Australia, donde se desempeña como Actriz, presentadora de radio, modelo, y activista por los derechos humanos de la comunidad Trans de su país.

Il Piccole Magazine se llena de orgullo al poder entrevistarla para poder conocer los detalles de esa emoción vivida en el Miss Trans Global. Hablando en inglés, su idioma natal, la hermosa Rebeckah Loveday nos cuenta que la experiencia de estar en un certamen realizado bajo la plataforma digital es una nueva experiencia, aunque cuando ella tiene gran experiencia delantes de las cámaras, y lo cataloga como una experiencia increíble que la hecho conectar con muchas otras chicas trans alrededor del mundo, focalizando este certamen la participación en belleza, en visibilidad, en dar voz, y dar la oportunidad de demostrar lo que hay detrás de la belleza.

El hecho de ser elegida como una de las chicas trans mas hermosas de la competencia signficia para ella una gran responsabilidad, y se siente responsable para desempeñar este papel de la mejor manera y elevar esa voz de muchas mujeres trans del mundo. Se siente muy emocionada de haber estado en el Miss Trans Global, de poder ejercerlo en los próximos 12 meses y poder realizar actividades de labor social proprias del certamen. Su triunfo, aunado a la fama de su figura pública servirá para crear mas fuerza en la sociedad, y para representar a la comunidad trans de forma general, ya que la visibilidad en los medios es muy importante, y esto la hace sentirse contenta.

Y en este sentido, en Piccole Magazine compartimos esa alegría que siente Rebeckah Loveday, una reina australiana que llena la primera plana de muchos medios de comunicación, y que hoy, en Piccole Magazine, se convierte en un rostro mas de la belleza, inteligencia y disciplina que están presentes en una mujer trans, que la hacen capaz de asumir cualquier rol dentro de la sociedad. Y es así que Rebeckah nos dice en esta entrevista que “Cada mujer es una historia y una experiencia para compartir”, historias como la suya que deben ser visbiles.

Agradeciendo a todas aquellas personas que la apoyaron durante todo el certamen, y aquellas personas que estuvieron siempre a su lado aún después del día de convertirse en la Duquesa del Miss Trans Global, Rebeckah Loveday se despide con un hermoso “Chao”, esperando vernos proximamente para poder conocer de su parte sobre las actividades que realizará en su trayecto siendo la Primera Finalista del Miss Trans Global.

Y como siempre, en Piccole Magazine, orgullosos y felices de poder compartir estas hermosas palabras, les invitamos a ver esta y todas nuestras videoentrevistas en nuestro portal www.ilpiccolemagazine.tv, www.ilpiccolemagazine.it y através de nuestras redes sociales.

Guarda subito le video interviste a tutte le vincitrici dei vari Concorsi qui!

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MISS PERU TRANS 2020, un'edizione digitala di Bellezza di Alto Livello

MISS PERÙ TRANS 2020, un'edizione digitale di Bellezza di Alto Livello

MISS PERU TRANS 2020, un'edizione digitala di Bellezza di Alto LivelloÈ vero, il Coronavirus ha messo a dura prova la società, l’economia e la vita in tutto il mondo, ma sono nate e cresciute anche cosa buone. Grazie a questa situazione infatti si sono sviluppate nuove forme di comunicazione, nuove idee che sono diventate tendenze e che hanno dimostrato il potere degli esseri umani di affrontare gli imprevisti della vita.

Miss Perù Trans, nella sua edizione 2020, ne è un esempio. Organizzazione, innovazione, idee, molta perseveranza e disciplina hanno reso questo evento uno dei più importanti. Si tratta infatti di uno dei concorsi di bellezza della comunità Trans in America Latina più atteso e conosciuto. Includendo strumenti tecnologici, ma restando sempre incentrato sulla parte umana di ogni ragazza trans in Perù, questo concorso apre le porte a tutto il mondo. Lo fa sottolineando e rendendo consapevoli del potere della comunicazione, della bellezza e di un altro concetto di concorso di bellezza.

L’era digitale è stata presente in questo concorso, ed è per questo che Miss Perù Trans ci ha permesso di raggiungere ogni angolo del mondo, anche insieme a noi de Il Piccole Magazine.

Il Piccole Magazine, è infatti entrato a far parte di questa nuova manifestazione della bellezza peruviana sin dal suo inizio. Abbiamo voluto condividere e evidenziare nuovi concetti che superano gli stereotipi di bellezza delle donne trans. Tutta una serie di idee innovative, ci permettono di utilizzare la nostra piattaforma e un’alta tecnologia, per affrontare tantissime sfide dell’era digitale. Noi de Il Piccole Magazine crediamo nei cambiamenti e ci piace affiancare chi cerca di raggiungere nuovi obiettivi. Vogliamo portare nel mondo un’unica voce di ammirazione, rispetto dei valori e dei diritti umani dell’intera comunità, in particolare della comunità LGBTQI +.

Grazie al Miss Perù Trans 2020, oggi Il Piccole Magazine rende omaggio alla sua nuova regina della bellezza trans latinoamericana, la nuova sovrana di Miss Perù Trans. A vincere questa edizione è stata María Fernanda Bone, che ha rappresentato il Dipartimento di Lambayeque.

Dall’intero staff de Il Piccole Magazine, i nostri migliori auguri…e restiamo in attesa della prossima edizione!

Guarda subito il reportage completo del concorso qui!

Spagnolo

MISS PERU TRANS 2020, “Una edición digital de Belleza de Alto Nivel”.

Daniel Jerez de Il Piccole Magazine, intervistato dallo staff del Miss Perù Trans 2020
Daniel Jerez de Il Piccole Magazine, intervistato dallo staff del Miss Perù Trans 2020

Es cierto que el Coronavirus ha puesto en jaque la socialización, la economía y la vida misma en todo el mundo. Pero con ello han nacido nuevas formas de comunicación, nuevas ideas que se han convertido en tendencias y que significan el poder de los seres humanos para afrontar las situaciones de la vida.

El Miss Perú Trans, en su edición 2020, es un ejemplo de ello. Organización, Innovación, ideas, mucha constancia y disciplina han convertido este evento en uno de los más importantes certamenes de belleza de la comunidad Trans en Latinoamérica. Incluyendo herramientas teconológicas, pero enfocados siempre en la parte humana de cada chica trans de Perú, este certamen abre ha abierto las puertas al mundo entero al conocimiento del poder de la comunicación, de la belleza y de otro concepto de concurso de belleza.

La era digital se ha hecho presente en este certamen, y es por ello que el Miss Perú Trans ha permitido llegar a cada rincón del mundo,acompañado de nuestra parte, Il Piccole Magazine.

Il Piccole Magazine, presente siempre en cada rincón del mundo, se ha unido desde sus inicios a esta fiesta de belleza peruana, donde se han puesto en evidencia nuevos conceptos que vencen los estereotipos de belleza de la mujer trans, y donde se ha podido ver toda una serie de ideas innovadoras que nos permiten hacer uso de nuestra plataforma teconología de altura para poder enfrentar estos desafíos de la era digital, porque en Piccole Magazine creemos en los cambios y vivimos siempre a la par de ellos, para poder llevar al mundo una voz unísona de admiración, respeto por los valores y derechos humanos de la comunidad entera, en especial de la comunidad LGBTQI+.

De la mano del Miss Perú Trans 2020, hoy el Piccole Magazine, rinde homenaje a su nueva reina de la belleza trans Latinoamericana, la nueva soberana del Miss Perú Trans, María Fernanda Bone, quien representó al Departamento de Lambayeque, de parte de Il Piccole Magazine, nuestros mejores deseos, esperando una próxima edición, y Salve Reina!!!

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Diario di una prostituta: i suoi primi 30 giorni...di Marzia Palombi

Diario di una prostituta: i suoi primi 30 giorni...di Marzia Palombi

Diario di una prostituta: i suoi primi 30 giorni...di Marzia PalombiEscort, Prostituta, Sex Worker…sono tantissimi i termini che vengono utilizzati, a volte in maniera dispregiativa e in modo scorretto, per riferirsi alle lavoratrici o ai lavoratori del sesso. Ovviamente ci sono distinzioni ma non vogliamo approfondire adesso…bensì vogliamo fare un pò di chiarezza sui segreti, le avventure e le emozioni che vivono queste persone. Per farlo, oltre che ammirare le bellissime foto senza censura che possiamo trovare su portali come diarioescort.it, abbiamo selezionato una serie di Libri di Genere molto particolari. Si tratta di biografie, o meglio veri e propri diari segreti, e il titolo di oggi è: Diario di una prostituta: i suoi primi 30 giorni…di Marzia Palombi Scopriamo insieme la trama…

Ecco le avventure estive di una ragazza che decide di aiutare la famiglia a risanare una condizione economica estremamente precaria, al limite del vivibile. Per farlo si ritrova a lavorare in un locale notturno vicino al mare, a Bellaria.
Rimarrete incantati dall’ingenuità di Mizzy e la amerete già dalle prime pagine. Il tutto è ambientato in una cornice estiva di un agosto molto hot. In questo locale dunque incontrerà ragazzi e uomini di ogni genere con cui vivrà avventure “singolari” e a volte un pò al limite, almeno per lei.
Preparatevi a fare un piccolo viaggio in un mondo fuori dalla “moralità” e che per Mizzy è diventato, in soli 30 giorni, la “normalità”!

Curiosi di scoprire come sono andate queste giornate? Allora acquistate subito la vostra copia di Diario di una prostituta: i suoi primi 30 giorni…di Marzia Palombi qui con un semplice click…e ricordatevi di visitare subito il sito diarioescort.it per fare nuove conoscenze!

Scopri inoltre tutti i titoli che abbiamo selezionato per te nella ricca sezione Libri di Genere!

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Nasce il primo dominio LGBT+: scopri i siti '.gay'

Nasce il primo dominio LGBT+: scopri i siti '.gay'

Nasce il primo dominio LGBT+: scopri i siti '.gay'Un’altra conquista arcobaleno che unisce ancora di più la comunità LGBT+! Il web infatti si colora sempre più e diventa più inclusivo, soprattutto sotto l’aspetto commerciale. Da qualche giorno infatti è possibile registrare il proprio sito con il suffisso ‘.gay’.

Dopo diverse polemiche e prove, e dopo aver constatato che il target LGBT+ costituisce una nicchia di mercato appetibile per le grandi aziende e i soggetti più piccoli, ecco arrivare la svolta. La creazione quindi di un dominio di primo livello riconducibile esclusivamente alla comunità LGBT+ è ora realtà. Questo quindi da la possibilità di registrare la propria attività e legarla direttamente anche al mondo gayfriendly, una bella opportunità di sviluppo no?

Ovviamente però, per cercare di prevenire spiacevoli situazioni, sono state imposte delle regole. E così, proprio come in un vero e proprio Fight Club, chi non le rispetta, viene bloccato. In realtà sono più legittime, infatti, su questi siti, non possono essere usati per diffondere contenuti anti-LGBT+, per diffamare o per danneggiare persone o gruppi arcobaleno. Tra i comportamenti vietati ci sono quindi molestie, minacce e incitamento all’odio. Insomma sono ragionevoli no?

Nasce il primo dominio LGBT+: scopri i siti '.gay'E non poteva mancare la parte solidale! Infatti, per ogni registrazione effettuata, il 20% del guadagnato viene donato a GLAAD e CenterLink. Queste sono due associazioni benefiche che si occupano di sostenere e tutelare i diritti della comunità LGBT+.

Ma a parte questo, l’obiettivo è creare uno spazio più inclusivo e accogliente. I settori che storicamente sono più legati alla gay-economy sono la musica, lo spettacolo, i viaggi e l’intrattenimento. Fare delle stime è ancora difficile, però secondo delle statistiche, nel nostro Paese, in questa nicchia LGBT+, si calcola un giro d’affari di oltre 120 miliardi di euro. Numeri alti anche per gli Stati Uniti e la Cina, che raggiunge più del doppio il nostro risultato.

Insomma, speriamo che questo possa essere un trampolino di lancio per un mercato inclusivo e per nuovi progetti!

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Birra...hot!

Birra...hot!

Birra...hot!Era già passato un anno da quando io e Massimo eravamo stati all’Oktoberfest. Un’esperienza incredibile di cui avevo solo ricordi belli, seppur offuscati dalla birra. Ricordavo benissimo e con gioia però il paio di tette enormi di una tedesca che serviva birra sotto al tendone e poi si concedeva dopo l’orario di lavoro.
Ma quell’anno niente tette. Visti i recenti avvenimenti che hanno colpito tutto il mondo, l’evento è stato rimandato al prossimo anno…ma se non potevamo avere le tette almeno avremmo avuto la birra!

Ci organizzammo infatti per passare una serata in un pub del centro e dopo la seconda pinta già avevo la testa leggera.
Ste’, guarda che quelle ci guardano!
See ci guardano. Sei tu che ci vedi doppio .
Ti dico che ci guardano…
Vista l’insistenza di Massimo mi girai a guardare nella direzione che indicava. Effettivamente ci stavano guardando.
Due ragazze al bancone ci sorridevano ridacchiando. Erano poco vestite e con due poppe da sogno.
Che facciamo? – chiese il mio amico.
E che vuoi fare? Offriamo!

Ci alzammo raggiungendo il bancone con più difficoltà di quanto immaginassi.
Ciao – salutai – Il mio amico vorrebbe offrire un giro se non vi offendete!
Come si dice? Mai rifiutare – disse una delle due alzando il bicchiere vuoto in un brindisi con l’aria.
Mezz’ora dopo eravamo ad un tavolo tutti insieme. Per fortuna Patrizia e Milena non erano solo due belle ragazze, ma anche simpatiche.

Patrizia lavorava in un negozio di profumi, ma restammo sorpresi quando Milena ci disse di essere la commessa di un sexy shop.
Quindi tutti i giorni hai i cazzi tuoi? – chiese Massimo ridendo.
Questa non l’avevo mai sentita – rispose Milena.
Davvero?
Solo un milione di volte – rise tracannando un altro sorso di birra. – Ma non è male, ho anche gli sconti sui prodotti. E i miei amici non vedono l’ora di compiere gli anni per ricevere i miei regali!
Ridemmo tutti.

Non hai regali per noi? – chiesi.
Come no! Ho regali per tutti. Ma li tengo a casa, se li volete ci dovete accompagnare…
Massimo mi guardò con gli occhi lucidi. Ci bastò uno sguardo per capire come sarebbe andata la serata.
Uscimmo e raggiungemmo l’appartamento a piedi.
Non appena entrati Milena ci disse di metterci comodi e scomparve in cucina insieme alla sua amica.
Tornarono poco dopo offrendoci altre due birre e chiedendoci di scusarle ancora per qualche minuto.
Ste’? Queste mi sa che son proprio porche – commentò Massimo una volta soli.
Meglio, così festeggiamo l’Oktoberfest alla nostra maniera!

Birra...hot!Scusate il ritardo – Patrizia e Milena ricomparvero indossando una lingerie sexy che metteva in risalto i seni enormi. Mi eccitai all’istante. Sentivo Massimo che respirava pesante accanto a me e capii che anche a lui la vista di quei due corpi stava facendo andare il sangue al cazzo.
Vi ho promesso dei regalini, ed eccomi qui!
Milena rovesciò a terra una borsa di oggetti e ci si mise a frugare in mezzo sedendosi a terra.
Erano tutti articoli provenienti dal negozio dove lavorava.

Questo è per te – disse passandomi un vibratoreE questo per Massimo… un plug anale, va molto di moda quest’anno!
Massimo guardò il suo regalo come fosse un pezzo di manifattura aliena.
E che ci faccio con un plug anale? – chiese.
Beh, me lo metti nel culo!
Milena si sfilò velocemente le mutandine di pizzo nero mettendosi a quattro zampe e offrendo il sedere al mio amico che rimase a fissarla tra le natiche con il plug in mano.

Mi sa che qui serve aiuto – intervenne Patrizia.
La ragazza frugò tra gli oggetti a terra e prese una confezione di igienizzante cospargendo il sex toy. Poi fu la volta di un flacone di lubrificante con il quale massaggiò il buco di Milena.
Ecco qui, ora è tutto pronto – poi prese la mano di Massimo accompagnandola al culo della sua amica. Il plug quasi non fece resistenza scivolando dentro Milena che lo accolse con un sospiro di piacere.
Dopo la birra ci vuole proprio – disse voltandosi sorridente con il giocattolo ben stretto tra le chiappe.
Io stavo per scoppiare dalla voglia ma prima che potessi tirarlo fuori Patrizia mi si avvicinò lasciando cadere anche le sue mutandine.

E il tuo regalo? Vuoi usarlo per te? – chiese appoggiandomi un piede sulla coscia e scoprendo la fica davanti a me.
Iniziai ad accarezzarla con il vibratore, piano piano, stuzzicando la sua eccitazione. E anche la mia. Avrei voluto scoparla subito ma volevo fargli sudare un po’ il mio cazzo.
Quando entrai con il vibratore fu scossa da un piccolo brivido che fece colare il suo umore lungo il mio braccio.
La feci coricare sul divano continuando a giocare con il vibratore dentro di lei. Patrizia si stava scaldando velocemente e presa dall’eccitazione iniziò ad armeggiare con la cintura dei miei pantaloni fino a tirarmelo fuori.
Birra...hot!

Lo assaggiò piano, con calma e delicatezza. Prima solo la punta, poi facendoselo sparire in bocca e regalandogli colpi di lingua straordinari. Più lei affondava le labbra sul mio cazzo più io spingevo il vibratore dentro di lei.
Andammo avanti in quella maniera per diversi minuti affondando uno nel corpo dell’altra. Le sue tette sobbalzavano piano con un movimento quasi ipnotico.

Massimo intanto era sul tappeto che scopriva la vagina di Milena a colpi di lingua che la facevano gemere.
Ero preso dal lavoro di bocca di Patrizia che quasi sussultai quando Massimo mi mise una mano sulla spalla.
Ste’? Questa l’ho già assaggiata, fammi sentire l’altra – disse pulendosi la bocca con il dorso della mano.
Feci come voleva. Lo lasciai alle attenzioni di Patrizia e mi dedicai a Milena.

La ragazza era rimasta a terra e quando mi avvicinai, completamente nudo ed eccitato, quasi mi saltò addosso. Io rimasi in ginocchio, lei in piedi ad offrirmi la fica da leccare dove poco prima aveva già lavorato Massimo.
Mentre la stuzzicavo in mezzo alle gambe lei prese a giocare con il mio uccello accarezzandolo con un piede.
Mi faceva impazzire quel gioco. I miei sensi erano esaltati dal sesso e dalla birra e tutta la stanza scomparve in un vortice di piacere.
Mi alzai costringendo lei a inginocchiarsi per ricambiare il favore. Le tenevo ferma la testa mentre lo affondavo tra le sue labbra. Più spingevo più lei apriva la bocca, insaziabile. La saliva le scivolava lungo il collo ma non provò mai a tirarsi indietro.

Sazio della sua bocca mi avventai su di lei indossando il preservativo e strappandole il plug dal culo per sostituirlo col cazzo. Quasi gridò di piacere quando le fui tutto dentro. Massimo eccitato dalla scena fece lo stesso con Patrizia e iniziammo a scopare quasi con lo stesso ritmo.
Vengo – gridai.
Ma Milena mi fece uscire per inginocchiarsi davanti a me. Le riempii le tettone al punto che quasi non si vedevano più. Un istante dopo anche Massimo corse a esplodere il suo orgasmo sulle tette di Milena.
Evviva l’Oktoberfest!

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Immaginaria: torna il festival internazionale di cinema lesbico e femminista a Roma!

Immaginaria: torna il festival internazionale di cinema lesbico e femminista a Roma!

Immaginaria: torna il festival internazionale di cinema lesbico e femminista a Roma!Immaginaria- International Film Festival of Lesbian & Others Rebellious Women, è la prima manifestazione di cinema indipendente dedicata al cinema delle donne, a tematica lesbica e femminista, in Italia.

Fondata a Bologna nel 1993 dall’Associazione Culturale Lesbica Visibilia, giunge quest’anno alla sua XV edizione. Realizzata in collaborazione con Festival Mix Milano, l’Ambasciata Britannica di Roma e con il Patrocinio del V Municipio del Comune di Roma, grazie all’interessamento dell’Assessora alle Politiche Culturali Sportive e Giovanili, Turismo, Politiche della Conciliazione dei Tempi di Vita, intergenerazionalità e pari opportunita, Maria Teressa Brunetti, dopo diversi rinvii, si svolgerà dal 01 al 04 ottobre 2020. Due location differenti per appuntamenti imperdibili, ospiteranno questa edizione contingentata che ovviamente rispetterà tutte le norme anticontagio. Come dalla fondazione del Festival e come si legge sul loro sito, l’obiettivo del Festival è sempre lo stesso. ‘Immaginaria racconta le vite, la cultura, l’arte, la storia, la politica delle donne presenti e passate. Delle donne lesbiche, femministe, audaci, coraggiose e ribelle. Delle donne impegnate a costruire un mondo diverso.’

Le storie vengono raccontate attraverso lo sguardo di registe indipendenti. Ogni anno propone quindi una selezione cinematografica in cui i film sono diretti da donne, provenienti da tutto il mondo.
Per questo, fa parte del Coordinamento dei Festival Italiani di Cinema LGBT+ ed è gemellato con il Women Makes Waves Film Festival di Taiwan.

Immaginaria: torna il festival internazionale di cinema lesbico e femminista a Roma!Si tratta quindi di un appuntamento con le registe più interessanti del panorama di genere, che si aprirà giovedì 01 ottobre al Teatro Biblioteca Quarticciolo con un evento live. Il titolo della serata è ‘Artiste per Immaginaria‘ e vedrà esibirsi cantautrici, attrici e danzatrici. Seguiranno poi le proiezioni di 29 titoli in programma al Nuovo Cinema Aquila, da venerdì 02 ottobre a domenica 04 ottobre. Fiction, documentari e cortometraggi provenienti da diversi Paesi, renderanno unica quest’edizione. Tra questi spicca la proiezione in esclusiva italiana dei primi due episodi di ‘Gentleman Jack‘, concessi da BBC One e HBO. Creata da Sally Wainwright, l’opera è centrata sulla figura di Anne Lister. Questa grande studiosa, viaggiatrice, esploratrice e imprenditrice, è stata definita la prima lesbica moderna. Proprio a lei infatti viene dedicata l’edizione 2020 di Immaginaria.

Al termine del Festival verranno proclamati la migliore fiction, il miglior documentario e il miglior cortometraggio. La valutazione del tutto sarà affidato a tre giurie composte da esperti di cinema.

Insomma il programma è davvero ricco (clicca qui per sfogliarlo tutto)…non ci resta che augurarvi BUONA VISIONE!

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Festival Mix 2020: le date e le novità della 34esima edizione!

Festival Mix 2020: le date e le novità della 34esima edizione!

Festival Mix 2020: le date e le novità della 34esima edizione!Da ieri e fino a domenica 20 Settembre, l’appuntamento con il cinema LGBT+ è alla 34esima edizione del Festival Mix di Milano.

Il cinema gaylesbico e la cultura Queer sono i protagonisti dell’appuntamento italiano del Teatro Strehler e della piattaforma MYmovies, con la migliore cinematografia LGBT+ nazionale e internazionale. Per rispettare in pieno le normative vigenti, è stata ideata una nuova formula ‘ibrida’, tra il Piccole Teatro e lo streaming, con 48 titoli in concorso.

Sotto la direzione artistica di Paolo Armelli, Andrea Ferrari e Debora Guma, le quattro giornate propongono un programma ricco di tematiche sociali importanti. Impegno civile, difesa dei diritti e delle diversità, ecologia e migrazione sono i principali temi. L’obiettivo costante resta quello di favorire il dialogo, la riflessione e la partecipazione attiva al dibattito sul presente e sul futuro della realtà complessiva in cui viviamo.

Confermati i tre diversi concorsi internazionali: lungometraggi, cortometraggi e documentari. Una novità però si aggiunge a questa edizione: una sezione speciale, un Fuori Concorso dedicato all’universo femminile: ‘I talenti delle donne’.

Tre giurie sono state chiamate a decretare i vincitori, uno per categoria. Il pubblico inoltre, potrà esprimere la propria preferenza eleggendo il ‘Miglior Lungometraggio 2020’ attraverso l’app ufficiale del Festival.

Molto attesa la visione dell’ultima opera del cinema queer, Bruce LaBruce, ‘Saint-Narcisse‘; il film georgiano ‘And Then We Danced‘ e l’anteprima del documentario sulle persecuzioni LGBT+ in Cecenia ‘Welcome to Chechnya‘.

I titoli sono davvero tanti e interessanti, scoprili tutti sul loro sito…e buona visione!

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Trans, Transessuale e Transgender: un glossario per fare un pò di chiarezza

Trans, Transessuale e Transgender: un glossario per fare un pò di chiarezza

Trans, Transessuale e Transgender: un glossario per fare un pò di chiarezzaLa cronaca degli ultimi giorni si è riempita di un caso che ha colpito tutta la popolazione, soprattutto quella LGBT+. Tutti i giornali ovviamente hanno riportato grandi titoli in merito e si è riaperto, tra le altre cose, la questione linguistica su come riferirsi alle persone trans.

Nel riportare la notizia infatti, molti giornali e tv hanno preso parti diverse. I protagonisti sono una giovane ragazza e un/una trans. C’è quindi chi parla di ‘due ragazze’ e chi invece si riferisce al maschile, del resto è lui stesso a parlare di sè la maschile. Ma cerchiamo di fare un pò di chiarezza…

Come abbiamo già visto in precedenti pubblicazioni, la comunità LGBT+, e la sua sigla, sono sempre in evoluzione e più inclusive. Qui troviamo la T di Transgender, ossia la persona che ha un‘identità di genere o un’espressione di genere diversa dal sesso biologico/genetico.
Sono però tanti altri i termini da tenere in considerazione, legati a questa lettera T.
Per chiarire proprio questo, vi riportiamo un articolo de Il Post di pochi giorni fa.

Le parole

Nel sistema classificatorio oggi più utilizzato dagli “esperti”, l’identità sessuale viene comunemente definita in base a tre parametri: sesso, genere e orientamento sessuale.

Stando a questo sistema, il sesso corrisponde al corpo sessuato, all’anatomia: ha una dimensione fisica. Essere maschi significa avere nella propria dotazione genetica un cromosoma X e uno Y, avere pene e testicoli e una certa produzione ormonale. Essere femmine significa invece avere due cromosomi X, vagina, ovaie, seni e una certa produzione ormonale. Esistono poi le persone intersex che talvolta gli “esperti” dimenticano, in cui i differenti fattori che determinano il sesso divergono dagli standard del maschile e del femminile, o si sommano in modo divergente da tali standard.

Il genere è insieme una dimensione psicologica e culturale. Ha a che fare con il sentimento di appartenenza e con l’identificazione al modello culturale di mascolinità e femminilità che agisce nella propria società di appartenenza. Non basta essere maschi per essere uomini, e non basta essere femmine per essere donne. Inoltre, da sempre non solo da oggi, le diverse culture hanno elaborato generi intermedi, o altri, dal maschile e dal femminile.

Trans, Transessuale e Transgender: un glossario per fare un pò di chiarezzaL’orientamento sessuale è invece la direzione prevalente dei propri desideri: per il sistema classificatorio vigente è eterosessuale chi desidera persone di sesso/genere opposto al proprio, è omosessuale chi desidera persone del proprio stesso sesso/genere. Ma esistono anche persone bisessuali, pansessuali, asessuali

In senso stretto si definiscono transgender, o transgenere, le persone che si identificano con il genere opposto al loro sesso, ma che non vogliono sottoporsi all’operazione chirurgica per la riassegnazione del sesso. Le persone transessuali sono invece quelle che desiderano modificare anche i propri genitali per diventare il più possibile simili al “sesso” di elezione. Oppure “transgender” può essere utilizzato in un senso più ampio che contiene al suo interno sia il concetto di transessuale sia quello di transgender in senso stretto.

Lorenzo Bernini, direttore del Centro di ricerca PoliTeSse dell’Università di Verona, uno dei pochi espressamente dedicati agli Studi di genere e femministi e alle teorie queer in Italia, nel glossario al termine del libroDifferenza e relazione” (2009) spiegava che «si può essere transgender ad esempio vestendo i panni del genere desiderato, scegliendo per sé un nome proprio del genere desiderato, assumendo eventualmente ormoni e modificando alcuni tratti del proprio corpo, ma senza intervenire chirurgicamente sui propri genitali».

Oggi aggiunge che quella delle soggettività transgender è un’ampia galassia, «che si è arricchita di soggettività gender fluid, gender questioning, agender, in cui il binarismo sessuale viene messo in discussione in modi differenti». E precisa che, nell’uso più corrente, sesso-genere-orientamento sessuale sono criteri che impongono alla sessualità una divisione netta a due termini. Si basano cioè sulle contrapposizioni maschio-femmina, donna-uomo, eterosessuale-omosessuale, contrapposizioni che producono degli ideal-tipi (“l’Uomo”, “la Donna”, ma anche “l’Eterosessuale”, “l’Omosessuale” e così via) che sono talvolta molto lontani dalle esperienze dei soggetti che dovrebbe descrivere.

Combinando tra loro i concetti del binarismo sessuale si possono comunque comporre diverse identità: uomini eterossesuali, gay, bisessuali; donne eterosessuali, lesbiche, bisessuali; donne e uomini transessuali che possono avere diversi orientamenti ed essere eterosessuali, omosessuali, lesbiche o bisessuali; persone transgender che possono a loro volta desiderare uomini, donne, o altre persone transgender. Ma bisogna sempre tenere presente che tale sistema, con le combinazioni che ne conseguono, è sì utile per iniziare a comprendere la complessità delle identificazioni e dei desideri sessuali, ma è anche una griglia interpretativa e imperfetta della realtà, basata su rigide alternative: la realtà stessa è ben più complessa e ricca di esperienze in cui i tre parametri non sono necessariamente “coerenti” tra loro. Non solo.

Oltre le parole

Il sistema sesso-genere-orientamento sessuale viene usato in tutto il mondo dalla maggior parte degli psichiatri, degli psicologi e dei sessuologi, ma anche dai sistemi giuridici, per definire e classificare le identità sessuali: per definire la “norma” sessuale, ma anche la “perversione”. «Le alternative binarie di tale sistema non si limitano a semplificare la gamma delle identità sessuali possibili, e non sono nemmeno solamente categorie descrittive: stabiliscono delle gerarchie», dice Bernini, e hanno conseguenze molto reali sulle persone. Istituiscono classificazioni riconoscendo solo ad alcune categorie di persone l’appartenenza a un’umanità “sana”, “normale”, “piena” e quindi pienamente meritevole di avere dei diritti e di essere tutelata giuridicamente.

Trans, Transessuale e Transgender: un glossario per fare un pò di chiarezzaLa legge italiana, per esempio, fino a tempi molto recenti imponeva uno stretto binarismo sessuale. Il riconoscimento giuridico dell’identità di una persona transessuale doveva cioè necessariamente passare dall’intervento chirurgico, rendendo di fatto giuridicamente intrattabili i soggetti transgender. Secondo la le interpretazioni che per lungo tempo la giurisprudenza ha dato della legge 164, del 14 aprile 1982, gli interventi demolitivi dei genitali erano considerati necessari per poter ricevere l’autorizzazione a cambiare il nome sulla carta di identità.

«Fino al 2015, l’identità di genere per lo stato italiano dipendeva non dal senso di sé di un soggetto, ma esclusivamente da ciò che un soggetto aveva tra le gambe, si trattasse di un organo genitale naturale o di una sua ricostruzione artificiale. Il nostro sistema giuridico rispondeva quindi a una logica binaria molto rigida: o sei maschio e quindi devi essere uomo, o sei femmina e quindi devi essere donna. Se sei maschio ma vuoi essere donna, il nostro sistema giuridico ti concedeva di diventare legislativamente donna o uomo solo a patto che tu ti facessi demolire ed eventualmente ricostruire i genitali, anche se probabilmente questo avrebbe potuto farti rinunciare al piacere dell’orgasmo, darti forti reazioni di rigetto o ancora causarti altre complicazioni», ha spiegato Bernini.

Nel 2015, invece, due importanti sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale hanno finalmente stabilito che tali interventi non sono necessari. Negli ultimi anni sono state fatte diverse proposte di modifica della legge: lo scorso febbraio il MIT (Movimento Identità Trans) aveva proposto tra le altre cose la rettifica anagrafica sulla base della sola autocertificazione da parte della persona interessata, senza il lungo percorso psicologico e giudiziario che è invece oggi richiesto.

L’importanza dell’autodeterminazione

Oltre ai giornali e alle tv che si sono riferiti a una delle vittime di questo recente caso di cronaca al femminile riportandolo al genere che aveva deciso di abbandonare, spesso per ignoranza su moltissime di queste questioni. Lo ha fatto anche l’associazione Arcilesbica: esprimendo e argomentando una posizione politica che oggi è in contrapposizione con i movimenti femministi più attivi nel mondo.

ArciLesbica ha pubblicato un post chiedendo ai giornali che parlavano di relazione gay di correggersi: «Si dice relazione lesbica, non relazione gay». Dopo aver ricevuto numerose critiche, ArciLesbica ha chiarito che per loro «la transessualità non si autocertifica […]. Ha documenti e corpo femminili, non ha mai iniziato alcun percorso di transizione. In caso questo venga ufficialmente rettificato, provvederemo a chiamarlo col suo nome, trans FtM, da femmina a maschio». E ancora: «Fino ad allora è realmente una vittima di violenza misogina a cui è stata tolta la compagna. Facciamo le più sincere condoglianze e piangiamo un altro femminicidio».

La posizione di ArciLesbica si può dunque riassumere come segue: esistono due sessi (maschio e femmina) che dipendono da fattori anatomici e fisici, e l’inclusione nella categoria di “donna” richiesta dalle donne trans rischierebbe di danneggiare le persone biologicamente donne.

Nel movimento femminista questo tipo di dibattito esiste da decenni e ha portato alla nascita della definizione di “femminismo essenzialista e trans-escludente” (da cui la sigla TERF). Il femminismo essenzialista considera che ci sia una corrispondenza tra sesso e genere, sostenendo che altrimenti non ci sarebbe modo di definire le donne e rifiutando di fatto anche le alleanze simboliche e politiche con il movimento trans (che considera questa distinzione opprimente).

Questa posizione è stata criticata e superata dai movimenti femministi più recenti, che attribuiscono molta importanza all’autodeterminazione. Questi movimenti si definiscono alleati delle persone trans e hanno denunciato, per l’ultimo fatto di cronaca, come non rispettare l’identità sessuale sia una nuova forma di violenza. E dunque: di una donna transgender si deve parlare al femminile; così come di un uomo transgender si deve parlare al maschile.

Fonte: Il Post

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Margherita lancia un inno d'amore LGBT+!

Margherita lancia un inno d'amore LGBT+!

Margherita lancia un inno d'amore LGBT+!Si chiama ‘Siamo tutti un pò gay‘ il nuovo singolo, o meglio un vero e proprio inno all’amore di Margherita. È il primo singolo del nuovo album ‘ballerina discografica‘ del cantautore Raffaele Dottarelli, in arte appunto Margherita.

#loveislove, ossia l’amore è amore, è il grido che riecheggia nel brano. La canzone, scritta e cantata in chiave ironica, è una vera e propria accusa all’omofobia di genere. Ma è anche un abbraccio di sostegno all’intera comunità LGBT+, un coro che si alza tra le folle che manifestano nelle piazze.

Ma chi è Raffaele Dottarelli? Nato l’8 marzo 1992 sulle rive del Lago di Bolsena, nutre fin da piccolo una smisurata passione per ogni tipo di espressione artistica. Si è dedicato per molti anni allo studio della danza classica e del teatro musicale. In età adolescenziale inizia a scrivere canzoni e nel 2018 pubblica il suo primo disco. Si intitola ‘vegani al mc drive‘ ed è registrato con il duo ‘lagrù‘.

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