Il Diario di Ofelia

Mi chiamo Arrigo e ho 27 anni; spesso per lavoro, facendo il consulente finanziario, viaggio molto, forse troppo.
Questo mi impossibilita materialmente a intrattenere una relazione stabile e duratura. Del resto, quando ci ho provato, nessuna delle donne con cui sono stata ha mai compreso in toto il lavoro che svolgevo.

Circa un mese fa sono partito con la mia auto da Roma in direzione Milano, per incontrare un cliente nel pomeriggio.
Mi sveglio alle 5 del mattino, parto all’ alba e mi dirigo verso l’autostrada per giungere alla meta.
Vedo il mio cliente, concludo il mio lavoro e vado al ristorante per cenare.
Dopo aver fatto ciò, stanco ma felice del nuovo accordo lavorativo che ho concluso, vado nell’hotel che ho prenotato alla periferia di Milano.
L’albergo in questione è molto carino, sebbene sia modesto, ma d’altronde dovrò rimanere lì solo una notte, giusto il tempo di riposare e poi partire l’indomani per Roma.

Faccio il check-in e mi viene indicata la stanza dove devo pernottare: la numero 32.
Entro all’interno e ripongo i miei pochi effetti personali in un cassetto. Aprendolo, scorgo un piccolo quaderno nero, rilegato con un nastro rosso molto vistoso.
Sulla copertina c’è scritto Ofelia’s diary. So che non avrei dovuto farlo, ma spinto dalla curiosità, slego il fiocco e inizio a leggere il contenuto del libricino.

In una delle prime pagine c’è scritto:
– Caro diario,
anche oggi ho incontrato Roberto.
Mi dice come sempre che gli piacciono le mie labbra carnose e il mio seno prorompente. So che per il lavoro che faccio non dovrei preoccuparmi di andare con uno sposato, ma ho anche io un cuore e probabilmente mi sto affezionando a quel ragazzo.
A volte immagino la faccia che farebbe la moglie di Rob, Anna, se sapesse che il suo caro maritino va a trans e che gli piace anche!
Ti lascio che torno a lavoro-.

La curiosità vince sul rispetto della privacy e continuo a sfogliare imperterrito le pagine del diario, scorgendo sempre di più l’anima di Elena, sebbene mi renda conto che Elena non è il nome a cui posso fare riferimento per tale persona.
Difatti in alcuni scorci del diario, comprendo che Elena utilizza un nomignolo nel campo lavorativo e ne ho la conferma in una delle ultime pagine che riesco a leggere, prima di calare in un sonno profondo.
>-Cario diario,
che giornata!
Dopo aver lavorato tutto il giorno ed aver incontrato Annibale alle 23, ho chiamato Jasmine per informarla che domani non andrò dal parrucchiere perchè sono molto stanca e lei, prendendomi in giro, mi ha chiamata come mi chiamano i miei clienti fidati “Ofelia”, quando sa che è una cosa che mi dà molto fastidio! Odio quel nome quando non lavoro! Che stronza.
Ora ti lascio, un bacio a presto amico mio-.
L’indomani parto, portando il diario con me e continuando a leggerlo ogni qualvolta mi fermo a fare una sosta all’autogrill.
Tornato a casa, invece di riposarmi, decido di dedicarmi alla ricerca di Ofelia.
Sono sempre stato etero e sono stato solo con donne, ma non so perchè Ofelia alias Elena, mi abbia rapito; probabilmente ho colto qualcosa in quelle righe che ha rubato il mio interesse e decido di intraprendere, stanco ma felice, la ricerca della mia escort trans.
Cerco un pò sui portali web più famosi e dopo aver dedicato un’ora e aver quasi perso le speranze, finalmente la trovo ed è davvero bellissima: occhi chiari, fisico da sballo, labbra carnose.
Non medito nemmeno un attimo su quello che devo fare: la contatto.
Dopo una decina di minuti, lei mi risponde e mi dà il suo numero di cellulare: la chiamo. Mi risponde una voce calda e sensuale ma al contempo gentile e accomodante. Parliamo del più e del meno, scambiandoci qualche dettaglio sulle nostre preferenze sessuali e sul nostro aspetto, in particolare sul mio. Sono stranamente eccitato e sento che anche giù nei pantaloni qualcosa si sta smuovendo, proprio per questo, chiedo ad Ofelia un incontro via web, dato che lei è di Milano e io di Roma e ho voglia di vederla subito.
Concordiamo l’incontro per il giorno successivo, la sera.
L’indomani torno in ufficio ma sono distratto da tutto e tutti, non riesco a mantenere la concentrazione pensando all’incontro virtuale con Ofelia.
La immagino nuda mentre con le sue labbra carnose gode masturbandosi in web per me; ciò mi provoca un’erezione talmente forte che sono costretto ad andare in bagno ad eiaculare.
La sera torno a casa, mi faccio una doccia, mi preparo, ceno e finalmente mi collego in web, aspettando Ofelia.
Dopo qualche minuto dal mio collegamento, Ofelia giunge anche lei in video. Mi saluta sorridendomi gentilmente e mi chiede cosa preferisco che lei faccia.
Io le dico che non ho preferenze particolari e anzi prediligo che lei sia più naturale possibile;la trans allora dice di attendere un attimo e qualche secondo dopo giunge di nuovo in webcam, vestita di una lingierie sexy che mi fa subito avere un’erezione.
Inizia uno spogliarello molto sexy in cui alla fine si denuda completamente lasciando intravedere il suo pene.
Dopo aver utilizzato l’igienizzante, Ofelia inizia a masturbarsi e utilizzando un lubrificante si inumidisce le dita e inizia a ficcarsele nell’ano, godendo come una disperata.
Al contempo io dall’altro capo della web, invece, prendo il mio masturbatore e ci ficco il mio pene dentro, smanettandomi mentre lei continua ad esibirsi.
Ofelia invece ora sembra indiavolata e prende un vibratore e lo mette in bocca, mimando una sorta di pompino.
Nel corso della web Ofelia continua ad utilizzare altri sexy toys tra cui svariati tipi di dildo e vibratori, fin quando poi entrambi non veniamo all’unisono.
Fatto ciò, stacchiamo la webcam e ci risentiamo direttamente la mattina successiva, per confrontarci sul pagamento e altre cose simili.
Non so se ripeterò un’esperienza simile, perchè mi ritengo etero e continuo ad apprezzare le donne, ma vi dico che è stata davvero fantastica: Ofelia alias Elena è davvero un portento a la consiglio a tutti coloro che vogliono vivere un’esperienza simile.

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Victoria Caram: un messaggio di speranze durante il TDoR 2020!

Victoria Caram: un messaggio di speranza durante il TDoR 2020!

Riceviamo e pubblichiamo da Victoria Caram un messaggio di speranza in occasione del TDoR 2020.

Hai mai pensato perché ci definiamo parte della DIVERSITÀ? Siamo DIVERSI INDIVIDUI CHE SI VALORIZZANO INDIPENDENTEMENTE DA TALENTI, ETÀ, INTELLETTO e COLORE della PELLE.
La diversità del nostro gruppo, rimane la chiave del nostro successo. È ora di fermare l’OMOTRANSFOBIA, nessuno deve discriminare altri A CAUSA DELLE NOSTRE DIVERSITÀ. Dobbiamo GUARDARCI DENTRO!

Cosa abbiamo in comune? Cosa ci ha uniti in primo luogo? La risposta è che TUTTI CERCHIAMO GIUSTIZIA e per questo porto avanti il motto ‘STOP ALLA TRANSFOBIA‘! BISOGNA SMETTERE DI UCCIDERCI! Serve GIUSTIZIA PER LA NOSTRA MISS CUBA, YUNI CAREY e GIUSTIZIA PER LE 350 PERSONE TRANSGENDER CHE SONO STATE ASSASSINATE QUEST’ANNO.

Infatti i pericolo che le persone trans affrontano solo esistendo è indiscutibile. Solo pochi anni fa, l‘attivista trans Hande Kader è stata violentata e arsa a morte a Istanbul. E così mentre la Turchia è il Paese più pericoloso in Europa per le persona trans, ci sono anche Paesi come il Brasile, che ha registrato 1520 omicidi tra il 2008 e il giugno 2020.
Trattati come crimini d’odio, gli omicidi di persone trans sono spesso motivati ​​da pregiudizi sessuali e razzisti. La violenza che caratterizza gli omicidi è spesso estrema. Ci troviamo infatti di fronte a vittime pugnalate ripetutamente (come la nostra Miss Cuba), uccise da assassini, bruciate o peggio ancora tagliate a pezzi.

E mentre il lavoro sessuale è tecnicamente legale in molti Paesi europei, la professione spesso non regolamentata ha molte scappatoie, soprattutto per quanto riguarda le persone trans. In Turchia, ad esempio, che ha visto il maggior numero di omicidi trans di qualsiasi Paese europeo con un totale di 43, il lavoro sessuale è legale sotto forma di bordelli statali. Tuttavia, il sistema discrimina le persone trans, costringendole a lavorare per strada invece che nei bordelli. Senza la documentazione legale, anche le lavoratrici del sesso trans non hanno alcun riconoscimento legale o protezione. Le ragazze fanno quello che devono fare per sopravvivere, così come i senzatetto, gli immigrati privi di documenti, le persone transgender di colore e altre persone che vengono etichettate come ‘indesiderate socialmente’ e quindi emarginate.

Queste persone si danno da fare, usando il sesso – l’unica forma di capitale lavorativo che possiedono – per ottenere cibo, riparo, abbigliamento, medicine, protezione fisica e altre necessità.

A causa di crisi pandemiche come il COVID-19, disuguaglianze, oppressione sistemica e la violenza da parte di soggetti statali e non statali è aumentata. Le realtà delle comunità trans che sono enormemente emarginate e sottorappresentate, come persone di colore, lavoratrici del sesso, migranti, richiedenti asilo, rifugiati, rom, persone con disabilità, e quelli che convivono con l’HIV, rimangono per lo più invisibili.

Mancanza di accesso all’assistenza sanitaria, al lavoro, all’alloggio, all’istruzione e alla giustizia, nonché stigmatizzazione e persecuzione, sono solo alcuni dei risultati dell’inazione di società che fanno poco o nulla per proteggere le trans e persone di genere diverso.

Sappiamo tutti come i governi di tutta Europa deludono i migranti quando si tratta di assistenza sanitaria, diritti dei lavoratori e sicurezza di base. Sappiamo tutti che la transfobia esiste e che le persone trans corrono un rischio maggiore di abbandono scolastico, che hanno una qualità inferiore dell’assistenza sanitaria e hanno meno probabilità di essere trattati in modo equo nel mercato del lavoro. Quindi, spesso si rivolgono ad un lavoro non regolamentato come il mercato del sesso. E in generale, le lavoratrici del sesso sono disumanizzate.

“Gli attivisti e i movimenti trans stanno combattendo costantemente per garantire che i diritti per la comunità trans, siano messi in atto politiche e misure legali per la protezione delle persone trans. Tuttavia, le vite delle persone trans e di genere diverso rimangono costantemente a rischio, in particolare per quelli di noi che sono colpiti da razzismo, sessismo, misoginia, xenofobia, abilità e anti-sex worker sentimento e discriminazione.

Crescente ostilità da gruppi anti-femministi trans, esclusione dai gruppi LGBT tradizionali e aumento delle reti politiche che mobilitano movimenti anti-genere aggravano gravemente questi rischi. Nel Trans Day of Remembrance, ti invitiamo per unirsi alla nostra battaglia.

Non condividere solo le orribili statistiche sugli omicidi di persone trans in tutto il mondo. Assicurati che la vita delle persone trans che sono ancora vive e fanno parte della tua lotta.

Amplifica le voci trans mentre viviamo. Educa gli altri sui diritti della comunità trans mentre viviamo. Dona a organizzazioni che si concentrano sulle comunità trans emarginate e sottorappresentate. Impegnarsi in azioni concrete e confrontarsi con una pervasiva oppressione strutturale e cis-temica che ci tiene privati ​​dei nostri diritti fondamentali. Mettiamo fine a tutte le forme di violenza e discriminazione contro le persone trans e di genere diverso insieme. Insieme, combattiamo per il nostro futuro. Combatti con noi! ***

*** Basato sulla ricerca di tgeu.org e transrespect.org

VICTORIA CARAM
DIRETTRICE ESECUTIVA

INGLESE

Victoria Caram: un messaggio di speranze durante il TDoR 2020!

Have you ever thought why we call ourselves part of the DIVERSITY? DIFFERENTS INDIVIDUALS VALUING EACH OTHER REGARDLESS OF SKIN INTELLECT TALENTS OR YEARS The diversity of our group, remains the key to our success, it’s time to stop the ENDOTRANSPHOBIA, TO DISCRIMINATE EACH OTHER BECAUSE OF OUR DIVERSE INTERSECTIONALITIES, AND LOOK INSIDE OF US.

What we have in common? and what was what brought us together in the first place? That answer is: ¡WE ALL SEEK INTERSECTIONAL JUSTICE! ¡STOP THE TRANSPHOBIA!, ¡STOP KILLING US! JUSTICE FOR OUR MISS CUBA, YUNI CAREY, JUSTICE FOR THE 350 TRANSGENDER PEOPLE THAT WAS MURDERED THIS YEAR.

The danger that trans people face just by existing is unquestionable. Just a few years ago , trans activist Hande Kader was raped and burned to death in Instanbul, and while Turkey is the most dangerous country in Europe to be a trans person, there are also countries like Brazil, which saw 1520 murders reported between 2008 and June 2020. Treated as hate crimes, the murders of trans people are often motivated by sexual and racist prejudices, and the violence that characterize killings is often extreme—stabbing repeatedly( like our Miss Cuba), killing assassination-style, setting a living person on fire, cutted in pieces.

And while sex work is technically legal in many European countries, the often unregulated profession has many loopholes, especially as it relates to trans people. In Turkey, for example, which saw the most trans murders of any European country with a total of 43, sex work is legal in the form of state-run brothels. However, the system discriminates against trans people, forcing them to work on the street instead of in brothels. Without the legal paperwork, trans sex workers also have no legal recognition or protection. Girls do what they have to do to survive,’ as do homeless boys, undocumented immigrants, transgender people of color, and other marginalized social undesirables.
They hustle, using sex—the one form of labor capital they possess—to obtain food, shelter, clothing, medicine, physical protection, and other necessities.

Due to COVID-19 pandemic crisis, inequalities, systemic oppression, and violence by state and non-state actors are heightened. The realities of trans communities that are hugely marginalized and underrepresented, such as Black and people of color, sex workers, migrants, asylum seekers, refugees, Roma, people with disabilities, and those living with HIV, remain mostly unseen. Lack of access to healthcare, employment, housing, education, and justice, as well as stigmatization and persecution, are just some of the results of the inaction of societies that do little or nothing to protect trans and gender-diverse people.

We all know how governments across Europe fail migrants when it comes to health care, worker’s rights, and basic safety. We all know that transphobia exists, and that trans people face a higher risk of school dropout, that they have lowerquality health care, and they’re less likely to be treated fairly in the labor market. So, they often turn to [unregulated work] like sex work. And in general, sex workers are dehumanized.” Trans activists and movements are persistently fighting to ensure that trans rights, policies, and legal measures protecting trans people are put in place. However, the lives of trans and gender-diverse people remain constantly at risk, particularly for those of us who are affected by racism, sexism, misogyny, xenophobia, ableism, and anti-sex worker sentiment and discrimination. Increasing hostility from anti-trans feminist groups, exclusion from mainstream LGBT groups, and the rise of political networks mobilizing anti-gender movements severely aggravate these risks. On Trans Day of Remembrance, we call on you to join our fight. Do not only share the horrific statistics on murders of trans people worldwide. Make sure that the lives of trans people who are still alive are part of your fight. Amplify trans voices while we live. Educate others about trans rights while we live. Donate to organizations focusing on marginalized and underrepresented trans communities. Commit to concrete actions and confront the pervasive structural and cis-temic oppression that keeps us deprived of our basic rights. Let us end all forms of violence and discrimination against trans and gender-diverse people together. Together, we fight for our futures. Fight with us!***

***Based on research by tgeu.org and transrespect.org

VICTORIA CARAM
EXECUT IVE DIRECTOR


Masturbatore Vibrante Design - Men Vibration Rocco Siffredi - Satisfyer

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Intervista ad Antonia Monopoli dello Sportello Trans ALA ONLUS di Milano

Intervista ad Antonia Monopoli dello Sportello Trans ALA ONLUS di Milano

Intervista ad Antonia Monopoli dello Sportello Trans ALA ONLUS di MilanoIn questa nuova ondata di pandemia generata dal COVID-19, che sta colpendo soprattutto la Lombardia e quindi Milano, l’Associazione Sportello Trans ALA ONLUS che si trova proprio nel capoluogo della regione, non si ferma.
Continua infatti a fornire i suoi servizi e attenzioni alla comunità trans con modalità virtuale.

Di questo e molto altro, ce ne parla Antonia Monopoli in questa intervista. È proprio lei a dirigere questa Associazione, ma è anche una nota scrittrice, autrice del Libro di Genere intitolato “La Forza di Antonia“.
Famosa nel mondo dello spettacolo ha anche partecipato a innumerevoli opere di teatro come attrice di alto livello.

Tornando al suo impegno per i diritti LGBT+Antonia, in questa intervista riferisce che le attività riguardanti all’attenzione, la cura, l’accompagnamento e le consulenze sono ancora in atto grazie all’implementazione della modalità virtuale.
Come molte altre attività quindi, visto il periodo storico in cui viviamo e questa pandemia che ha colpito tutto il mondo, per rispettare le restrizioni che sono ancora rigorosamente applicate a Milano come in tante altre parti del Paese, si sono adeguati cercando di rimanere al fianco di chi ne ha bisogno.
È così che ALA ONLUS, con i suoi vari programmi dedicati alla comunità trans, è ancora in piedi. Per maggiori informazioni o per mettervi in contatto con l’Associazione, vi invitiamo guardare questa video intervista.
Qui infatti troverete tutte le modalità e i riferimenti direttamente dalla sua direttrice Antonia Monopoli.

Non dimenticate poi di seguirci sui sociale e di visitare i nostri portali wwww.ilpiccolemagazine.tvwww.ilpiccolemagazine.it, dove troverete molte altre video interviste. Restiamo poi a vostra disposizione per conoscere nuovi progetti, potete scriverci alla nostra mail: info@piccolemagazine.tv o nella pagina Contatti.

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Video intervista a Odalys Cayambe della ‘Red Comunitaria Trans del Ecuador’

Intervista a Odalys Cayambe della ‘Red Comunitaria Trans del Ecuador’

ODALYS CAYAMBE, “Rete Comunitaria Trans dell’Ecuador”

Video intervista a Odalys Cayambe della ‘Red Comunitaria Trans del Ecuador’Composta da 12 organizzazioni nazionali in Ecuador, Piccole Magazine ha l’onore di presentare in questa intervista, Odalys Cayambe, portavoce dell’Associazione “Vivere Liberi”, che fa parte della Rete Nazionale Comunitaria Trans dell’Ecuador.

A 23 anni dalla depenalizzazione di ciò che significa essere una persona LGBT, in particolare una persona transgender, il prossimo 20 novembre si terrà la “I Marcia Nazionale Trans dell’Ecuador“, per affrontare l’invisibilità di chi soffre e per la rivendicazione dei loro diritti.

Ti invitiamo a saperne di più sulla situazione della comunità trans in Ecuador, guardando questa intervista e invitandovi a condividere le vostre opinioni. Potete scriverci tramite la nostra email: info@piccolemagazine.tv, visitare i nostri portali www.ilpiccolemagazine.tvwww. ilpiccolemagazine.it e seguirci sui nostri social.

SPAGNOLO

ODALYS CAYAMBE, “Red Comunitaria Trans del Ecuador”

Conformada por 12 organizaciones nacionales en Ecuador, Piccole Magazine tiene el honor de presentarles en esta entrevista a Odalys Cayambe, quien es Vocera de la Organización Vivir Libre, que hace parte de la Red Comunitaria Trans del Ecuador.

A 23 años de la despenalización de lo que significa ser una persona LGBT, especialmente una persona Trasgénero, este próximo 20 de Noviembre se realizará la “I Marcha Nacional Trans del Ecuador“, con el fin de hacer frente a la invisibilidad de la que padecen, y por la reivindicación de sus derechos humanos.

Les invitamos a conocer más sobre la situación de la comunidad trans en Ecuador, mirando esta entrevista, e invitándoles a compartir sus opiniones, a escribirnos através de nuestro email: info@piccolemagazine.tv, visitar nuestros portales www.ilpiccolemagazine.tvwww.ilpiccolemagazine.it, y seguirnos en nuestras redes sociales.

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Stimolatore Clitoride Suction Sweet Release - Fifty Shades Of Grey

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Stimolatore Clitoride Suction Sweet Release - Fifty Shades Of GreyIl Suction Sweet Release a marchio Fifty Shades Of Grey è uno stimolatore clitorideo perfetto per un orgasmo lampo! Il design minimalista ed ergonomico unito ad una tecnologia in grado di modulare fino a 4 diverse modalità di stimolazione fa di questo sex toy un oggetto irrinunciabile per ogni donna.

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Invito al seminario 'Per un archivio di storia trans - Tavoli di studio ed elaborazione politica trans'

Invito al seminario 'Per un archivio di storia trans - Tavoli di studio ed elaborazione politica trans'

Invito al seminario 'Per un archivio di storia trans - Tavoli di studio ed elaborazione politica trans'

Il 20 Novembre 2020, in occasione del TDoR Giorno Internazionale della Memoria Transessuale, il MIT – Movimento Identità Trans, di Bologna, invita la comunità a partecipare alle attività da svolgere in favore della comunità Trans.
Un completissimo e interessante programma che, dalle ore 15.00 fino alle ore 17.30, potete trovare nell’invito che trovate di seguito.  Il Seminario si chiama Per un archivio di storia trans – Tavoli di studio ed elaborazione politica trans” e si terrà online sull’applicazione ZoomPer partecipare basta cliccare qui e avere il link da utilizzare per accedere a questo importante evento.

Noi de Il Piccole Magazine siamo felici di poter condividere questa importante informazione e siamo sicuri porterà dei progressi per la comunità trans dall’Italia.

Per maggiori informazioni e rimanere sempre aggiornati sulle iniziative in tutto il mondo vi invitiamo a visitare il nostro portale www.ilpiccolemagazine.tv, www.ilpiccolemagazine.it, scriverci sul nostro indirizzo e-mail:info@piccolemagazine.tv e seguirci su tutti i nostri social Facebook, Instragam, Twitter e ISSUU.

Ecco l’invito ufficiale

Bologna 20 Novembre 2020, dalle 15 alle 17.30, su Zoom

PER UN ARCHIVIO DI STORIA TRANS
Tavoli di studio ed elaborazione politica trans

Nell’ambito del X° Divergenti e in occasione del TDOR – Transgender Day Of Remembrance,
un seminario sul progetto di costruzione di un archivio sull’esperienza e il movimento trans
con la proiezione in prima IT di Memórias Reveladas di Quentin Worthington

Link Zoom https://zoom.us/j/92478568683

Venerdì 20 novembre 2020, in occasione del TDOR – Transgender Day Of Remembrance, la ricorrenza internazionale per ricordare le vittime di transfobia, il M.I.T. – Movimento Identità Trans organizza nell’ambito della decima edizione<Divergenti – Festival Internazionale di Cinema Trans, il seminario “Per un archivio di storia trans – Tavoli di studio ed elaborazione politica trans, in streaming gratuito, dalle 15 alle 17.30, su Zoomhttps://zoom.us/j/92478568683

TDOR non è infatti solo l’occasione per ricordare tutte le vittime dell’odio transfobico, ma anche un giorno per riflettere sulla condizione sociale e politica delle persone trans. Ecco dunque questo seminario che si pone l’obiettivo di indagare il tema della costruzione di una narrazione propria, da sempre centrale nella storia dell’esperienza trans e del movimento che la rappresenta.

Il seminario nasce dall’idea di costruire un archivio sull’esperienza trans, un progetto che sta prendendo forma attraverso un bando dell’UNAR vinto dal MIT e che affonda le radici da anni di discussione, dibattiti e incontri sulla raccolta e la conservazione di documenti cartacei, audio, video e fotografici sull’esperienza trans necessari e fondamentali nella ricostruzione del percorso.

Invito al seminario 'Per un archivio di storia trans - Tavoli di studio ed elaborazione politica trans'In apertura dei lavori, dopo i saluti istituzionali di Susanna Zaccaria, Assessora alle Pari opportunità e differenze di genere del Comune di Bologna, sarà proiettato in prima visione italiana Memórias Reveladas un corto documentario di Quentin Worthington sull’Archivio de La Memoria Trans Argentina, il primo archivio di storia trans al mondo. Nel corso di 10 mesi, il regista si reca a Buenos Aires in Argentina e ad Hannover in Germania, per incontrare Magali, Maria Belen, Ivana e Carla, membri fondatori di questo archivio, raccontandone anche la vita come donne trans sotto la dittatura argentina (1976-1983), durante l’epidemia di AIDS e le tante repressioni statali e omicidi di massa.

All’interno del seminario si discuterà anche della mostra per i 50 anni della nascita del movimento LGBTQI italiano, per la quale insieme ad altre associazioni, il MIT fornirà materiali, sapere e conoscenze.

Il seminario prevede tre tavoli tematici presieduti da espert* testimon* e attivist*, che saranno moderati da Simone Cangelosi e Porpora Marcasciano.

Di seguito il programma.
PROGRAMMA
La costruzione di una narrazione propria resta centrale nella storia dell’esperienza trans e del movimento che la rappresenta. Oltre alla solidificazione di una  coscienza critica di sé, essa darebbe senso e significato a un percorso ancora tutto in divenire. La costruzione di un registro narrativo nuovo, significativo e orizzontale resta un passaggio imprescindibile per leggere e leggersi. Un archivio ricerca, conserva e rilancia una storia trans.

Porpora Marcasciano

Ore 15 Saluti Istituzionali– Assessora Susanna Zaccaria, Agnese Canevari Dirigente UNAR.
Apertura e introduzione ai lavori

Ore 15,15 – 16 Tavolo 1 – Per la significazione dell’esperienza trans: fonti, documentazione e storia orale. Il Progetto Archivi UNAR. Ne discutono Ludovico Virtù, Stefania Voli, Ottavia Voza, Christian Ballarin

Ore 16-16,45 Tavolo 2 – Per la costruzione della mostra sui/per i 50 anni di movimento LGBTQ: la storia Trans e gli archivi. Il contributo di organizzatori e organizzatrici. Ne discutono Gigi Malaroda, Sara Di Giovanni, Porpora Marcasciano, Simone Cangelosi

Ore 16,45-17,30 – Per la costruzione di una Trans School. Ne parlano Sandeh Vet, Ethan Bonali, Giorgio Cuccio, Porpora Marcasciano
A coordinare i tavoli saranno Simone Cangelosi e Porpora Marcasciano

Elenco relatrici e relatori
Christian Ballarin responsabile Spo.T, Sportello Trans Maurice GLBTQ
Ethan Bonali attivista non binary Associazione Libellula
Gigi Malaroda Presidente Maurice GLBTQ Torino
Giorgio Cuccio Trans*
Ludovico Virtù ricercatore e coordinatore del Progetto ArchiviST – Archivi StoriaTrans- del MIT
Ottavia Voza attivista trans e coordinatrice del progetto “ il nostro Orgoglio a voce alta Archivio movimento LGBT+ Sud Italia
Sara De Giovanni responsabile Centro Documentazione Flavia Madaschi Cassero LGBTQI Center Bologna
Simone Cangelosi responsabile Progetto OUT-TAKES archivio audiovisivo delle persone e del movimento LGBTQ, Associazione CESD Aps
Stefania Voli storica, membro SIS (Società Italiana Storiche) consulente Progetto ArchiviST – Archivi StoriaTrans del MIT
Veet Sandeh presidente associazione Sunderam Onlus Identita Transgender Torino

Non ci resta che ricordarvi l’appuntamento per domani, venerdì 20 Novembre 2020 dalle 15 su Zoom!

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Intervista a Ennio Caruso - “Amo far star bene chi incontro”

Intervista a Ennio Caruso - “Amo far star bene chi incontro”

Intervista a Ennio Caruso - “Amo far star bene chi incontro”Buongiorno Ennio Caruso, siamo davvero curiosi di conoscerla. Come primo punto, per poter presentarla al meglio, desideriamo sapere un pò su di Lei. Quanti anni ha, dove si trova, a cosa si dedica, ecc.
Amante dello stile e dell’eleganza, sono un ragazzo molto semplice, calmo e pacato, allegro e di buona compagnia.
Nella vita privata mi ritengo un solitario e oltre agli affetti familiari, concedo la mia fiducia a pochissime persone.

Ho 25 anni, sono siciliano e vivo sulla costa orientale dell’isola, esattamente nel centro città del capoluogo catanese.
Sono un imprenditore e mi piace praticare sport. Ascolto molto la musica, mi piace il mare, adoro molto viaggiare per scoprire nuove realtà e i diversi stili di vita che colorano il nostro mondo.

Ennio, è interessante poter conoscere il suo concetto e il significato di essere un gigolò?
Essere un gigolò è un’arte innata. Non si studia a scuola né si impara frequentando un corso, nasce dentro di te.
Fare il gigolò significa amare il sesso in tutte le sue forme e sfaccettature. Essere elegante, gentile e delicato nei modi. Bisogna conoscere a fondo le donne, sapere cosa desiderano, capirle nel profondo in ogni loro esigenza, in ogni voglia perversa.

Per Lei, qual è la differenza fra il termine Gigolò e il termine Escort?
Secondo me i due termini, Escort e Gigolò, sono separati da una linea sottilissima.
Mi spiego meglio. Entrambi svolgono lo stesso identico ruolo di accompagnatore e di sexual trainer, con la differenza che l’Escort rispetto al Gigolò non si prende cura solo delle donne ma anche di uomini, di coppie etero o gay.
Categorie che all’inizio del mio percorso di accompagnare e sexual trainer ho incontrato grazie alla mia poliedricità nell’essere Bisex.

Intervista a Ennio Caruso - “Amo far star bene chi incontro”Secondo Lei, quali sono gli aspetti considerati come più importanti di un Gigolò? Quali sono i suoi servizi? Esiste un limite da rispettare da parte sua?
Da sempre amo far star bene chi mi incontra e desidero offrire e ricevere il meglio da ogni esperienza vissuta.
Mi piace molto, comprendere e condividere ogni singolo pensiero e situazione che caratterizza la vita di ognuno di noi. Mi fa star bene il poter dare dei consigli e condividere opinioni godendoci un momento di relax.

I miei servizi?
Posso essere, accompagnatore per cerimonie, teatro, cene di gala ed eventi particolari. Ma anche semplicemente ad una cena e un dopo cena all’insegna del piacere.
Sono disponibile per tattiche di ingelosimento, prove di fedeltà, prime esperienze. Posso essere un regalo originale o interpretare il personaggio di cui si ha bisogno in quel momento.
Finto fidanzato, marito, amante, amico ecc.

Metto a disposizione le mie conoscenze di sexual trainer per risolvere dubbi e insicurezze nell’ambito della sfera sessuale.
Women’s life coach per le donne che vogliono capire dove sbagliano con gli uomini e correggere i propri difetti.
Oppure posso essere semplicemente un gigolò speed per un incontro di sesso mordi e fuggi.

Se esiste da parte mia un limite da rispettare?
Solo in rispetto reciproco della persona e del corpo.

Parliamo adesso invece a ciò che significa per le persone essere in sua compagnia.
Come già risposto nella precedente domanda, amo far star bene chi mi incontra e desidero offrire e ricevere il meglio da ogni esperienza vissuta.
Oltre ad essere una persona socievole, seria, riservata, tranquilla, disponibile, allegra, dolce nei modi, amante dell’igiene personale e della cura del mio corpo, so ascoltare e consigliare. Soprattutto però sono una persona normalissima, alla mano, umile e con alle spalle un’infanzia difficile e triste.

Tutte queste qualità vengono apprezzate e percepite da chi mi incontra come momento di benessere, fiducia, tranquillità e serenità per tutto il tempo dell’incontro.
Per questo motivo, molti di loro di settimana in settimana richiedono spesso di trascorrere altro tempo insieme.
Nonostante la consapevolezza da entrambe le parti di sapere che insieme trascorreremo solo dei momenti, vengo identificato come il compagno che tutti vorrebbero avere accanto nella propria vita.

Intervista a Ennio Caruso - “Amo far star bene chi incontro”Ha qualche criterio, che sia una caratteristica, l’aspetto fisico o altro, che lei considera quando una persona chiede di stare in sua compagnia?
Ho già detto più volte che mi piace ascoltare e aiutare le persone, farle sentire a proprio agio e farle sentire apprezzate.
Per me, un accompagnatore professionista, ha il compito importante di apprezzare più l’aspetto interiore delle persone prima ancora di apprezzare l’aspetto esteriore. Questo specialmente considerando il fatto che durante le ore a disposizione da trascorrere insieme ci si deve occupare principalmente della cura della mente e successivamente della cura del corpo.

Sicuramente la prestanza fisica tra le lenzuola è importante, ma non serve se prima non sei riuscito a liberare la mente del partner da blocchi e preoccupazioni.
Per quanto mi riguarda, sono del parere che anche una persona con disabilità fisiche ha diritto ad avere momenti di svago con una persona che la sappia ascoltare, apprezzare e mettere a proprio agio nonostante il suo handicap.
Quindi fatta qualche rara eccezione, personalmente non do molta importanza all’aspetto fisico purché rientri nel normale rispetto della cura e igiene personale del corpo.

Allora, cosa lo rende più sicuro nella sua vita? Cosa lo rende più felice? E cosa lo rende più desiderato?
Tutte le esperienze negative vissute nella mia vita sin dalla mia infanzia e fortunatamente superate gradualmente con enormi sacrifici e difficoltà senza l’aiuto di nessuno, familiari compresi, mi hanno reso molto forte e nello stesso tempo altruista.

Altruista perché dovendo superare da solo gli ostacoli della vita, in me è nato un forte e irrefrenabile bisogno di aiutare gli altri. Proprio l’altruismo, mi ha dato il dono di saper ascoltare per poter aiutare gli altri, comprendere e condividere ogni singolo disagio o problema.
Attraverso il dialogo e il ragionamento li aiuto a capirsi, quale obiettivo si prefiggono di raggiungere e in che modo, sia che possa essere di natura sessuale o personale.
Sono felice quando dopo aver dato dei consigli l’interlocutore è riuscito a superare un blocco mentale o a risolvere un problema.

Intervista a Ennio Caruso - “Amo far star bene chi incontro”Non considero la mia fisicità particolarmente attraente.
Sicuramente ho a mio favore la semplicità, il sapermi adattare a qualsiasi tipo di persona, che sia esso uomo o donna. Altri miei vantaggi sono l’essere intrigante e simpatico. Nonostante abbia un fisico normalissimo non palestrato, piaccio e affascino probabilmente per la mia carnagione scura, la mia pelle vellutata e profumata.

Prima di finire, vorremmo sapere come riesce a combinare la classe, la trasgressione e il piacere durante un primo incontro.
Per ogni primo incontro, è mia abitudine trascorrere del tempo a conversare telefonicamente con l’interlocutore. Se necessario anche con più telefonate fino a quando non è chiaro ad entrambi l’obiettivo da raggiungere durante il nostro primo appuntamento.

Una volta analizzati gli argomenti delle conversazioni ed eventuali specifiche richieste fatte dall’interlocutore stesso, valuto e mi organizzo mentalmente sui tempi e modi di gestire gentilezza e lussuria. Il tutto senza cadere mai in atteggiamenti volgari se non specificatamente richiesti.

Infine desidera aggiungere qualcos’altro in questa intervista?
Volevo riassumere in poche parole ciò che ho già detto. Concludo dicendo che ho scelto di intraprendere questa professione non per caso ne per bisogno economico. L’ho fatto per la mia bisessualità, la mia paziente e altruistica predisposizione ad ascoltare sia uomini che donne. Ma anche per il mio particolare interesse per il sesso e la sessualità praticata con passione e divertimento.

Mi piace offrire momenti di serenità, spensieratezza, emozioni e piacere a coloro che mi ritengono una sorta di garanzia, qualcuno con cui fare ciò che desidera e che lo appaghi senza sentirsi giudicato per questo.
Ogni esperienza vissuta, ogni singolo incontro mi ha lasciato qualcosa. Quel qualcosa che giorno dopo giorno mi ha fatto crescere e diventare ciò che sono oggi, prima come uomo e poi come accompagnatore.

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