Luminari e Pianeti: MARTE

Luminari e Pianeti: MARTE

Analogie astronomiche: valori di passione e di violenza ispirati dalla luce rossastra, ardente come una fiamma, dell’astro il cui nome, in tutte le lingue antiche, significa “infuocato”.
Elemento: il Fuoco.

Luminari e Pianeti: MARTE Vittorio alfieri
Età della vita: la forza piena dell’età in cui si combatte per imporsi ed in cui, al contatto della realtà, si tenta di realizzare le ambizioni dell’età solare: l’età adulta.
Principio generale: principio di raffronto col mondo, di dispendio sotto forma di tensione concreta; principio di repulsione e di ostilità.

Luminari e Pianeti: MARTE Giuseppe Garibaldi
Temperamento: bilioso.
Funzioni fisiologiche: la funzione muscolare e motrice.

Luminari e Pianeti: MARTE Michelangelo Buonarroti
Fisiopatologia: processi febbrili, infiammatori, congestizi; traumatismi, ferite, ustioni.
Caratterologia: Collerico (Emotivo-Attivo-Primario); è portato all’estroversione. Carattere Ariete.

Luminari e Pianeti: MARTE Ariete
Funzioni psicologiche: Marte simbolizza la potenza dell’aggressività che appare nel bambino al momento (stadio “sadico-orale” degli psicoanalisti) della dentazione, dell’esercizio della muscolatura e del tirocinio motorio: mordere, schiacciare, distruggere, agire all’esterno.
Un’aggressività che si esprime allo stato puro nella collera e che è suscettibile di manifestarsi a beneficio o a detrimento dell’essere umano a seconda se è integrata o meno all’Io.
Nel senso positivo rappresenta l’energia virile che osa e impone, che preme e si prodiga in vista di uno scopo da conquistare: una passione che arricchisce l’essere attraverso l’influsso dominatore sugli oggetti, una violenza sana, in quanto realizzatrice.
Nel senso negativo rappresenta l’impulsività distruttrice, generatrice di brutalità, di tirannia, di sadismo, di odio, di guerra.
Con Marte, appare “la lotta per la vita”, unghie sfoderate e denti aperti, per la supremazia della legge del più forte.

Luminari e Pianeti: MARTE Gioacchino Murat
Psicopatologia: la mania.
Morfologia: tipo del gladiatore. Corporatura atletica, muscolosa, tendente alla ritrazione; forme rudi, dure, contrastate, angolose. Volto ritratto e tirato in cui la massa frontale fa corpo con la mascella sporgente, prolungata da un mento volitivo che s’intona col naso a becco adunco da uccello predatore. Barra sopraciliare saliente su cui si rizza una chioma folta e cespugliosa.
Sguardo bramoso, carnagione opaca, portamento virile della testa, masse muscolari sporgenti, gesti vivaci; aspetto generalmente improntato alla rudezza, alla fermezza, al dominio.

Luminari e Pianeti: MARTE Benito Mussolini
Professioni: quelle che consistono nel prodigarsi virilmente, nel misurare la propria forza, nello sfidare le difficoltà, nel sormontare gli ostacoli, nell’affrontare i pericoli: metallurgia, industria meccanica, macelleria, addestramento, polizia, esercito, medicina, chirurgia.
Arti: la critica, la caricatura, la satira, l’espressionismo, l’incisione.

Luminari e Pianeti: MARTE Giuseppe Verdi
Destino: simbolizza le passioni e la lotta per la vita: incidenti, incendi, operazioni chirurgiche, processi, duelli, dilapidazioni, sperperi, schiamazzi.
Rappresenta anche le conquiste positive realizzate con sforzo.

Luminari e Pianeti: MARTE George Gordon Byron
Personaggi: i rivali, gli avversari ed i nemici dichiarati.
Aspetto sociale: lo sport, l’esercito, la polizia, la guerra.

Luminari e Pianeti: MARTE Jean Gabin
Casi celebri: Vittorio Alfieri, Giuseppe Garibaldi, Michelangelo Buonarroti, Gioacchino Murat, Benito Mussolini, Giuseppe Verdi, Hector Berlioz, Otto von Bismarck, George Gordon Byron, Jean Gabin, Vincent Van Gogh.

Luminari e Pianeti: MARTE Vincent Van Gogh


Senza rosa né celeste. Diario di una madre sulla transessualità della figlia di Mariella Fanfarillo

Senza rosa né celeste. Diario di una madre sulla transessualità della figlia di Mariella Fanfarillo

Senza rosa né celeste. Diario di una madre sulla transessualità della figlia di Mariella FanfarilloUn altro punto di vista per un argomento che ci tocca molto! Il Libro di Genere di oggi infatti è molto particolare proprio per questo, ecco allora: Senza rosa né celeste. Diario di una madre sulla transessualità della figlia di Mariella Fanfarillo.

Scopriamo insieme un pò la trama: «Ho imparato a mie spese la differenza tra vedere e guardare: ora so che da sempre io vedevo mio figlio ma guardavo mia figlia». È da questa folgorante consapevolezza che ha inizio il racconto di Mariella Fanfarillo, un viaggio a ritroso lungo la sua vita e quella di sua figlia Esther, transessuale coraggiosa, la seconda ad aver ottenuto in Italia l’autorizzazione al cambio anagrafico di sesso senza l’obbligo dell’operazione quando era ancora minorenne. Raggiungere quel traguardo non è stato semplice, ma Esther e Mariella sono sempre rimaste una accanto all’altra, sostenendosi a vicenda e affrontando insieme la violenza – fisica, psicologica e persino burocratica – di un paese ancora impreparato ad affrontare la diversità e forse anche, ancora di più, l’autodeterminazione. Una testimonianza necessaria che «vi farà versare lacrime dolci» (Monica Cirinnà). Una storia vera, fatta di fatica, amore e resilienza.

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L'INDIA E IL FALLO

L'INDIA E IL FALLO

Se la culla dell’umanità sia stata nell’Egitto o in India, è argomento molto controverso; un fatto, comunque, resta indiscutibile: i due paesi ebbero la primarietà nel culto del sesso.

L'INDIA E IL FALLO Lingam
In tutta la vasta estensione del continente indiano, si trovano sia il culto sia la rappresentazione del lingam (pene) e dello yoni (vagina).
La religione di
Siva abbonda di concetti fallici, così come quella della Santissima Trinità indù o Trimurti: Brahma, Visnù, Siva; alcuni di essi sono estremamente grossolani.

L'INDIA E IL FALLO Yoni
Come in altre religioni, l’uso dei simboli è in India assai diffuso.
Alcuni di essi possono non avere alcun significato per l’osservatore inesperto, ma tutti coloro che sono stati iniziati ai misteri delle varie religioni o sette possono agevolmente riconoscere le loro basi falliche; per esempio, la santa trinità indù è simboleggiata da un piedistallo (Brahma) sul quale si trova un vaso (Visnù)dal quale sorge una colonna (Siva), dove la colonna rappresenta il lingam ed il vaso lo yoni.

L'INDIA E IL FALLO Trimurti
Raffigurazioni di questi soggetti si trovano scolpite sia all’esterno sia all’interno di innumerevoli templi indù, e alcune delle scene in cui essi le raffigurano in pittura o in scultura sono per noi occidentali oscenità.
Per gli indù queste cose fanno parte del loro credo, e quindi non provocano i commenti fatti attraverso le idee degli osservatori europei o di fede cristiana.
La cronologia non è mai stata caratteristica della storia o della religione indiana, per cui è difficile fissare la data nella quale i culti fallici furono per la prima volta introdotti in India.
Per quanto si vada indietro, verso le origini dell’induismo, lo si trova sempre in stretti rapporti con l’adorazione del sesso.
Molti dei primi viaggiatori in India notarono l’universalità di questo elemento, e diedero lunghe descrizioni delle manifestazioni sessuali legate alla religione indiana.
In alcuni dei loro lavori si possono trovare incisioni che illustrano molte delle sculture e delle scene; sebbene questi libri non siano intesi, naturalmente, per una diffusione indiscriminata.

L'INDIA E IL FALLO Sita
Come esempio, in una scena comune in India un viaggiatore notò una statua di Sita, la moglie di Visnù, circondata da sei fachiri completamente nudi che, inginocchiati e con gli occhi rivolti verso la dea, stavano facendole offerta dei loro lingam.
Ancor oggi i fachiri (
sadu) sono una caratteristica della vita dell’India, e possono essere visti circondare le statue divine in questo stato e coperti di colori rituali sul volto.

L'INDIA E IL FALLO Pietro Aretino
Molti dei bassorilievi dei templi indù mostrano una sorprendente fantasia in quel genere di posizioni amorose per cui il nome di Pietro Aretino, poeta erotico toscano, è famoso.
Non è certamente però corretto giudicare il popolo indiano in base al nostro metro: queste cose scandalizzano gli europei, ma si dice che esse ispirino agli indiani fervore religioso.

L'INDIA E IL FALLO Dulaure
Lo storico Dulaure cita la descrizione di una alcova segreta dedicata al culto di Siva: qui si innalzava una raffigurazione del lingam alta circa un metro; al di sotto si trovava una apertura disegnata in modo da imitare lo yoni, ed era in questa alcova che i sacerdoti iniziavano le giovani fanciulle ai misteri dell’amore.
Queste ragazze venivano addestrate altresì alla danza per divertire il grosso pubblico e si consacravano al culto di Siva, con l’aiuto dei bramini (preti).

L'INDIA E IL FALLO Pulleiar
La forma sotto la quale Siva è per lo più adorato, una forma più sacra del lingam, è conosciuta come il Pulleiar, che rappresenta l’unione dei due sessi e si trova sempre nel santuario dei templi; piccole riproduzioni di esso stanno appese al collo dei fedeli o vengono usate come amuleti, ed i bramini ne portano sempre una con sé, esattamente nello stesso modo come un prete cristiano porta sempre una croce o un crocefisso.
E’ singolare il fatto che i fedeli di Visnù disapprovano quest’uso, e disprezzano i seguaci di Siva, proprio come i calvinisti fanno obiezione al culto delle immagini praticate dai cattolici.

L'INDIA E IL FALLO Kailsa
Si riteneva che Siva abitasse sulla montagna di Kailsa, ed un viaggiatore ha dato una descrizione di un monumento eretto lassù in onore del dio: esso era una tavola quadrata, arricchita di pietre preziose, con un fiore di loto che recava al centro un triangolo, origine e fonte di tutte le cose; da questo triangolo si innalzava un lingam, il dio eterno, che fa di questo luogo la sua eterna dimora.
Si ritiene che il primo fallo rappresentante il dio Siva sia apparso qui per la prima volta, e sia stato diviso dal dio stesso in dodici altri
lingam, radianti luce.

L'INDIA E IL FALLO Brahma
Può darsi che questi dodici lingam simboleggiassero in qualche modo i segni dello zodiaco, ma come non si sa esattamente.
Il culto del sesso, in una forma o nell’altra, è diffuso assai largamente in tutta l’India.
Come politica generale, il governo britannico, che dominò l’India fino al 1948, ha sempre concesso la massima libertà di culto in tutte le regioni, tuttavia esso fece tutto il possibile per eliminare la setta dei
tughs; questi avevano l’uso di ardere sulla pira del marito le vedove e l’abbandono delle figlie femmine o altre forme giudicate come reliquati di barbarie.
Il governo britannico si trovò però sempre a scontrarsi contro una forza veramente potente, rappresentata dalla religione indù con il suo priapismo, le sue fanciulle danzatrici, che erano in realtà prostitute sacre, ed il culto di Siva in generale.

L'INDIA E IL FALLO Vishnu
Naturalmente molte sette preferiscono praticare i loro culti in segreto; ma nessuno che viaggi in India può ignorare le diffuse cerimonie in cui qualche forma di culto sessuale costituisce l’attrazione principale.
I sacerdoti di Siva sono soliti decorare i Lingam nei loro templi con ghirlande di fiori.
Questa cerimonia è considerata così sacra che essi invariabilmente per prima cosa fanno il bagno per purificarsi prima del santo ufficio.
Collegato con il culto del serpente (Naga) è un rito chiamato
Nagapontchie, in cui le donne sostituiscono il sacerdote e pure esse devono fare il bagno, dopo di che portano un lingam tra due aspidi fino ad uno stagno dove bruciano del legno come sacrificio, contemporaneamente pregando perché i loro mariti avessero lunga vita, una numerosa prole e grandi ricchezza,
La maggior parte degli indù crede che queste cose avvengono solo se propiziate da i sacri riti.
Un’altra cerimonia consiste nel versare del latte su di un
lingam; così le gocce del liquido divenuto prezioso, somministrate ad un morente, assicurano un viaggio certo a Cailasson, il paradiso indù.
Altre sette usano l’acqua al posto del latte, ma tutti sono sicuri che dopo la morte saranno degni di entrare nel Cailasson.

L'INDIA E IL FALLO Siva


Luminari e Pianeti: VENERE

Luminari e Pianeti: VENERE

Analogie astronomiche: valori di bellezza, di seduzione, di scioltezza, per effetto del soave irradiamento dell’astro sull’anima contemplativa.
Elemento: l’Aria.

Luminari e Pianeti: VENERE Francois Boucher
Età della vita: la prima gioventù, la fase successiva all’adolescenza, l’età in cui si svegliano i sentimenti, l’età in fiore.
Principio generale: principio di attrazione, di simpatia, di comunione, di armonia e di fusione, che si afferma soprattutto sul piano dei sentimenti.

Luminari e Pianeti: VENERE Alphonse Daudet
Temperamento: Sanguigno-linfatico.
Funzioni fisiologiche: contribuisce all’equilibrio dell’organismo, al suo funzionamento armonioso.
Concerne in particolare la funzione renale-urinaria e quella genitale femminile.

Luminari e Pianeti: VENERE Ruggero Leoncavallo
Caratterologia: questa natura armoniosa, di per sé, non è estroversa né introversa; né primaria, né secondaria; può tendere verso uno di questi poli sotto l’influsso dell’ambiente.
Ha una essenza femminile, è Emotiva – poco Attiva.
Funzioni psicologiche: Venere è legata agli affetti voluttuosi e dell’amore che hanno origine nell’appetito organico del neonato, al contatto con la madre, e si prolungano fino all’altruismo sentimentale.

Luminari e Pianeti: VENERE
Questo mondo venusiano dell’essere umano riunisce in sinergismo affettivo le sensazioni, i sentimenti, la sensualità, la simpatia attrattiva per l’oggetto, l’ebbrezza, il sorriso, la seduzione, lo slancio del piacere, la gioia, la festa, tutto nell’affinità e nell’armonia dello scambio e della comunione affettiva.
Comprende anche gli stati emozionali che conferiscono fascino, bellezza e grazia al soggetto.
Con Venere, domina nell’essere la gioia di vivere, nella festa primaverile ed inebriante dei sensi come il piacere più raffinato e spiritualizzato dell’estetica.
E’ il regno della pace, del cuore, della felicità.
Psicopatologia: la lussuria, il delirio erotico.

Luminari e Pianeti: VENERE Afrodite
Morfologia: tipo Afrodite. Corporatura ben proporzionata, tendente alla dilatazione; forme morbide, sfumate, graziose; volto ovale, piuttosto rotondo, dalle proporzioni equilibrate; predomina la parte media, nell’allargamento o nella proiezione in avanti.
Carnagione chiara, complesso armonioso ed elegante, gesti calmi, movimenti arrotondati, atteggiamenti leggeri, inclinati o languidi; aspetto generale dolce, cortese, sorridente o faceto.
Professioni: quelle attinenti al bello ed al dilettevole; all’ambiente dei piaceri.

Luminari e Pianeti: VENERE Jules Massenet
Arti: le opere leggere, gioiose, piacevoli, delicate, voluttuose, sensuali.
Destino: simbolo dell’amore e della vita sentimentale, ma anche degli svaghi, delle distrazioni, come pure delle arti .
Aspirazione ad una esistenza facile e gradevole in cui predomina il sentimento; favori.

Luminari e Pianeti: VENERE Gioachino Rossini
Personaggi: l’amante.
Aspetto sociale: la vita artistica, le feste e le gioie; la pace.
Casi celebri: Francois Boucher, Alphonse Daudet, Franz Lehar, Ruggero Leoncavallo, Jules Massenet, Gioachino Rossini, Jean-Antoine Watteau.

Luminari e Pianeti: VENERE Jean-Antoine Watteau


La forza di Antonia: storia di una persona transgender di Antonia Monopoli e Gerardo Maiello

La forza di Antonia: storia di una persona transgender di Antonia Monopoli e Gerardo Maiello

La forza di Antonia: storia di una persona transgender di Antonia Monopoli e Gerardo MaielloIl Libro di Genere che vogliamo presentarti oggi è un romanzo biografico che racconta la vita “diversa” di una persona davvero forte e speciale. Scritto a quattro mani da Antonia Monopoli, protagonista del libro, e Gerardo Maiello, si intitola La forza di Antonia: storia di una persona transgender, ma scopriamo di più insieme.

Bisceglie, un paesotto della Puglia diviso tra il mare, l’Adriatico, un vecchio dall’aspetto malinconico e stanco e la campagna, un vello d’oro intessuto con i profumi dei ciliegi. Antonio è un bambino timido, riservato, solitario, schivato e bullizzato dagli altri bambini perché lentigginoso ed “effeminato”. A otto anni inizia ciò che lui stesso definirà l’inizio di una via crucis tra medici di base e psichiatri che propongono manicomio e lobotomia. L’infanzia e l’adolescenza di Antonio sono tormentate da incomprensioni e intolleranza. Ma soprattutto da sacrifici e rinunce.

Una volta adulto, Antonio conosce la transessualità. Ed è proprio qui che trova la risposta a quella “bambina imprigionata nel cuore di un bambino”, con “un amore smisurato per la vita”. Così inizierà il suo percorso di transizione che lo porterà a diventare Antonia. Il viaggio a Milano, la prostituzione, l’emancipazione, l’amore e l’attivismo LGBT*. Saranno tutte tappe di un percorso che vedrà Antonia divenire una delle principali e influenti esponenti del movimento transgender in Italia. Antonia incontrerà il teatro nel quale ritroverà lo stupore e la meraviglia di quando, da piccola, trascorreva ore ed ore accanto al padre che lavorava come “maschera” al teatro del paese. Alessandra, una giovane farfalla monarca sopravvissuta a un incendio, aiuterà Antonia a scoprire la sua natura e la sua strada. Il tutto in una vecchia valle incantata, un mondo una volta popolato da spiriti e fate, distrutta completamente dall’avidità degli uomini.

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MEDICINA ed EROS

MEDICINA ed EROS

La Roma dell’età repubblicana non conosceva la figura del medico quale noi oggi l’intendiamo. Catone il Censore, nella sua opera De re rustica, un trattato che si rivolgeva al capofamiglia dandogli utili consigli per l’amministrazione della sua fattoria ed il governo degli schiavi, aveva introdotto anche alcuni consigli di carattere igienico-sanitario sul tipo di quelli che si trovavano fino a qualche anno fa nei volumi sul tipo del “medico in famiglia”.

MEDICINA ed EROS Catone
Dobbiamo notare, tuttavia, che l’austero senatore aveva una particolare propensione per il cavolo, che poneva alla base di quasi tutte le sue ricette.
Lo stesso Catone inoltre svolse una violenta campagna contro i primi medici provenienti dalla Grecia che si erano azzardati a metter piede in Roma. Egli li considerava corruttori dei sani e vigorosi costumi repubblicani.

MEDICINA ed EROS Giulio Cesare
Con l’andar del tempo, tuttavia, i medici greci, che in questa prima fase erano di assai bassa estrazione, si fecero in Roma più numerosi. La loro presenza del resto rispondeva ad una precisa esigenza della popolazione. Giulio Cesare poi infatti riconobbe l’utilità di concedere ad essi il diritto di cittadinanza.

MEDICINA ed EROS Musa
Incoraggiati da questo successo i greci esperti nelle arti salutari accorsero numerosi a Roma. Alcuni di essi, come Musa, che fu medico personale di Augusto, o Asclepiade di Bitinia giunsero ad accumulare ingenti patrimoni.

MEDICINA ed EROS Augusto
I romani però non dimostrarono, se non in epoca piuttosto tarda, il loro interesse per gli studi medici, preferendo abbandonare questa attività. Veniva considerata infatti piuttosto volgare, e gli schiavi greci se conoscevano l’arte salutare venivano acquistati a gran prezzo. Gli immigrati greci che la conoscevano poi ottenevano facilmente la cittadinanza romana.

MEDICINA ed EROS Ascepiade di Bitinia
Tuttavia i medici che potremmo definire liberi professionisti, i quali svolgevano la loro attività sia recandosi a visitare a domicilio i pazienti, sia negli ambulatori che avevano il nome di medicatrinae, facevano pagare assai care le loro prestazioni.
In conseguenza soltanto le persone di un certo ceto potevano ricorrere ai loro servizi. Il popolo, e gli stessi ricchi, che non sempre riuscivano ad ottenere la guarigione dalle mani di questi medici, si rivolgevano quindi agli dei ed alle dee.

MEDICINA ed EROS Esculapio
Il dio espressamente incaricato di provvedere alla salute dei devoti era naturalmente Esculapio, d’importazione greca. Anche altri dei o dee ricevevano pure offerte e preghiere perché concedessero la salute a chi li implorava.
Era corrente, un’usanza che aveva dato vita ad un florido commercio che si svolgeva nelle vicinanze dei templi, di dedicare al dio o alla dea da cui si implorava la guarigione di una malattia un modello di creta o di marmo. Questo secondo le condizioni economiche del paziente, dell’organo colpito.

Questi ex voto, o donaria anatomica, di cui gli scavi hanno restituito una grande quantità, erano costituiti da approssimative raffigurazioni (le cognizioni anatomiche del mondo classico erano piuttosto scarse) dell’organo affetto. Venivano appese nei templi o per richiamare sull’interessato l’attenzione del dio o per testimoniare la gratitudine del paziente che, grazie all’interesse del dio stesso, era stato liberato dal male che lo affliggeva.

Tali donaria raffiguravano con molta frequenza anche gli organi sessuali, sia maschili sia femminili. Sebbene gli storici della medicina non abbiano ancora raggiunto un completo accordo sulle malattie veneree diffuse nel mondo antico (pare, ad esempio, che la sifilide si sia diffusa in Europa soltanto dopo la scoperta dell’America, importata dal nuovo mondo dai marinai di Cristoforo Colombo), è comunque certo, anche in base alle descrizioni che si ritrovano frequenti nella letteratura medica e non medica del mondo latino e greco, che le malattie veneree o comunque della sfera sessuale, erano note anche in quel tempo.

MEDICINA ed EROS Cristoforo Colombo
In tale situazione chi ci guadagnava erano i sacerdoti, tanto grande era la fede negli dei.
Molti di questi dei furono più tardi trasformati in santi della Chiesa cattolica. Presiedono quindi alla cura di varie affezioni, esattamente come i sacerdoti pagani pretendevano che i loro dei fossero in condizione di agire come infallibili esperti di medicina.
Il risultato in entrambi i casi naturalmente non variava.

L'ANTICA ROMA: Cibele
I sacerdoti di Cibele si specializzarono nella castrazione. Vi era sempre una notevole richiesta di castrati, in Roma, per diversi scopi. A dispetto del fatto che l’imperatore Domiziano fece del suo meglio per far cessare questa orribile mutilazione, molti continuarono a mutilare non solo se stessi, ma altresì i fanciulli indifesi che cadevano nelle loro mani.

RAZZISMO SESSUALE: Giovenale
Secondo quanto ci dice Giovenale nella sua celebre satira contro le donne, la richiesta di castrati proveniva particolarmente dalle signore romane della buona società. Queste usavano sottoporre a questo delicato intervento i loro schiavi quando essi raggiungevano la pubertà, facendone degli spadones.
Eseguendo l’intervento in quell’età, i giovani venivano messi in condizione di soddisfare nel migliore dei modi le voglie delle loro lussuriose padrone. Giacché mentre l’erezione veniva conservata (e durava per così dire
ad libitum) era viceversa rimosso il pericolo di fastidiose gravidanze per interrompere le quali le matrone avrebbero dovuto far ricorso a qualche fattucchiera che somministrasse loro un pericoloso filtro magico.


Ancora una volta la Chiesa cattolica ha fedelmente seguito i suoi precursori, perché essa pure ha castrato dei ragazzi per conservare la loro voce, affinché potessero cantare nelle chiese.
Roma pare sempre avere avuto una folla di dei per ogni tipo d’impiego, ma in particolare per tutto ciò che riguardava l’amore e le sue manifestazioni.

MEDICINA ed EROS
Nelle feste baccanali non si invocava soltanto Coma, ma anche Venere, Ercole, Priapo, Iside, Ebe e Cupido; quest’ultimo ebbe da Sant’Agostino l’epiteto di deus copulationis, dio del coito.

RAZZISMO SESSUALE: Ercole
Egli regnava supremo alla fine della festa; Iside era la migliore consigliera in faccende d’amore, mentre gli altri dei avevano diverse specializzazioni.

MEDICINA ed EROS Conisalus
Vi era un dio chiamato Conisalus, che presiedeva al sudore cui andavano soggetti gli amanti.
Esso era raffigurato come un fallo con un piede di capra e la testa di fauno con corna.

MEDICINA ed EROS Picumnus e Pilumnus
Triphallus era un piccolo dio con un fallo enorme; così come Picumnus e Pilumnus.
Deverra era una dea specialmente dedicata alle vergini. Viriplaca era invocata dalle mogli che avevano litigato. Genita-Mana provvedeva a che i bambini non nascessero deformi. Mentre a Fauna, la dea favorita delle matrone romane, era affidato l’incarico di coprire discretamente ciò che non doveva essere visto dal profano.

MEDICINA ed EROS Virplana


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Luminari e Pianeti: MERCURIO

Luminari e Pianeti: MERCURIO

Analogie astronomiche: valori di mobilità. Questo pianeta infatti è il più rapido nel girare attorno al Sole.
Elemento: la Terra, dove il Secco domina rispetto al Freddo.

Luminari e Pianeti: MERCURIO Antoine Rivaroli conte di Rivarol
Età della vita: l’adolescenza.
Principio generale: principio di comunicazione, di legame, di scambio di movimento, di differenziazione, nel dualismo di opposte polarità. Principio quindi di adattamento attraverso la diffidenza e la repressione della vita dei sensi, a vantaggio dello sviluppo mentale libero dalla ricca confusione originale dello stadio lunare, soggettivo, dell’infanzia.

Luminari e Pianeti: MERCURIO Conan Doyle
Temperamento: nervoso, quindi più secco che freddo.
Funzioni fisiologiche: funzioni di scambio con l’ambiente per mezzo della respirazione, del linguaggio, della mano e della rete nervosa.

Luminari e Pianeti: MERCURIO François Sagan
Fisiopatologia: turbe psicosensoriali.
Caratterologia: Nervoso (Nervoso-non Attivo-Primario) o Sanguigno (non Emotivo-Attivo-Primario) o anche Nervoso e Sanguigno; la Primarietà è l’unica costante insieme all’ampiezza del campo della coscienza.

Luminari e Pianeti: MERCURIO Georges Courteline
Funzioni psicologiche: Mercurio è l’ausiliario dell’Io nell’affermare il mondo della ragione (nel senso comune della parola).
Sottraendosi all’istinto, e distaccandosi dall’affettività, porta quindi allo sviluppo dell’intelletto e del senso morale in favore degli usi e delle convenzioni fissate dalle regole della logica; commercio dello spirito con idee rivestite di parole, e commercio della materia, col sistema degli scambi basati sui regolamenti.
Riferibile in parte all’Io, è, per eccellenza, un fattore di adattamento di fronte agli impulsi interiori ed alle pressioni esterne.
Psicopatologia: instabilità, mitomania, cleptomania.

Luminari e Pianeti: MERCURIO Gérard Philipe
Morfologia: tipo efebico. Corporatura esile, spesso gracile e filiforme, lineamenti fini e delicati.
Volto triangolare, talvolta allungato; struttura cranica predominante, impianto dei capelli alto, fronte ampia; sopracciglia ad accento circonflesso; naso a punta, quindi un po’ rialzato; mento pure a punta ed esile; la parte basale della testa è minima, assottigliata, e conferisce quindi al volto un aspetto “a trottola”; l’insieme del volto appare come sfaccettato.
Gli occhi mostrano un’espressione canzonatoria, gli angoli della bocca hanno alcune pieghe ironiche, i lineamenti sono fini, la mimica è espressiva ed eloquente: l’insieme offre un’impressione giovanile, talvolta anche birichina o di diavoletto.
Professioni: quelle che consistono nel vedere, intendere, comprendere, parlare, trasferire (commercio, segreteria, redazione, edizione, giornalismo, radio, ed altro della comunicazione).

Luminari e Pianeti: MERCURIO Jacques Offenbach
Arti: la commedia, l’imitazione, il virtuosismo, la parodia, il disegno.
Destino: simbolo della vita di relazione: studi, cameratismo, visite, viaggi, interessi intellettuali.
Esistenza mobile, varia, pellegrina, quindi spesso instabile o duplice (ossia doppia vita).

Luminari e Pianeti: MERCURIO Jean-Jacques Rousseau
Personaggi: i fratelli, le sorelle, i cugini, i vicini, i compagni, i colleghi o i collaboratori.
Aspetto sociale: il parlamento, la borsa, la stampa.

Luminari e Pianeti: MERCURIO Voltaire
Casi celebri: Nicolas Chamfort, Georges Courteline, Conan Doyle, Jean-Francois Marmontel, Jacques Offenbach, Gérard Philipe, Antoine Rivaroli conte di Rivarol, Jean-Jacques Rousseau, Francoise Sagan, Voltaire.

Luminari e Pianeti: MERCURIO Nicolas Chamfort