Cronaca Nera

Gli ingredienti per una storia horror ci sono tutti e compongono un quadro di passione, dove l’amore malato diventa l’innesco per distruggere tre vite.
L’ambiente è il mondo gay e trans del napoletano: VINCENZO RUGGIERO è la vittima; CIRO GUARENTE il presunto assassino; HEVEN GRIMALDI l’amica del primo e la (ex) fidanzata del secondo.
Le indagini sarebbero arrivate alla svolta decisiva proprio grazie alle insistenze ed alla testimonianza della trans Heven Grimaldi, che ha poi dichiarato: “ Ho perso in una sola tragedia le 2 persone più importanti della mia vita, il mio migliore amico e fratello, il mio fidanzato con il quale ho trascorso 7 lunghi anni della mia esistenza, la mia casa, la mia VITA!”.

Vincenzo Ruggiero, 25 anni di Parete, faceva il commesso al negozio “Carpisa” del centro commerciale “Campania” di Marcianise, ed era un attivista per i diritti gay.
Viveva insieme ad una amica Trans, Heven, in un appartamento di Aversa.
Ciro Guarente, 35 anni di San Giorgio a Cremano, residente a Giugliano, era un militare della Marina , ma due anni fa, dopo avere partecipato ad un gay pride, esternando quindi il suo orientamento sessuale, era stato rimosso dal ruolo militare ed era transitato in quello civile, con conseguente trasferimento in un ufficio a Roma.
La gelosia morbosa di Guarente verso Ruggiero avrebbe fatto scattare la lite, culminata in una spinta che avrebbe fatto cadere quest’ultimo; la caduta ed il conseguente colpo alla testa, sarebbe stata la causa della morte di Vincenzo.

Guarente, che viveva un periodo negativo, sia professionale, sia umano, ha allora orchestrato la messa in scena dell’allontanamento volontario da parte di Ruggiero.
Versione, in un primo tempo creduta dalle autorità inquirenti, ma sempre rifiutata da Heven Grimaldi.
Così, il presidente dell’Arcigay di Napoli ha accompagnato Heven al comando carabinieri per una deposizione volontaria, dalla quale sono partite nuove indagini, che ben presto hanno fatto emergere la verità dell’assassinio.
Ora gli inquirenti non hanno più dubbi: oltre alla confessione di Ciro Guarente, ci sono le immagini riprese dalle telecamere, di fronte all’appartamento di Aversa in cui risiedeva Vincenzo Ruggiero, dalle quali si vede l’assassino che entra nello stabile e ne esce qualche tempo dopo con un grosso sacco, che potrebbe contenere il corpo di Vincenzo e lo carica in auto.
Nella prima confessione, Guarente aveva riferito ai carabinieri di essersi liberato del corpo gettandolo in mare, nei pressi di Licola, ma oggi è emersa la più agghiacciante delle verità.
A Napoli in uno scantinato adibito a garage, è stato ritrovato un corpo tagliato a pezzi, di cui manca la testa. Si tratterebbe proprio di Vincenzo Ruggiero, ucciso il 7 luglio scorso.
Gli inquirenti ritengono che il piano di Guarente era finalizzato ad impedire il ritrovamento del corpo, che era stato anche parzialmente sciolto con acido cloridrico e quel che restava nascosto all’interno di un grosso foro della muratura.
Piena di dolore un’ultima dichiarazione di Heven Grimaldi:”Ciro (Ndr: Guarente) ha mentito a me e a tutti i suoi amici passando per una persona tranquilla e totalmente estranea ai fatti”.

Si conclude tragicamente una vicenda che ora, salvo nuovi colpi di scena, attende solo l’esito di una sentenza processuale a carico di Ciro Guarente.
L’intero mondo gay e trans del napoletano, e non solo, esce profondamente provato da una vicenda di cui non avrebbe mai voluto essere protagonista.

Salva